Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Cervello: come riconosciamo gli oggetti?

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2012

Davide Zoccolan, ricercatore della Sissa di Trieste, insieme ai colleghi americani James DiCarlo (MIT, Boston) e Nicole Rust (University of Pennsylvania), sulla rivista Neuron fa il punto sui meccanismi della visione umana. Uno dei processi cognitivi più straordinari e affascinanti compiuti dal cervello. Ma tuttora poco compreso.
Perché riusciamo con apparente semplicità a identificare e riconoscere le lettere sullo schermo del computer, una tazzina di caffè sul tavolo e una persona che esce dall’ascensore? Alla base del riconoscimento visivo degli oggetti c’è un processo computazionale molto complesso che ci consente di riconoscere centinaia di migliaia di oggetti diversi, nonostante l’incredibile varietà di pose, dimensioni, posizioni in cui ci appaiono. Siamo in grado, per esempio, di riconoscere istantaneamente una faccia famigliare, a prescindere dal fatto che sia in luce o in ombra, appaia di fronte o di profilo, sia isolata o circondata da altri oggetti. Questa facoltà è detta riconoscimento invariante. E nonostante tale riconoscimento sia per noi immediato e non richieda alcuno sforzo – riusciamo a farlo in poche centinaia di millisecondi – nessun sistema di visione artificiale e nessun calcolatore, per quanto potente, sono in grado di eguagliare accuratezza, affidabilità e velocità del riconoscimento visivo umano. La comprensione dei meccanismi neuronali che consentono al cervello di interpretare la straordinaria ricchezza di informazioni visive rappresenta non solo una delle maggiori sfide delle neuroscienze sistemiche e computazionali, ma anche un passo fondamentale verso lo sviluppo di sistemi di visione artificiale.
Davide Zoccolan, alla Sissa dirige il laboratorio di neuroscienze visive. Torinese, 39 anni, Davide Zoccolan è sposato ed è papà di due bimbi, dopo una laurea in fisica all’università di Torino e il dottorato in biofisica alla Sissa, ha svolto per 6 anni attività di ricerca negli Stati Uniti, al MIT e al Rowland Institute di Harvard, a Boston. Negli Stati Uniti ha collaborato tra gli altri con Tomaso Poggio che da anni al MIT studia i complessi meccanismi della mente umana per poi insegnarli ai computer. Da 3 anni è tornato in Italia, alla Sissa di Trieste. (sissa david zuccolin)

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