Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 19 gennaio 2012

Filiera Bioplastica

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

bioplastic logo design contest entry

Image by Shira Golding via Flickr

Cereplast Italia, filiale di Cereplast, Inc. ( Nasdaq: CERP). A seguito dell’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini pubblicata sul sito della camera dei deputati in data 17 gennaio la Cereplast Italia nota con piacere che all’interno del Parlamento Italiano comincia ad esserci la consapevolezza che la Green Economy può e deve rappresentare una risorsa sia per il rispetto dell’Ambiente, che per l’economia Italiana.In un momento non facile come questo che stiamo vivendo è necessario un impegno culturale affinché,soprattutto tra le nuove generazioni si diffonda un etica del rispetto dell’ambiente e si punti ad investire in settori come quelli della bioplastica che possono dare grandi soddisfazioni sia in termini economici che in termini ecologici.Sarà compito della Cereplast nel suo piccolo sensibilizzare l’opinione pubblica e chi ci amministra affinché si maturi la consapevolezza che non ci sono alternative all’innovazione ed alla sostenibilità ambientale.
Cereplast Italia e la filiale Italiana con sede a Milano e stabilimento ad Assisi (PG) di Cereplast, Inc. (Nasdaq: CERP) progetta e produce proprietarie a base biologica, materie plastiche sostenibili che vengono utilizzati come sostituti per la plastica tradizionale in tutti i principali processi di conversione – come lo stampaggio ad iniezione, termoformatura, soffiaggio ed estrusione – a una struttura di prezzo competitiva con le materie plastiche tradizionali. All’avanguardia di sviluppo materiale bioplastica, Cereplast adesso offre resine per soddisfare una varietà di esigenze dei clienti. ® resine Cereplast compostabili sono ideali per applicazioni monouso dove l’alta contenuti provenienti da fonti rinnovabili e la compostabilità sono vantaggiosi, soprattutto nel settore della ristorazione. Sustainables Cereplast ® combinano alto contenuto di resine provenienti da fonti rinnovabili con la durevolezza e la resistenza della plastica tradizionale, che li rende ideali per applicazioni in settori come l’elettronica di consumo automotive e imballaggio. Per saperne di più a http://www.cereplast.com. Si può anche visitare le pagine di Cereplast di social networking a Facebook.com / Cereplast, Twitter.com / Cereplast, Youtube.com / Cereplastinc e Stocktwits.com / simbolo / CERP. La Cereplast, il logo Inc. sono disponibili sul http://www.globenewswire.com/newsroom/prs/?pkgid=9567.

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La bufala delle (finte) liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Gli ultimi vent’anni di liberalizzazioni sono costate agli italiani quasi 110 miliardi. Per le famiglie gli aumenti sono arrivati a 280 euro l’anno. Qui o si fa sul serio o è solo demagogia Il tema caldo di politica economica degli ultimi giorni, le liberalizzazioni annunciate che costituiranno la fase 2 del governo Monti, quale base per il rilancio dello sviluppo a lungo termine del Nostro Paese, necessita di una riflessione attenta alla luce dei dati forniti dalla CGIA di Mestre proprio sulle liberalizzazioni susseguitesi negli ultimi vent’anni. Secondo quanto rivelato dall’analisi in questione le aperture dei mercati delle assicurazioni, dei mezzi di trasporto, carburanti, gas, trasporti ferroviari e urbani e dei servizi finanziari avrebbero inciso sulle famiglie italiane per quasi 110 miliardi, non comportando, quindi, alcun vantaggio economico nei confronti dei consumatori cui i benefici dovevano essere rivolti. Le uniche note positive verrebbero dal solo mercato dell’energia elettrica che avrebbe segnato dei miglioramenti. Ciò che inquieta e che invita alla riflessione sulla necessità di evitare con i provvedimenti in corso di definizione danni maggiori per i consumatori rispetto alla situazione attuale, sono i dati relativi alle maggiori spese subite dalle famiglie a seguito di vent’anni di presunte ed annunciate liberalizzazioni: sarebbero ben 286 all’anno gli euro pagati in più all’anno dalle famiglie italiane che, moltiplicati per il numero degli anni trascorsi dall’avvio, agli inizi degli anni ’90, delle aperture dei mercati di ogni singolo settore e sino al novembre scorso hanno fatto salire l’ammontare complessivo a 4.576 euro per nucleo familiare. Ma venendo ai singoli settori, tra il 1994 e il novembre del 2011, le assicurazioni hanno pesato ben 2.462 euro in più nelle tasche delle famiglie italiane, con un aumento medio annuo pari a 154 euro.
Un altro mercato che ha colpito gravosamente i bilanci familiari è stato quello dei servizi finanziari (costo dei conti correnti, dei bancomat, commissioni varie e altro), con costi medi supplementari pari a 58 euro in più ogni anno con un aumento globale dal 1993 al novembre 2011 pari a 921 euro che, moltiplicati per il numero totale delle famiglie porterebbero alla spaventosa cifra di 21,9 miliardi di euro. Tra gli ultimi mercati ad aver visto attuati provvedimenti liberalizzativi è da segnalare quello del gas che però come gli altri due descritti precedentemente non ha subito degli effetti positivi dalla parte degli utenti: dal 2003 al novembre 2011 gli aumenti medi totali per ogni famiglia corrispondono alla cifra di 901 euro con una crescita annua d’importo pari a 56 euro in più, e costi globali esorbitanti che arrivano a 22,1 miliardi di euro per tutte le famiglie. Come detto, l’unico settore a salvarsi dagli esiti di quelle che appaiono come finte liberalizzazioni alla luce dei dati riportati, solo quello dell’energia elettrica dove nel complesso, il risparmio per le famiglie è stato di 6,7 miliardi di euro. Per tali ragioni, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, condivide l’analisi del segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi secondo cui “in Italia le liberalizzazioni, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno funzionato. Prezzi o tariffe sono cresciuti, con buona pace di chi sosteneva che un mercato più concorrenziale avrebbe favorito il consumatore finale. Purtroppo in molti settori si è passati dal monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie private”. Secondo Giovanni D’Agata, sull’assunto di quanto sostenuto dal segretario della Cgia di Mestre, se aperture dei mercati vi devono essere, devono essere aperture reali, efficaci ed effettivamente in grado di portare reali vantaggi ai consumatori. Non si può parlare di liberalizzazioni dei trasporti come quello urbano dei taxi o dell’orario di apertura dei negozi che potrebbero apparire come iniziative quasi demagogiche per non dire populistiche, se prima non s’interviene con vere liberalizzazioni nei confronti delle lobbies e delle corporazioni che dominano quasi incontrastate l’economia del paese quali assicurazioni, banche ed imprese del settore energetico.

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La Cassazione Civile contro i processi lumaca

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Cassazione

Image via Wikipedia

Lo “Sportello dei Diritti” è intervenuto numerose volte sull’annoso problema della lentezza dei processi italiani causa non solo di continue condanne dello Stato da parte della Corte di Giustizia europea, ma soprattutto di conseguenze negative per i cittadini costretti a subire le ansie e le attese per decisioni che non arrivano mai o che arrivano dopo anni ed anni di rinvii.La legge 89/2001 nota a tutti come «legge Pinto» e che ha superato il decimo anno dall’entrata in vigore ha tentato di porre un argine ai danni causati alla cittadinanza per tutelarla di fronte all’irragionevole durata delle cause, che secondo giurisprudenza corrisponderebbe a tre anni per il primo grado di giudizio, due anni per il secondo e un anno per ciascuna fase successiva, stabilendo la possibilità di ottenere un “equo indennizzo” a fronte degli irragionevoli ritardi dei processi.Con alcune recenti decisioni della Cassazione (2009/16086; 2010/819), gli ermellini avevano posto alcuni paletti per definire l’entità dell’indennizzo liquidabile: “La quantificazione del danno non patrimoniale deve essere, di regola, non inferiore a Euro 750,00 per ogni anno di ritardo eccedente il termine di ragionevole durata. Tali principi vanno confermati in questa sede, con la precisazione che il suddetto parametro va osservato in relazione ai primi tre anni eccedenti la durata ragionevole, dovendo invece aversi riguardo per quelli successivi, al parametro di Euro 1.000,00 per anno di ritardo, tenuto conto che l’irragionevole durata eccedente tale periodo comporta un evidente aggravamento del danno”.A tal proposito è utile riportare la recentissima sentenza n. sentenza n. 35/2012 della sesta sezione civile della Corte di Cassazione che ha ricordato come il diritto all’equa riparazione spetta tutte le parti e non soltanto quella che è risultata vittoriosa.Come spiega la Corte, la violazione del termine di durata ragionevole del processo fa sorgere il diritto alla riparazione anche alla parte che ha perso la causa. Non solo: tale diritto prescinde anche dalla consistenza economica e dall’importanza del giudizio. Unica eccezione è quella in cui si dimostri che il soccombente ha promosso una lite temeraria o ha resistito in giudizio al solo scopo “di perseguire proprio il perfezionamento del diritto alla riparazione”. Implicitamente la Corte non fa che richiamare la portata del secondo comma dell’articolo 2 della legge 89 secondo cui il giudice deve considerare la complessità del caso e, in relazione ad essa, il comportamento delle parti. Per il resto secondo la Corte risulta del tutto irrilevante, la eventuale consapevolezza, da parte di chi fa la richiesta di equa riparazione, della scarsa probabilità di successo della sua iniziativa giudiziaria. Al di là del merito della sentenza, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si rivolge alla cittadinanza affinché prendendo spunto da tali decisioni continui a promuovere l’azione civile nei confronti dello Stato per vedersi riconosciuto un sollievo economico a fronte delle sofferenze e delle ansie dovute alla lungaggine dei processi che dovrebbe servire anche da impulso per accelerare le riforme necessarie e per fornire uno stimolo ulteriore affinché si doti l’amministrazione giudiziaria degli strumenti necessari per una Giustizia più rapida ed efficace.
Anche alla luce delle decisioni in commento che confermano l’orientamento giurisprudenziale per una tutela più efficace dei cittadini, lo “Sportello dei Diritti” continua e continuerà nella sua attività di tutela legale di tutte le vittime della giustizia lenta.

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Liberalizzazioni: provvedimento sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Paolo Landi, Presidente Fondazione Consumo sostenibile: «Indispensabili regole nuove, autorità di controllo e soprattutto rafforzare l’azione collettiva risarcitoria (class action), questo per evitare che i risultati “attesi” restino sulla carta». L’auspicio è che il Governo Monti prosegua con determinazione sulle liberalizzazioni riuscendo ad attuare ciò che per anni è stato predicato.Una maggiore concorrenza nei settori che il Governo ha individuato, può portare significativi benefici economici e un migliore servizio ai consumatori; in particolare nell’energia, nelle autostrade, nei carburanti, nel settore finanziario e nelle professioni.Risultati che non sono scontati, l’esempio è il settore RC Auto, dove una liberalizzazione senza regole e controlli ha portato ad aumenti delle tariffe tre volte il tasso di inflazione e una riduzione delle garanzie agli assicurati. In alcune aree territoriali ha portato anche a tariffe “usuraie” dando luogo ad un’evasione dell’obbligo assicurativo o all’espulsione di assicurati per aver raggiunto una certa età.Altre liberalizzazioni, hanno avuto effetti ampiamente positivi si pensi al commercio, ai medicinali da banco, alla telefonia (dove tuttavia la mancanza di regole ha reso impossibile una comparazione delle tariffe).Ogni liberalizzazione dunque deve avere regole nuove e organismi di controllo, soprattutto è necessario un rafforzamento dell’azione collettiva risarcitoria (che rappresenta un deterrente che coinvolge i consumatori diretti interessati).Parliamo della class action che per essere efficace necessita di sostanziali modifiche alla normativa vigente, sia per quella rivolta al settore privato che per la pubblica amministrazione.Nelle liberalizzazioni è insito il rischio di aumenti ingiustificati e di pratiche commerciali sleali; si pensi a tariffe liberalizzate nel settore trasporti e sull’acqua, al rischio di una caduta della qualità del servizio postale nelle aree disagiate o alle pratiche commerciali scorrette, dovute alla certezza delle imprese di restare impunite.Non dobbiamo quindi proclamare i risultati attesi dalle “liberalizzazioni”, ma dotarsi di regole, controlli e strumenti affinché i risultati attesi o promessi siano concreti e reali.

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Mediaconciliazione: crescita nel 2011

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Sono state 381, per un valore complessivo delle controversie di oltre 47 milioni di euro; la Cciaa di Udine impegnata nella sensibilizzazione per diffondere l’utilità, l’efficacia e la rapidità dello strumento Per un valore complessivo delle controversie di oltre 47 milioni 300 mila euro, si è confermato in deciso aumento nel 2011 il ricorso, nella provincia di Udine, alla mediazione finalizzata alla conciliazione (la cosiddetta “mediaconciliazione”), lo strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie civili e commerciali sui diritti disponibili, diventato operativo dal marzo 2010 e obbligatorio in determinate materie dal 20 marzo 2011. Il “bilancio” annuale dello Sportello di conciliazione della Camera di Commercio di Udine, iscritto nel registro degli organismi di mediazione tenuto dal Ministero della Giustizia, permette di delineare il fenomeno. Nel 2010, quand’erano volontarie, si sono registrate 29 mediaconciliazioni, mentre dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 sono state addirittura 381, con un’impennata dopo il 20 marzo. Delle mediaconciliazioni, 38 si sono concluse con un accordo fra le parti, 116 sono tuttora in corso, 45 si sono concluse con un mancato accordo tra le parti. Ma in ben 107 casi c’è stata la mancata comparizione delle parti: un 28% pienamente in linea con il 30% registrato a livello nazionale, dovuto prevalentemente al fatto che l’atteggiamento verso la mediaconciliazione non è ancora costruttivo. In molti casi si ritiene erroneamente sia solo un passaggio in più prima di tentare la causa vera e propria, dettato dalla necessità di rispettare la condizione obbligatoria di procedibilità, più che dalla convinzione dell’utilità dello strumento. Ed è proprio su questo che la sensibilizzazione delle Cciaa si fa più convinta. Dallo Sportello udinese spiegano infatti «che, nei casi in cui le parti aderiscono con atteggiamento propositivo, l’accordo si raggiunge e la mediaconciliazione si dimostra strumento efficace, snello, meno oneroso e per questi motivi utile e valido, in particolare per il mondo dell’impresa, che richiede tempi rapidi e certi per risolvere le controversie». Tra le materie più “gettonate” per la mediaconciliazione, nel 2011 lo Sportello di Udine ha registrato controversie su contratti assicurativi, bancari, finanziari, ma anche diritti reali, moltissime locazioni e successioni ereditarie. «Non va dimenticata – sottolineano ancora dall’ufficio – l’efficacia della mediaconciliazione nelle storiche materie in cui è volontaria, come appalti, contratti d’opera, controversie in materia di consumo, dove è alto il grado di soddisfazione delle parti, che arrivano più convinte di trovare una soluzione». In aumento anche i casi di mediazione delegata, ossia ordinata dal giudice nelle materie obbligatorie, quando nessuna delle parti l’abbia esperita prima di introdurre la causa. Oltre alla mediaconciliazione, prosegue anche il binario parallelo della conciliazione ordinaria: nel 2011 sono state 46, per un valore delle controversie di circa 367 mila euro. Una diminuzione rispetto al 2010 (erano 88), ma in parte dovuta a un “assorbimento” nella mediaconciliazione. La tendenza per il 2012 è di un progressivo e ulteriore aumento del ricorso alla mediaconciliazione, anche perché da marzo diventerà obbligatoria in nuove materie.

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Liberalizzazioni.30 milioni in più con l’abolizione del limite di 6 anni per i praticanti procuratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Intervento della senatrice Radicale Donatella Poretti Sono tantissimi i praticanti avvocato nel nostro Paese. Oggi giorno, l’esame di abilitazione alla professione forense rappresenta un ostacolo per tutti i giovani praticanti e sono pochissimi coloro che riescono a superare la prova d’esame con una percentuale del 30%.
I praticanti procuratori, dopo un anno dall’iscrizione nell’apposito registro, sono ammessi, per un periodo non superiore a sei anni, ad esercitare il patrocinio davanti ai tribunali del distretto nel quale è compreso l’ordine circondariale, limitatamente ad alcuni procedimenti. Mentre il praticante avvocato, con determinati limiti di materia e territoriali, potrebbe già dopo un anno di tirocinio aprirsi una Partita IVA e lavorare autonomamente. È scoraggiato però ad entrare nel mondo del lavoro, per via di quel limite temporale di 6 anni.Ritengo che se si eliminasse il limite di 6 anni, si verrebbe così a creare una figura intermedia di professionista, il Patrocinatore Legale, che aprirebbe le porte al mondo del lavoro a circa 30.000 giovani, senza contrastare l’art. 33 della Costituzione. Tutto questo, anche a livello economico, potrebbe portare numerosi vantaggi e un cospicuo incremento del gettito fiscale. Su questo ho presentato un disegno di Legge che vede le prime sottoscrizioni di alcuni colleghi, tra cui Marco Perduca, Luciana Sbarbati, Emanuela Granaiola,Vittoria Franco. Nella speranza che questa iniziativa possa essere un utile contributo al dibattito sulle liberalizzazioni e ai provvedimenti che Governo e Parlamento si troveranno ad affrontare nelle prossime settimane.

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Campaign on Change.org calling on the Children’s Hospital

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Washington dc

Image via Wikipedia

Washington, DC – More than 15,000 people in 15 states have joined a popular campaign on Change.org calling on the Children’s Hospital of Philadelphia to allow three-year-old Amelia Rivera a kidney transplant her family says she needs to survive. Sunday Stilwell, a mother of two autistic boys, launched the campaign on Change.org after reading a blog post by Amelia’s mother, Chrissy Rivera, about a meeting with hospital staff. In the post Rivera alleges that hospital staff explained her daughter, a three-year old with Wold-Hischhorn Syndrome, was not eligible for a medically-necessary kidney transplant due to “mental delays.” “As a mother of two sons on the severe end of the autism spectrum, I could not sit back and let anyone tell another special needs parent that their child is not worthy of living,” said Sunday Stilwell, who launched the campaign on Change.org. “I read Amelia’s story and imagined myself sitting across the table from a doctor and social worker telling me my boys’ lives have no value, and I knew I had to do something to make sure this never happens to another family.”More than 15,000 people joined StilweIls’s campaign on Change.org in less than 48 hours and over the weekend.“What these concerned citizens have accomplished in just a few days is remarkable,” said Change.org Director of Organizing Corinne Ball. “With no budget and armed with only a laptop, Sunday Stilwell has managed to recruit more than 15,000 supporters from 15 states. Change.org is about empowering anyone, anywhere to demand action on the issues that matter to them, and it has been incredible to watch Sunday’s campaign take off.”Stilwell hopes her petition on Change.org will result in the Children’s Hospital of Philadelphia (CHOP) reconsidering their decision. The hospital has responded to the controversy with a statement on Facebook: “We want you to know that CHOP does not have any criteria which exclude patients from being considered for transplant solely on the basis of their cognitive status. Transplant programs at CHOP have never declined a patient for transplant based solely on their cognitive status and we have performed transplants on many children with disabilities and impairments.”

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The Latest Cross-Industry News from the Leading Research Source

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

London Frost & Sullivan’s launch of the complimentary Growth, Innovation and Leadership (GIL) Community Newsletter is designed to provide executives industry news, market insights, best practices intelligence, identification of companies recognized by Frost & Sullivan analysts as best in class and a listing of live and virtual events. This unique portal of thought leadership and research information functions as a personalized Web site that can be customized based on the member’s needs and interests.The GIL Community Newsletter is a key component of Frost & Sullivan’s GIL Community dedicated to helping executives accelerate the growth of their company by providing career-enhancing ideas researched by Frost & Sullivan’s international team of expert analysts. Its design provides emerging market information, Mega Trends and technical advancement insights, as well as updates on the latest industry research, which keeps members informed and gives the insight needed to leverage growth in highly competitive markets.Highlights of the GIL Community Newsletter include multimedia content and easy navigation, as well as thought leadership to enhance business growth potential. This customized Web page will be continually updated to reflect the most recent industry insights, based on the parameters set by the user.“The mission of the GIL Community Newsletter is to drive visionary thinking by providing value to our subscribers,” said Vice President of Global Marketing and Chief Marketing Strategist, Bill Archer. “The content will enhance the users’ ability to gaining strategic knowledge and recommendations needed to grow their company and their careers.”
Frost & Sullivan, the Growth Partnership Company, enables clients to accelerate growth and achieve best-in-class positions in growth, innovation and leadership. The company’s Growth Partnership Service provides the CEO and the CEO’s Growth Team with disciplined research and best-practice models to drive the generation, evaluation, and implementation of powerful growth strategies. Frost & Sullivan leverages 50 years of experience in partnering with Global 1000 companies, emerging businesses and the investment community from more than 40 offices on six continents. To join our Growth Partnership, please visit http://www.frost.com.

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Campanello d’allarme sull’accordo intergovernativo per una maggiore coesione economica

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Deutsch: Elmar Brok. Aufnahmeort: Aachen. Engl...

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Il Parlamento mercoledì ha di nuovo suonato l’allarme per le possibili insidie contenute nell’accordo intergovernativo in corso di negoziazione per una maggiore coesione economica. La risoluzione approvata esprime forti dubbi sulla necessità di un tale accordo. I deputati inoltre chiedono che la responsabilità democratica sia rafforzata e affermano che l’accordo dovrebbe mirare a aumentare la crescita, non soltanto a rafforzare l’austerità.Intervenendo prima della votazione, i portavoce di gruppi politici si sono detti generalmente d’accordo che, pur per ragioni differenti, il previsto accordo internazionale non è necessario ma addirittura pericoloso. Elmar Brok (PPE, DE) ha detto: “Quest’accordo non sarebbe stata la nostra prima scelta per affrontare la questione. Dobbiamo evitare di dividere l’Unione e garantire i diritti di tutte le istituzioni europee”.Roberto Gualtieri (S&D, IT) ha detto: “Gli strumenti dei trattati ci consentivano di evitare il sistema intergovernativo. E’ paradossale che con l’inchiostro sul six pack no

n ancora asciutto, alcuni Stati membri vogliano già emendarlo con il sistema intergovernativo.Guy Verhofstadt (ALDE, BE) ha detto: “L’accordo intergovernativo è un esercizio molto pericoloso. Dobbiamo limitare al minimo la sua applicazione: la regola d’oro. (…) Entro 5 anni al massimo, il testo deve essere incorporato nel diritto comunitario”.Daniel Cohn-Bendit (Verdi/ALE, FR) ha detto: “Questo accordo internazionale è completamente inutile, non ne sentiamo la necessità. Perfino i mercati non sono convinti dal testo perché chiedono una politica economica coerente. Non è questa la risposta alla crisi”.Martin Callanan (ECR, UK) ha detto: “Quest’accordo non farà nulla per risolvere i problemi immediati. Ha invece spostato attenzione e risorse lontano dalle vere soluzioni alla crisi. I debiti di molti Stati membri non sono sostenibili e necessitano riforme sostanziali e una conseguente svalutazione”.Soren Bo Sondergaard (GUE/NGL) detto: “Non otterremo stabilità per l’Euro con quest’accordo e l’austerità non porterà crescita. Il testo rafforza inoltre l’integrazione europea senza chiedere il parere ai cittadini: non possiamo sostenerlo.Nigel Farrage (EFD, UK) ha detto: “L’austerità non funzionerà. State portando i paesi verso la depressione solo per salvare il progetto Euro. I paesi del sud, in particolare, hanno bisogno di uscire dall’Euro e svalutare”.La risoluzione solleva dubbi sulla necessità di un tale accordo intergovernativo, poiché il suo obiettivo chiave potrebbe essere raggiunto meglio e in maniera più’ efficace attraverso il normale sistema legislativo dell’UE. Inoltre, la risoluzione sostiene che solo attraverso il collaudato e normale sistema UE può essere raggiunta una vera Unione economica e fiscale.
La risoluzione sottolinea inoltre i potenziali problemi che il nuovo accordo, nella sua forma attuale, potrebbe creare tra cui l’insufficiente responsabilità democratica. Il documento sostiene quindi che i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo devono essere inclusi in tutti gli aspetti della futura governance economica.Un accordo intergovernativo rischia di fissare in maniera permanente un’UE a “due velocità”. Per prevenire ciò, la risoluzione afferma che la sostanza di un accordo del genere dovrebbe essere assimilata all’interno della normale legge UE entro 5 anni.Infine, la risoluzione mette in guardia contro un approccio sbilanciato nel modo di affrontare la crisi che mette troppa enfasi sull’austerità. L’accordo dovrebbe inoltre includere l’impegno, da parte degli Stati membri, in favore di un fondo di ammortamento, di obbligazioni collegate a progetti (“project bonds”), di un’imposta sulle transazioni finanziarie e diuna tabella di marcia per gli eurobond.

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Oman Air diventa Gold Sponsor di Oman First Project

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Oman Air, compagnia di bandiera del Sultanato dell’Oman, è stata scelta come Gold sponsor di Oman First, un progetto che fino a febbraio ha come obiettivo la creazione della maggior raccolta al mondo di biglietti di auguri elettronici indirizzati a Sua Maestà il Sultano Qaboos bin Said. Centinaia di migliaia di persone hanno inviato i loro più sentiti auguri a Sua Maestà nel giorno del 41esimo Glorious National Day. Lo staff di Oman Air è stato tra i primi a inviare gli auguri a Sua Maestà il Sultano. Il supporto della compagnia aerea al progetto e ai suoi organizzatori si è concretizzato nella fornitura di 44 computer portatili, che sono stati consegnati dal Manager Government Relations della compagnia, Khalid Abdul Wahab Al Balushi, durante un evento che si è tenuto alla sede centrale di Oman Air a Muscat.Il progetto ha viaggiato nelle regioni e nei governatorati dell’Oman, dando la possibilità ai membri di tutte le estrazioni sociali di partecipare a questo storico evento. Il progetto è culminato nella cerimonia del 41esimo Glorious National Day, che si è tenuta il 18 novembre 2011, durante la quale sono state presentate a Sua Maestà le e-card e una speciale raccolta di messaggi di auguri. A seguire è stata allestita una mostra, che esponeva i messaggi dei sudditi provenienti da tutto il paese.Scopo del progetto è che la raccolta di e-card sia la più grande del mondo. Proprio per questo motivo sono stati invitati giudici del Guinness of World Records Book, sia per visitare il Sultanato che per prendere visione del progetto, una volta completato.Usama Karim Al Haremi, Corporate Communications and Media Head di Oman Air, ha commentato:
“Siamo molto orgogliosi di essere Gold Sponsor dell’iniziativa di Oman First, che rende omaggio a Sua Maestà il Sultano Qaboos bin Said in occasione del 41esimo anniversario della sua salita al trono. Questa iniziativa contribuirà inoltre alla diffusione dell’uso delle tecnologie in Oman ed è stata supportata dall’ Information Technology Authority.“Oman Air è impegnata a sostenere lo sviluppo del Sultanato dell’Oman e ad aiutare i singoli individui a sviluppare completamente il proprio potenziale. Oman First promuoverà i benefici della tecnologia in ogni livello sociale e incoraggerà persone provenienti da ogni parte della nazione a cimentarsi con la cultura digitale.“Questa è inoltre una meravigliosa opportunità per la popolazione dell’Oman, per gli emigrati e per gli amici internazionali della nazione, di festeggiare la leadership e la guida di Sua Maestà augurandogli che si protragga per altri quattro decenni.”Il progetto di Oman First includerà diversi contributi provenienti sia dal settore pubblico che dal privato, come una campagna per la sicurezza stradale, portata avanti dalla Polizia Reale, un programma di lotta alla droga messo in atto dalla Al Hayes Association e la partecipazione di varie associazioni femminili.(a330, WY oman first)

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L’ UGL Sanità del Lazio incontra il territorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Viterbo, Lazio, Italia

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Viterbo 20 gennaio da Viterbo si dà il via, per il secondo anno consecutivo, all’iniziativa ‘L’Ugl Sanità del Lazio incontra il territorio’ che porterà nelle prossime settimane il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, e il responsabile Ugl Lazio, Cristina Ricci, a visitare tutte le province per avere un contatto diretto con i dirigenti sindacali e gli operatori del settore. “Obiettivo degli incontri è favorire il confronto e il dialogo tra le diverse realtà territoriali del Lazio – spiega Cuozzo – e raccogliere le osservazioni indispensabili a delineare il programma delle attività che la segreteria regionale dell’Ugl Sanità intende promuovere per il 2012, tra cui l’apertura della campagna elettorale per le elezioni delle Rsu, il mantenimento del livello occupazionale nel settore, la salvaguardia dei servizi sanitari nella Regione”. Dopo la prima tappa del tour itinerante della Ugl Sanità Roma e Lazio a Viterbo, sono in programma le visite di Latina, il 27 gennaio, Frosinone il 3 febbraio, dove i sindacalisti visiteranno l’Ospedale nuovo e la postazione Ares 118 del capoluogo, e infine Rieti, con data da definire.

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Cristiani e musulmani, una sola mano

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Un libro di Elisa Ferrero Esce a marzo il libro Cristiani e musulmani, una sola mano. Un diario che racconta gli aspetti inedi­ti e sottaciuti della «rivoluzione d’Egit­to», scoppiata in piazza Tahrir al Cairo un anno fa e di nuovo accesasi lo scorso novembre. La cosiddetta “primavera araba” ha dato il via a un nuovo tipo di convivenza e cittadinan­za, all’insegna del pluralismo religioso e del confronto dialettico con l’opinio­ne dell’altro. Le immagini del Corano accostato alla croce cristiana, durante le manifestazioni, hanno riempito il web e le pagine dei giornali. Molti hanno ritenuto che si trattasse di un’astuta mossa propagandistica, ma l’autrice respinge l’idea e mostra, con i fatti vissuti e narrati, come gli atti simbolici, seppur usati con consapevolezza mediatica, siano scaturiti dal desiderio di riaffermare l’unità tra cristiani e musulmani, contro la politica del divide et impera attuata dal regime di Mubarak che, paventando il pericolo islamista, manteneva in silenzio l’intera popolazione sotto lo scacco della paura.
Le scene dei musulmani in preghiera protetti dai cristiani e dei cristiani protetti dai musulmani non sono state altro che i segni esteriori di questa nuova consapevolezza. Il libro ha origine dal desiderio di rendere pubblico un “diario della rivoluzione” nato in maniera spontanea, dall’invio di notizie a decine di persone interessate, diventate poi centinaia quindi migliaia, unite in una catena umana che diffondeva informazioni in tempo reale. Il racconto dei fatti si caratterizza così per l’immediatezza: pur abbracciando la cronaca e l’analisi, le «lettere» del diario sono vive e spontanee, perché scritte sull’onda degli eventi e con il sentimento di partecipazione di chi è legato ai luoghi e alle persone coinvolte. L’autrice ha raccolto le testimonianze e i commenti degli amici egiziani, attraverso telefono, posta elettronica, sms, Twitter e Facebook: gli stessi mezzi di comunicazione che sono stati usati dai giovani per organizzare la rivolta. E poi notizie da tv e giornali arabi, integrate dando notizie e testimonianze della propria esperienza di vita in Egitto. Il diario copre l’intero 2011, dall’inizio della rivoluzione a fine novembre, con gli ultimi scontri e la prima tornata elettorale. Cristiani e musulmani, una sola mano è ricco di approfondimenti: tra le pagine del diario, i blocchetti di approfondimento, aggiunti in fase di lavorazione, spiegano termini e passaggi della storia recente egiziana utili alla piena comprensione del testo. La domanda cruciale che l’autrice si pone nel capitolo finale è quanto, di questo spirito di unione, si sia trasferito al resto della società egiziana, oltre piazza Tahrir, nella fase della ricostruzione. Il quadro non è ancora chiaro, ma qualunque sia l’evolversi degli eventi, l’esperienza di piazza Tahrir resterà un momento imprescindibile della storia egiziana, che avrà formato la coscienza politica di un’intera generazione di giovani.Il libro fa parte della collana Parole non crociate diretta da Paolo Naso, la postfazione è di Wael Farouq, presidente del Centro Tawasul del Cairo.
Elisa Ferrero: piemontese, collabora con il Centro Culturale Tawasul del Cairo ed è autrice di una newsletter sulla rivoluzione egiziana, regolarmente pubblicata

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Competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

L’accordo permette a tutte le imprese, con fatturato non superiore a € 250 milioni generato per almeno il 10% all’estero, di richiedere ed accedere a finanziamenti, erogati da Carige e garantiti da SACE fino al 70%, destinati ad attività connesse alla propria crescita sui mercati esteri.“Le imprese che sono meglio riuscite a contrastare gli effetti della crisi sono quelle che hanno saputo puntare e investire su nuovi mercati ad alto potenziale – ha dichiarato Luis Cuttica, Direttore della Sede di SACE di Milano (Area Nord Ovest) –. L’accordo con Carige va in questa direzione, offrendo le risorse necessarie a sostenere i processi di internazionalizzazione, in particolare delle PMI, che potranno contare sulla capillarità della rete di Carige e sul supporto degli uffici di SACE per identificare gli strumenti più adatti a sostenere i propri progetti di crescita”. “Questo accordo – osserva Pier Giorgio Saladini, Dirigente Servizi alle Imprese di Banca Carige -, rappresenta una ulteriore opportunità per le aziende nostre clienti che intendono superare l’attuale congiuntura economica avvicinandosi o rafforzando la propria presenza sui mercati esteri. Carige conferma così l’attenzione nei confronti delle imprese e del territorio. È necessario che ogni componente del tessuto economico offra il proprio contributo per il rilancio della nostra economia e l’accordo di collaborazione con SACE va in questa direzione”.

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Formazione per favorire l’occupazione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Sono aperte le pre-iscrizioni per l’anno formativo 2012-2013 ai corsi professionali triennali che il Comune di Roma organizza nei nove Centri di Formazione Professionale dislocati nel territorio cittadino. Il termine di scadenza per le pre-iscrizioni è il 31 marzo, mentre l’anno formativo inizierà a settembre 2012. I Centri offrono ai ragazzi dai 14 ai 18 anni la possibilità di completare l’obbligo formativo attraverso corsi interamente gratuiti nei quali saranno formate figure professionali di natura tecnico-pratica che verranno poi sostenute nell’inserimento del mondo del lavoro. I corsi proposti spaziano da operatore grafico informatico a operatore hardware, da elettricista montatore a meccanico, da estetista a operatore della ristorazione.I corsi prevedono sia lezioni teoriche in aula sia lezioni pratiche nei laboratori. L’insegnamento delle materie professionali viene svolto nei laboratori dei Centri e, attraverso i tirocini, presso le aziende sotto la guida di un tutor. Al termine del percorso formativo si sostiene un esame finale per ottenere un attestato di qualifica professionale e quindi inserirsi nel mondo del lavoro anche aprendo un’attività autonoma.
“L’offerta formativa di Roma Capitale – spiega l’Assessore alle Attività Produttive e al Lavoro Davide Bordoni – rappresenta un anello fondamentale delle politiche attive del lavoro e, insieme all’orientamento e all’inserimento lavorativo, offre ai cittadini opportunità di crescita personale e professionale, dando le stesse possibilità anche alle fasce deboli e svantaggiate. Attraverso i Centri di Formazione Professionale è possibile ampliare le opportunità di formazione sia nel settore delle nuove professionalità che in quello dei mestieri tradizionali”.Le pre-iscrizioni effettuate entro il 31 marzo dovranno essere confermate da parte dell’Amministrazione di Roma Capitale nel mese di luglio. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere all’URP di via dei Cerchi al numero 06 67106046 -3494; telefonare al Chiama Roma allo 060606 oppure consultare il sito http://www.comune.roma.it nell’area del Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione e Lavoro.

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Roma borse studio per lotta droga

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

«I giovani per i giovani contro la lotta alla droga: sarà questa la svolta sul tema della prevenzione del fenomeno». Così l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo, intervenendo oggi alla cerimonia di premiazione delle borse di studio dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, assegnate a giovani laureati in Psicologia e Medicina e Chirurgia che vogliono operare nell’ambito dei servizi alle persone con problemi di dipendenza. «Dopo la pubblicazione degli 11 nuovi bandi dedicati alle tossicodipendenze con oltre 2,3 milioni di euro d’investimento e 31 nuovi interventi da attivare sul territorio di Roma Capitale – prosegue De Palo – rinnoviamo il nostro impegno puntando proprio sui giovani per combattere il disagio giovanile. Si parla tanto di ‘fuga dei cervelli’, in realtà ci sono studenti che vogliono mettersi a servizio della città e noi vogliamo sostenerli. L’educazione tra pari sarà il metodo che consentirà ai ragazzi con forme di devianza di avere dei punti di riferimento positivi tra i loro coetanei. Consigli, aiuti e un’appropriata educazione possono dimostrarsi molto efficaci nell’educare all’uso di comportamenti sani. Con i giovani operatori possiamo superare le barriere di comunicazione ed entrare nel mondo giovanile con strumenti adeguati e puntuali, al passo con i tempi e aggiornati ai più recenti metodi scientifici».La borsa di studio è stata istituita in sinergia con numerose Scuole di specializzazione in Psicoterapia ed enti qualificati. I vincitori sono 15 giovani studenti, di età compresa tra i 27 e i 30 anni, risultati più meritevoli rispetto all’attuale e crescente tema della tossicodipendenza.«Per il secondo anno consecutivo – sottolinea il Presidente dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, Luigi Maccaro – si conferma la collaborazione tra l’Agenzia, le Scuole di Specializzazione in Psicoterapia e gli enti specializzati, per offrire a giovani laureati in Psicologia e Medicina una grande opportunità di formazione e specializzazione. È necessario che gli operatori impiegati nei servizi siano figure altamente qualificate, con una preparazione quanto più specifica per rispondere ai bisogni e alle esigenze delle persone che entrano in contatto con il fenomeno della tossicodipendenza». Con la borsa di studio, riconosciuta da un’apposita giuria di psicoterapeuti, i giovani ricercatori avranno la possibilità di iscriversi, a titolo gratuito, al primo anno dei corsi di specializzazione o usufruire di un riduzione del 50% sul costo previsto per le prime due annualità. «Questa iniziativa – conclude De Palo – rappresenta anche una risposta concreta all’urgenza di stabilire un patto educativo tra istituzioni, scuola e società civile. Sono sempre più convinto che insieme si può vincere la sfida educativa anche in tema di dipendenza».

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L’intelligence, questa sconosciuta, svelata in un Manuale

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Roma 20 gennaio, h.18 ,30 presso la libreria Pagina 348, in via Cesare Pavese 348, si presenta il Manuale d’Intelligence edito da Città del Sole, di Antonella Colonna Vilasi. Sarà presente l’autrice: Antonella Colonna Vilasi è storica, giurista, internazionalista e criminologa. Svolge attività didattica in vari atenei italiani, e si occupa anche di saggistica, e attività legate al settore giustizia. Sugli apparati di sicurezza degli Stati, ha scritto una trilogia.
Il Manuale d’Intelligence è un testo attualissimo, che analizza le finalità dell’Intelligence nelle moderne democrazie occidentali. Il testo fornisce informazioni complete su argomenti e parole ormai entrate nel nostro lessico quotidiano, ripetute dai mezzi di comunicazione, ammantate di mistero, degne di films e di spy story, anche come temi che evocano smania di controllo, eppure che sono parte di retroscena politici e organizzazioni sociali, ma cosa sono e rappresentano nella vita dei cittadini?. L’intelligence, di cui davvero conosciamo poco, è l’insieme di meccanismi e strutture che reggono e regolano le difese di sistemi militari, politici ed economici. L’intelligence, come altre scienze, Ë regolata dall’osservazione costante di dati validi a formulare previsioni su sviluppi e strategie. Il libro scopre il processo e la selezione delle informazioni utili al decisore finale. L’introduzione è a cura del giornalista del Sole 24 ore Stefano Folli in cui si legge: “Poche cose al mondo sono mal comprese come i servizi di intelligence. E poche cose sono più utili nella vita di una società organizzata.”La prefazione è curata dal Direttore dei Servizi Esterni Francesi (DGSE) Pierre Lacoste. A completare l’opera un’intervista all’ex Direttore dell’Ufficio Analisi dell’AISI, Alfredo Mantici.

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