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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Elezioni in Slovacchia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2012

English: With Prime Minister of Slovakia Rober...

Image via Wikipedia

Il 10 marzo scorso si sono tenute le elezioni politiche nella vicina Repubblica Slovacca dopo le dimissioni del governo di centro destra, che hanno sancito la schiacciante vittoria del partito socialdemocratico SMER guidato dall’ex premier Robert Fico con il 44,41% dei consensi, conquistando con 83 seggi in Parlamento su 150, la maggioranza assoluta, con un programma che prevede essenzialmente la tassazione progressiva ed una maggiore redistribuzione della ricchezza. Che nelle moderne democrazie dove prevale la logica bipolare, i partiti dei due schieramenti per svariati motivi interni alla politica, si alternino al governo del Paese, è ormai un fatto consueto. Quello che invece stupisce sono i numeri di questa tornata elettorale, sia in termini di votanti (59,01% che rappresenta la punta più alta degli ultimi anni), sia per la svolta a sinistra quasi plebiscitaria (si pensi che il secondo partito Movimento Democratico Cristiano si è fermato all’8,82%), che rappresentano la conseguenza di un profondo malessere sociale che sta montando
fra i cittadini europei intorno alle politiche che i governi delle destre attualmente dominanti, stanno mettendo in campo nell’affrontare la grave crisi economica che attanaglia l’Europa. Riteniamo contraria ad ogni principio di giustizia ed equità sociale a cui la nostra Associazione fa riferimento, la convinzione perseguita fino ad ora dai maggiori governi europei secondo cui per far fronte al cambio traumatico della geografia economica che la globalizzazione ci ha consegnato, si debba reagire mettendone al riparo solo il grande capitale, allargando la forbice delle differenze sociali, stringendo i margini della democrazia, chiudendosi in atteggiamenti nazionalistici se non in alcuni casi regionalistici.
Da qui l’adesione all’ultima manifestazione della FIOM-CGIL contro il tentativo in Italia di smantellare le tutele nel mondo del lavoro, che dietro alla balla demagogica del patto generazionale, nasconde la convinzione che la competizione sui mercati con i Paesi emergenti si debba svolgere rincorrendosi sul terreno dello sfruttamento e della sopraffazione piuttosto che sfidandosi su quello dell’innovazione tecnologica e della eco-sostenibilità. (Elio Rampino)

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