Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Liberalizzazioni: provvedimento sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Paolo Landi, Presidente Fondazione Consumo sostenibile: «Indispensabili regole nuove, autorità di controllo e soprattutto rafforzare l’azione collettiva risarcitoria (class action), questo per evitare che i risultati “attesi” restino sulla carta». L’auspicio è che il Governo Monti prosegua con determinazione sulle liberalizzazioni riuscendo ad attuare ciò che per anni è stato predicato.Una maggiore concorrenza nei settori che il Governo ha individuato, può portare significativi benefici economici e un migliore servizio ai consumatori; in particolare nell’energia, nelle autostrade, nei carburanti, nel settore finanziario e nelle professioni.Risultati che non sono scontati, l’esempio è il settore RC Auto, dove una liberalizzazione senza regole e controlli ha portato ad aumenti delle tariffe tre volte il tasso di inflazione e una riduzione delle garanzie agli assicurati. In alcune aree territoriali ha portato anche a tariffe “usuraie” dando luogo ad un’evasione dell’obbligo assicurativo o all’espulsione di assicurati per aver raggiunto una certa età.Altre liberalizzazioni, hanno avuto effetti ampiamente positivi si pensi al commercio, ai medicinali da banco, alla telefonia (dove tuttavia la mancanza di regole ha reso impossibile una comparazione delle tariffe).Ogni liberalizzazione dunque deve avere regole nuove e organismi di controllo, soprattutto è necessario un rafforzamento dell’azione collettiva risarcitoria (che rappresenta un deterrente che coinvolge i consumatori diretti interessati).Parliamo della class action che per essere efficace necessita di sostanziali modifiche alla normativa vigente, sia per quella rivolta al settore privato che per la pubblica amministrazione.Nelle liberalizzazioni è insito il rischio di aumenti ingiustificati e di pratiche commerciali sleali; si pensi a tariffe liberalizzate nel settore trasporti e sull’acqua, al rischio di una caduta della qualità del servizio postale nelle aree disagiate o alle pratiche commerciali scorrette, dovute alla certezza delle imprese di restare impunite.Non dobbiamo quindi proclamare i risultati attesi dalle “liberalizzazioni”, ma dotarsi di regole, controlli e strumenti affinché i risultati attesi o promessi siano concreti e reali.

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