Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Anifa: aumentano i nuovi prodotti per apparato digerente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2012

Un debole dinamismo. Questa sarebbe secondo l’analisi dell’Anifa, che ha rielaborato i dati Ims sulla farmaceutica del 2011, la caratteristica del mercato di Sop e Otc, che mostra qualche segnale positivo con l’immissione di nuovi prodotti, visibile soprattutto nell’area dell’apparato digerente. Un indice, secondo l’Anifa, del fatto che le aziende non hanno rinunciato totalmente a strategie di innovazione, ma che comunque «non è sufficiente a segnare una inversione dei trend registrati nell’ultimo quinquennio a livello complessivo, in cui il tasso medio anno di crescita è stato del -2,0% a volumi e dello +0,4% a valori». Secondo quanto emerge, «con riferimento alle classi terapeutiche, quella dei farmaci per le malattie da raffreddamento si conferma la classe più rilevante, con una quota del 34,2% del mercato a volumi e del 30,7% a valori. Questa categoria ha assistito a una contrazione del numero di confezioni vendute, oltre 106 milioni, dell’1,2% per controvalore di 678 milioni, mentre la classe degli analgesici e quella dei farmaci per l’apparato digerente, le altre due aree terapeutiche principali, sono quelle per le quali si evidenziano maggiormente gli effetti dei passaggi di prodotto – switch e switch back – tra farmaci da prescrizione e farmaci senza obbligo di ricetta. In particolare, gli analgesici, terza classe per numero di confezioni vendute (59,6 milioni) e seconda per fatturato (oltre 442 milioni di euro), pur assistendo all’introduzione di nuovi prodotti, si contraggono del 7,0% a volumi e del 3,2% a valori, non tanto per una riduzione delle vendite quanto per effetto dell’uscita degli antinfiammatori topici a base di ketoprofene». Per i prodotti destinati alla cura dell’apparato digerente il discorso è speculare: «Con riferimento ai soli consumi questa categoria terapeutica assisterebbe a una contrazione sia del numero di confezioni (69 milioni) che dei fatturati (quasi 429 milioni di euro) rispettivamente del -5,4% e del -0,6%. Tuttavia, il passaggio allo status di non prescription di alcune classi di farmaci, in particolare degli antiacidi, genera, di fatto, un aumento dei volumi e dei fatturati rispettivamente del +1,0% e del +1,5%. Con riferimento alla altre categorie terapeutiche, i consumi di alcune classi, come per esempio quella delle vitamine/integratori e minerali risentono della fuoriuscita dal mercato farmaceutico, ormai da diversi anni, di numerosi prodotti».(fonte farmacista33)

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