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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 29 marzo 2012

Roma: bilgietti a due euro e posti riservati ai giovani in periferia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Roma «Invito i giovani al teatro, per avere delle occasioni di riflessione e dare un senso alla vita: mi rivolgo soprattutto a quanti pensano che la propria non ne abbia». Lo dichiara l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, che si celebra oggi su iniziativa dell’Unesco.È il teatro dunque la nuova modalità scelta dall’Assessore De Palo per incontrare i giovani, dopo il successo del tour nelle periferie ‘Se non tu, chi?’, delle scorse settimane. L’occasione è data dalla rassegna ‘I Teatri del Sacro – Posti riservati a giovani in ricerca’ ideata e organizzata dalla Federgat con il sostegno dell’Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale e dell’Acec e con il contributo del Teatro di Roma. La Capitale ospiterà 14 spettacoli in 7 spazi di periferia (Teatro Tor Bella Monaca, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Centrale Preneste Teatro, Sala Cantieri Scalzi, Basilica di San Saba, Basilica di Santo Stefano Rotondo, Sala della Comunità Santa Silvia) per due mesi, in una serie di appuntamenti da domani, 28 marzo al 26 maggio, al costo ridotto di 2 € per gli under 30. «Non sarà una semplice rassegna teatrale ma un’occasione di libero e aperto confronto intorno ai temi del sacro, per far emergere le istanze che toccano da vicino le inquietudini e le speranze dell’uomo contemporaneo, e che suscitano l’interesse di credenti e non credenti, con una particolare attenzione alle nuove generazioni», spiega De Palo. Il progetto inoltre intende valorizzare il ruolo dello spettatore come soggetto attivo della visione, grazie al laboratorio gratuito per il pubblico “Visioni e Condivisioni”, tenuto da Giorgio Testa, del Centro Teatro Educazione dell’ ETI, ora diventato ‘La Casa dello Spettatore’. «Tutto educa e tutto contribuisce ad educare, e questa dei ‘Teatri del Sacro’ è solo la prima rassegna teatrale che proponiamo ai nostri giovani. Da maggio infatti, partiranno una serie di spettacoli ad opera di giovani compagnie, riservati in special modo ai giovani, che potranno assistervi gratuitamente. Questo progetto rientra nell’obiettivo che ci siamo prefissati: proporre una nuova Movida romana, per dire ai giovani che è possibile divertirsi e passare una bella serata anche senza sballarsi. Da qui, il nuovo bando per il reperimento di proposte riguardanti il tema “Riprendiamoci la notte”, che abbiamo lanciato ieri».Per consultare il programma de ‘I Teatri del Sacro’: http://blog.iteatridelsacro.it

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Il mercato del lavoro e le sue dinamiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Il mercato del lavoro e le sue dinamiche, le politiche retributive e le motivazioni che spingono i professionisti a cambiare lavoro. E ancora il calo nelle assunzioni, i benefit e i tempi medi di disoccupazione. Ecco solo alcune delle tematiche analizzate dalla Hays Salary Guide 2012, una ricerca stilata per il terzo anno consecutivo da Hays, società tra i leader mondiali del recruitment specializzato, che ha coinvolto a livello nazionale 260 aziende e 1.200 professionisti. Secondo i dati raccolti da Hays, il mercato del lavoro non è ancora entrato nella fase della ripresa. Sta lentamente cercando di risalire la china della crisi economica, ma il clima di incertezza percepita è ancora molto forte. Tanto che il 60,2% dei professionisti intervistati ha un’opinione pessima del mercato del lavoro, mentre un’azienda italiana su quattro (25%) dice di trovarsi in difficoltà di fronte alla attuale situazione economica. Calano le assunzioni tanto che per il 2012 quasi il 60% delle aziende intervistate non cercherà nuovo personale, mentre il 40,7% amplierà il proprio organico, orientandosi soprattutto verso profili tecnici e di conseguenza più esperti. E dall’altra parte della scrivania? Il 65% dei professionisti intervistati vorrebbe cambiare lavoro nel corso del 2012: la maggior parte punta ad una maggiore soddisfazione personale oltre che ad uno stipendio più cospicuo. E a sorpresa inizia ad imporsi anche in Italia la ricerca di lavoro tramite social network: ben il 20,1% infatti sceglie il web per individuare prospettive lavorative più allettanti.

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22 operatori in Friuli Vg per visitare le cooperative aderenti al Consorzio il Mosaico

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Udine giovedì 29 marzo, con inizio alle ore 16 centro ippico del Preval con l’assessore regionale Roberto Molinaro. Nei prossimi giorni arriveranno in regione 22 operatori provenienti dalla Francia, dalla Spagna e dal Portogallo per visitare le cooperative sociali aderenti al Consorzio Il Mosaico (28 – 30 marzo 2012). Quest’ultimo aderisce ad un Progetto Grundtvig, dal titolo “L’accompagnement des personnes en grandes difficultés en milieu rural” (l’assistenza a persone svantaggiate in contesti rurali). Si tratta di un Sottoprogramma del più ampio “Programma d’azione comunitaria nel campo dell’apprendimento permanente, o Lifelong Learning Programme (LLP)”, che riunisce al suo interno tutte le iniziative di cooperazione europea nell’ambito dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013. Grundtvig si occupa di sostenere la formazione permanete tra gli adulti. Nel programma della tre giorni, la visita al Centro Ippico del Preval sarà il momento culminante e vedrà la presenza dell’assessore regionale Roberto Molinaro. Il centro ippico (www.centroippicopreval.it ), è stato realizzato dalle cooperative associate al Consorzio il Mosaico: «A distanza di poco più di un anno dalla sua attivazione, fu inaugurato da Kosic il 24 settembre 2010» dichiara Mauro Perissini, Presidente del Consorzio Il Mosaico «vogliamo “rendere conto” alla comunità regionale di quanto è stato realizzato, anche grazie ai soldi dei contributi pubblici: 3 persone svantaggiate sono già state assunte. Possiamo, perciò, definirlo un primo incoraggiante obiettivo raggiunto. Ci piace, inoltre, evidenziare come lo stesso sia stato perseguito in un contesto di investimento e di imprenditorialità che valorizza le risorse locali lavorando in una prospettiva di rete che associa Enti pubblici, Servizi territoriali e partner del privato sociale».

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Somalia: capitale sotto bombardamento mortai

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Mogadiscio. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) è preoccupato per i continui attacchi di mortaio nella capitale somala Mogadiscio, che ieri hanno provocato altre 3 vittime. Diversi colpi di mortaio sono stati lanciati sull’insediamento per sfollati di Beerta Darawiishta (Darwish) vicino al palazzo del Parlamento somalo nel distretto di Waardhiigley intorno alle 02:15 di lunedì mattina. Sono 3 – secondo quanto è stato riferito – gli sfollati rimasti uccisi, tra i quali un padre con suo figlio di 3 anni. Sono inoltre 8 i feriti gravi, tra cui 5 donne e 3 uomini. Si ritiene che l’obiettivo dell’attacco fossero le forze filo-governative insediate vicino al palazzo del Parlamento. Comunque, proprio come è avvenuto in un attacco simile la scorsa settimana sul palazzo presidenziale Villa Somalia – il primo del genere dallo scorso agosto, quando le forze anti-governative si sono ritirate dalla maggior parte dei distretti della capitale – i colpi di mortaio non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, atterrando invece tra gli sfollati. Durante il fine settimana si sono verificati inoltre attacchi di mortaio su Villa Baidoa e Villa Somalia. Non sono statti registrati feriti tra la popolazione civile. Le forze anti-governative – secondo quanto riferito – avrebbero istruito gli sfollati per spostarsi lontano dalle aree circostanti i palazzi presidenziali poiché sarebbe loro intenzione proseguire negli attacchi. L’UNHCR rileva che le forze filo-governative stanno attuando pratiche mirate a ridurre l’impatto del fuoco indiretto sulla popolazione civile ed evidenzia che questi ultimi sono stati informati in anticipo sulla recente attività militare ad Afgooye. Ciò ha consentito loro di lasciare l’area in sicurezza e di cercare assistenza a Mogadiscio e in altre aree.

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Integratori e tisane non curano

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

I prodotti a base naturale e vegetale, come tisane e integratori, che «stanno riscuotendo un crescente interesse nel pubblico, con un consumo che coinvolge in modo significativo anche bambini nella prima infanzia e donne in gravidanza o durante l’allattamento», possono «favorire fisiologicamente le funzioni dell’organismo nell’intento di ottimizzarne il normale svolgimento», ma non curare. Lo sottolinea in un documento appena pubblicato la Commissione per la dietetica e nutrizione del Ministero della salute che aggiunge come «funzioni alterate in senso patologico richiedono sempre il controllo e l’intervento del medico con la prescrizione all’occorrenza dei presidi terapeutici più indicati». L’origine naturale di questi prodotti «di per sé non é una garanzia di sicurezza» sottolinea la commissione «e bisogna leggere attentamente quanto indicato in etichetta, dove possono essere riportate anche specifiche avvertenze in presenza di particolari estratti vegetali». Inoltre il consumo di un prodotto di derivazione vegetale, come complemento della dieta, soprattutto se concomitante all’assunzione di farmaci, «può innescare nell’organismo una serie di reazioni» che possono portare a effetti indesiderati. Un’evenienza che si può verificare anche nelle fasce più vulnerabili, come quella pediatrica e le donne in gravidanza o in allattamento. L’uso di derivati vegetali ed integratori in queste fasce «non dovrebbe avvenire senza consultare il pediatra o il medico». Per quanto riguarda gli integratori alimentari destinati alla prima infanzia é già stata detto alle imprese di riportare in etichetta una avvertenza del tipo seguente: “Per l’uso del prodotto si consiglia di sentire il parere del medico”. I prodotti naturali «possono dare un contributo» conclude il Ministero «per mantenere e ottimizzare il benessere senza alcuna finalità di cura». (fonte farmacista33)

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Incidenti stradali in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

a Civitavecchia, presso l’IPSIA L. Calamatta, l’open day di “Istantanee di sicurezza”, la campagna di prevenzione e di educazione alla sicurezza stradale promossa da Moige – movimento italiano genitori, Miur, Dipartimento Politiche Antidroga, Autostrade per l’Italia, Gruppo ASTM-SIAS, in collaborazione con la Polizia di Stato, per formare insegnanti, alunni e genitori sul tema della sicurezza stradale.
Secondo i dati Aci-Istat sugli incidenti stradali nel 2010 gli incidenti stradali rilevati in Italia sono stati 211.404 e hanno causato il decesso di 4.090 persone, 3.249 maschi e 841 femmine, mentre altre 302.735 sono rimaste ferite. Per i maschi, la classe di età in cui si registra il maggior numero di decessi è quella compresa tra i 20 e 24 anni. Valori molto elevati si riscontrano anche in corrispondenza delle fasce di età 25-29 e 30-34 anni. Per le femmine, con riferimento al numero dei morti, i picchi si registrano per la classe di età 20-24 anni e per le età più anziane 75-79 e 80-84 anni. Per le donne, la frequenza elevata in corrispondenza delle età più avanzate è attribuibile al maggior coinvolgimento in incidenti stradali di quelle anziane, decedute nel ruolo di pedone.Tra i giovanissimi passeggeri il maggior numero di vittime di incidenti mortali. Risultano particolarmente concentrati, per entrambi i sessi, nella classe di età 15-24 anni i passeggeri infortunati: 171 morti e 19.577 feriti. Frequenze non trascurabili si registrano anche per i bambini tra 0 e 9 anni con 28 morti e 5.226 feriti nel 2010.Gli incidenti sono più frequenti nell’arco di tempo che va dalle 20 alle 7 del mattino, raggiungendo il valore massimo intorno alle 4 di notte (5,7 decessi ogni 100 incidenti). La domenica è il giorno nel quale si registra il livello più elevato dell’indice di mortalità (3,1 morti per 100 incidenti). Considerando la fascia oraria notturna (compresa tra le 22 e le 6 del mattino), il livello più elevato dell’indice di mortalità è raggiunto il mercoledì e venerdì notte (4,0 morti per 100 incidenti) e il sabato notte (3,8 morti per 100 incidenti). Gli incidenti del venerdì e sabato notte rappresentano il 42,6% del totale degli incidenti notturni; analogamente, i morti e i feriti del venerdì e sabato notte sono, rispettivamente, il 45,4% e il 45,3% del totale dei morti e feriti nelle ore notturne.

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Sud-Sudan: preoccupazioni per la sicurezza dei rifugiati

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Nuba woman of Sudan

Nuba woman of Sudan (Photo credit: Wikipedia)

I ciclici combattimenti nella contesa area di confine di Lake Jau alimentano la preoccupazione per la sicurezza dei rifugiati sudanesi nel vicino insediamento di Yida. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) si dice ulteriormente allarmato per gli scontri avvenuti ieri tra gli eserciti nazionali di Sudan e Sud Sudan a Lake Jau e in altre aree di frontiera. L’Agenzia tiene regolari colloqui con i leader dei rifugiati sulla urgente necessità di un loro trasferimento al fine di evitare feriti tra una popolazione civile che ha già dovuto vivere notevoli traumi. In collaborazione con diversi partner l’UNHCR sta fornendo assistenza di base a oltre 16.000 rifugiati stabilitisi a Yida dopo essere fuggiti dalla violenza nella regione dei monti Nuba. L’Agenzia si occupa anche del sostegno alle famiglie vulnerabili. Nel mese di febbraio, inoltre, l’UNHCR ha svolto la registrazione completa della popolazione, oltre a una rilevazione in materia di nutrizione e una vasta campagna di vaccinazione contro il morbillo per i bambini rifugiati. Il Programma Alimentare Mondiale (PAM) distribuisce razioni di cibo standard, attraverso un canale di distribuzione ben funzionante. MSF e CARE si occupano poi dei servizi medici, mentre Samaritan Purse e il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) provvedono alla fornitura di acqua potabile e ai sistemi igienico-sanitari. L’UNHCR ritiene che l’insediamento di Yida non sia sicuro per un soggiorno a lungo termine, a causa della sua vicinanza all’instabile area di confine. Anche le autorità sud-sudanesi – sia a livello centrale che locale – stanno esortando i leader dei rifugiati a spostarsi, in linea con le disposizioni della Convenzione sui rifugiati dell’OUA (oggi Unione Africana). In base all’articolo 2 della Convenzione infatti “per motivi di sicurezza, gli Stati d’asilo dovranno, per quanto possibile, sistemare i rifugiati ad una distanza ragionevole della frontiera del loro Paese di origine”. I leader dei rifugiati sostengono di voler restare vicino alle loro case sui monti Nuba e di essersi ormai adattati all’ambiente di Yida. Ma le minacce per la sicurezza sono una preoccupante realtà. Non è possibile ignorare che Yida è vicina a una zona pesantemente militarizzata, in cui combattimenti e bombardamenti si susseguono regolarmente. La stessa Yida è stata oggetto di un attacco aereo lo scorso novembre, quando i rifugiati sono stati costretti a fuggire nella boscaglia. In dicembre delle granate sono cadute vicino al campo. L’UNHCR teme che eventuali future esplosioni di violenza possano causare vittime tra i rifugiati. Finora 2.300 rifugiati sono stati trasferiti più a sud, nei più sicuri siti di Nyeel e Pariang. L’Agenzia sta fornendo loro cibo, acqua, alloggio, servizi igienici e cure mediche. I leader dei rifugiati hanno acconsentito a trasferire i bambini – riconoscendo le loro necessità di sicurezza e di un’istruzione regolare. Sono 1.500 gli studenti di scuola secondaria registrati per ricevere istruzione a Pariang, accompagnati da insegnanti e tutori rifugiati. Sono inoltre 450 i bambini rifugiati e locali che attualmente frequentano la scuola primaria a Nyel, dove le autorità hanno messo a disposizione terra da coltivare. Alle famiglie sono stati distribuiti sementi e utensili. Nello stato di Upper Nile, dove l’afflusso di rifugiati è continuo, le operazioni di trasferimento dalle aree di frontiera sono la routine. Circa 86.000 rifugiati sudanesi in fuga dagli attacchi nello stato di Blue Nile sono stati trasferiti nei più sicuri siti di Doro e Jammam. L’UNHCR svolge missioni di monitoraggio e si coordina con le autorità locali per individuare e trasferire i nuovi arrivati in questi insediamenti, dove possono ricevere assistenza umanitaria. Complessivamente al momento sono oltre 105.000 i rifugiati sudanesi provenienti dagli stati di Sud Kordofan e Blue Nile che hanno trovato asilo in Sud Sudan. Altri 30.000 sono fuggiti dal Blue Nile in Etiopia.

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Roma: Tempi Attesa A.O. San Filippo Neri

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Ospedale San Filippo Neri - Roma - Statue cava...

Ospedale San Filippo Neri - Roma - Statue cavalli in bronzo (Photo credit: Wikipedia)

Roma. “Situazione critica per gli esami diagnostici strumentali” Per prenotare un esame diagnostico strumentale all’Azienda Ospedaliera San Filippo Neri un cittadino deve attendere circa un anno. E’ quanto denuncia in una nota il Segretario Nazionale dell’associazione per la tutela del cittadino Assotutela Pietro Bardoscia.
Inspiegabilmente molti reparti dedicati alle Risonanze Magnetiche non sono disponibili per il Re.cup Regionale, dalla Rmn del Cervello e del Tronco Encefalico alla Rmn colonna Cervicale, Dorsale o Lombosacrale; ci risulta che gli appuntamenti sono tuttavia gestiti direttamente dalla struttura. Stessa drammatica situazione per le Ecografie. Per una Ecografia Addome Completo, una Ecografia Polmonare,una Ecografia Collo per Linfonodi occorre attendere circa 280 giorni. Ancora peggiore la situazione degli Ecocolordoppler con tempi di attesa che raggiungono quasi un anno di attesa. Per effettuare un Ecocolordoppler Aorta Addominale, o per un Ecocolor. Arterie Renali,o Arti superiori o inferiori arterioso venoso, o dei Tronchi Sovraortici un cittadino deve attendere sino a Marzo 2013. La nostra Associazione – conclude Bardoscia – si ripromette di analizzare i tempi di attesa delle principali strutture ospedaliere di Roma e Lazio, fornendo una mappa dettagliata dei tempi di attesa ai cittadini con la speranza che la Regione Lazio adotti una volta per tutte le misure necessarie per ridurre i tempi di attesa attraverso le azioni che noi stiamo suggerendo da mesi.

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Aumentano le domande di asilo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Ginevra – I nuovi conflitti e il crescente flusso in uscita da alcune crisi di più vecchia data – come quella in Afghanistan – hanno contribuito all’aumento del 20% nel numero di domande d’asilo registrato nel 2011. È quanto emerge dal rapporto sull’asilo nei paesi industrializzati pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Secondo le stime riportate nella pubblicazione Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries 2011 sono state 441.300 le domande d’asilo registrate lo scorso anno; erano state 368.000 l’anno precedente. Il rapporto prende in esame 44 paesi in Europa, Nord America, Australasia e Asia Nord-Orientale. In termini relativi, l’incremento maggiore è stato riscontrato in Europa Meridionale, dove sono state presentate 66.800 domande d’asilo: un salto dell’87%. La maggior parte di tali richieste è stata inoltrata da persone arrivate via mare in Italia e a Malta, ma un netto incremento si è verificato anche in Turchia.
In Italia, in particolare, sono state registrate – nel 2011 – oltre 36.000 domande di asilo. Si tratta per la maggior parte di persone provenienti dal Corno d’Africa e dall’Africa subsahariana giunte via mare dalla Libia. Questa cifra rappresenta un considerevole aumento rispetto all’anno precedente (circa 10.000), durante il quale però il ridotto numero di domande è attribuibile anche alle politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e Libia. Un consistente numero di domande era stato registrato già in passato, come nel 2008 (oltre 30.000), prima che venissero effettuati i respingimenti in alto mare, e nel 1999 (oltre 33.000) a seguito della crisi del Kosovo.
Considerati nel loro complesso, i 38 paesi europei hanno registrato 327.200 domande d’asilo, più che ogni altra regione, con un aumento del 19% rispetto al 2010. In America Settentrionale sono state inoltrate 99.400 domande, quasi un quarto in più rispetto a un anno prima, mentre il Giappone e la Repubblica di Corea hanno fatto registrare la cifra record di 2.900 domande, per un aumento del 77% rispetto al 2010. Solo nei paesi Nordici e in Australasia il numero di richiedenti asilo è diminuito, rispettivamente del 10% (47.500 domande) e del 9% (11.800). Come diretta conseguenza dell’instabilità in Africa Occidentale e nel mondo arabo, nel 2011 il numero di richiedenti asilo provenienti da Costa d’Avorio, Libia, Siria e altri paesi ha raggiunto livelli record con 16.700 domande in più rispetto al 2010. Il paese d’origine del più alto numero di richiedenti è stato l’Afghanistan – con 35.700 – per un aumento del 34% rispetto al 2010. La Cina si è confermata al secondo posto (24.400 richiedenti), seguita dall’Iraq (23.500).
– L’UNHCR produce rapporti statistici sulle tendenze dell’asilo in 44 paesi industrializzati due volte l’anno. I dati sull’asilo su altri paesi vengono pubblicati dall’Agenzia nel Global Trends Report, la cui prossima versione sarà emessa nel giugno 2012.
– Gli Stati Uniti – 74.000 le domande stimate – si collocano al primo posto tra i paesi con il maggior numero di domande d’asilo ricevute nel 2011 tra i 44 paesi considerati dal rapporto. A livello globale, comunque, il paese che ha ricevuto il maggior numero di domande d’asilo è stato il Sudafrica (non preso in esame dal rapporto), in cui nello stesso periodo sono state registrate 107.000 domande.
– È importante sottolineare che le domande d’asilo non costituiscono un’indicazione di tendenze migratorie, né il riflesso del numero di persone che vengono riconosciute come rifugiati.

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Progetto: il pane a chi serve

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Roma «Con il progetto “il Pane a chi serve” la nostra città si dimostra ancora una volta vicina e solidale a chi si trova in difficoltà. Un esempio riuscito di sussidiarietà che pone al centro della propria azione la persona umana, soprattutto la più fragile».E’ quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in merito al progetto “Il pane a chi serve” che prende il via oggi nella sua fase operativa in due Municipi della Capitale.
«Ringrazio le ACLI – aggiunge Alemanno – e l’Unione panificatori della Confcommercio di Roma per avere creduto fermamente a questo progetto che sta creando una vera e propria rete virtuosa di associazioni che capillarmente hanno la grande capacità di intercettare il disagio sociale con prontezza ed efficacia».

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Sanità in Sicilia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

La Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, presieduta dall’on. Leoluca Orlando, con riferimento alla nomina del Direttore della Banca del Cordone di Sciacca, ha chiesto all’Assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, di verificare l’appropriatezza e la conformità della stessa, in base alla normativa vigente. Il Direttore della Banca cordonale, Filippo Buscemi, è stato infatti recentemente nominato con un conferimento di incarico separato dalla Direzione della struttura regionale di coordinamento per le attività trasfusionali, così delineando un’autonomia, amministrativa ed organizzativa, della banca del cordone rispetto al servizio trasfusionale.
Per consentire una compiuta valutazione circa la congruità di un assetto organizzativo che separi le responsabilità organizzative e funzionali della banca cordonale rispetto a quelle della struttura per le attività trasfusionali, anche alla luce dell’accordo Stato-regioni del 20 aprile 2011 recante «Linee guida per l’accreditamento delle banche di sangue da cordone ombelicale», la Commissione ha chiesto di trasmettere copia della relativa documentazione. Nello specifico, gli atti di nomina dei dirigenti del servizio, il bando del concorso, l’elenco di candidati a tale concorso con relativo curriculum vitae, la Delibera di nomina del vincitore, nonché i progetti finanziati e degli associati atti economici ed amministrativi, nonché risultati relativi alla riqualificazione della Banca cordonale nel biennio 2009-2010. La documentazione acquisita sarà valutata nell’ambito della prevista Relazione al Parlamento sullo stato della sanità nella Regione Siciliana.

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2° technical Meeting Progetto Pitagora

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

palazzo fizzarotti - bari / puglia, italia, it...

palazzo fizzarotti - bari / puglia, italia, italy / hdr (Photo credit: Paolo Margari)

Bari Giovedì 29 marzo, ore 16,00, CCIAA di Bari La Camera di Commercio di Bari, in collaborazione con la sua Azienda Speciale AICAI, presenta al territorio il progetto PITAGORA. L’iniziativa ha l’obiettivo di realizzare una piattaforma per le tecnologie informatiche finalizzate ad ottenere la possibilità di ridurre il gap ICT nell’area adriatica. Per imprenditori ed operatori del settore è una buona occasione per entrare in relazione operativa con i mercati di Croazia, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, partners del progetto.
Lead Partner: SIPRO Agenzia per lo Sviluppo Ferrara. Partners: Lepida Spa; Comune di Udine; Provincia di Pescara; Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Bari; Agenzia di Sviluppo Regionale Dubrovnik Neretva -Dunea (CROAZIA); San Polo d.o.o. (CROAZIA); Comune di Split (CROAZIA); Centro Servizi per Imprese del Cantone di Zenica-Doboj (BOSNIA-HERZEGOVINA); Ente pubblico KSJP di Budva (MONTENEGRO); Auleda- Agenzia di sviluppo locale; Regione di Vlora (ALBANIA); Camera di Commercio e Industria di Tirana (ALBANIA). Associati: Provincia di Ferrara; Provincia di Forlì-Cesena; Provincia di Fermo; Regione Istria.Programma:
Ore 16.00 Registrazione partecipanti
Ore 16.15 Apertura dei lavori. Saluti:
– Alessandro Ambrosi – Presidente Camera di Commercio di Bari
-Giancarlo Di Paola – Presidente Azienda Speciale AICAI Bari
Ore 16.30 Interventi
– Chiara Franceschini – Sipro – Leader Partner Progetto Pitagora –
‘Presentazione e obiettivi del Progetto Pitagora’
-Gianni Sebastiano – Presidente Distretto Produttivo dell’Informatica
‘Qualità dell’aggregazione per l’aumento della competitività delle imprese’
– Domenico Favuzzi – Presidente Exprivia Spa
‘L’esperienza di internazionalizzazione di Exprivia Spa’
– Salvatore Latronico – Presidente Openwork Srl
‘L’internazionalizzazione di un produttore software nell’era di Internet”
Ore 18,00 Dibattito
Ore 18.30 Chiusura dei lavori

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Ambiente: La Ue bacchetta l’Italia sulle acque

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

L’Italia non si è conformata alla legislazione dell’Unione europea sulla protezione delle acque. Per questo la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato. Qualora l’Italia non risponda entro due mesi, o la risposta sia considerata insoddisfacente, la Commissione può adire la Corte di giustizia dell’Unione europea. L’Italia non ha recepito correttamente una serie di articoli della direttiva quadro sulle acque, tra cui quelli relativi alla necessità di adottare una serie di misure per conseguire un “buono stato” dei bacini idrografici entro i termini previsti e conformarsi all’obbligo di mantenere un registro aggiornato delle aree protette (1). Alla scadenza del termine di recepimento della direttiva (dicembre 2003!!!), l’Italia non aveva ancora adottato le leggi per conformarsi ai requisiti della stessa. Benché nel frattempo l’Italia abbia recepito la direttiva, un controllo di conformità effettuato dalla Commissione nel 2009 ha evidenziato diverse lacune e problemi di non conformità e ha indotto la stessa Commissione a inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora nel maggio 2010. Poiché le risposte fornite dall’Italia, e i successivi emendamenti apportati alla legislazione nazionale, non hanno posto rimedio a tutti i problemi sollevati dalla Commissione, quest’ultima ha deciso di inviare all’Italia un parere motivato. Il passo successivo e’, come detto, il deferimento alla Corte di Giustizia europea e le successive sanzioni. Dovremmo essere il Paese che pone prioritariamente l’obiettivo della salvaguardia dell’ambiente, visto che siamo anche a forte vocazione turistica. Ma tant’e’! Eppoi ci si lamenta che i turisti scelgono altre mete.(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Nitrito al posto del sorbitolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Non era sorbitolo, ma nitrito di sodio al 70% la sostanza ingerita dalla paziente deceduta a Barletta, come sospettato dal centro antiveleni di Pavia, contattato dal Pronto soccorso di Barletta al momento del ricovero. Secondo le indagini, una sola confezione sarebbe stata acquista e inviata in Italia e tutte le aziende che hanno acquistato dall’azienda irlandese che commerciava su ebay il prodotto, sono state rintracciate, ma si esclude che ci siano stati casi simili a quello di Barletta perché sarebbero stati registrati altri avvelenamenti e decessi. Grazie alla collaborazione investigativa internazionale, avviata dopo l’allerta del ministero della salute, è stato possibile ricostruire i passaggi tra la ditta inglese verso quella irlandese e da queste agli acquirenti su Ebay. Il nitrito di sodio è usato comunemente, ma in minime quantità, come conservante per i cibi e si presenta con un aspetto simile a quello del sorbitolo, con cui può essere facilmente scambiato, ha spiegato Carlo Locatelli tossicologo del centro. «Il nitrito di sodio, conosciuto anche come salnitro, è piuttosto comune, e in microdosi viene utilizzato come conservante per i cibi» spiega Locatelli «vista la velocità con cui aveva agito la sostanza nel caso della donna di Barletta una delle ipotesi più probabili era proprio che fosse questa molecola». Ha l’aspetto di una polvere bianca, e la dose letale per l’uomo è fissata in circa 22 milligrammi per chilo di peso corporeo e la sua ingestione interferisce con il trasporto di ossigeno da parte dell’emoglobina.(fonte farmacista33)

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Legge elettorale: dal “porcellum al bordellum”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Massimo Donadi, Italian politician (Italia dei...

Massimo Donadi, Italian politician (Italia dei Valori) (Photo credit: Wikipedia)

“Questa riforma è una truffa elettorale e andrà a finire che, dopo il Porcellum, avremo il Bordellum. Una legge che ha un unico scopo: le mani libere per i partiti. Finisce il bipolarismo, ogni partito si presenterà con il proprio simbolo e toglierà ai cittadini italiani anche quello che avevano prima e cioè la possibilità di sapere, prima del voto e non di scoprirlo il giorno dopo, quale sarà programma, coalizione e candidato premier”. E’ quanto ha detto, in una video intervista pubblicata sul suo blog, il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.”Dietro questo accordo – ha detto Donadi – c’è un patto scellerato che nasce da uno scambio: l’Udc voleva a tutti i costi la fine del bipolarismo per poter attuare al meglio la politica dei due forni e quindi scegliere, dopo le elezioni, con quale dei due partiti principali allearsi. I due partiti principali hanno concesso questa cosa all’Udc ottenendo, in cambio, di essere sovra rappresentati. In pratica siccome questi due partiti, Pd e Pdl, alle elezioni del 2008 insieme hanno preso il 72%, mentre oggi a malapena arrivano al 48%, si sono fatti dare in cambio una legge che, con il 48% dei voti, gli darà circa il 70% dei parlamentari come quattro anni fa. Quindi due partiti che hanno sempre meno consenso, e sono entrambi sul punto di esplodere, hanno scambiato il bipolarismo per un mucchio di parlamentari in più per accontentare quel terzo dei loro parlamentari che altrimenti sarebbero restati a casa”. Donadi ha poi annunciato “una durissima battaglia parlamentare per impedire che il Bordellum diventi realtà ma ancora di più faremo una grande azione di informazione perché come oggi c’è in Italia il governo Abc, c’è anche l’informazione Abc, che non è regime, è semplicemente lottizzazione partitocratica della Rai e dei grandi mezzi di informazione. Con questo disegno di legge non si dà più democrazia ma se ne avrà ancora di meno, torneremo alla Prima Repubblica. Non solo, il partito che si metterà in mezzo, pronto ad allearsi tanto a destra, tanto a sinistra, di fatto avrà la golden share della democrazia italiana, potrà governare ininterrottamente per i prossimi decenni scegliendo di volta in volta con quale dei due partiti principali allearsi”.

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Rete oncologica del Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Assicurare un accesso uniforme dei pazienti colpiti da tumore in tutti i centri del Lazio, offrendo loro la migliore qualità e innovazione nelle prestazioni, nella diagnosi e nella cura. È l’obiettivo dei 30 gruppi interdisciplinari, formati da 300 esperti, che hanno stilato un documento con 20 linee guida suddivise per patologia. La pubblicazione viene presentata oggi in un convegno nazionale a Roma all’Istituto Tumori Regina Elena, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “È dimostrato – sottolinea il prof. Francesco Cognetti, coordinatore scientifico del progetto e direttore dell’Oncologia Medica del Regina Elena – che l’appropriatezza delle prestazioni mediche può significativamente influenzare i risultati dei trattamenti oncologici, le possibilità di sopravvivenza dei pazienti e la loro qualità di vita. Vogliamo ridurre le liste di attesa del 30% nei prossimi 24 mesi e individuare i centri di eccellenza in grado di offrire un servizio sanitario certificato di assoluto livello”. Il documento sarà ora consegnato al governatore Polverini perché diventi uno strumento operativo, di confronto e di pianificazione.Ogni anno nel Lazio si registrano 34.000 nuovi casi di tumore e 16.000 decessi. E sono 216.000 le persone che vivono nella Regione con una diagnosi di cancro. Il documento è il primo atto della Rete Oncologica del Lazio (ROL), istituita nel luglio 2011. Essenziale il ruolo delle Università nell’implementazione del network oncologico. “Il valore della rete – spiega il prof. Luigi Frati, Rettore della ‘Sapienza’ di Roma – è quello di creare una stretta sinergia fra le strutture oncologiche del territorio, anche le più piccole, in modo da coordinare l’approccio diagnostico e terapeutico e mettere a disposizione di tutti i cittadini le tecnologie più sofisticate presenti nei centri più grandi”.
“L’obiettivo finale di tale pubblicazione – afferma il prof. Rocco Bellantone, Preside della Facoltà di Medicina della Cattolica di Roma – è anche quello di produrre indicazioni delle dotazioni strutturali, tecnologiche, di expertise ed organizzative che dovranno essere presenti in ciascuna unità ospedaliera ai fini dell’accreditamento ad eseguire diagnosi e terapia in ogni patologia. I documenti saranno quindi estremamente utili ai fini della stesura dei piani strutturali e dei percorsi terapeutici nell’ambito delle quattro Macroaree di cui si compone la Rete Oncologica Regionale”. Il progetto prevede misure di verifica, per disporre di una mappa chiara anche delle liste di attesa e della loro evoluzione nel tempo, a livello delle singole Istituzioni ospedaliere e dell’intera Regione Lazio. “In caso di riscontro di non appropriatezza da parte delle Commissioni di controllo – continua il prof. Cognetti -, le Istituzioni potranno prevedere ulteriori meccanismi di verifica ed eventuali provvedimenti sanzionatori, come l’abbattimento dei rimborsi o la temporanea sospensione dell’accreditamento”. “L’adeguamento ai criteri uniformi stabiliti dalle linee guida del documento – conclude il prof. Renato Lauro, Rettore dell’Università ‘Tor Vergata’ – deve diffondersi, pur in relazione alle potenzialità tecnologiche, strutturali e di qualificazione del personale dei singoli centri, a tutte le strutture del Servizio Sanitario Regionale che, in assenza di indicazioni e raccomandazioni da utilizzare nella pratica clinica da parte delle autorità sanitarie centrali, potrebbero invece produrre prestazioni disomogenee e non in linea con i migliori standard riconosciuti a livello internazionale”.

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Politica economica, Sviluppo Lavoro chiede maggiore tutela per gli investitori italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Non può esserci che preoccupazione da parte dell’Associazione Sviluppo Lavoro, in merito alla strategia di ulteriore apertura attuata dal Governo Monti nei confronti di investimenti stranieri in Italia: quel che emerge a margine di un incontro tra gli imprenditori facenti parte del progetto è infatti un sostanziale scetticismo nei confronti della politica economica del Governo, che sembra trascurare le imprese italiane che intendono continuare a investire in Italia.
Sviluppo Lavoro si propone come forza catalizzatrice di attività imprenditoriali verso la creazione e il salvataggio di posti di lavoro, e chi fa parte del progetto è convinto che il rilancio dell’economia italiana non possa non passare attraverso gli investimenti di imprenditori italiani: se le imprese non hanno accesso al credito e non sono tutelate dalla concorrenza straniera non si va da nessuna parte.
Una maggiore tutela e una rinnovata fiducia per chi decide di rimanere in Italia per investire sul rilancio di una delle economie che solo fino a pochi anni fa era considerata tra le più solide dell’intero panorama mondiale: è questo uno dei concetti base da cui è nata l’Associazione Sviluppo Lavoro, che attraverso un sito internet al servizio di imprenditori e lavoratori e un programma di investimenti mirati vuole dare un significativo contributo affinché il nostro Paese possa presto lasciarsi alle spalle il difficile momento attuale.(Andrea Corti)

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Chirurgia estetica, i francesi dicono sì all’aumento di seno con il proprio grasso. Cauta l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Togliere un po’ di grasso da pancia e fianchi e spostarlo nel décolléte per avere un seno più prosperoso: un sogno che per molte donne sta diventando realtà. L’intervento si chiama lipofilling del seno o lipostruttura e sta prendendo sempre più piede nel mondo della chirurgia estetica, anche in Italia. L’ultimo segnale positivo nei confronti di questa tecnica arriva dalla Società francese di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Société française de chirurgie plastique, reconstructrice et esthétique – Sofcpre) che, nel corso del recente Congresso nazionale, ha sdoganato l’intervento esprimendo un parere favorevole. «Fino a oggi la società francese si era mostrata piuttosto scettica sull’auto-trapianto di grasso per l’aumento delle mammelle. – afferma Giovanni Botti, presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica – Ora invece ha rivisto la sua posizione». Nel corso dell’ultimo congresso, Sofcpre ha infatti affermato che “la tecnica di trasferimento di grasso nelle mammelle è attualmente una tecnica cui va riconosciuta grande efficacia” e l’ha indicata come “eventuale alternativa all’utilizzo delle tradizionali protesi”, pur suggerendo un attento monitoraggio dei casi trattati. In seguito allo scandalo Pip, quello delle protesi riempite con silicone industriale dalla francese Poly Implant Prothése, i timori delle pazienti verso gli interventi per l’aumento del seno sono aumentati. «Questo – aggiunge Botti – ha spinto i medici a riconsiderare le soluzioni esistenti e a orientarsi anche verso tecniche alternative per aumentare il volume del seno o correggere eventuali asimmetrie: fra queste la più convincente si è rivelata il trasferimento di grasso». Se i colleghi d’Oltralpe hanno sostanzialmente dato il via libera al trattamento, la posizione espressa dall’associazione italiana (AICPE) è di prudenza: «La lipostruttura al seno oggi è un intervento piuttosto diffuso in Italia e i riscontri che abbiamo sono molti positivi – afferma il presidente -. Esistono studi che confermano la bontà di questo tipo di intervento in casi di ricostruzione: sono stati monitorati i risultati dei trattamenti di mastoplastica ricostruttiva con lipofilling dopo asportazione del seno per tumore per più di dieci anni e i risultati sono confortanti. In campo puramente estetico però, stiamo attendendo studi clinici che sono ancora in corso. Ci vuole tempo per conclusioni definitive.» precisa Botti. «Parliamo di un tipo di intervento che non ha fornito finora elementi di pericolosità. E, se questo dovesse essere definitivamente confermato, ci troveremmo davanti ad una possibilità nuova, da considerare in molti casi alternativa alla più tradizionale mastoplastica additiva».
L’intervento di lipostruttura delle mammelle presenta diversi aspetti vantaggiosi: anzitutto non si tratta di impiantare un corpo esterno, pur biocompatibile, come avviene con le protesi. Quindi non c’è rischio di rigetto o di contrazione capsulare. Inoltre non comporta cicatrici, in quanto il grasso, opportunamente trattato dopo il suo prelievo da altre parti del corpo, viene iniettato con delle punture e i fori scompaiono in breve tempo senza lasciare traccia. Anche il decorso è molto più soft rispetto all’inserimento di una protesi. «Occorre però – sottolinea Botti – che il trattamento sia praticato in modo conforme ai dati e ai protocolli verificati della scienza e che sia realizzato in ambiente chirurgico, da un chirurgo plastico o da un chirurgo formato specificamente per eseguire questa procedura. La pratica di questa tecnica al di fuori di questo quadro chirurgico deve essere considerata pericolosa per le pazienti».
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica, la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Pur essendo una novità per il nostro Paese, non lo è affatto in molte altre nazioni europee e non, dove esistono da tempo associazioni che raccolgono tutti coloro che si interessano di chirurgia estetica. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre un centinaio di chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Caratteristiche dell’associazione sono avere come associati solo professionisti, specialisti in chirurgia plastica, che hanno come attività principale la chirurgia a fine estetico e la rigida adesione a un codice etico e di comportamento da seguire non solo quando si indossa il camice, ma in tutti i momenti della vita. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica; elaborando linee guida condivise. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.(Silvia Perfetti)

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Impianto transcatetere di valvola aortica

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Presentati al 61esimo congresso dell’American College of Cardiology (ACC) i dati a 2 anni dello studio Partner Coorte A, che confronta, in pazienti ad alto rischio, l’impianto transcatetere di valvola aortica (TAVI), effettuato con valvola Sapien di Edwards Lifesciences, con l’intervento cardiochirurgico tradizionale. Pubblicati sul New England Journal of Medicine (NEJM), i risultati mostrano che, anche dopo 24 mesi dall’intervento, la mortalità attribuibile a qualunque causa è statisticamente identica tra le due procedure (33,9% per la TAVI contro 35% per la cardiochirurgia, rispettivamente). Questo risultato conferma quanto emerso dal confronto a 12 mesi, pubblicato sulla stesso NEJM lo scorso anno: nessuna differenza di risultato, 24,2% la mortalità per qualunque causa della TAVI, 26,8% quella dell’intervento tradizionale. Ciò ha portato gli autori a concludere come la TAVI sia da considerare una valida “alternativa all’intervento tradizionale a cuore aperto in pazienti ad alto rischio con stenosi aortica. I due trattamenti risultano simili per mortalità, riduzione nei sintomi cardiaci e miglioramento delle prestazioni emodinamiche della valvola”. Lo studio PARTNER, condotto tra maggio 2007 e settembre 2009 su 699 pazienti con grave stenosi aortica sintomatica, giudicati da un team integrato cardiochirurgico e cardiologico ad alto rischio per la chirurgia tradizionale a cuore aperto, è il primo studio randomizzato, controllato, condotto sulla TAVI, e l’unico sinora che mostri risultati di follow-up su tutti i pazienti per almeno due anni. Una seconda notazione importante degli autori riguarda un dubbio sollevato dai risultati dopo 12 mesi, che avevano evidenziato l’ipotesi che alla procedura TAVI potessero essere associati maggiori episodi di attacchi ischemici e ictus. Secondo i nuovi dati disponibili oggi, anche in questo caso non esiste alcuna differenza significativa nel rischio di questa conseguenza tra i pazienti TAVI e quelli operati con chirurgia standard. Anche la valutazione, attualmente in corso, dei risultati dopo 36 mesi, mostra un andamento simile, per quanto concerne la mortalità. Anche i dati relativi a pazienti inoperabili, arruolati nella coorte B dello studio PARTNER, sono stati oggi pubblicati sul New England Journal of Medicine. Erano stati già presentati lo scorso Novembre 2011, in occasione del simposio TCT.
Edwards Lifesciences è leader mondiale nel settore delle valvole cardiache e del monitoraggio emodinamico. Guidata da una grande passione, l’azienda lavora a stretto contatto con i medici per sviluppare tecnologie innovative salvavita nelle aree della chirurgia valvolare cardiaca e del monitoraggio in terapia intensiva. sito http://www.edwards.com.

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Limitazioni al traffico sulla Villesse Gorizia e in A4

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Pavimentazioni, interventi propedeutici alla realizzazione del nuovo svincolo, modifiche all’assetto della carreggiata e una serie di attività collaterali, sono in programma dalle ore 8.00 di venerdì 30 alle ore 18.00 di sabato 31 marzo sul raccordo Villesse Gorizia in prossimità dell’attuale svincolo di Gradisca. La rampa di ingresso allo svincolo, in direzione Gorizia, sarà quindi chiusa per tutta la durata dei lavori. I veicoli diretti a Gorizia, per raggiungere il capoluogo isontino dovranno quindi percorrere la viabilità ordinaria. Tutte le deviazioni saranno segnalate sul posto e pubblicate sul sito http://www.autovie.it/ itinerari alternativi. Lavori anche in A4, nel tratto compreso tra San Donà di Piave e Quarto d’Altino, dove sono attivi i cantieri per la costruzione della terza corsia. Sabato 31 marzo e domenica 1 aprile, durante il giorno, in un tratto di circa 600 metri, compreso tra il nodo A4/A57 tangenziale di Mestre e San Donà di Piave, la corsia di marcia in direzione Trieste sarà chiusa per mettere in sicurezza i mezzi operativi impegnati nell’infissione di palancole (barriere).

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