Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Stranieri lavoratori in nero

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2012

L’Italia ha bisogno dei lavoratori stranieri, e ha bisogno delle tasse che questi pagherebbero se non lavorassero (come gia’ fanno) a nero. Il Governo Monti deve imparare dall’esperienza dei governi precedenti e non commettere gli stessi errori. Quello che chiediamo e’ una sanatoria “vera” e “semplice”, che consenta agli stranieri clandestini presenti in Italia di ottenere un permesso di soggiorno se trovano un datore di lavoro pronto ad assumerli senza lungaggini e procedure che durano anni in attesa di una chiamata dallo Sportello unico per l’immigrazione: trovi un datore di lavoro, ti fai assumere, inizi a percepire uno stipendio, a pagare le tasse, ottieni il tanto sospirato permesso di soggiorno.Sarebbe un primo passo per ripensare seriamente alle politiche migratorie scelte dall’Italia negli ultimi vent’anni, che fino ad ora hanno portato solo illegalita’, criminalita’, evasione fiscale. Disciplinare l’ingresso per lavoro in Italia con i decreti flussi e’ stata un’esperienza fallimentare, ed e’ ora di cambiare pagina: un meccanismo di ingresso in Italia che non sia contingentato a un determinato numero di quote annuali (flusso continuo) abbatterebbe quasi completamente la clandestinita’ di chi lavora, e non delinque. Cio’ favorirebbe inoltre un aumento degli introiti fiscali, nella misura in cui il lavoratore regolare pagherebbe le tasse, i contributi previdenziali, ecc.
In un sistema di “finestre” di ingresso in Italia che si aprono per una manciata di minuti l’anno, decisamente concordiamo con l’inutilita’ di sanatorie una tantum, che non fanno altro che invogliare chi non riesce a vincere la lotteria dei flussi a venire comunque in Italia, in attesa di una nuova sanatoria, fra un anno, fra due anni, o al successivo cambio di Governo. Tutto cio’ e’ indice della necessita’ di ripensare i meccanismi delle politiche migratorie in Italia. Una sanatoria puo’ essere un nuovo punto di partenza, se ad essa segue una riforma del sistema degli ingressi in Italia. E cio’ potrebbe avvenire creando un sistema di flussi “continuo” all’interno del quale in qualsiasi momento dell’anno, qualunque datore di lavoro che abbia bisogno di manodopera che non riesce a reperire in Italia possa chiamarla dall’estero. A beneficio dell’economia italiana, delle casse dello Stato, della sicurezza pubblica…(Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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