Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Carceri: inadeguatezza dei provvedimenti governativi

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Dichiarazione del Senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del senato deln Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, membro della commissione giustizia “Le preziose informazioni che elaborate dall’associazione Ristretti Orizzonti ci confermano oggi che né le misure adottate dal governo Berlusconi col cosiddetto svuotacarceri di Alfano del dicembreo 2010 né quelle più recenti del governo Monti col cosiddetto salva carceri del Ministro Severino abbiano minimamente influito sul sovraffollamento carcerario. Ammesso e non concesso che fosse quello il problema da affrontare alla radice, secondo Ristretti Orizzonti la popolazione detenuta al 29 febbraio 2012 vede in carcere66.632 persone, con un totale in Area Penale Esterna di 30.864. La capienza delle carceri e detenuti presenti Istituti di pena: 206 Capienza complessiva: 45.742 Detenuti presenti: 66.632 Di cui stranieri: 24.069 Di cui donne: 2.846 In Semilibertà: 901 Di cui stranieri: 102 Detenuti presenti per posizione giuridica Condannati definitivi: 38.195 Totale imputati: 26.989 di cui In attesa di primo giudizio: 13.628 Appellanti: 7.130 Ricorrenti: 4.699 Misto: 1.53 Internati: 1.385. Da impostare (**): 63.
Non solo non vi è stata alcuna diminuizione nel numero totale dei detenuti, che avrebbe potuto esser frutto dell’anticipo a 18 mesi del passaggio dal carcere agli arresti domiciliari e del ricorso alle camere di sicurezza per evitare il fenomeno delle cosiddette “porte girevoli”, ma si conferma anche che in oltre un anno dall’entrata in vigore del decreto Alfano, “rafforzato” dal decreto Severino, degli oltre 10mila che avrebbero potuto goderne solo la metà ha ricevuto parere favorevole dalla magistratura di sorveglianza. La Ministra Severino interrogata sull’amnistia non risponde mai nel merito della proposta di Marco Pannella, ma si nasconde dietro questioni procedurali, credo che l’evidenza di questo fallimento possa suggerire maggiore saggezza anche alla vigilia della preprazione del disegno di legge più volte annunciato, ma a oggi scomparso, che il governo vorrebbe inviare alla camere perle pene alternative e possibili minime depenalizzazioni.

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