Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 95

Archive for March 30th, 2012

In nome dell’anticomunismo

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

Big Three at the Potsdam Conference in Germany...

Big Three at the Potsdam Conference in Germany: Prime Minister Winston Churchill, President Harry S. Truman and Generalissimo Josef Stalin, seated in garden. (Photo credit: Wikipedia)

Il mio pensiero va oggi a coloro che nutrono delle perplessità riguardo alcune esternazioni del Presidente del Consiglio Mario Monti riguardo al fatto che in passato si è ecceduto sui diritti tralasciando i doveri con i conseguenti maggiori costi sociali. In effetti ha ragione ma con qualche riserva.
Incominciamo con il dire che il tutto ha una radice storica nella conferenza di Yalta che si tenne dal 4 all’11 febbraio del 1945, alcuni mesi prima la resa della Germania. In quell’occasione e nella successiva conferenza di Potsdam (17 luglio-2 agosto 1945) si stabilirono i termini per l’assetto geopolitico internazionale e nello specifico nella divisione dell’Europa per sfere d’influenza. Stalin in quell’occasione non mantenne gli impegni presi di favorire, nei paesi dell’Europa centro-orientale occupati dalle truppe russe, le libere elezioni e di fatto li incorporò senza mezzi termini all’U.R.S.S. Da qui ebbe inizio la Guerra fredda con le conseguenze che noi tutti sappiamo. Vi furono, inoltre, delle aree che possiamo definire “cuscinetto” come la Yugoslavia di Tito che pur dichiarandosi comunista pose dei distinguo, rispetto alla Russia, e tanto da essere blandita dall’occidente che non esitò a favorirla con il trattato di pace con l’Italia cedendole la Dalmazia. Ma anche l’Italia era vista con sospetto, avendo al suo interno il più forte partito comunista d’Occidente. E i comunisti italiani furono così pressanti sui diritti che non si trovò di meglio che allargare a dismisura questo varco in nome di una invocata pax-sociale. Diritti, stranamente a dirsi, che sia l’Urss sia l’Occidente non avrebbero riconosciuto ai loro cittadini ma che divennero per “ragioni di stato” il punto nodale della politica italiana con le deformità che ben conosciamo: sperequazioni retributive per favorire quelle corporazioni più affidabili alla tenuta dell’anticomunismo e poi ancora clientelismo, voti di scambio, corruzione, ammortizzatori sociali (gonfiando a dismisura gli organici delle imprese pubbliche e persino private dalle ferrovie alle poste e alla Fiat) e, non certo ultima, la mano tesa verso la criminalità mafiosa, per tacitarla. Di tutto questo se ne resero conto negli anni ’70 sia Moro sia Berlinguer tanto che pensarono ad un “compromesso storico” per tarpare le ali ad un andazzo che rischiava di degenerare in modo irreversibile. Ma l’occidente, ancora una volta, si mise di traverso timoroso che l’Italia, in qualche modo, potesse scivolare nell’area comunista dell’Urss. Il costo che ne derivò fu un sistematico ed irrefrenabile indebitamento pubblico da tutti conosciuto e da tutti tollerato come un male minore, doloroso ma necessario. Poi vennero, nell’ordine, il muro di Berlino e la stagione di “mani pulite”, ma la classe politica italiana non sembrò accorgersene continuando nel suo processo degenerativo. Ora siamo giunti ad un punto nodale con il governo tecnico di Mario Monti, ma è anch’esso un fallimento dichiarato non tanto per suo demerito quanto per la mancanza di una consapevolezza collettiva sui cambiamenti in atto nella comunità internazionale e la necessità che tutti, indistintamente, si sentano coinvolti in un risanamento non tanto economico quanto nell’idea stessa di società in cui dobbiamo fare i conti ed è un fatto più culturale che politico. Da qui possiamo incominciare a parlare del presente e lo farò con il successivo articolo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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L’Islam è compatibile con la democrazia

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

Giuliano Amato, Italian politician. Festival d...

Giuliano Amato, Italian politician. Festival della Creatività 2009, Florence, Italy. (Photo credit: Wikipedia)

Lo ha affermato oggi a Roma Giuliano Amato nel corso di un convegno dedicato a ‘L’Europa e le primavere arabe’, promosso dall’europarlamentare Debora Serracchiani con il gruppo ‘Socialists & Democrats’ del Parlamento europeo.
‘A chi continua a pensare anche oggi, come Tocqueville nell’Ottocento, che l’Islam e’ incompatibile con la democrazia – ha spiegato Amato – suggerirei di guardare allo spettacolo che ci offre la nostra vita quotidiana nell’Europa multietnica e le esperienze nascenti nell’Africa del Nord’.
Anche Serracchiani ha osservato che ‘a un anno di distanza dalla rivolta che ha spazzato i regimi in Tunisia, Egitto, Libia e che sta minando la Siria, il processo di democratizzazione del nord-Africa e’ un interesse vitale dell’Europa e il nostro contributo deve essere piu’ incisivo, e non consistere solo in interventi militari o accordi commerciali’, ha concluso. (Giancarlo Lancellotti)

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Apple responds to outcry from 250,000 consumers over working conditions

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

Washington, DC – Today, the Fair Labor Association (FLA) released its assessment of working conditions in Apple supplier Foxconn’s factories. The assessment details numerous violations as well as commitments by Foxconn, working with Apple and the FLA, to improve working conditions. Today’s move comes in response to online outcry over the treatment of workers that make popular Apple products.Mark Shields, who started the popular Change.org petition, responded to the news: “Apple is making good on their brand promise and thinking different. There’s still important work to be done, but Apple and Foxconn have made serious commitments to improving the lives of their workers. Change.org provided a platform for so many Apple customers who needed a way to ask Apple to do better – and to their credit, they are listening.”Creator of popular petition on Change.org applauds Apple’s commitment to improving factory conditions

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Micron Technology Settles Lawsuit With Oracle

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

The Carnegie library in Boise, Idaho.

The Carnegie library in Boise, Idaho. (Photo credit: Wikipedia)

Boise, Idaho, (GLOBE NEWSWIRE) — Micron Technology, Inc. (Nasdaq:MU), announced today that it reached an agreement with Oracle America Inc. (“Oracle”) to settle a lawsuit filed by Oracle against Micron in the U.S. District Court for the Northern District of California. The lawsuit alleged a conspiracy to increase DRAM prices and other violations of federal and state antitrust and unfair competition laws based on purported conduct for the period from Aug. 1, 1998, through at least June 15, 2002, and sought joint and several damages, trebled, as well as restitution, disgorgement, attorneys’ fees, costs and injunctive relief. Pursuant to the settlement agreement, the parties agreed to a settlement and release of all claims and a dismissal with prejudice of the litigation. Under applicable accounting principles, the effect of this settlement on Micron’s results of operations for the second fiscal quarter of 2012 is a reduction in revenue and an increase in the net loss attributable to Micron shareholders of $58 million as compared to the results previously reported on March 22, 2012, with corresponding adjustments to other items included in the company’s results of operations. As a result, for the second quarter of fiscal 2012, Micron’s net loss attributable to its shareholders was $282 million, or $0.29 per diluted share, on net sales of $2.009 billion. The full effect of the settlement on Micron’s results of operations and financial position for the second quarter of fiscal 2012 will be provided in Micron’s Form 10-Q. Micron Technology, Inc., is one of the world’s leading providers of advanced semiconductor solutions. Through its worldwide operations, Micron manufactures and markets a full range of DRAM, NAND and NOR flash memory, as well as other innovative memory technologies, packaging solutions and semiconductor systems for use in leading-edge computing, consumer, networking, embedded and mobile products. Micron’s common stock is traded on the NASDAQ under the MU symbol. To learn more about Micron Technology, Inc., visit http://www.micron.com.

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Art 18: solo ai nuovi contratti?

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

BRUSSELS/BELGIUM, 11 MAY 2010 - Emma Bonino (V...

BRUSSELS/BELGIUM, 11 MAY 2010 - Emma Bonino (Vice-President, Senate, Italy) captured at the World Economic Forum on Europe held in Brussels, Belgium, May 11, 2010. (Photo credit: Wikipedia)

Il calo di gradimento del governo Monti emerso da alcuni sondaggi “e’ una conseguenza delle riforme che sono state fatte”. Lo dichiara Emma Bonino in un’intervista al quotidiano online Clandestinoweb. “Questo tipo di riforme sono indispensabili, anche se sarebbe stato meglio farle quando c’era il bel tempo e non ora che c’è un temporale – continua – Questo aumenta l’ansietà delle persone. Purtroppo, a causa dell’irresponsabilità della classe politica precedente, questi provvedimenti non sono stati presi e ora si vanno ad aggiungere alle preoccupazioni per una crisi da cui, nonostante le illusioni iniziali, non siamo ancora usciti”.
L’ex ministro non è d’accordo con chi ritiene che da parte del governo non ci sia stata abbastanza apertura nei confronti delle parti sociali sulla riforma del lavoro. “Questo è un vizio tutto italiano – ha spiegato -, un metodo a cui Monti era ostile fin dal principio. Il premier ha detto che avrebbe parlato con tutti ma il governo si sarebbe poi assunto la responsabilità delle decisioni. Secondo me questo non è un atteggiamento negativo. La riforma del lavoro ha comunque delle ombre. Il nuovo articolo 18, per esempio, credo debba essere applicato solo ai nuovi contratti. Spero comunque che in Parlamento venga apportata qualche modifica”.

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Sciopero contro riforma pensioni

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

13 aprile. “Anche l’Ugl parteciperà alla manifestazione nazionale con Cgil, Cisl e Uil contro la riforma delle pensioni che si terrà il prossimo 13 aprile a Roma”. Lo rende noto il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, aggiungendo come “resta fermo il nostro ‘no’ ad un provvedimento iniquo, che ha colpito categorie già deboli, dai lavoratori interessati da accordi di mobilità lunga, i cosiddetti ‘esodati’, a coloro che erano ormai vicini alla pensione. Le modifiche attuate successivamente – prosegue il sindacalista – non sono sufficienti a colmare l’ingiustizia di una riforma che non tiene conto dei sacrifici già affrontati da chi è già stato colpito dalla crisi”.

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Con il cappello in mano

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

“Questi agili pensieri sono voli d’aquila, bocconi di pane fresco, sorsi d’acqua pulita che fanno bene all’anima. Basta un piccolo dettaglio e Padre Andrea Panont spicca il volo come un gabbiano ad ali spiegate appoggiato sul vento… e pensa che anche noi possiamo volare lasciandoci condurre dai venti contrari della vita; vede Carletto che coltiva i fiori e conclude che i fiori li offre soltanto un innamorato e Dio, che ha creato i fiori, č innamorato di noi; scopre che un petalo staccato dal fiore perde il suo profumo e osserva giustamente che anche noi staccati da Gesų perdiamo il Suo profumo” (dalla Presentazione). Di Panont Andrea N.ro pagine: 96 – prezzo: € 4.00

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Vinci la paura!… in dialogo con san Giuseppe

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

Anche quest’anno, come sua abitudine, monsignor Bregantini ha inviato un “messaggio” a tutti i ragazzi e giovani all’avvio dell’anno scolastico. Č un messaggio originale, in forma di racconto-dialogo, che porta in sé un programma di vita, una strada da percorrere individualmente e insieme, per creare o rinnovare una societā pių solidale e pių onesta: un invito a superare le difficoltā… “vincendo ogni paura!”. Di Bregantini GianCarlo N.ro pagine: 36 – prezzo: € 3.50

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Facciamo quadrato sulla sicurezza”

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

Deutsch: Festung Marghera, Festungswall Espera...

Deutsch: Festung Marghera, Festungswall Esperanto: Fortikaĵo Marghera, fortikaĵa remparo Italiano: Forta Marghera, terrapieno (Photo credit: Wikipedia)

Milano 5 Aprile 2012, ore 16:30 Mondadori Multicenter, in via Marghera 28 Il leader nella sicurezza, in collaborazione con AIPSI, propone un incontro per approfondire i nuovi fenomeni della consumerizzazione e dei millennials Consumerizzazione e millennials, due fenomeni attuali che hanno molto in comune e che determinano l’evoluzione degli strumenti IT e impongono nuovi modelli di sicurezza. Trend Micro – leader globale nella sicurezza per il cloud e AIPSI, Associazione Italiana Professionisti Sicurezza Informatica – capitolo Italiano di ISSA (Information System Security Association) – propongono un momento di approfondimento:
Consumerization, Millennials, Mobile: un nuovo approccio per l’IT.
Agenda dei lavori:
17:00 Introduzione al tema – Elio Molteni, Presidente AIPSI
17:30 Mobile Strategy – Cesare Garlati, Senior Director Consumerization&Mobile, Trend Micro
18:00 Tavola rotonda
Moderatore – Gaetano Di Blasio, Cofondatore e Vice Presidente Reportec
Relatori – Susanna Simari Benigno, Vodafone
- Gabriele Faggioli, Legal Services Consultant
- Cesare Garlati, Trend Micro
- Stefano Zanero, ISSA International Board
Per ulteriori informazioni sull’evento: http://www.aipsi.org/images/stories/food/aipsi%20quad_%20mobile%205-4-2012.pdf
Trend Micro Incorporated, leader globale nella sicurezza per il cloud, crea un mondo sicuro nel quale scambiare informazioni digitali, fornendo a imprese e utenti privati soluzioni per la sicurezza dei contenuti Internet e la gestione delle minacce. Pioniere nella sicurezza server con un’esperienza ultra ventennale, Trend Micro propone un’offerta completa per la sicurezza a livello client, server e cloud in grado di soddisfare le esigenze di clienti e partner, bloccare le nuove minacce con rapidità e proteggere i dati all’interno di ambienti fisici, virtualizzati e cloud. Basati sull’infrastruttura in-the-cloud Smart Protection Network™ di Trend Micro, le tecnologie, i prodotti e servizi per la sicurezza bloccano le minacce là dove emergono, su Internet, e sono supportati da oltre 1.000 esperti di threat intelligence di tutto il mondo. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito http://www.trendmicro.it

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Immigrati: Italia razzista?

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

Roberto Maroni

Roberto Maroni (Photo credit: Wikipedia)

“Il rapporto del Consiglio d’Europa che punta il dito contro il nostro Paese per la morte di 63 migranti, avvenuta nel Mediterraneo a marzo scorso, altro non è che l’ennesima vergogna di un’Italia razzista e xenofoba che, per anni, ha avuto per ministro dell’Interno Roberto Maroni. Lo stesso che, solo pochi giorni fa, ha ammesso che la Lega ha lucrato proprio sul razzismo per accaparrarsi voti. Sappiamo che quel governo è stato pesantemente sanzionato dall’Unione europea per l’abbandono e il respingimento dei migranti. E ora questi comportamenti incivili di chi si ammanta di un cattolicesimo d’accatto hanno ricevuto il bollino blu dell’indignazione europea. Dispiace, inoltre, che il discredito di quella classe dirigente abbia provocato il discredito del Paese intero”. E’ quanto affermato, in una nota, dal presidente vicario dei deputati Idv Fabio Evangelisti. “Per questo ai ministri del governo Monti – ha concluso Evangelisti – chiediamo di essere veramente coraggiosi e innovatori su questo terreno. Ci rivolgiamo in particolare al ministro Riccardi, che ha la delega per l’integrazione e l’accoglienza: non rimanga insensibile al monito che arriva da Strasburgo”.

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Monti, fiducia, garanzie costituzionali

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

“Ci rivolgiamo a Lei in quanto garante della Costituzione della Repubblica Italiana, nella piena consapevolezza di quanti sforzi Ella stia facendo perché la sua difesa sia effettiva e non meramente formale. Abbiamo personalmente apprezzato come Ella non abbia mai mancato di far osservare al Governo ed al Parlamento come “i principi fondamentali della Costituzione repubblicana sono fuori discussione e nessuno può pensare di modificarli o alterarli”. Non possiamo non ricordare altresì i frequenti richiami al rispetto dei requisiti che l’articolo 77 della Costituzione richiede per l’esercizio di un provvisorio potere legislativo da parte del governo attraverso i decreti legge ed in particolare il suo più recente intervento al riguardo”. Questo è un estratto della lettera che abbiamo inviato la settimana scorsa al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che incontreremo oggi al Quirinale. Abbiamo sentito forte l’urgenza di un incontro con il presidente, massimo garante della Costituzione. ll governo Monti esagera con decreti e fiducie, mortificando il ruolo del Parlamento e impedendo ai partiti di opposizione di intervenire sui provvedimenti di fatto blindati. Non è più tollerabile una situazione in cui il governo sembra conoscere il decreto legge come unica forma di legificazione e il ricorso alla fiducia come unico percorso parlamentare.Non solo. La Ragioneria generale dello Stato, durante l’esame del provvedimento sulle liberalizzazioni, ha detto forte e chiaro che su 5 articoli mancava e manca la copertura finanziaria. Il governo ne era a conoscenza fin dal 15 marzo. Eppure, nonostante le nostre puntuali denunce in commissione e in Aula, si è andati avanti, ignorando i giusti rilievi mossi dal massimo organo che controlla coperture economiche dei decreti del governo che parla esplicitamente di nuovi maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, “non quantificati, né coperti”. In parole povere, la Ragioneria ha bollato i 5 articoli: respinti.L’articolo 81 della Costituzione dice che “ogni legge che comporti nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte”. Pd, Pdl e Udc hanno votato a favore del provvedimento, solo per “ragioni politiche”. Il sottosegretario Giarda, che avevamo investito della questione, ha sostenuto in Aula la tesi fantasiosa che i giudizi della Ragioneria dello Stato potrebbero essere oggetto di “gradazione” e quindi suscettibili di una “difforme lettura anche in caso di parere negativo”. Noi riteniamo che l’approvazione di un provvedimento sui cui penda il giudizio negativo della Ragioneria rappresenti un precedente preoccupante, così come l’eccessivo ricorso alla decretazione d’urgenza. Questa è la preoccupazione che esprimeremo oggi al presidente della Repubblica.

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Elettrico: De Masi (Flaei/Cisl)condivisibili preoccupazioni Bordoni, agiamo su intero sistema

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

Le preoccupazioni espresse oggi dal Presidente dell’Autorità per l’Energia Guido Bortoni a proposito di un problema di sostenibilità della bolletta elettrica, sono ampiamente condivisibili. Lo ribadisce in una nota il segretario generale della Flaei – Cisl Carlo de Masi precisando come da tempo la FLAEI e la Cisl premano per ridisegnare in modo equo i costi della bolletta, in un contesto di scelte integrate alle strategie energetiche future. E’ sin troppo evidente – prosegue De Masi – che non si possa ragionare per singoli segmenti che gravano sulla bolletta, ma occorra una riflessione ragionata ed un incisivo intervento che sia connesso con le necessità strategiche del Paese.Dobbiamo adeguare – sottolinea De Masi – l’efficienza delle aziende produttrici ed erogatrici di energia alle diverse necessità di cittadini, Imprese, tessuto produttivo e sociale, in una prospettiva di crescita della qualità dei servizi e dell’occupazione e di contenimento dei costi al fine di ridurre le bollette per tutti.Non sono gli allarmi autorevoli, comunque utili – prosegue De Masi – a invertire una tendenza a trasferire gli oneri delle scelte politiche mancate su tutti: consumatori, lavoratori, cittadini, imprese. Dobbiamo uscire dalle ambiguità invertendo la tendenza dell’intera filiera elettro-energetica; solo così potremo essere di nuovo competitivi per ciò che riguarda il sistema produttivo e si potranno contenere i costi della bolletta elettrica.
La FLAEI e la Cisl – conclude il segretario generale – restano in prima linea per un progetto Paese equo e sostenibile. Gli oneri della bolletta elettrica, così come quelli di tutti gli altri servizi pubblici essenziali, devono andare di pari passo con i grandi progetti di crescita e modernizzazione del Paese. Altre vie sono utili ma non risolvono né i problemi di Cittadini e Imprese, né tantomeno quelli dei Lavoratori.

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Consumatori: stress da crisi

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

“Questa crisi non è entrata solo nelle tasche dei consumatori, ma anche nelle menti di molti italiani”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando l’ennesimo episodio di tentato suicidio di un uomo che, sommerso dai debiti, ha provato a darsi fuoco a Bologna.
“Il risultato della crisi economica -afferma la dottoressa Paola Vinciguerra, Presidente di Eurodap (Associazione Europea per gli attacchi di panico)- è un forte senso di destabilizzazione che si innesca in alcune persone che, di punto in bianco, hanno dovuto modificare il loro tenore di vita e non riescono più ad identificarsi nello status che prima li rappresentava. Sorge così l’insicurezza, l’inadeguatezza, la frustrazione e la depressione che, in casi limite, portano a vedere il suicidio come l’unica via di fuga”.
“Purtroppo -aggiunge Dona- questi casi sono sempre più diffusi anche perché ormai la differenza tra fasce meno abbienti e ceto medio si è così assottigliata che, a non riuscire ad arrivare alla fine del mese, non sono solo le famiglie, ma anche i piccoli imprenditori alle prese oltre che con le difficoltà comuni anche con la responsabilità degli operai da pagare”. “Non si può combattere la crisi chiudendosi in se stessi -consiglia la terapeuta- né è giusto colpevolizzarsi troppo; il primo passo è: accettare la realtà e tirar fuori tutta la nostra creatività, perché spesso l’unico modo per uscire da una brutta situazione è usare diversamente ciò che già conosciamo e abbiamo proprio sotto agli occhi”. “D’altro canto -aggiunge Massimiliano Dona- il Governo non può lasciare soli i cittadini: dopo questa fase di sacrifici necessaria per risanare i debiti, è il momento di puntare alla crescita valorizzando le piccole imprese e dando respiro ai consumatori. Sarebbe anche utile -conclude l’avvocato- fornire un supporto psicologico gratuito per le persone con i debiti per evitare che cadano in stati di depressione e psicosi”.

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Tav: mozione parlamentare

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

Italiano: Ramat, frazione di Chiomonte (Valle ...

Italiano: Ramat, frazione di Chiomonte (Valle di Susa) (Photo credit: Wikipedia)

La Mozione approvata quest’oggi dalla Camera dei Deputati con il voto di tutti i partiti politici (con l’astensione dell’Italia dei Valori) e il parere favorevole del Governo rappresenta un nuovo fondamentale passo in avanti nella realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione e un ulteriore dimostrazione dell’assoluta determinazione dei Parlamentari del PD, del Parlamento e del Governo nel portare avanti gli impegni presi nei confronti dell’Europa. In particolare, con il nostro documento abbiamo chiesto al Governo di dare concreta attuazione alle misure di inserimento territoriale e ambientale della linea (a partire dai cantieri di Chiomonte e di Susa) utilizzando le risorse previste dalla legislazione nazionale in conto compensazioni, per finanziare un piano organico di interventi di accompagnamento alle Comunità Locali che, partendo dal Piano Strategico della Provincia di Torino ed utilizzando anche le opportunità offerte dalla Legge Regionale n. 4/2011 (Legge Cantieri – Sviluppo e Territorio) individui, attraverso il lavoro istruttorio dell’Osservatorio, un quadro di priorità operative per l’allocazione delle risorse secondo un criterio di proporzionalità tra impatti subiti e benefici erogati. Interventi che devono venire a integrare quelli già previsti a suo tempo per il nodo di Torino per il miglioramento del servizio ferroviario passeggeri, con particolare riferimento al servizio ferroviario metropolitano la cui linea FM3 interessa la direttrice della Valle di Susa e per l’avvio di misure di sostegno del riequilibrio modale nel settore delle merci ed il potenziamento della logistica con riferimento ai primi lotti operativi della realizzanda Piattaforma di Orbassano. Inoltre abbiamo chiesto al Governo di attivarsi per reperire, in tempo utile, gli ulteriori fondi necessari finalizzati agli interventi di accompagnamento e inserimento della nuova linea Torino-Lione, con particolare riferimento alla sezione transfrontaliera e ai Comuni sede di cantiere. Da oggi non esiste più alcun dubbio sulla volontà politica di realizzare un’infrastruttura considerata strategica e la riunione del tavolo tecnico-istituzionale con gli amministratori locali svolta ieri a Torino conferma che con il confronto si possono trovare soluzioni ai problemi tecnici, togliendo argomenti a chi pretestuosamente e ideologicamente si oppone alla Tav. A coloro che, come i deputati dell’Italia dei Valori, hanno scelto di non votare la Mozione lasciamo il compito di spiegare all’opinione pubblica la palese contraddittorietà tra gli impegni presi sulla Tav da Di Pietro quando era Ministro e dai dirigenti piemontesi dell’IDV che hanno pubblicamente firmato documenti a sostegno dell’opera.

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Dove va l’economia…e l’energia?

Posted by fidest on Friday, 30 March 2012

L’ultima nota di “Popolo Sovrano” formulava un quesito elementare: dobbiamo salvare l’art. 18 oppure salvare i posti di lavoro? La questione ha sollevato un mare di commenti, a favore e contro. Ai tanti a cui non abbiamo avuto il tempo di rispondere, destiniamo queste ulteriori riflessioni, chiarendo che l’art. 18 della legge 300/1970 non è direttamente responsabile dell’introduzione della soglia dei 15 dipendenti, addebitabile invece alla legge 11/5/1990, n.108.
1) da piccole e medie imprese, alzando la soglia dei 15 dipendenti se scende sulla Terra il solito marziano che nulla sa di art. 18, di Fornero, di Monti e CGIL, e indaga sulle ragioni della montante disoccupazione italiana, prima o poi si imbatte in un dato eclatante: il 95% , ossia pressocchè la totalità, delle imprese italiane, ha meno di 16 dipendenti. Non è necessario essere marziani per scoprire che questo numero-blocco è tutt’altro che accidentale, ma figlio della legge italiana. Anche un infante avanzerebbe la proposta di mettere mano a questa soglia, lasciare mano libera agli imprenditori, per licenziare, da una parte, ma, per assumere, dall’altra, timori e problemi. Ci chiediamo: perchè mai il Governo Monti-Fornero non pensa semplicemente di alzare la soglia dei non reintegrabili (con risarcimento monetario) dall’attuale numero di 15. Si potrebbe fare la prova per un quinquennio e “vedere l’effetto che fà”.
2) pagare di più chi rnuncia alla sicurezza della illicenziabilitàla contrattazione privata, per Costituzione, è e dovrebbe essere libera, mentre da decenni si impone agli assunti il cappello sindacale, con evidente atteggiamento – questo sì – anticostituzionale. In base a questa osservazione la vera rivoluzione del Governo Monti potrebbe essere costituita dall’obbligo, per tutti i dipendenti, al momento dell’assunzione, di optare per l’accettazione o il rifiuto della tutela dell’art. 18. A ciascuna opzione dovrebbe ovviamente corrispondere un trattamento economico differenziato, almeno il 10 o il 20% di differenza. Insomma, andremmo a dare sostanza alla recente polemica del Primo Ministro sul posto fisso, ossia sicuro, chiarendo quello che allora non fu chiarito. Il posto fisso è un valore economico e come tale va contrattato. E da sprovveduti dell’economia trattare allo stesso modo quelli che non rischiano il posto di lavoro e quelli che lo rischiano. In sostanza, chi sceglie la licenziabilità, dovrebbe essere adeguatamente retribuito per questo rischio rispetto a chi opta per l’illicenziabilità. Si potrebbe pensare ad una assicurazione che l’azienda paga per chi accetta la licenziabilità. In questo modo si verrebbe a chiarire il sempre sottaciuto concetto del costo della sicurezza del posto di lavoro. Solo una subcultura sindacale ignorante e peggio dispregiativa nei confronti del principio ineluttabile del costo (non c’è nulla che non abbia un costo), ha potuto portare avanti per decenni la teoria della gratuità della sicurezza del posto di lavoro. Rcordiamo non a caso che un disastro immane il sindacato l’ha commesso facendo perdere decine di migliaia di posti di lavoro, quelli di portinai. Avendo inserito nei contratti collettivi che la casa data in uso gratuito al portiere non aveva praticamente peso nella valutazione della retribuzione, quei miopi sindacati hanno ottenuto il risultato che tutti i condomìni si sono affittati la casa, molti camcellando definitivamente il posto di lavoro del portinaio, molti riducendolo nell’orario.
3) manomissione dell’art. 18? del tutto costituzionale ai molti (stranamente) che hanno opposto alla nostra alternativa l’obiezione della impraticabilità costituzionale di una manomissione dell’art. 18, chiariamo che già in occasione del referendum per l’abolizione dell’articolo 18, promosso dal Partito radicale e celebrato nel 2000, la Corte costituzionale si è espresso a favoe della compatibilità costituzionale del referendum, ammettendo quindi come del tutto costituzionale la sua ipotetica abolizione. Nella pletora di altre leggi, incluso il Codice civile, non mancano comunque articoli che si occupano della illicenziabilità e della reintegrabilità del lavoratore licenziato.
4) livellamento inevitabile. riguardo alle scorpacciate di “libertà”, “dignità”, “democrazia”, le litania che tanto piacciono ai quacquaracquà sempre pronti ad intervenire alla radio o in tv sul tema del lavoro, vorrei ricordare che con il crollo dell’URSS è scattata la cosiddetta globalizzazione. E’ come se gli stati, prima in qualche modo isolati ciscuno in un blocco, siano stati messi in comunicazioe tra loro. E’ il principio dei vasi comunicanti che stabilisce una regola inovviabile: chi stava peggio andrà a migliorare, chi stava meglio andrà a peggiorare. E’ una legge della fisica che nessun marchingengo potrà eludere. Al più ritardare. Non si tratta di essere pessimisti o ottimisti, ma semplicemente realisti. Se in Slovenia, appena più in là di Trieste, un ingegnere guadagna 300 euro/mese, fino a quando si potrà sostentere la discriminazione per cui al di qua, a qualche kilometro di distanza, un pari ingegnere deve guadagnane 7 volte tanto? e se in Polonia una dottoressa che lavora in un ospedale pubblico guadagna 600 euro mese, come giudicherà quelli che con la stesa cifra in Italia denunciano di morire di fame? Il tema è complesso, lo sappiamo, ma i fatti o fatti.
5) bolletta energetica e fusione fredda: Rubbia parli
l’Italia paga ad altri stati una bolletta energetica di oltre 60 miliardi di euro/anno, ossia 120 mila miliardi di lire. Un dissanguamento immane. E non spenderli più ci farebbe un gran comodo, di questi tempi. Ecco perchè chiediamo al prof. Rubbia di dirci che fine ha fatto il rapporto che anni or sono gli era stato consegnato dai tre ricercatori a cui lui, allora presidente dell’ENEA, aveva commissionato una ricerca sulla fusione nucleare a bassa energia (volgarmente detta fusione fredda). Quel rapporto aveva dato esiti positivi. Come mai tutto è scomparso nel nulla? (Fausto Carratù – Associazione popolo sovrano)

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