Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Rete di assistenza per la persona non autosufficiente

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2012

Il progetto “Reti di assistenza per la persona non autosufficiente” della Società della salute Valdarno Inferiore è stato selezionato, insieme ad altri sei progetti regionali dedicati all’assistenza domiciliare a favore di persone in stato di bisogno, dalla Direzione Regionale Toscana dell’Inps – Gestione ex-Inpdap nell’ambito delle iniziative sociali “Persona sempre”, per il miglioramento della qualità di vita e la prevenzione della marginalità sociale dell’anziano non autosufficiente.
La Direzione Regionale Toscana dell’Inps finanzierà il progetto presentato dalla Società della salute Valdarno Inferiore con un contributo pari a 114mila euro. Complessivamente, la spesa relativa al 2012, per i sette progetti approvati, sarà di 3,5 milioni di euro.Il progetto è rivolto agli adulti dipendenti pubblici, pensionati Inpdap, ai loro coniugi conviventi e ai familiari di primo grado residenti sul territorio del Valdarno Inferiore, riconosciuti in stato di non autosufficienza dalla competente Unità di Valutazione Multidimensionale e che non siano già beneficiari di alcuna o non adeguata prestazione assistenziale pubblica (intendendo per non adeguata la prestazione che non è in grado di coprire almeno al 50% il fabbisogno assistenziale).L’obiettivo è quello di garantire ai beneficiari l’informazione sui servizi disponibili nel loro territorio attraverso l’attivazione di punti informativi e di prima accoglienza (Punto Insieme) dedicati denominati; di realizzare il diritto alla garanzia della prestazione socio sanitaria appropriata attraverso una lettura tempestiva ed una valutazione multidimensionale appropriata del bisogno; di realizzare il diritto del beneficiario ad un trattamento personalizzato al proprio bisogno individuale (Piano di Assistenza Individuale); di introdurre percorsi innovativi di qualità garantendo la continuità di intervento ospedale-territorio e di favorire l’integrazione tra le diverse figure professionali nei percorsi assistenziali (in particolare per i malati cronici non autosufficienti).La rete di assistenza per la persona non autosufficiente si dispiega sia nell’area della domiciliarità sia nell’area della semiresidenzialità sia nell’area della residenzialità di sollievo o post acuzie.Nel caso della domiciliarità gli interventi si esplicano in contributi economici di supporto all’attività del responsabile familiare dell’assistenza (care-giver) e in contributi economici di sostegno al lavoro di cura degli assistenti familiari ovvero l’erogazione di un contributo mensile vincolato all’instaurazione di un regolare rapporto di lavoro con un assistente familiare. Inoltre, possono essere erogati interventi di assistenza domiciliare diretta con il supporto di personale Oss e Osa (disbrigo commissioni, aiuto e accompagnamento nelle relazioni con l’esterno, alzata e posizionamento poltrona/letto, igiene personale, bagno assistito, igiene ambientale, preparazione pasti e somministrazione, aiuto somministrazione farmaci) e interventi di assistenza domiciliare leggera, che si sostanziano in prestazioni assistenziali e di supporto alla autonomia individuale che non comportano necessità di specifiche competenze professionali e si basano sul coinvolgimento attivo delle Associazioni del Volontariato.
L’area della semiresidenzialità prevede l’inserimento della persona non autosufficiente in Centri diurni, pur mantenendo il proprio domicilio.L’area della residenzialità di sollievo o post acuzie, infine, si sostanzia nella possibilità di ricovero temporaneo della persona non autosufficiente in strutture dedicate. Il ricovero di sollievo è un inserimento residenziale programmabile finalizzato a sostenere progetti domiciliari, mentre il ricovero post acuzie è un inserimento residenziale temporaneo concesso per fini riabilitativi, per l’accesso urgente ai moduli destinati a persone con disturbi cognitivo-comportamentali, per consentire l’organizzazione dell’assistenza domiciliare in seguito a dimissioni ospedaliere e per consentire il supporto delle acuzie sociali (la persona non autosufficiente che non può godere dell’assistenza familiare). Si tratta di interventi erogabili per un massimo di 30 giorni nell’arco di un anno, prorogabili per un massimo di ulteriori 30 a seguito di specifica valutazione dell’Unità di Valutazione Multidimensionale.

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