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Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 95

Governo Monti: Si volta Pagina?

Posted by fidest on Saturday, 31 March 2012

Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani (Photo credit: PD Cagliari)

Non direi e lo dimostro. Già nel precedente articolo (cliccare qui) ho indicato il background di questa nuova esperienza governativa e che ci ha portati, tanto per riallacciarmi al precedente articolo, ad avere la prova provata che nemmeno una maggioranza parlamentare qualificata è in grado di avviare il processo di rinnovamento del paese. E ora, come giustamente osserva l’on.le Massimo Donadi “Dopo il decreto Salva-Italia, da 30 miliardi finanziati dall’aumento delle tasse, all’aumento dell’Iva e delle accise, fino alle reintroduzione dell’Imu, non c’è traccia di alcun provvedimento per la crescita. Le misure adottate in passato, nel recente passato, stanno mostrando la loro efficacia? A quanto pare no. La mission del governo tecnico si sta rivelando impossibile per incapacità oggettiva e manifesta? A quanto pare sì. Il punto è non tanto quello di non opporsi alle riforme e di contribuirvi con spirito costruttivo, come dice Bersani. Il punto è di quali riforme stiamo parlando. Dell’articolo 18? Di quello che lo stesso presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha definito inutile per le imprese che non sapranno cosa farsene? Del decreto liberalizzazioni, un pannicello caldo deturpato, svilito, spolpato dalle grandi lobbies? E per il futuro? Cosa si prospetta all’orizzonte? A quali misure per la crescita sta pensando il governo “dei tecnici” per risollevare il Paese, per farlo uscire dalla recessione? Per ora, le uniche risposte che sono giunte sono state quelle a favore di banche e assicurazioni, non dei cittadini e delle piccole e medie imprese”. Per essere meno impietosi dovremmo dire che i limiti che si è posto questo governo non è quello del rilancio del paese ma solo per garantire i nostri creditori che possiamo essere solvibili non per quello che potremmo fare ma per le disponibilità che abbiamo. Non so se gli italiani hanno chiara la percezione del danno che stiamo ricevendo. Non mi riferisco alla nostra perdita del potere di acquisto, pur grave e che poteva essere evitata, con un carrello dei beni di prima necessità aumentato di circa il 5% mentre le retribuzioni (per via delle addizionali irpef, e di altri tributi in corso d’opera) sono calate del 4%, ma alla caduta verticale del prestigio istituzionale. Ci troviamo con un parlamento sotto “amministrazione controllata” ed umiliato con continui voti di fiducia e l’ammonimento a non cambiare i disegni di legge governativi e con un presidente della Repubblica passato nel giro di qualche mese da “salvatore della patria”, per via del ben servito dato al governo Berlusconi e alla sua fallimentare politica, a un difensore delle cause perse perché ha perso l’occasione per rimettere in gioco con un voto anticipato la volontà popolare e a far riassumere al Parlamento il suo ruolo istituzionale e al governo di trovarne la sintesi. D’altra parte è proprio i complimenti che dall’estero provengono a Monti che ci dimostrano quanto in basso siamo calati. Sembra un controsenso ma non lo è. E’ semmai lo stupore che possa accadere che un presidente del consiglio tartassi i suoi sudditi, in specie se poveri, e ne ricavi il convincimento di avere il loro consenso. A Napoli direbbero: cornuti e mazziati”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

 

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