Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Cgil: sciopero generale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2012

La riforma del mercato del lavoro e le modifiche all’articolo 18 proposti dal Governo non convincono la Cgil che decide di non firmare l’accordo e contrariamente a quanto hanno fatto gli altri sindacati. Per Susanna Camusso l’impianto è “totalmente squilibrato” e incentrato “unicamente sui licenziamenti facili”, Ciò rende automatico la decisione di indire uno sciopero generale di otto ore con manifestazioni territoriali e 8 ore per assemblee. Era nell’aria già prima che i sindacati s’incontrassero con la ministra del welfare. Maurizio Landini, leader della Fiom non usa mezzi termini. Per lui è “Una follia che cancella l’articolo 18″. E soggiunge: “la riforma sul lavoro non riduce la precarietà, non estende gli ammortizzatori ma rende solo più facili i licenziamenti. La contrasteremo con ogni mezzo, con ogni forma di protesta democratica, nelle fabbriche e nel Paese”.
Leoluca Orlando dell’Idv dichiara: “Diciamo al presidente del Consiglio che l’Italia dei Valori non starà a guardare e che farà tutto quanto è in suo potere per evitare questo scempio dei diritti. Siamo pronti ad un Vietnam parlamentare e a scendere in piazza con i lavoratori e i disoccupati”. Sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona la Lega di Bossi.
Nonostante i pareri discordi tra le parti e le forze politiche e lo stesso imbarazzo del Pd che deve fare i conti con quanti parteggiano con le decisioni assunte dalla Cgil, il presidente Monti non ha trovato di meglio che recarsi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per informarlo del “buon esito della trattativa”.
Noi condividiamo la decisione della Cgil non tanto e non solo per la recente trattativa sul mercato del lavoro quanto sul modo come il governo sta sistematicamente smantellando il welfare e il lavoro in Italia e lo abbiamo dovuto già registrare con le misure adottate a danno dei percettori di redditi medio bassi che si sono visti ridurre ulteriormente i loro redditi da lavoro con le varie addizionali Irpef dei comuni e delle regioni che mediamente hanno inciso per oltre cento euro al mese e che per le pensioni modeste significa un sacrificio intollerabile in specie se si paragonano agli 8 milioni di retribuzioni che superano i centomila euro all’anno e che hanno avuto una perdita del potere di acquisto irrisoria. Questa protervia del governo di colpire in tutte le forme possibili la povertà dei poveri costringendo persino ad aprire conti correnti solo in apparenza gratuiti per percepire una rendita pensionistica e non tenendo da conto l’aumento del carrello della spesa dei beni di prima necessità oltre a peggiorare l’assistenza sanitaria universale tagliandovi consistenti risorse. In piazza con la Cgil dovrebbero essere in molti per convincere sia il Presidente della Repubblica sia il Pd che la strada dei sacrifici non parte da chi è povero ma dai ceti agiati e che costoro sono stati toccati minimamente. E’ un aspetto che non solo genera malcontento ma rischia di dividere gli italiani e provocare reazioni incontrollate da parte di un’opinione pubblica vessata e disperata tra disoccupazione, precariato, violazione sistematica dei diritti, corruzione e malgoverno. Diciamo che la misura è colma. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: