Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 16 febbraio 2012

Sanremo Verro e la rai

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Panorama di Sanremo, Liguria, Italia

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“Parlare di commissariamento del Festival è forse una forzatura ma rende bene il concetto emerso ieri in una riunione informale col direttore generale e il Presidente della Rai”. Così Antonio Verro, membro del cda Rai, ospite oggi di “24 Mattino” su Radio 24 ha parlato della decisioni di mandare Antonio Marano a Sanremo dopo le polemiche suscitate dall’intervento di Adriano Celentano. “Marano è un professionista stimato da tutti – ha aggiunto Verro – ma escludo che voglia, possa e debba impedire a Celentano di parlare. Celentano ha tutto il diritto di tornare sul palco e fare il suo spettacolo. Certo, noto che Sanremo quest’anno, ma anche negli anni scorsi, ha avuto un vuoto assoluto: l’assenza della Rai che ha delegato purtroppo a professionisti esterni la gestione del Festival, abdicando al ruolo di guida e responsabilità”. A proposito di professionisti esterni, Verro a Radio 24 ha criticato il direttore artistico del Festival, Mazzi: “Se si volevano evitare problemi Celentano non andava chiamato – ha detto Verro -. Ma devo confessare che non è stato chiamato dalla Rai, ma da un consulente esterno, il direttore artistico Mazzi. Le cose si fanno in due: l’invito a Sanremo è stato costruito mediaticamente molto bene dal direttore artistico in modo tale che la Rai venisse messa davanti al fatto compiuto, mettiamola così”.
Verro ha criticato anche l’esibizione, la prima sera, di Luca e Paolo: “Un prologo – dice – infarcito di 15 parolacce in pochi minuti, che non mi è piaciuto. Non credo che il servizio pubblico debba esprimersi in questo modo alle 20,45 davanti a milioni di cittadini”
Verro ha commentato poi le indiscrezioni che vorrebbero il premier Monti deciso a cambiare la governance della Rai dopo le ultime polemiche: “E’ una forzatura – ha detto -. Sono convinto che il Parlamento debba occuparsi di una revisione della governance dell’azienda, ma non deve essere fatta sull’onda emotiva di una situazione del genere”. (Maria Luisa Chioda)

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Lo Stato biscazziere

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Il programma “Gli intoccabili “ del 15 feb. 2012, ha evidenziato una anomalia tutta italiana, dove si vede uno Stato repubblicano ordire trappole ai cittadini, stimolando, incoraggiando e sfruttando il vizio del gioco d’azzardo, specialmente nelle persone con fragili personalità e incapacità a superare i canti delle sirene che vengono emanati anche dai media nazionali. Le cifre sono ingentissime; nel 2011 sono stati giocati ben 80 miliardi di euro; cioè sono stati sottratti al circuito economico e monetario che avrebbe migliorato la qualità della vita, per indirizzare tali sommo nelle tasche di speculatori e gaudenti di protezioni della casta. C’è anche l’aggravante, perché su tali somme, se fossero state lasciate nel loro normale circuito, lo Stato avrebbe lucrati l’IVA, mentre in questo modo ha dovuto contentarsi della miseria di una tassazione che non supera il 5% dell’importo giocato. Viene anche organizzata la beffa che permette agli speculatori di aumentare i loro margini di guadagno, in quanto dalle somme giocate vanno detratte le vincite elargite,; ed è qui she scatta la trappola, in quanto ben il 60% delle vincite è costituito da somme che variano da un euro adue o cinque euro, fino a dieci euro; somme che nessun giocatore incassa,ma utilizza per una nuova giocata, fino alla perdita dell’intero importo. Una nazione che di dibatte nelle difficoltà economiche, con la disoccupazione galoppante, la sottooccupazione., la precarietà, la cassa integrazione, la mobilità verso la disoccupazione e il tentativo di arri9vare a fine mese, per favorire pseudo imprenditori che ruotano intorno alla casta, i governo precedenti non hanno trovato di meglio che spargere autorizzazioni ad organizzare truffe, a danno delle fasce, anche psicologicamente, più deboli.
Non è un caso che lo stesso presidente del consiglio (per Grazia di Dio EX) Berlusconi, tramite la sua azienda Mondadori (cosa c’entra una casa editrice con il gioco d’azzardo?), si è buttato sul gioco d’azzardo che fornisce guadagni enormi senza alcun rischio, senza generare posti di lavoro, senza produzione, senza ricerca, ma solo un trasferimento di modeste somme dalle tasche individuali degli italiani, ma gravanti su una miriade di giocatori, alle tasche ben protette dei complici del potere. E’ la perversa logica del liberismo: spalmare grandi somme su grandi numeri di cittadini, in modo da riservare grandi somme di utili su piccoli, ma selezionati, componenti la casta dei profittatori.
Ribadisco che tale favoritismo riservato agli speculatori, avviene in perdita per le c asse dello Stato, in quanto quegli 80 miliardi di euro hanno prodotto ben poco di tasse per lo Stato, ma avrebbero prodotto molto di più in IVA, con successiva IRPEF, servendo anche a stanare i grandi evasori fiscali.
Quando si comincia con una campagna contro il gioco d’azzardo, in modo che venga abolito su tutto il territorio nazionale? Monti faccia un po’ di conti e aiuti l’Italia a liberarsi di questa ulteriore e gravissima patologia. (Rosario Amico Roxas)

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Calo negli annunci di lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

L’ultimo trimestre del 2011 – da ottobre a dicembre – registra un costante calo negli annunci di lavoro.Questo calo è evidente se considerati i dati disaggregati per mese: novembre ha registrato il 12% in meno del numero degli annunci rispetto al mese di ottobre; inoltre da dicembre non sono arrivati segnali di ripresa, anzi: la quota di annunci si è abbassata di un ulteriore 6,7% rispetto al mese precedente. Quindi, da ottobre a dicembre il calo registrato è circa del 19%.Rispetto al trimestre precedente diminuiscono gli annunci che propongono stage, a favore di forme contrattuali più importanti quali il contratto a tempo determinato, il contratto indeterminato e il contratto a progetto.Coerentemente, questa flessione può trovare giustificazione nei cambiamenti a livello legislativo degli ultimi mesi. È nota infatti l’emanazione del Dl 138/2011, che limita il ricorso allo stage. Il decreto prevede, infatti, che si possa far ricorso agli stage solo per sei mesi entro un anno dalla laurea.Rispetto al trimestre precedente, notiamo come il tasso di annunci dedicati ai profili talent (6-24 mesi di esperienza lavorativa), sia rimasto praticamente invariato; sono invece aumentati di 4 punti percentuale gli annunci per i profili esperti (professional: 24-48 mesi di esperienza lavorativa), a discapito dei neolaureati.I laureati in ingegneria si confermano i più richiesti dal mercato di lavoro con il 45% degli annunci a loro dedicati (persino in aumento di 4 punti percentuali dal trimestre estivo); al secondo posto si collocano i laureati in materie economico-statistiche – con il 26% degli annunci; “medaglia di bronzo” ai laureati in discipline scientifiche con il 9% degli annunci.Data l’attuale crisi economica in atto, il rischio che il primo trimestre 2012 segni un ulteriore calo del numero degli annunci di lavoro per laureati è reale. A ciò, come hanno dimostrato alcune nostre recenti indagini, si aggiunge la quota significativa di aziende che, a causa dell’annunciata riforma del lavoro, dichiara di aver messo in stand-by gli inserimenti nella propria azienda.

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Congressi Ugl Lazio e Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

English: Renata Polverini, italian trade union...

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Roma 17 febbraio, si terranno i Congressi dell’Ugl Roma e dell’Ugl Lazio, presso l’Auditorium Antonianum, in viale Manzoni 1, a partire dalle ore 09.30. Sarà presente il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella.
Parteciperanno il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Presenti anche il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino, il segretario generale della Cisl del Lazio, Tommaso Ausili, il segretario generale della Cisl di Roma, Mario Bertone, il segretario generale della Uil di Rom a e del Lazio, Luigi Scardaone. Parteciperanno inoltre rappresentanti di Unindustria, Federlazio, Confcommercio Roma.

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Calcio scommesse: quote better

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Nel prossimo fine settimana si giocherà per la quinta giornata di ritorno, con l’ormai classico “spezzatino”. Ecco le quote Better. Domani la Fiorentina (a 2,45) e l’Inter (a 1,40) giocheranno in casa rispettivamente contro il Napoli (a 2,90) e il Bologna (a 8,25). Partita più equilibrata ma comunque ostica per i “viola”; più abbordabile il match dei neroazzurri contro i felsinei. Sabato l’unico anticipo serale con la capolista Juventus (a 1,35), reduce dallo 0-0 di Parma, che favorita in lavagna Better, ospiterà il Catania (a 9,00) di Montella, che domenica scorsa ha inflitto un sonoro 4-0 al Genoa. Domenica tutte le altre partite. Il Lecce (a 2,40), il Cesena (a 5,50) e il Novara (a 2,60) giocheranno in casa, e cercheranno punti importanti per la classifica, contro il Siena (a 2,90) di Sannino, il Milan (a 1,60) di Allegri, secondo in classifica, e l’Atalanta (a 2,75) di Colantuono. Dopo le due sconfitte consecutive in trasferta, 4-0 con il Catania e 1-0 con l’Atalanta, il Genoa (a 1,90) al “Marassi” cercherà il pronto riscatto con il Chievo (a 4,00). Riscatto che vorrà anche la Roma (a 1,50) di Luis Enrique, dopo la sconfitta di Siena, contro il Parma (a 6,50) di Donadoni. Chiudono la giornata i due posticipi serali delle squadre impegnate in Europa League: la Lazio (a 2,85) affronterà in trasferta il Palermo (a 2,45) e l’Udinese (a 1,90) ospiterà il Cagliari (a 4,25).

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Pediatria: obesità e baby food

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

English: Baby food section at a market (Best P...

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Intervenendo al Convegno ‘Manovra dietetica in Parlamento’, il presidente della FIMP Giuseppe Mele ha sottolineato che “anche nei confronti dell’età pediatrica è sempre più viva la consapevolezza che una sana alimentazione sin dai primi anni di vita aiuta a crescere bene e a tutelare la salute. Nel momento in cui le abitudini in cucina della popolazione italiana mutano, allontanandosi dai tradizioni cibi territoriali, si registra una trasformazione sostanziale degli stili alimentari: non a caso è ormai confermato che gli italiani sono tra i popoli più obesi d’Europa. Così la FIMP ha istituito la sua Scuola di Nutrizione, una struttura formativa e di aggiornamento che supporta costantemente i pediatri nell’acquisizione di strumenti fondamentali per indirizzare le famiglie verso una corretta gestione alimentare dei più piccoli, prevenendo così l’insorgere di malattie croniche, tra cui il diabete”.
Parlando di nutrizione e correttezza alimentare, il presidente FIMP è poi tornato sul tema dei “baby food”, cioè gli alimenti specifici per l’infanzia da 0 a 3 anni, che nei mesi scorsi sono stati al centro di dibattito medico-scientifico e polemiche tra produttori di cibi. La Federazione Italiana dei Medici Pediatri con la collaborazione dell’Università Federico II di Napoli nelle scorse settimane ha sviluppato un’analisi sistematica di cibi e prodotti alimentari indirizzati all’infanzia per verificare le effettive composizioni alimentari. L’analisi ha confermato quanto emerso all’interno della Scuola di Nutrizione in merito alla presenza di micotossine e altre sostanze al di sopra delle percentuali previste. Questi dati sono stati inviati al Ministero della Salute ed alle autorità competenti per una ulteriore verifica di merito. Nei prossimi mesi L’Osservatorio Epidemiologico istituito dalla Scuola di Nutrizione FIMP vigilerà la situazione per monitorare quanto sta emergendo.
Il presidente Giuseppe Mele ha così spiegato le azioni svolte dalla Federazione: “Abbiamo voluto fare questa verifica scientifica con l’obiettivo di valutare l’eventuale presenza di componenti dannose per la salute dei più piccoli, che ci è stata puntualmente confermata, in modo da poterli salvaguardare nel momento più delicato del loro sviluppo, l’età pediatrica. I primi 3 anni sono infatti fondamentali per la salute del bambino ed è quindi decisivo per le famiglie disporre di alimenti sicuri”.

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Al Bellini: Foyer on fire

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Napoli 17 febbraio ore 23,30 foyer teatro bellini via conte di Ruvo 14, ingresso 3 euro. Il Teatro Bellini di Napoli, da qualche tempo impegnato nell’aprire i suoi spazi a diverse forme di arte e spettacolo, ha deciso di spalancare le porte del suo bellissimo Foyer alla città e soprattutto alla musica dal vivo ogni venerdì con la collaborazione e la promozione dell’associazione culturale Sasquatch. Si parte alla grande con un live “a più voci”, venerdì 17 febbraio: protagonista la musica cantautorale e quattro tra gli artisti più rappresentativi dell’underground napoletano, Raffaele Giglio (The Gentlemen’S Agreement), Dario Sansone (Foja), Insula Dulcamara duo e Carola Moccia, accompagnati dal Dj Set di Paolo Meo e le installazioni visive del vj Simone Petrella. A partire dalle 23,30 i quattro musicisti si esibiranno in contemporanea, in zone differenti del teatro, due all’ingresso del foyer e due in prossimità della zona bar, dove in tempo reale il visul artist Simone Petrella farà vivere le pareti del teatro con le sue immagini surreali. Il pubblico avrà la possibilità di passare da “una stanza all’altra” come in un viaggio visivo-musicale, in un’atmosfera informale e calorosa.
Raffaele Giglio: cuore e mente pensante dei Gentlemen’s Agreement, caratterizza le sue performance con una personalissima interpretazione e una scanzonata musica accompagnata dal suo immancabile lukulele.
Dario Sansone: l’anima dei Foja, il gruppo napoletano che con il disco d’esordio “‘Nastoria” nova si è imposto sul panorama musicale. Contaminazioni indie, rock e internazionali ma, di fondo, un’anima tutta partenopea che si esprime tanto nel linguaggio che nei contenuti. La stessa “foja” è un concetto caldo e irrequieto, tutto meridionale.
Carola Moccia: giovane talento della musica italiana, interprete originale e profonda. I suoi brani sono caratterizzati da aspetti fortemente autobiografici, una musica arrangiata semplicemente che vuole porre l’accento su testi impegnati. Nata a Napoli, attualmente vive a San Giorgio a Cremano, suona dall’età di dieci anni, muovendo i primi passi con l’armonica e continuando poi con la chitarra.
Insula Dulcamara duo: L’Insula Dulcamara è una band nata Napoli nel 2001. Unico membro stabile della formazione, nonché fondatore del gruppo, è Luca Di Maio. Utilizzano vecchi suoni con nuove attitudini e vecchie attitudini con nuovi suoni, credono nelle autoproduzioni e nelle autorganizzazioni.

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Padova: festa della commemorazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Padova. 19 febbraio si terrà presso la Basilica di Sant’Antonio la festa della commemorazione della Traslazione delle Reliquie del Santo, detta «Festa della Lingua». In tale occasione si fa memoria del rinvenimento, nel 1263 (quindi a oltre trent’anni dalla morte), da parte di san Bonaventura, della lingua incorrotta del Santo. Gli appuntamenti della giornata in Basilica:
ore 8.00 S. Messa trasmessa da Radio Maria, presieduta da p. Enzo Poiana, rettore della Basilica;
ore 10.00 S. Messa per gli Associati al «Messaggero di sant’Antonio», presieduta da p. Ugo Sartorio, direttore generale del «Messaggero di sant’Antonio».
ore 11.00 S. Messa solenne presieduta da mons. Francesco Gioia, delegato pontificio per la Basilica;
ore 17.00 S. Messa cantata, presieduta da p. Gianni Cappelletto, ministro della Provincia patavina dei frati minori conventuali.
Subito dopo la messa la processione all’interno della Basilica con la Reliquia del mento del Santo.
Le S. Messe delle ore 11.00 e delle ore 17.00 saranno animate dalla Cappella Musicale Antoniana.
È sospesa, per questa domenica, la S. Messa delle ore 18.00.(Nella foto, sant’Antonio e san Bonaventura, dipinto di Giovanni di Pietro nella Cappella del Transito alla Porziuncola di Assisi).

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Dazebao partner dell’ ÉCU Festival di Parigi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Il quotidiano on line Dazebao ha siglato un accordo di partnership con ÉCU,The European Independent Film Festival di Parigi, che si terrà dal 30 marzo al 1 aprile 2012. La giornalista Alessia Massa seguirà dalla capitale francese il prestigioso festival, che come ogni anno propone delle significative novità nel settore cinematografico indipendente.
Sarà possibile seguire l’evento sulla sezione dedicata che Dazebao News ha predisposto per l’occasione.
L’ ÉCU creato nel 2006 a Parigi, da Scott Hillier, cineasta premiato agli Oscar, ha l’obiettivo di mettere in luce le migliori creazioni cinematografiche realizzate oggi in Europa e nel mondo da centinaia di cineasti indipendenti, alcuni dei quali talentuosi ma mal finanziati, e di difendere la creatività e la libertà d’espressione proprie del cinema indipendente.Sin dalla sua creazione sei anni fa, ÉCU è diventato un appuntamento imperdibile per i cineasti e si è costruito una formidabile reputazione di scopritore di talenti del cinema internazionale. Quest
L’ ÉCU Festival è sempre più considerato come la risposta europea al Sundance Festival, uno dei principali festival di cinema indipendente al mondo.Tra i talenti scoperti dall’ÉCU – The European Independent Film Festival Zébra Crossing (nominato ai Bafta Award 2009, è in sala negli Stati Uniti dal 28 gennaio 2011) e Jonathan Levy (il cui film DAS KIND non solo è stato premiato nel corso dell’edizione 2010 del festival, ma è stato anche acquistato dal Ministero della Cultura Francese per il circuito delle biblioteche). Sin dal suo esordio Il Festival Europeo del Cinema Indipendente ha proiettato a Parigi e non solo, film indipendenti provenienti da più di 50 paesi (inclusi Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Danimarca, Romania, Bulgaria, Armenia, Inghilterra, Irlanda, Russia, Svizzera, Austria, Estonia, USA, Australia, Giappone, Grecia e Italia). Solo nell’edizione 2011 i film selezionati sono stati 77 e provenienti da ben 26 differenti paesi, 4 i teatri coinvolti e più di 4000 le presenze registrate in soli tre giorni di festival.
The European Independent Film Festival (ÉCU) è diventato un marchio riconosciuto nel mondo del filmmaking Indipendente e non solo. Il festival ha avuto la capacità di catturare l’attenzione della stampa e dei mass media mondiali.
ÉCU è in continuo contatto con milioni di persone attraverso i suoi partner marketing e le piattaforme di comunicazione.
ÉCU è in prima linea nella scoperta, nella promozione e nella proiezione dei migliori talenti del cinema indipendente mondiale e crediamo che lavorare insieme, creando partnerships & sponsorships con aziende e istituzioni culturali di tutto il mondo, sia un eccellente mezzo al fine di dare ai registi di cinema indipendente l’opportunità di proiettare i loro film, innovativi e liberi da convenzioni, al maggior numero di pubblico internazionale e rappresentanti del settore.

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Niguarda presentazione “Lokomat” per riabilitazione lesioni midollari

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Milano 24 Febbraio 2012 – ore 11.00 Unità Spinale Unipolare – Palestra – 2° piano Il direttore generale Pasquale Cannatelli, unitamente alla dott.ssa Giovanna Oliva (presidente AUS Niguarda), al direttore sanitario Giuseppe Genduso, al direttore amministrativo Marco Trivelli e al direttore dell’USU Tiziana Redaelli accolgono l’assessore Bresciani e le altre autorità nell’atrio dell’Unità Spinale. All’inaugurazione presenzierà il Caporal Maggiore degli Alpini Luca Barisonzi. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan in un attentato il 18 gennaio 2011 e seguito un percorso riabilitativo per diversi mesi presso l’Unità Spinale di Niguarda, Barisonzi si è impegnato in prima persona per promuovere la raccolta fondi a favore dell’apparecchiatura “Lokomat”, mobilitando le organizzazioni degli Alpini e sensibilizzando con la sua testimonianza numerosissime persone.
L’Unità Spinale Unipolare di Niguarda è oggi l’unico Centro in Lombardia che può avvalersi dell’utilizzo esclusivo del “Lokomat” per la riabilitazione delle persone che hanno riportato esiti di lesione incompleta al midollo spinale.
Ore 11.05 Il saluto di benvenuto del direttore generale Pasquale Cannatelli
Ore 11.10 Come è nata l’iniziativa “Lokomat” (T. Redaelli – G. Oliva)
Ore 11.20 Il saluto dell’Assessore Luciano Bresciani
Ore 11.25 Il mio impegno per il Lokomat (Luca Barisonzi)
Ore 11.30 Il saluto del Comandante dell’8° Reggimento Alpini (Col. Michele Merola)
Ore 11.35 I molti grazie che dobbiamo per questo risultato (ai benefattori)
Ore 11.40 Il funzionamento del “Lokomat” (G. Brozzi)
Ore 11.50 Ma non è finita…l’impegno continua con lo “Spazio Vita” (G. Oliva – T. Redaelli)
Seguirà dimostrazione pratica – 12.00 primo gruppo (con autorità e giornalisti)
12.10 secondo gruppo (i restanti) e in chiusura rinfresco per tutti.

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“Diversamente settentrionali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Sicilia: il buono, il brutto e il cattivo nel libro di Mario Ingrassia. Da oggi in libreria per le Edizioni Galassia Arte, arriva “Diversamente settentrionali”, il primo libro, frutto di 25 anni di attività sindacale, del marsalese Mario Ingrassia che, attraverso spunti, riflessioni e aneddoti anche divertenti, offre un ritratto originale e stimolante di vita sociale, economica, e politica di un’isola oggi più che mai sotto i riflettori, per la sua voglia di riscatto.
Cosa vuol dire essere siciliani? Nella risposta a questa domanda è racchiuso l’intento dell’autore. Non un libro di denuncia, ma un racconto dei momenti belli e brutti di vita siciliana, dunque: una riflessione agrodolce sulle particolarità dei siciliani, secondo Mario Ingrassia “diversamente autocritici”, “diversamente sindacalisti”, “diversamente imprenditori”, “diversamente originali”, “diversamente nuovi eroi”. Sotto tutti questi aspetti e attraverso l’analisi delle molte contraddizioni, talora grottesche, che caratterizzano l’isola e chi la vive, si declina questa piccola ma interessante indagine sulla peculiarità di abitare in Sicilia.Sullo sfondo della crisi di legittimità e del declino politico, imprenditoriale e sindacale, l’agile volumetto spazia dalla descrizione delle aziende che operano nella più completa anarchia organizzativa – l’importante è che si faccia quello che dice “u Principale” -, fino ad alcune originalità tutte siciliane rimaste intatte nel tempo: la particolarità di avere un carattere che si adegua alle evenienze; la fila notturna, davanti all’ufficio postale, per riscuotere la pensione che è anche un pretesto per socializzare, attendendo l’apertura mentre si gioca a carte; la donna che, da sempre, ha fatto credere all’ingenuo “maschio” siciliano che fosse lui a comandare.Piccole o grandi che siano, sono certe peculiarità che fanno dei siciliani dei “diversamente settentrionali”, da sempre divisi su tre posizioni, riguardo alla propria terra: chi vuole lasciarla, chi si è rassegnato e chi lotta per cambiarla. Il futuro, secondo Ingrassia, è tutto in mano ai giovani.
L’AUTOREMario Ingrassia è nato ad Asti il 17 settembre del 1963 e vive a Marsala, in provincia di Trapani, dove lavora in un’azienda di trasporti. Diversamente settentrionali è la sua prima opera, nella quale affronta temi molto attuali e di grande impatto sociale per tutti gli italiani.
Con questo libro, le Edizioni Galassia Arte, la casa editrice fondata dallo scrittore Andrea Mucciolo, conferma la sua identità forte e sfaccettata. L’obiettivo principale della nuova realtà editoriale con sede a Roma, è infatti quello di distinguersi per una linea editoriale originale e innovativa, rispecchiata in un catalogo che offre pubblicazioni soprattutto dell’area umanistica (politica, società, religione, storia, filosofia, psicologia, fino alla critica cinematografica e televisiva, toccando anche internet e i social network) e della scrittura creativa. Per maggiori informazioni: http://www.edizionigalassiaarte.it.

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L’Archivio Segreto Vaticano si rivela

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Roma ore 15.00 mercoledì 29 febbraio 2012 Esedra di Marco Aurelio, Musei Capitolini Piazza del Campidoglio, Ingresso Portico del Vignola tutti potranno finalmente ammirare i 100 originali e preziosissimi documenti della mostra “Lux in arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela” ospitata nelle splendide sale dei Musei Capitolini di Roma. Un evento storico senza precedenti che, per la prima volta, porterà fuori dai confini della Città del Vaticano codici e pergamene, filze, registri e manoscritti, che coprono un arco temporale dall’VIII secolo d. C. fino al XX secolo, scelti fra i tesori che l’Archivio Segreto Vaticano da secoli conserva e protegge. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 9 settembre, è stata ideata in occasione del IV Centenario dalla fondazione dell’Archivio Segreto Vaticano in collaborazione con Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali e Zètema Progetto Cultura ed è a cura di Alessandra Gonzato, Marco Maiorino, Pier Paolo Piergentili, Gianni Venditti. L’obiettivo è spiegare e raccontare che cos’è e come funziona l’Archivio dei Papi e, nel contempo, rendere visibile l’invisibile e far sì che anche il normale visitatore possa accedere, per una volta, alle meraviglie finora custodite nei circa 85 km lineari dell’Archivio Segreto Vaticano.

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Un 2011 da record per Etihad Airways

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Etihad Airways Airbus A330-200 (A6-EYB) landin...

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Etihad Airways, la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, ha reso noto di aver registrato un EBIT pari a 137 milioni di dollari americani, su ricavi in crescita del 36% a 4,1 miliardi di dollari (nel 2010: 2,98 miliardi di dollari). I risultati tengono conto degli utili prima di interessi, imposte, ammortamenti e noleggi
(EBITDAR) pari a 648 milioni dollari, con un utile netto di 14 milioni di dollari. Questo risultato da record è stato superiore rispetto all’obiettivo che la compagnia si era fissata per il 2011, il break even. James Hogan, Presidente e CEO di Etihad Airways, ha dichiarato: “Questo è un giorno storico per Etihad Airways e un grande risultato per una compagnia aerea con appena 8 anni di storia. Cinque anni fa avevamo dichiarato che avremmo prodotto utili entro il 2011. Nonostante la crisi finanziaria globale, i prezzi del petrolio costantemente elevati, instabilità regionali e
disastri naturali, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Il mandato dei nostri azionisti era creare una compagnia aerea ‘best in class’, in grado di operare secondo i più alti standard di sicurezza e in grado di produrre redditività: abbiamo dunque conseguito quanto richiesto. Abbiamo fatto tutto ciò che avevamo promesso. Ora, passiamo alla fase successiva del nostro piano di sviluppo, in cui vogliamo conseguire una redditività costante e sostenibile. Considerate le sfide affrontate dal settore la nostra combinazione di crescita del fatturato e dell’aver iniziato a produrre utili può a buon titolo essere considerato uno dei migliori risultati a livello globale nell’intero settore in questo 2011. Inoltre puntiamo a mettere nuovamente a segno una forte crescita nel 2012, nonostante il difficile contesto economico globale, con un obiettivo di traffico passeggeri pari a 10 milioni e una corrispondente crescita dei profitti”, ha aggiunto Hoga

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Scomparsi migliaia di falsi invalidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Ciclicamente e strumentalmente ritorna il tormentone sui falsi invalidi, ora responsabili del dissesto economico del Paese, ora “cespite” dal quale attingere per rimpolpare la scheletrica ossatura delle politiche sociali.Questa volta è l’autorevole Corriere delle Sera, con articolo di Enrico Marro (15 febbraio 2012, pagina 13) ad ospitare acriticamente le veline dell’INPS e la predica del suo presidente Mastrapasqua.Questi annuncia trionfalmente dalle colonne del quotidiano milanese che i controlli del 2011 avrebbero prodotto revoche per il 28% delle visite effettuate. Di qui il titolo a 5 colonne: “Pensioni di invalidità, l’ora dei tagli. Scatta la revoca per uno su tre.”Mastrapasqua non è nuovo a dichiarazioni del genere: lo scorso anno, sempre in febbraio, aveva annunciato che nel 2010 erano state revocate il 24% delle pensioni in seguito ai controlli dell’INPS. Dati poi smentiti dal Ministero del Lavoro, dalla Corte dei Conti e dallo stesso Istituto: le revoche erano solo il 10%, al lordo del contenzioso in cui INPS solitamente soccombe in 6 casi su 10. Anche l’anno scorso i giornali titolarono “un invalido su quattro è falso”, e su questa informazione distorta si costruirono teorie, si proposero interventi, si profilarono scenari. Nel 2011, fra l’altro, INPS ha costruito il campione dei 250mila cittadini da controllare sugli invalidi che comunque le ASL avevano già previsto di rivedere. Buona parte di quelle provvidenze sarebbero comunque state revocate dalla normale routinaria attività di revisione. Ma con questo éscamotage INPS se ne prende il “merito”. Non è un caso, quindi, che Mastrapasqua detti al Corriere, fra le altre, anche questa dichiarazione: “Qui non stiamo parlando di falsi invalidi, cioè di persone che hanno truffato lo Stato. Ma di controlli sanitari sull’evoluzione di patologie che possono migliorare in seguito, riducendo così il grado di invalidità e le prestazioni connesse.” Quindi, i falsi invalidi non esistono più. Esistono solo gli “invalidi migliorati”. Una dichiarazione sensazionale, a pensarci, se non fosse che per evidenziare meglio i miglioramenti, INPS nel frattempo ha cambiato il “metro di misura” dell’invalidità ed in particolare dell’indennità di accompagnamento, fissando (senza che vi fosse alcun mandato del Legislatore) altri criteri operativi più restrittivi di quelli previsti per legge.I piani di verifica sui falsi invalidi, approvati dal precedente Governo, prevedono 800.000 verifiche i cui costi nessuno ha ancora evidenziato. Lo stesso Mastrapasqua afferma che i risparmi saranno di 180 milioni, senza precisare che, semmai saranno reali, sono al lordo dei costi di accertamento. La cifra, presa così, rappresenta circa l’1% della spesa complessiva per le provvidenze agli invalidi. Un dato che dà l’idea del “grande inganno” propalato in questi anni.

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Unioncamere alla Bit di Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Anche le Camere di Commercio, insieme, rappresenteranno la produttività “made in Fvg” alla Bit di Milano. Nel quadro del proficuo clima di collaborazione fra i quattro enti camerali, nonché con la Regione e Turismo Fvg, proprio nello spazio “Market place” all’interno dello stand regionale ci sarà anche un corner dell’Unioncamere Fvg, in cui le Cciaa proporranno materiale informativo e promozionale sull’economia e le proposte più attraenti. Ognuna con le proprie peculiarità, ma con un impegno e un coordinamento comune a favore del territorio. Questo, a partire dalla Guida ai vini del Fvg, pubblicazione edita proprio dai quattro enti camerali che ben rappresenta l’economia e l’atmosfera della nostra regione attraverso una delle sue indiscusse eccellenze.
Ogni Cciaa poi promuoverà i propri specifici appuntamenti. Il venerdì, per esempio, in collaborazione con il Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, sarà anche presentata la recente pubblicazione “I solisti del gusto”, il grande racconto su persone, gastronomia, prodotti e vini scritto da Walter Filiputti.

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Esercito: Modello di difesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

“Molte promesse e pochi impegni. Nell’audizione di ieri non c’è nulla di nuovo che il Ministro non abbia anticipato alla stampa.” E’ il commento del capogruppo IdV in Commissione Difesa Augusto Di Stanislao. “La montagna ha partorito il topolino. A cosa serve un’audizione se è già stato letto tutto sui giornali? Il Ministro predica, ma non pratica e quanto ha detto non chiarisce di fatto come il modello di difesa che lui lascia intravedere si relaziona e si immette nel processo di una cosiddetta “Maastricht della Difesa europea” spiega Di Stanislao.
“L’idea di una legge delega è assolutamente impraticabile e sembra una scorciatoia rispetto agli impegni assunti. Ricordo, infatti, che pochi giorni fa la Commissione Difesa ha votato all’unanimità la mia Risoluzione che ha impegnato il Governo a coinvolgere il Parlamento in una discussione ampia sulle scelte da intraprendere per un nuovo Modello di Difesa e in quel caso lo stesso Ministro ha dichiarato sempre alla stampa di aver salutato positivamente l’impegno” dice il capogruppo IDV in Commissione Difesa alla Camera che aggiunge: “eppure è su questioni estremamente delicate come questa il Governo ricorre puntualmente ad una sorta di delega in bianco come ha fatto per la riforma della 185/90 sulla questione degli armamenti che vede sempre meno controlli e pochissima trasparenza”.
“La rinuncia, poi, a qualche cacciabombardiere F-35 JSF, che altro non è che una conseguenza delle decisioni degli Stati Uniti di rallentare il programma per fare altri test, è uno specchietto per le allodole che a niente giova e che nulla ha a che fare con una reale ed efficiente razionalizzazione delle spese militari e una ridefinizione di un nuovo modello di difesa. E’ in Parlamento che si deve proporre, discutere ed elaborare soluzioni concrete degne di un Paese democratico” conclude Di Stanislao.

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Difesa: necessari altri tagli

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

“Accogliamo con favore l’annuncio del Ministro Di Paola sui tagli al settore della Difesa, ma vogliamo credere sia solo l’inizio di un processo di riordino ed ottimizzazione di spesa che colpisca il cuore del problema e non la superficie” lo rende noto l’on. Americo Porfidia Presidente nazionale dell’NpS- Noi Sud-per il partito del Sud. “Così come da noi avanzato nella mozione presentata in merito alla situazione del comparto Difesa, il neoministro ha accolto le istanze relative alla riduzione delle spese di difesa, inclusi gli F-35, per venire incontro alle difficoltà finanziarie del paese. Tuttavia non vorremmo si trattasse di un provvedimento di facciata, con tagli sull’acquisto degli F-35 che vengono però recuperati con paralleli aumenti di spesa su altri armamenti.
Non possiamo far finta di non sapere che nel 2011 il Governo italiano ha stanziato oltre 20 miliardi di euro per l’acquisto di armamenti, con un aumento di 3 miliardi rispetto all’anno precedente. Nel complesso l’Italia spende quasi l’1,3% del Pil in armi. E’ su questa voce – conclude Porfidia – che ci aspettiamo uno segnale forte del Governo e del Ministro Di Paola”

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Famiglia cristiana: attacco spropositato

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

“Contro di noi un attacco spropositato”. E’ questo il commento di Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, accusato di ipocrisia da Adriano Celentano, in diretta durante la prima serata del Festival di Sanremo. Ecco come, in un’intervista a Clandestinoweb, Don Sciortino ha risposto al Molleggiato. “Quello che posso dire è che Adriano Celentano non conosce Famiglia Cristiana. Gli consiglio un abbonamento perché noi parliamo sempre di Dio, della Fede e della spiritualità. Basta vedere la nostra nuova copertina o l’iniziativa della Grande Biblioteca Universale Cristiana che stiamo lanciando. Noi parliamo di tutti i problemi che possono interessare le famiglie; temi che sono cari tra l’altro anche ad Adriano Celentano, tra cui ad esempio anche quello dell’ecologia. Il suo ci è sembrato un attacco spropositato”. “Credo che il suo attacco sia nato a causa della critica che abbiamo mosso nei suoi confronti qualche giorno fa circa al questione del compenso troppo elevato, che non ci sembrava opportuno in un momento di crisi economica e di sacrifici per le famiglie” ha spiegato ancora Don Sciortino, che ha commentato anche la devoluzione in beneficenza del compenso di Celentano: “Questo è un aspetto che noi abbiamo assolutamente apprezzato, anche se abbiamo sottolineato che anche in questo caso sarebbe stata opportuna un po’ più di discrezione e riservatezza, come insegna proprio il Vangelo”.

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Quotidiani cattolici:critiche di Celentano

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

«La critica ad Avvenire e Famiglia cristiana, mossa da Adriano Celentano nel corso della serata di apertura del Festival di San Remo, dimostra quanto questo artista ignori la dottrina cattolica. La Chiesa si rivolge all’uomo nella sua integrità personale, spirituale, psichica e fisica. È dunque legittimo che essa si occupi sia di Dio e dei “novissimi”, sia della storia dell’uomo. Così come è legittimo che la stampa cattolica si occupi, oltre che della vita della Chiesa e delle diocesi, anche delle “cose dell’uomo”, politica ed economia». Con queste parole Julio Loredo, portavoce di Luci sull’Est, esprime la solidarietà dell’Associazione e dei suoi 150 mila sostenitori alla stampa cattolica aggredita dall’artista. «Da un sedicente cattolico come Celentano – prosegue il portavoce Loredo – piuttosto che un attacco, ci si aspetterebbe una parola di sostegno per i moltissimi settimanali cattolici diocesani, che quotidianamente combattono per diffondere nel territorio la voce di Dio e della Chiesa, e la cui esistenza è invece messa a rischio dagli annunciati tagli ai contributi per l’editoria. Celentano dovrebbe fare tesoro dell’insegnamento di Papa Giovanni Paolo II che ripeteva spesso “La fede che non si trasforma in cultura non è vera fede”. È triste – conclude Loredo – vedere come il Festival di San Remo, il cui obiettivo sarebbe di mostrare il meglio dell’arte canora italiana, debba invece ricorrere all’ingaggio di predicatori di bassa lega e di dubbia cultura per fare “audience”».

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Grecia: Alla fine l’hanno fregata

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

English: View of Athens from the Acropolis, Gr...

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«Non cambiamo posizione, i responsabili greci lo sappiano», ha detto la Merkel. È la sua ultima parola. Se il governo greco non fa gli ultimi tagli – e non può farli, perchè ha tagliato la carne dei greci fino all’osso, e la rivolta travolge il governo stesso – la Grecia non avrà l’ultimo pacchetto di «salvataggio» europeo-FMI, i 130 miliardi in sospeso. Ciò significa che il 20 marzo la Grecia farà bancarotta, non potendo rinnovare i 14,5 miliardi di Buoni del Tesoro in scadenza.Non fatevi ingannare dal fatto che il governicchio greco abbia varato un disperato ultimo taglio a sangue sul suo popolo, fra gli incendi e i lacrimogeni, per accontentare la Merkel ed ottenere la tranche di 130 miliardi di euro di «aiuti» (aiuti alle banche creditrici). Non servirà, non basterà.Perchè la durezza inflessibile della Merkel ha un motivo: il fallimento greco non è più una minaccia per la zona euro. I tre anni di negoziati e austerità devastanti che il governo greco ha concesso ai suoi creditori, nel vano tentativo di restare nell’euro, ha regalato ai banchieri il tempo per liberarsi dei titoli del debito greco, e divincolarsi dalla stretta del debitore: le banche straniere, si calcola, hanno ridotto la loro esposizione del 60%. Per il resto, hanno già raggiunto un accordo di ristrutturazione tutto sommato a loro favorevole.Lo ha spiegato al Telegraph William Buiter, capo-economista di Citigroup: «Ai primi di settembre ritenevamo che il costo dell’uscita della Grecia sarebbe stato molto alto per il resto del mondo; oggi pensiamo che il rischio sia molto minore perchè il contagio può essere contenuto». Anzi, per «il resto del mondo», è diventato più alto il rischio nel salvare la Grecia: secondo il FMI, il Paese avrebbe bisogno di iniezioni di 250 miliardi di dollari per i prossimi 10 anni. E tutto questo, per un Paese che rappresenta solo il 2,5% dell’economia dell’area euro. Vale la pena? No, per i banchieri globali.Ciò significa che i governanti greci si sono privati da sè dell’unica arma (di ricatto) che avevano, ossia di trascinare con sè nella rovina gli altri membri dell’euro-zona. E per nulla: la bancarotta era già nei fatti da tre anni. Basti dire che l’ultimo pacchetto di salvataggio offerto dai poteri forti, quei 130 miliardi, rappresentano il 56% del PIL greco, un PIL che sta collassando. Quando mai quei 130 miliardi (un prestito, mica un regalo) avrebbero potuto essere restituiti?Adesso la Grecia viene comunque abbandonata a se stessa e alla bancarotta in catastrofe. E ci arriva, tagli dopo tagli alla spesa pubblica, rigore dopo rigore, con un’economia distrutta, una produzione industriale che è collassata, una popolazione ridotta alla miseria e senza paracadute sociali, una disoccupazione passata dal 18,2% ad ottobre al 20,9% a novembre (un aumento del 14% in un solo mese), 60 mila piccole imprese familiari chiuse per fallimento, capitali fuggiti all’estero per 60 miliardi (il 20% del PIL), le sue banche svuotate dai depositi, un’esazione fiscale atroce che però non riesce più a crescere perchè non c’è più niente da tosare, una gioventù che fugge all’estero perchè il Paese è senza prospettive, il caos sociale insieme al caos finanziario.
Conclusione: la Grecia avrebbe fatto meglio a fallire prima. Tre anni fa. Dare un calcio alla «Troika» e alle sue interessate terapie di «risanamento», rifiutare gli «aiuti» a carissimo interesse, e cessare i pagamenti alle banche tedesche e francesi – subito, quando ancora aveva un po’ di carne attaccata alle ossa. Avrebbe affrontato la bancarotta, e il ritorno alla dracma, con qualche energia in più da spendere nella stretta di cinghia che avrebbe preparato il rilancio. Rilancio che sarebbe avvenuto sicuramente, dopo due o tre semestri, con la riacquistata competitività: basti pensare che il turismo, che conta per il 16% del PIL, avrebbe avuto una ripresa tumultuosa grazie alla dracma debole. E così i noli navali, l’altro cespite nazionale.
La lezione dovrebbe servire anche per l’Italia, come per Spagna, Portogallo e Irlanda. È inutile accettare rigori e austerità per continuare a servire un debito impagabile. Il debito impagabile non va pagato. Meglio accettare l’austerità auto-imposta dal default sovrano, ugualmente tragica, ma che prepara al rilancio e alla crescita, che insistere con tagli, svendita (privatizzazioni) e austerità che non danno prospettive, e pagare il prezzo della perdita di sovranità a vantaggio di un comitato di creditori e agenti pignoratori sovrannazionali.Come nota il Telegraph, nel 1953 la Germania di Adenauer, ancora un cumulo di macerie, ottenne dagli Alleati, USA, Inghilterra, Francia, Canada… e Grecia, una ristrutturazione del debito più generosa di quella che oggi impone ad Atene: il dimezzamento dei debiti, che finirono per essere il 70% a forza di allungamento dei termini di maturità. Fu decretata una moratoria di cinque anni sul pagamento degli interessi. Il governo greco di allora condonò alcune riparazioni di guerra per la crudele occupazione del Reich, che aveva provocato la Grande Fame. L’esplicita motivazione fu: dare alla Germania ossigeno bastante a ricostruire il suo tessuto economico, e averla dalla parte dell’Occidente come prima linea contro l’URSS. La Grecia d’oggi non ha la stessa importanza strategica. Berlino e Parigi, le cui banche sono (erano) le più esposte al debito greco, hanno imposto al miserevole governo ellenico acquisti di costosissimi e inutili armamenti Made in France e Made in Germany; Atene ha accettato sperando di avere comprato degli amici soccorrevoli nella sua crisi.
Alla fine, invece, l’hanno fregata. Nel tenebroso caos che la Grecia deve adesso affrontare da sola, c’è un solo raggio di luce, ancorchè paradossale: ed è che la Polizia greca sta facendo causa comune con i rivoltosi, la cui protesta è stata mandata a stroncare nella strade. Il maggior sindacato di Polizia ha emesso il seguente comunicato: «Rifiutiamo di metterci contro i nostri genitori, fratelli, figli, contro i cittadini che chiedono un cambiamento». Ed ha minacciato di arrestare i membri della Troika per «insulto alla democrazia e alla sovranità nazionale». Questo sì può cambiare le cose. Un popolo tosato e dissanguato, da solo, non ha potere di cambiare le cose. Per un semplice fatto: non ha le armi, ha abbandonato le armi allo Stato che ha il monopolio della violenza, ed è capace di organizzarla contro i cittadini (1). Ma pensate se la nostra Polizia, pensate se i carabinieri rifiutassero di fare da scorta ai nostri politicanti avidissimi, i colpevoli del nostro immane debito pubblico, a questi parassiti che ci hanno portato alla rovina, e poi hanno ceduto la sovranità che gli avevamo delegato ai «tecnici», ossia ai maestri della tosatura e del salasso per conto dei banchieri e della Kommissione. Pensateci: chi ha le armi per cacciar via questi parassiti miliardari dal governo e dal sottogoverno, per allontanarli dai posti dove continuano ad intascarsi il maltolto e a succhiarci il sangue? C’è da sognare. La Grecia sta cominciando a diventare un esempio per noi, proprio adesso. (Maurizio Blondet fonte: effedieffe.com)

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