Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 20 marzo 2012

Seminario multiprofessionale Anchise

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

Milano 23 marzo, ore 15 – 18 AO Ospedale San Carlo Borromeo, sala conferenze, via Pio II 3, il Direttore Sanitario Liliana Piccaluga e gli operatori della RSA L’Arca dell’ASP Pio e Ninetta Gavazzi presenteranno la loro procedura d’accoglienza, basata sull’Approccio capacitante. | Nella seconda parte del seminario verrà letto e discusso il testo di un Colloquio d’accoglienza, registrato e trascritto. il seminario è multiprofessionale. Si rivolge a chi lavora nelle RSA e nei CD, indipendentemente dalla qualifica: animatori, arteterapeuti, assistenti sociali, educatori, fisioterapisti, infermieri, logopedisti, medici, musicoterapeuti, operatori dell’assistenza (OSS, ASA), psicologi, psicomotricisti, responsabili di struttura, responsabili di URP, terapisti occupazionali. La Partecipazione è gratuita per i soci; per chi non è già socio del Gruppo Anchise è necessario versare la quota associativa (euro 50).

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Libri in onda

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

Roma venerdì 23 e sabato 24 marzo Libreria L’Argonauta, Via Reggio Emilia, 89 manifestazione Libri in onda La Libreria L’Argonauta di Roma, in collaborazione con nove case editrici, significative nel panorama della piccola e media editoria indipendente, presentano la prima edizione di Libri in onda, percorso di due giorni interamente dedicato alla navigazione nel mare magnum editoriale, utilizzando come stelle del cammino editori di certo valore. Programma di Libri in onda
Venerdì 23 Marzo dalle 18.00 aperitivo itinerante con gli editori (prodotti laziali e vino toscano);
Sabato 24 Marzo Esposizione del catalogo editoriale durante l’intera giornata;
Dalle 10.00 coffee break con gli editori e le loro pubblicazioni;
Alle 18.30 performance delle “persone-libro” dell’Associazione Donne di Carta
con estratti dei libri degli editori presenti. Seguirà aperitivo itinerante
Ingresso libero per l’intera manifestazione

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Conferenza stampa domotica assistita per anziani e disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

Parma 21 marzo, alle ore 11, presso la Sala del Consiglio del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università, 12).
Alla conferenza interverranno Gino Ferretti, Rettore dell’Ateneo, Vincenzo Bernazzoli, Presidente della Provincia di Parma, Marcella Saccani, Assessore Politiche sociali, Volontariato, Disabilità, Politiche abitative e Pari opportunità della Provincia di Parma, Carlo Gabbi, Presidente della Fondazione Cariparma e Paolo Ciampolini, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Presidente del Centro TAU (Centro di collaborazione sulle Tecnologie Assistive dell’Università di Parma). L’attività, coordinata dal Centro TAU dell’Ateneo è centrata sull’impiego di nuove tecnologie nelle abitazioni, a sostegno della vita indipendente di persone anziane e con disabilità, in un settore di crescente rilevanza demografica, sociale ed economica.

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Più rischi per chi non sa consultare il bugiardino

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

La difficoltà a comprendere il bugiardino dei farmaci, a causa di una bassa alfabetizzazione su temi legati alla salute, si associa a una maggiore mortalità. Lo ha riscontrato uno studio, pubblicato sul British medical journal e condotto presso lo University of College London, che ha coinvolto circa 8mila soggetti adulti di età superiore a 52 anni. I ricercatori hanno valutato il livello di comprensione delle indicazioni d’uso dei medicinali. Il test a cui erano sottoposti i volontari si componeva di quattro domande, una delle quali era «Qual è il numero massimo di giorni in cui si può prendere questo farmaco?». Domande alle quali, comunque, era possibile rispondere consultando il bugiardino. Un terzo degli adulti interpellati ha fornito almeno una risposta sbagliata e uno su otto ha dato due o più risposte sbagliate. Era possibile associare una probabilità maggiore di errore a indicatori socioeconomici, in particolare età avanzata, basso reddito, bassa scolarizzazione e appartenenza a minoranze etniche. Nei quinquennio successivo, è stato monitorato anche il grado di salute dei volontari e nel complesso si sono registrati 621 decessi, con una maggiore percentuale proprio fra i soggetti che avevano fornito più risposte sbagliate: il 16% tra coloro che avevano dato due o più risposte errate contro il 9% tra coloro che avevano risposto in modo giusto. BMJ 2012; 344 (Published 15 March 2012) (fonte farmacista33)

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Monti rimborsa a Morgan and Stanley 3,4 miliardi di dollari

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

Morgan Stanley Building

Morgan Stanley Building (Photo credit: Wikipedia)

Ho discusso la scorsa settimana una interpellanza urgente al Ministro dell’Economia sulla vicenda del rimborso di 3,4 miliardi di dollari, fatto dal governo italiano alla società finanziaria americana Morgan and Stanley per la chiusura di un contratto derivato in possesso del governo. Di seguito potete leggere la discussione dell’interpellanza, con la risposta del governo e la mia replica.
RESIDENTE. L’onorevole Borghesi ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01385, concernente informazioni circa l’incidenza degli strumenti finanziari derivati nell’ambito della complessiva esposizione debitoria dello Stato italiano
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, signor sottosegretario, qui è emerso in via indiretta che più o meno all’Epifania di quest’anno il Governo italiano avrebbe rimborsato a Morgan Stanley per una
riesposizione in swap un importo di 3,4 miliardi di dollari. Quindi, si tratta di una cifra molto, molto elevata. Questo fatto, che è emerso indirettamente attraverso delle comunicazioni fatte da Morgan Stanley alla SEC americana, ha fatto ritornare in primo piano la questione dell’uso e del ricorso ai derivati da parte del Governo italiano, sul quale c’è sempre stata una grande opacità e mancanza di trasparenza. Noi su questo vogliamo chiedere conto al Governo. Addirittura, The New York Times un anno fa ha sostenuto che, a partire dal 1996, l’Italia avrebbe truccato i propri conti utilizzando derivati grazie proprio all’aiuto di Morgan Stanley. Secondo EUROSTAT, il Ministero dell’economia tra il 1998 e il 2008 avrebbe grandemente fatto ricorso ai derivati con ovviamente, come per tutti i derivati, momenti in cui questo ha dato dei vantaggi – più o meno fino al 2006 – ma poi ha iniziato a determinare delle perdite. Il problema è che qualcuno parla di 30 miliardi di euro che sarebbero investiti da parte del Governo italiano in derivati. Riteniamo sia giusto che il popolo italiano e noi si sia a conoscenza in modo trasparente della situazione, in particolare se è vero che a Morgan Stanley è stato fatto questo versamento in un momento così difficile per il nostro Paese per permettere a questa società di ridurre la sua esposizione verso lo Stato italiano di una cifra così rilevante e se è vero che questa operazione in realtà sarebbe stata agevolata da una triangolazione con il gruppo Intesa.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca, Marco Rossi Doria, ha facoltà di rispondere.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretariodi Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Signor Presidente, con l’interpellanza urgente l’onorevole Borghesi ed altri pongono quesiti in ordine alla reale composizione del debito pubblico italiano. Al riguardo, si fa presente che uno degli
obiettivi principali nella gestione del debito pubblico è la minimizzazione dell’onere del servizio del debito e i rischi ad esso associati, principalmente i rischi di un aumento dei tassi di mercato. Per questo, a partire dagli anni Novanta, si è perseguito l’allungamento della vita media del debito pubblico che, tra l’altro, ha consentito di limitare l’impatto della crisi del debito sovrano nel recente passato.
Infatti, il passaggio da una preponderanza di emissioni a brevissima scadenza indicizzati e a parametri variabili – BOT e CCT – a una forte presenza nel comparto a tasso fisso dai 3 ai 30 anni – i BTP
– ha consentito di limitare il rischio di dover rifinanziare una grande quantità di titoli a breve termine con tassi in aumento. L’attività in derivati del Tesoro, autorizzata per legge fin dal 1984 ed espletata per il tramite di banche specialiste di titoli di Stato, si è concentrata proprio nella copertura dal rischio di tasso di interesse con l’utilizzo, peraltro molto limitato in proporzione allo stock di debito, di strumenti standard, come gli interest rate swap, con i quali tipicamente il Tesoro riceve da una controparte bancaria un tasso variabile e paga un tasso fisso su un nozionale convenzionale prestabilito. L’altra grande tipologia di strumento derivato utilizzato per la gestione del debito è quella dei cross currency swap, con i quali si sono riportate in euro le passività contratte in valuta sui mercati internazionali, emissioni che, dopo swap, hanno consentito al Tesoro di finanziarsi a tassi inferiori rispetto alle corrispettive scadenze
in euro. Infine, uno strumento derivato del tutto marginalmente presente nel portafoglio della Repubblica sono le swaption, opzioni con le quali si vende alla controparte il diritto di entrare in un interest rate swap in data futura. Ad oggi il nozionale complessivo di strumenti derivati a copertura di debito emessi dalla Repubblica italiana ammonta a circa 160 miliardi di euro, a fronte di titoli in circolazione, al 31 gennaio 2012, per 1.624 miliardi di euro. Quindi, il nozionale ammonta, per rispondere alla domanda, a circa il 10 per cento dei titoli in circolazione. Degli strumenti derivati in essere circa 100 miliardi sono interest rate swap, 36 miliardi cross currency swap, 20 swaption e 3,5 miliardi degli swap ex ISPA. I 36 miliardi di euro di nozionale dei cross currency swap corrispondono alla quasi totalità dei titoli emessi nel corso degli anni in valuta non euro, sotto il programma delle missioni internazionali. Pertanto, la quasi totalità delle missioni estere sono state coperte dal rischio valutario. In data 27 dicembre 2006 l’insieme delle passività contratte da ISPA, sia in forma di titoli sia di mutuo, nonché i contratti derivati a loro associati, sono stati trasferiti, per legge, alla Repubblica. In particolare, gli interest rate swap presentano un tasso a pagare medio ponderato a carico della Repubblica che è inferiore a quello pagato sul debito di durata comparabile. Con questi swap il Tesoro si è immunizzato, dunque, dai rialzi dei tassi di interesse sulla parte di nozionale interessata, contribuendo all’allungamento della durata finanziaria del proprio debito. Risulta, peraltro, fuorviante associare ai derivati, nella forma e nelle modalità utilizzate dal Tesoro nell’ambito della gestione del debito pubblico, il concetto di guadagno o perdita. Infatti, coerentemente con la finalità di utilizzo dei derivati e in considerazione del loro limitato ammontare relativo allo stock di debito esistente, per ogni anno si sono verificati – e si verificheranno in futuro – differenziali positivi o negativi tra quanto pagato e
quanto incassato, derivanti dall’andamento dei parametri di indicizzazione della gamma variabile (generalmente l’Euribor), che sono riportati annualmente con chiarezza nei documenti statistici ufficiali.
In merito al valore di mercato del « portafoglio derivati » della Repubblica italiana, si precisa che lo stesso è definito come il valore attuale dei flussi futuri scontati al presente e che varia continuamente
al variare sia del livello dei tassi di mercato sia della conformazione della curva dei rendimenti. Appare evidente che lo stesso è, quindi, un valore in continuo mutamento, la cui rilevanza per uno Stato
sovrano risulta essere limitata. Qualora un titolo di Stato dopo la sua emissione, a seguito di una diminuzione dei tassi di mercato, si trovasse a presentare un prezzo al di sopra della pari – 100, che è il valore di rimborso e quello a cui viene contabilizzato il debito contratto dallo Stato con la sua emissione –, allora si dovrebbe contabilizzare a tale valore superiore, definendo così un aumento del debito che non corrisponde ad un incremento effettivo dell’impegno dello Stato nei confronti dei creditori.
Specularmente, si verifica l’opposto in caso di aumento dei tassi di mercato. Appare evidente l’incongruità, dato che il debito è sempre pari a cento, a meno che non si proceda ad un riacquisto pagando il prezzo di mercato sotto la pari. A differenza di un titolo di Stato, gli swap di tasso d’interesse non sono debiti che devono essere ripagati a scadenza, ma solo scambi di flussi su un nozionale
convenzionale, la cui chiusura anticipata può essere effettuata esclusivamente su base volontaria e consensuale, da parte di entrambe le controparti coinvolte, a meno di precise clausole contrattuali che predetermino un evento di chiusura anticipata. Per quanto riguarda, in particolare, la vicenda relativa alla Morgan Stanley, riportata da alcuni organi di stampa e richiamata nell’interpellanza, si fa presente
che alla fine del 2011 e con regolamento il Ministero dell’economia e delle finanze, in data 3 gennaio 2012, ha proceduto alla chiusura di alcuni derivati in essere con Morgan Stanley (due interest rate swap e due swaption) in conseguenza di una clausola di « Additional Termination Event » presente nel contratto quadro (ISDA Master Agreement) che regolava i rapporti tra la Repubblica Italiana e la banca in questione. Tale clausola, risalente alla data di stipula del contratto, nel 1994, era unica e non presente in nessun altro contratto quadro vigente tra il Ministero e le sue controparti, e non è stato possibile, nel corso degli ultimi anni, rinegoziare la stessa. In virtù di tale clausola, si è proceduto alla chiusura anticipata di alcuni derivati con Morgan Stanley, regolandone il controvalore in 2,567 miliardi senza il coinvolgimento di terze parti. In merito alle affermazioni ed alle questioni poste a proposito dei cosiddetti credit default swap riguardanti la Repubblica italiana come emittente di debito, si riporta una tabella aggiornata al 24 febbraio 2012 (stessa fonte dei dati riportati nell’interpellanza e nei citati articoli di stampa), dalla quale risulterà evidente come non ci sia una particolare rilevanza delle posizioni nette in credit default swap circolanti sul debito italiano, con Paesi come la Francia e la Germania che, oltre ad avere un nozionale dello stesso ordine di grandezza di quello italiano, mostrano un rapporto sul debito esistente maggiore del caso italiano.
PRESIDENTE. L’onorevole Borghesi ha facoltà di replicare.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, signor sottosegretario, mi dichiaro in parte soddisfatto e in parte no. In parte soddisfatto perché finalmente abbiamo alcuni dati precisi che il sottosegretario ha
elencato e che ci fanno capire che, comunque, il nostro Paese ha un’esposizione in derivati che non è piccolissima: alla fine, parliamo di circa il 10 per cento dell’ammontare complessivo dei titoli e, in un periodo in cui i derivati possono portare a situazione di difficoltà, certamente qualche problema e qualche necessità di monitoraggio immagino che vi sia. Non sono, invece, soddisfatto della risposta
che riguarda la chiusura anticipata e spiego perché. Quasi sempre in quel tipo di contrattazioni è lasciata la possibilità di una chiusura anticipata e volontaria – quindi dipende dalla volontà delle parti di
procedervi – e non dobbiamo dimenticare che in quel particolare momento, un momento molto difficile per il nostro Paese, anche altri Paesi avevano cercato di liberarsi delle posizioni debitorie verso di noi,
la Germania, le banche tedesche, in particolare – mi pare – di qualcosa come 7 miliardi di euro, quindi di qualcosa di assolutamente rilevante. Dunque, l’idea che ci sia stata una chiusura volontaria anticipata della posizione può dare adito a qualche riflessione che tiene conto anche dei soggetti interessati da questa operazione. Per carità, nessuno pensa che sia un delitto il fatto che il figlio del Presidente del Consiglio lavori per Morgan Stanley e che il capo country manager per Morgan Stanley in Italia sia Domenico Siniscalco, che è stato Ministro dell’economia e delle finanze in un precedente Governo Berlusconi. Lei esclude che ci sia una terza parte, qualcuno parlava di Banca Intesa il cui amministratore delegato oggi è Ministro di questa Repubblica. Certo, la trasparenza in questi casi è necessaria perché da qui ad un ipotetico conflitto d’interessi – che basta che sia ipotetico per essere negativo – qualche ragionamento dovrebbe pur essere fatto.

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Lo spirito del pifferaio magico

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

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see filename (Photo credit: Wikipedia)

La storia è nota. La mia visione, rapportata alla realtà di oggigiorno, vuole solo trarne una logica interpretativa. E’ quella dell’incantatore di professione che in un primo momento rende un servizio prezioso ad una comunità in grave ambascia ma cessata l’emergenza costoro non intendono onorare il corrispettivo dovuto per il servizio reso e il pifferaio si vendica usando le sue arti per togliere a quegli ingrati il bene più prezioso: i loro figli.
Una favola dal risvolto amaro che ci rende, tuttavia, ben consapevoli della crudezza della vita dove il rapporto della riconoscenza trova indebiti riscontri nella realtà. E l’ingratitudine resta ancorata alla storia di tutti i tempi per ricordarci di che pasta siamo e come è facile promettere ma è altrettanto facile obliarne l’impegno assunto alla resa dei conti.
Se trasliamo questa storia e mettiamo da una parte i politici che promettono per attirare il consenso elettorale e dall’altra coloro che sono fatti oggetto di tale attenzione e che si ritrovano invariabilmente traditi dopo aver dato loro la fiducia nel segreto dell’urna, dobbiamo dire che non pochi vorrebbero avere la magia del pifferaio per far pagare da subito a caro prezzo la mendacia di questi imbonitori di turno. E la mancata immediatezza del do ut des non certo facilita un corretto rapporto tra le parti ingenerando nel tempo sfiducia, diffidenza, malcontento che si riverberano negli anni e fanno di tutta l’erba un fascio tanto che non si fa molta differenza tra l’onesta promessa dalla falsa. E qui parte la decadenza dei costumi e l’insicurezza di chi è stato deluso nella stima e nella considerazione del prossimo.
Eppure il discernimento tra ciò che è fattibile e ciò che suona come una moneta falsa non è difficile da rilevare se avessimo ponderato bene le circostanze e considerato il contesto nel quale le parole da promesse avrebbero trovato lo spazio per concretizzarsi.
E oggi che per l’ennesima volta siamo chiamati a fare le nostre scelte con un voto ci ricordiamo delle mancate promesse e siamo in grado d’adottare i necessari correttivi per evitare un’altra disillusione? Ma, al tempo stesso, non cadiamo nella trappola del qualunquismo e del disfattismo che ci indurrebbero a disertare le urne, perché se nella nostra similitudine il popolo è identificato nel pifferaio dall’altra parte i politici possono anche essere a loro volta dei pifferai, ovvero uomini e donne onesti che sanno quel che dicono e fanno quel che promettono. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Come fare affari in Iran

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

Farian Sabahi, giornalista, saggista e docente universitaria, riflette sulla Repubblica Islamica nella prefazione alla guida «Come fare affari in Iran. 100 domande, 100 risposte» edita da Diacron Press, disponibile dal 7 marzo in formato ebook attraverso il circuito di Bookrepublic.«L’Iran – scrive Farian Sabahi – è nell’occhio del ciclone ma, nonostante tutto, resta un Paese di grande interesse per gli imprenditori per almeno due motivi. Innanzi tutto perché gli iraniani sono quasi ottanta milioni distribuiti su un territorio grande cinque volte e mezza l’Italia. I suoi abitanti sono potenziali consumatori di merci provenienti dall’Occidente e dal nostro Paese perché il made in Italy è particolarmente apprezzato dagli iraniani. Tra di loro la percentuale di bambini e ragazzi è alta, e questo rende l’Iran un’interessante destinazione finale per prodotti destinati all’infanzia e all’adolescenza. In secondo luogo, l’Iran è un trampolino per quelle imprese che decidono di fare business con le repubbliche ex-sovietiche. (…) I canali commerciali restano aperti. Perché, in fin dei conti, anche in questi oltre trent’anni di embargo a stelle e strisce è stato business as usual, anche se non con gli americani. Perché, dopotutto, sono in tanti a non voler rinunciare al mercato iraniano, e oggi in prima linea a Tehran ci sono le imprese cinesi e quelle russe».Ed ecco altre considerazioni. L’Iran, molto probabilmente, sarà la spina dorsale della futura economia (oil e non oil) dell’intero Golfo Persico, per diversi motivi: una fiscalità evoluta di tipo europeo, cui aggiungere diverse norme a sostegno degli investimenti esteri e a tutela del capitale straniero (Foreign Investment Promotion and Protection Act – FIPPA), nonché la presenza di diverse Free Trade Zone e Special Economic Zone, un’aliquota fiscale sul reddito d’impresa del 25%, una normativa sul lavoro flessibile, una manodopera specializzata e competitiva. E una posizione centrale tra Europa e Asia.L’Italia è in prima linea nel cogliere questa opportunità di business: in Iran ci sono più di mille imprese italiane e in Europa siamo al secondo posto nell’export dopo la Germania, con un’impennata davvero notevole avvenuta nel primo semestre 2010. I famosi «embarghi», d’altra parte, riguardano solo un numero ristretto di beni commerciali (petroliferi, nucleari) mentre sui beni di consumo più comuni l’Iran – Paese di quasi 70 milioni di abitanti, due terzi dei quali molto giovani – è enorme territorio di business.Ma come fare affari in Iran evitando costosi scivoloni? «Questo agile volume permette agli operatori economici di conoscere un Paese complesso, nella sua storia e nelle istituzioni, la cui cultura millenaria rappresenta senz’altro un punto di forza non indifferente», scrive Farian Sabahi.La guida nasce dall’esperienza dei fiscalisti Diacron Group e fornisce – in 100 domande e 100 risposte, in stile editoriale anglosassone – una dettagliata descrizione della realtà culturale ed economica iraniana, con informazioni tecniche indispensabili per iniziare il proprio business: come aprire una realtà imprenditoriale in loco, che tipo di struttura societaria scegliere, i canali attraverso i quali raggiungere una buona presenza commerciale sul territorio, le caratteristiche del sistema fiscale, gli obblighi contabili e le norme sul lavoro.
La collana di punta di Diacron Press raggruppa guide (tutte in uscita tra il 2012 e l’inizio del 2013) su «Come fare affari» in paesi come Iran, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bulgaria, Cina, Regno Unito. Sviluppata sullo schema «100 domande e 100 risposte», ciascuna guida ha un’introduzione di rilievo e si avvale per la sua stesura dei contatti che Diacron Group ha attivato nei Paesi di riferimento, sia a livello culturale e universitario che a livello commerciale.

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Aggressioni e prevenzione omofoba

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

“Esprimiamo vivo rammarico per il silenzio istituzionale che ha circondato la brutale aggressione omofoba a sette giovani in provincia di Varese. A quanto ci risulta non una voce istituzionale si è levata nell’espressione di solidarietà e a difesa della dignità delle vittime. Peggio nessuno, se si esclude l’iniziativa parlamentare di Paola Concia, ha proposto modalità o iniziative urgenti per fermare finalmente la mano agli omofobi che, in assenza di una legge contro la discriminazione e l’odio antigay, agiscono impunemente.
L’opinione pubblica, al contrario, ha ampiamente solidarizzato con i giovani esprimendo vicinanza alle vittime insieme a sdegno e sgomento per l’assurdo pestaggio. Cosi’, se da una parte valutiamo con interesse e attesa le aperture del Ministro con delega alle pari opportunità Fornero, espresse nel corso della trasmissione “Che tempo che fa” sulla piena parità della famiglia gay, dal Ministro attendiamo una road map per risolvere in prospettiva europea le questioni sul tavolo e per dare una svolta all’attuazione della direttiva orizzontale in materia di parità, su cui il Ministro ha assunto un impegno durante l’audizione in Parlamento”. Lo dichiara Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

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Concerto della corale Bellisario

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

Canosa Sannita. Bellissima serata a Palazzo Martucci di Canosa Sannita (Chieti), dove si è esibita la Corale dell’Università “Vincenzo Bellisario” di Lanciano. Il numeroso pubblico presente ha potuto apprezzare la grande professionalità del gruppo canoro frentano. L’iniziativa, voluta dall’Amministrazione comunale, è stata organizzata dal Coro Folcloristico di Canosa Sannita che nell’occasione ha presentato ufficialmente il nuovo “Maestro” che guiderà il gruppo. Si tratta della cantante lirica Lorella Palumbi, diplomata al conservatorio di musica “Luigi Cherubini” di Firenze, la quale si avvarrà della collaborazione e della professionalità di Luciano Flamminio, interprete di tante canzoni del repertorio abruzzese che, grazie alla sua bravura, sono incise e fatte conoscere in tutto il mondo. «Durante la serata – racconta il sindaco di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario -, mentre ringraziavo il pubblico per la presenza numerosa, ho chiesto di alzare la mano a tutti coloro che si trovavano a Canosa Sannita per la prima volta nella loro vita. Il 90% dei presenti ha alzato la mano. La cosa in realtà mi ha fatto piacere, poiché dimostriamo ancora una volta che queste iniziative sono utili anche a promuovere il nostro paese e il territorio. In tal modo evitiamo di rispondere, a chi ci chiede dove si trova Canosa, che è situato in provincia di Chieti, vicino a… un altro paese, e non in un’altra regione. Insomma – conclude Di Sario – vogliamo fare venire gente nel nostro paese, farlo conoscere e promuoverne i prodotti tipici. Canosa Sannita non è e non vuole essere seconda a nessun altro paese. Personalmente sono sicurissimo che, grazie all’aiuto di tutti, saranno raggiunti nuovi risultati che ci consentiranno di stare al passo con i tempi».

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Tutela della proprietà intellettuale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

L’innovazione e gli strumenti per la sua tutela e il suo trasferimento sono leve strategiche per la competitività delle imprese. Con questa convinzione, la Camera di Commercio di Udine ha messo in campo una serie di iniziative a sostegno delle Pmi, soprattutto per quanto riguarda la proprietà industriale. Attività riassunte oggi in una conferenza stampa che è stata occasione anche per concretizzare una di esse, cioè la firma della convezione per l’istituzione del nuovo Punto di Orientamento della proprietà intellettuale, sportello di prima consulenza professionale gratuita, per imprese ma anche cittadini, che desiderano avere informazioni di base su modalità e costi del deposito di un marchio, brevetto o disegno in Italia o all’Estero, ricerche nelle banche-dati nazionali e internazionali, fino all’eventuale valutazione economica legata allo sviluppo di un’invenzione. Con il presidente Giovanni Da Pozzo hanno siglato l’accordo Daniele Petraz per la Glp Srl e Luca D’Agostini della D’Agostini Organizzazione Srl, due dei principali studi di consulenza in materia della provincia.
«La contraffazione, la pirateria e, più in generale, le violazioni della proprietà intellettuale – ha detto Da Pozzo –, sono in continuo aumento e di portata internazionale. Le imprese guardano con attenzione crescente a queste tematiche e alla relativa evoluzione normativa. La loro tutela, infatti, è una delle condizioni necessarie per investire in ricerca e sviluppo e per poter operare in concorrenza leale sul mercato interno e sui mercati internazionali, quanto mai indispensabile oggi, con una competizione economica sempre più agguerrita e globalizzata». La difesa dell’idea «rappresenta un valore aggiunto ancora più forte in un Paese come il nostro, in forte difficoltà e con grossi aggravi a carico delle aziende. Gli strumenti offerti dalla proprietà industriale – brevetti, marchi, disegni o modelli – sono fondamentali per creare valore economico, perciò tutelare la capacità creativa delle imprese – conclude il presidente – è doveroso per sostenere il loro impegno quotidiano e promuovere il loro futuro». A fargli eco, i due professionisti, che hanno sottolineato come «sul tema della tutela della proprietà intellettuale si gioca la vera partita delle aziende in campo internazionale e il “fai da te” può creare più danni che benefici». Assume perciò grande rilevanza una consulenza mirata, che permetta alle imprese di salvaguardare al meglio la propria creatività e idea innovativa. «È dunque fondamentale – hanno concluso – continuare a sensibilizzare le aziende, ma anche i singoli, sull’importanza di questa attività e di questa protezione». E la Cciaa lo fa infatti su più fronti. Si è partiti oggi con l’istituzione del Punto di orientamento – attività effettuata nella sede camerale, su appuntamento e dietro presentazione di una richiesta con le tematiche da approfondire. Info: Ufficio Brevetti, via Morpurgo 4, Tel. 0432273271, Fax 0432509469  servizio che si stima possa coinvolgere almeno un centinaio di utenti all’anno e che rafforza e struttura l’attività in cui l’ufficio camerale è già impegnato da anni. Accanto a esso, la Cciaa «rinnoverà anche per il 2012 il bando di contributi per la copertura delle spese sostenute dalle imprese per la brevettazione», ha aggiunto Da Pozzo. Il bando, attivo dal 2009, ha previsto annualmente agevolazioni, con fondi propri della Camera, particolarmente apprezzate dalle aziende: sono stati infatti stanziati e concessi nelle tre annualità 150 mila euro e finanziate 90 imprese.

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