Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Calo negli annunci di lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

L’ultimo trimestre del 2011 – da ottobre a dicembre – registra un costante calo negli annunci di lavoro.Questo calo è evidente se considerati i dati disaggregati per mese: novembre ha registrato il 12% in meno del numero degli annunci rispetto al mese di ottobre; inoltre da dicembre non sono arrivati segnali di ripresa, anzi: la quota di annunci si è abbassata di un ulteriore 6,7% rispetto al mese precedente. Quindi, da ottobre a dicembre il calo registrato è circa del 19%.Rispetto al trimestre precedente diminuiscono gli annunci che propongono stage, a favore di forme contrattuali più importanti quali il contratto a tempo determinato, il contratto indeterminato e il contratto a progetto.Coerentemente, questa flessione può trovare giustificazione nei cambiamenti a livello legislativo degli ultimi mesi. È nota infatti l’emanazione del Dl 138/2011, che limita il ricorso allo stage. Il decreto prevede, infatti, che si possa far ricorso agli stage solo per sei mesi entro un anno dalla laurea.Rispetto al trimestre precedente, notiamo come il tasso di annunci dedicati ai profili talent (6-24 mesi di esperienza lavorativa), sia rimasto praticamente invariato; sono invece aumentati di 4 punti percentuale gli annunci per i profili esperti (professional: 24-48 mesi di esperienza lavorativa), a discapito dei neolaureati.I laureati in ingegneria si confermano i più richiesti dal mercato di lavoro con il 45% degli annunci a loro dedicati (persino in aumento di 4 punti percentuali dal trimestre estivo); al secondo posto si collocano i laureati in materie economico-statistiche – con il 26% degli annunci; “medaglia di bronzo” ai laureati in discipline scientifiche con il 9% degli annunci.Data l’attuale crisi economica in atto, il rischio che il primo trimestre 2012 segni un ulteriore calo del numero degli annunci di lavoro per laureati è reale. A ciò, come hanno dimostrato alcune nostre recenti indagini, si aggiunge la quota significativa di aziende che, a causa dell’annunciata riforma del lavoro, dichiara di aver messo in stand-by gli inserimenti nella propria azienda.

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