Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

La svolta politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2012

Opinioni in rete. Le manovre in atto negli ambienti di una certa politica in Italia sembrano perseguire l’obiettivo d’incoraggiare l’assenteismo elettorale (siamo già al 30% e non è escluso che si arrivi al 35%) strumentalizzando tutto ciò che è negativo: politici corrotti e malavitosi “scudati” dai loro colleghi, privilegi di casta, intese sottobanco poco chiare tra i vari partiti, di maggioranza e di opposizione, e perseguimento di iniziative non dissimili tra loro tanto da farli apparire “complici” dello stesso sistema. Il fine è quello che è più controllabile il 60-65% dell’elettorato rispetto ad una percentuale maggiore. Non solo. Se si scremano i voti diretti alle ali estreme e ai partitini locali, le schede bianche e nulle si arriva tranquillamente ad una percentuale intorno al 50%.
Significa, in pratica, assicurare la leadership degli stessi partiti, i loro giochi di potere e i loro leader.
Contro questa linea di tendenza resta per gli elettori che vogliono seriamente un cambiamento e, sono, purtroppo, tra coloro, per lo più, che disertano le urne, una sola possibilità: quella di andare a votare e a votare quel partito che più degli altri ha provveduto ad un ricambio generazionale non tanto per l’età quanto per la mentalità dei candidati. Se tale mossa risultasse vincente avremmo, se non altro, la possibilità di ridurre di un buon 40% il numero dei soliti eletti. E sarebbe ancora più interessante avere un partito che fondasse il suo programma sulla tutela di due diritti: quello della vita e quello del vivere. Il ragionamento che ne scaturisce è semplice: noi abbiamo un obbligo nei confronti dei nuovi venuti. Non dobbiamo abbandonarli a se stessi una volta nati. Dobbiamo assicurare un minimo standard di esistenza dignitosa elevando a diritto inalienabile quello dell’assistenza universale, dell’istruzione, dell’alimentazione, del lavoro, della sicurezza e della tutela per i più deboli (handicappati, anziani, ecc.). Per questi impegni le risorse ci sono, se ne facciamo un buon uso, ovviamente.
Se ci convinciamo delle buone ragioni qui rappresentate allora il discorso si fa mediatico e come, a questo punto, non pensare alla rete? Avremmo un obiettivo a portata di mano, il tempo necessario per concretizzarlo e la possibilità di essere supportati da elementi validi da proporre come alternativa all’attuale leadership. Il mio invito, quindi, è quello di chiamare all’attenzione dei navigatori della rete questo progetto, di valutarlo e migliorarlo se necessario, di diffonderlo e di realizzarlo con atti concreti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Una Risposta a “La svolta politica”

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