Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Immobili italiani, il futuro parla straniero

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Cresce l’interesse degli stranieri per gli immobili italiani, con picchi nel Nord Europa. Un mercato considerato solido e sicuro e che sarà presentato a “A place in the sun live”, la più grande fiera britannica sugli immobili all’estero, a Londra dal 30 marzo al 1 aprile. A coordinare il padiglione italiano, la Camera di Commercio e Industria italiana per il Regno Unito e Gate-away.com, il primo portale web per la ricerca di immobili italiani solamente dedicato ad acquirenti stranieri.Il “mattone” nostrano sbarca a Londra e trova il suo posto al sole. Ci sarà infatti anche un padiglione italiano a “A place in the sun live”, la più grande e visitata fiera britannica sugli immobili all’estero, che si terrà dal 30 marzo al 1 aprile ad Earl’s Court, nella capitale inglese. La nostra area sarà coordinata dalla Camera di Commercio e Industria italiana per il Regno Unito, con la sponsorizzazione di Gate-away.com, il primo portale web per la ricerca di immobili italiani solamente dedicato ad acquirenti stranieri. La fiera, ispirata al programma televisivo di Channel 4, sarà una preziosa occasione per promuovere l’edilizia italiana in un contesto internazionale, dove sono attesi oltre 5 mila visitatori. Una vetrina di particolare pregio, aperta sia a privati che ad agenzie immobiliari, per un incontro diretto tra domanda e offerta, particolarmente semplificato con l’utilizzo di servizi via Internet, rapidi ed intuitivi, come quelli offerti da Gate-away.com. “E’ crescente l’interesse degli stranieri nei confronti degli immobili italiani, considerati un investimento solido e sicuro –commenta Simone Rossi, responsabile commerciale di Gate-away.com -. “Un interesse alimentato anche dal grande fascino esercitato dal nostro territorio, che presenta meraviglie naturali ed architettoniche e che attrae per il suo stile di vita sano e rilassato”. Lo dimostrano i dati, che registrano una consistente crescita di richieste di immobili dall’estero, con un aumentato budget di investimento: + 52% nel comparto del lusso e + 11% nel settore definito di fascia bassa. E proprio il Regno Unito rappresenta un mercato fondamentale per gli immobili italiani, secondo solo a quello statunitense. Ben delineata la fisionomia delle strutture più richieste nel Bel Paese: case in stile tipico italiano, generalmente collocate lontano dai centri abitati e moderatamente distanti dal mare, preferibilmente da ristrutturare e con un’attenzione particolare all’impiego di materiali ecosostenibili. Non è un caso, dunque, che tra le regioni più richieste ci siano la Toscana, le Marche, l’Umbria e la Liguria, tutte terre che offrono paesaggi collinari immersi nel verde di boschi e nella tranquillità di laghi e fiumi.
Il sogno italiano, dunque, non contagia solo star dello spettacolo, e trova nella fiera di Londra la giusta occasione per diventare realtà. Presso il nostro padiglione saranno inoltre ospitati seminari per il pubblico, in cui i visitatori potranno incontrare direttamente espositori e consulenti del settore.
Nato nel 2007 sull’onda della crescente offerta di servizi via Internet, Gate Away (www.gate-away.com) è il primo ed unico portale web che promuove esclusivamente agli acquirenti stranieri gli immobili in vendita o in affitto in Italia. Tradotto in dieci diverse lingue, il portale è oggi visitato da più di 150 Paesi nel mondo, e si presenta come un punto di riferimento per privati e agenzie immobiliari per la ricerca di proprietà nel territorio nazionale. Gate-away.com offre un mezzo rapido ed intuitivo per l’incontro domanda-offerta, attraverso semplici procedure di ricerca in rete, ed è in grado di mettere a disposizione dei visitatori del sito un’ampia gamma di immobili di diverse tipologie: da strutture di lusso ad edifici cosiddetti di fascia bassa, sia di nuova costruzione che da ristrutturare. Principali fruitori del portale sono i nordici (svedesi, norvegesi, inglesi, tedeschi, belgi e svizzeri), con un’alta percentuale anche di russi e statunitensi.

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