Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Mali: gravi attacchi contro civili Tuareg

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2012

English: Bamako Cathedral, Mali

Image via Wikipedia

In seguito alle aggressioni contro civili Tuareg avvenute la scorsa settimana in Mali, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha esortato il governo del Mali a garantire la tutela della popolazione civile Tuareg. In seguito ai successi militari ottenuti dai ribelli Tuareg, nelle città di Kati e Bamako sono state attaccate abitazioni ed esercizi commerciali appartenenti a Tuareg senza che le forze dell’ordine intervenissero per fermare gli attacchi. Gli aggressori erano principalmente donne, madri e mogli di soldati caduti negli scontri contro i ribelli Tuareg nel nord del paese. Nella città di Kati sono stati distrutti e saccheggiati una farmacia, un ospedale e diversi negozi di Tuareg mentre gli abitanti Tuareg della città hanno cercato rifugiato nel commissariato di polizia.L’APM ricorda alle autorità del Mali che i Tuareg hanno, come tutti i cittadini del paese, diritto alla tutela da parte delle forze dell’ordine che non possono restare a guardare mentre persone Tuareg vengono minacciate e la loro proprietà distrutta semplicemente a causa della loro appartenenza etnica. Per contro i responsabili delle aggressioni devono essere indagati e devono assumersi la responsabilità dei loro atti.I manifestanti e lo stesso governo del Mali accusano i ribelli Tuareg di aver commesso gravi violazioni dei diritti umani e il governo ha annunciato di voler far intervenire il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Le accuse rivolte dal governo ai ribelli devono essere indagate e verificate da una commissione indipendente, cosa che attualmente non è possibile fare a causa della pericolosità che caratterizza il nord del paese. Ma se anche queste accuse dovessero rivelarsi corrette, ciò non giustifica la criminalizzazione in toto di tutta la popolazione Tuareg del paese. Il rischio è l’ulteriore emarginazione della popolazione Tuareg nel Mali e un conseguente inasprimento della rivolta. Anche i Tuareg che prestano servizio nell’esercito maliano sono stati sospettati in blocco di mancata lealtà di sostenere la ribellione.Nel frattempo la vicina Algeria ha sospeso gli aiuti militari al Mali per non favorire l’inasprimento del conflitto militare. Attualmente in Algeria si stanno svolgendo dei colloqui tra il governo del Mali e il movimento Tuareg MNLA (Movimento nazionale per la liberazione dello Azawad). In seguito ai successi militari ottenuti dal movimento Tuareg non ci si aspetta però che i colloqui possano concludersi positivamente.

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