Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Carburanti: decreto liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2012

>“Il decreto sulle Liberalizzazioni che contiene norme in materia di carburante, ha un suo punto qualificante nella liberta’ di rifornimento ma il punto centrale e’ che tale liberta’ da parte dei gestori/proprietari impatta su 3.500 impianti (dato desunto dai data base delle regioni) e non su 500 come erroneamente riportato da alcuni quotidiani” lo afferma in una nota Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli Assoenergia, l’associazione che ha dato vita al fenomeno delle c.d. “pompe bianche” o “no logo”. “Cio’ consente in linea teorica – aggiunge Ferrari Aggradi – di portare le pompe no-logo ad oltre 5.000 (considerando le 1.600 gia’ esistenti) pari ad oltre il 20% del totale degli impianti esistenti in Italia. Numero che gia’ rappresenta il limite oltre il quale l’effetto di contenimento dei prezzi del carburante, prodotto dal fenomeno “pompe bianche”, rischia di arretrare rispetto al massimo del vantaggio. Cioe’ – spiega Ferrari Aggradi – aumentando i punti ‘no logo’ si riduce il numero degli impianti limitrofi da cui catturare ‘vendite’ e quindi l’erogato medio della singola ‘pompa bianca’, che e’ l’elemento che sostiene una politica di prezzo aggressiva a vantaggio del Consumatore finale. La ‘pompa bianca’ non ha dei costi globali di gestione dell’impianto diversi da quelli di un impianto tradizionale ‘a marchio’ ne’ ha canali di acquisto diversi, quindi cio’ che fa la differenza e’ la quantità di carburante venduto su cui spalmare i costi di gestione ed il margine di guadagno. Dunque l’equilibrio e’ precario e richiede molta attenzione perche’ se tutta la rete applicasse la politica prezzi oggi applicata dalle ‘pompe bianche’ ed il numero degli impianti rimanesse immutato, i prezzi ritornerebbero, gioco forza, ad essere non dissimili da quelli attuali della rete “a marchio”. Prova ne è il fatto che nelle zone di maggior diffusione delle “pompe bianche”, in particolare il Nord-Est, gia’ emergono segnali di sofferenza da parte dei gestori delle pompe bianche, ed in alcuni casi di crisi nei loro conti economici. L’equilibrio perfetto si troverebbe in un numero di “pompe bianche” – conclude Ferrari Aggradi – contenuto (10-15% del totale) ma equamente distribuito sul territorio nazionale”.

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