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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 1 aprile 2012

Siccità in Ciad

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Boulevard in N'Djamena.

Boulevard in N'Djamena. (Photo credit: Wikipedia)

Ndjamena.Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha completato l’invio aereo di Plumpy’doz, un alimento altamente nutriente, pronto per essere consumato e destinato a migliaia di bambini a rischio malnutrizione nel Ciad colpito dalla siccità. Due voli sono arrivati nella capitale Ndjamena questa settimana (28 e 29 marzo). Il primo volo era partito lo scorso mercoledì dalla Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) che il WFP gestisce a Brindisi per conto dalla comunità umanitaria mentre il secondo volo è decollato dall’analoga Base a Dubai.

Oggi, in Ciad, i camion cominceranno a trasportare quasi 200 tonnellate di cibo d’emergenza (una crema di arachidi arricchita per prevenire la malnutrizione) nelle zone colpite dalla siccità. Circa 36.000 bambini al di sotto dei due anni, nelle regioni di Wadi-Fira e Sila, nel Ciad orientale, verranno assistiti grazie ai fondi del Dipartimento per gli Aiuti Umanitari della Commissione Europea (ECHO).
Il 16 per cento dei bambini in Ciad soffre di malnutrizione acuta e il tasso globale di malnutrizione acuta eccede la soglia critica del 15 per cento in 15 delle 22 regioni del paese. Anche prima che la crisi nel Sahel iniziasse, alla fine dello scorso anno, i tassi nazionali erano al di sopra del 10 per cento, considerata una soglia preoccupante. Analogamente a quanto avvenuto in gran parte della regione del Sahel, il Ciad è stato colpito da una grave siccità che ha fatto crollare la produzione agricola del 43 per cento. La scarsità di cibo è stata aggravata da un’impennata dei prezzi, con picchi del 50 per cento, determinando condizioni di insicurezza alimentare per 3,5 milioni di persone. Di queste, 1,2 milioni hanno bisogno di assistenza alimentare urgente. Per rispondere alla crisi, il WFP intende fornire assistenza a 1,6 milioni di persone nelle regioni della fascia saheliana del paese più gravemente colpite: Kanem, Bahr-El-Ghazel, Batha, Sila, Ouaddai, Wadi Fira, Hadjer Lamis, Lac e Guera. Mezzo milione di persone ha già ricevuto, dal gennaio 2012, assistenza alimentare e nutrizionale.
I voli partiti dalle Basi di pronto intervento umanitario, gestite dal WFP, a Brindisi e a Dubai, sono parte di un piano per distribuire complessive 500 tonnellate di Plumpy’doz. Questo è il primo invio del prodotto nutrizionale speciale, mentre nuovi quantitativi arriveranno via terra attraverso Camerun e Sudan. L’operazione è stata finanziata con un contributo di 9 milioni di euro da ECHO, il Dipartimento per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile della Commissione Europea, per sostenere il programma alimentare, della durata di sei mesi, per i bambini sino ai due anni. Contributi all’operazione di soccorso e ricostruzione in Ciad sono stati versati da numerosi donatori, inclusi: USA, Canada, Francia, Giappone, Germania, Australia Svizzera. L’operazione del WFP in Ciad costerà 163 milioni di dollari. Mancano ancora 54 milioni di dollari (il 33 per cento) al suo pieno finanziamento. La risposta del WFP alla crisi alimentare nella regione del Sahel, costerà 808 milioni di dollari con un deficit attuale di 517 milioni di dollari (il 64 per cento).

 

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Torna dopo tre anni la Via Crucis Vivente di Frassinoro

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Italiano: Frassinoro, provincia di Modena. Si ...

Italiano: Frassinoro, provincia di Modena. Si vede uno dei luoghi principali del paese, piazza Miani e il Municipio (con l'orologio). English: Frassinoro, province of Modena. It is a view of one of the main places of the town, Miani square and the Town Hall (Municipio) with its clock. (Photo credit: Wikipedia)

Frassinoro (Modena) La notte del Venerdì Santo – il 6 aprile – si svolgerà, infatti, la sacra rappresentazione che gli abitanti del paese appenninico allestiscono dal Medioevo ogni tre anni. La manifestazione, unica in Emilia-Romagna e tra le più conosciute in Italia, per l’edizione 2012 ha ottenuto anche il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.La “Processione del Cristo Morto” – come veniva chiamata a inizio ‘900 la rievocazione – parte e arriva all’Abbazia benedettina di Frassinoro. La Passione è rappresentata, a differenza di iniziative analoghe, attraverso quadri statici: sono i pellegrini e i visitatori a sfilare in processione, lungo il tracciato, illuminato dalle fiaccole ammirando i quadri viventi allestiti dagli abitanti del paese.Giovani e non più giovani – in tutto oltre 300 figuranti – continuano a impegnarsi insieme per collaborare e conservare questa tradizione unica e inimitabile che, con le sue quattordici stazioni, si conferma la più rilevante processione storico-religiosa dell’Emilia-Romagna. Il percorso è arricchito dalla lettura di brani del Vangelo e accompagnato da musica sacra. Per favorire la partecipazione all’evento anche da parte di chi abita più lontano o per permettere di tuffarsi qualche ora in più nei paesaggi incontaminati dell’Appennino, il Consorzio Valli del Cimone lancia un’offerta che permette di soggiornare in hotel a Piandelagotti (in mezza pensione) e di usufruire del servizio navetta dai parcheggi di Frassinoro al centro per 45 euro a persona.

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Rimborsi Iva rifiuti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Italiano: Palazzo di Giustizia di Roma, Corte ...

Italiano: Palazzo di Giustizia di Roma, Corte di Cassazione (Photo credit: Wikipedia)

Con un Comunicato stampa, l’Associazione Contribuenti Italiani ha annunciato che è stato approvato uno specifico Provvedimento che differisce i termini per l’invio a Lo Sportello del Contribuente del modello UNICO IRT 2012 e richiedere l’assistenza per ottenere il rimborso della maggiore imposta sul consumo (IVA) corrisposta per gli anni pregressi (2006-2012) sulla Tariffa Igiene Ambientale (TIA1 e TIA2).
In particolare, è stato differito il termine del 30 marzo 2012, al 30 aprile 2012 per consentire a tutti i contribuenti aventi diritto al rimborso di presentare a Lo Sportello del Contribuente il modello UNICO IRT 2012 per via telematica all’indirizzo email: irt@contribuenti.it. Come noto, i contribuenti che ad oggi hanno presentato la domanda e che intendono richiedere l’assistenza per ottenere il rimborso sono stati appena 550mila sugli olt re 4 milioni di aventi diritto. La proroga si è resa necessaria per venire incontro alle esigenze dei Contribuenti, soprattutto quelli di minori dimensioni che con una scadenza tanto ravvicinata si sono trovati in difficoltà a gestire la serie dei calcoli necessari per predisporre l’invio modello UNICO IRT 2012, per tutti coloro che non hanno utilizzato il modello UNICO IRT dell’anno in corso o non hanno compilato correttamente i quadri DE, PF SP, SC, ENC, IO, RI, RF, AC. La novità più significativa del modello UNICO IRT 2012, aggiornato con le novità introdotte con la sentenza della Corte di Cassazione n. 3756 del 9/03/2012, è che non necessita dell’assistenza di alcun consulente o associazione di categoria per la compilazione. Infatti, è conforme a quanto previsto dall’art.6 comma 3 dello Statuto dei diritti del contribuente in quanto reso comprensibile anche ai contribuenti sforniti di conoscenze in materia tributaria e che, unitamente alle allegate fatture pagate, può esser e inoltrato anche tramite posta elettronica certificata (PEC).
Lo Sportello del Contribuente stima che, tra famiglie e imprese, la P.A. dovrà rimborsare oltre 300 milioni l’anno. Per le famiglie il rimborso è medio complessivo è di circa 520 euro, mentre per le imprese ammonta a circa 4.250 euro. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito http://www.contribuenti.it, su Contribuenti.it Magazine, su Facebook e su Twitter. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Etno and ITU bring together policy makers and industry players from Europe

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Bruxelles-01

Bruxelles-01 (Photo credit: Wikipedia)

Brussels – High-level policy makers and industry representatives from Europe and beyond will gather in Brussels on April 19th for a workshop organised jointly by ETNO and the ITU on ‘Revising the International Telecommunication Regulations (ITRs) – Preparations for WCIT 2012’.The workshop is to be hosted at Belgacom’s Headquarters and will be opened by Didier Bellens, Belgacom CEO, and Luigi Gambardella, ETNO Board Chairman. “International Telecommunication Regulations date from an era when the Internet and mobile phones were inexistent. The next World Conference on International Telecommunications will be an important opportunity to ensure that recent rapid technology and market changes are fully reflected in any revised framework going forward. It is essential to take a balanced approach which ensures that Internet innovation continues to grow and evolve successfully for the benefit of society and the economy as whole”, says Luigi Gambardella, ETNO Executive Board Chairman.The International Rules for Telecommunications (ITRs) are to be revised at the next World Conference in International Telecommunications, due to be held in Dubai in December. This will be an opportunity to adapt the ITRs to better reflect today’s telecoms market and the innovation that has occurred since 1988, when the rules were last negotiated.The objective of this workshop is to bring the issues to the fore and provide a platform for policy makers and industry to discuss the issues and any concerns, with a view to finding common ground or at least identifying areas for closer collaboration going forward.
Key speakers will include Robert Madelin, European Commission DG INFSO Director-General, William Kennard, US Ambassador to the EU and Malcolm Johnson, Malcolm Johnson, ITU-T Director.http://www.etno.be/Default.aspx?tabid=2478
ETNO’s 40 member companies and 10 observers from Europe and beyond represent a significant part of total ICT activity in Europe. They account for an aggregate annual turnover of more than €600 billion and employ over 1.6 million people. ETNO companies are the main drivers of broadband and are committed to its continual growth in Europe.

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CinemAutismo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Museo Nazionale del Cinema - Torino - Italia.

Museo Nazionale del Cinema - Torino - Italia. (Photo credit: Wikipedia)

Torino lunedì 2 aprile 2012, alle ore 20.45, Cinema Massimo Via Verdi 18, Nella Giornata Mondiale dedicata all’Autismo e in occasione della IV edizione di CinemAutismo – manifestazione cinematografica dedicata all’autismo e alla sindrome di Asperger – l’Associazione Museo Nazionale del Cinema presenta al Cinema Massimo, il film Simple Simon – Non ci sono sentimenti nello spazio diAndreas Öhman. Ingresso libero fino a esaurimento posti.organizzata dall’AMNC in collaborazione con ANGSA Piemonte Onlus, Gruppo Asperger Onlus,Fondazione Paideia Onlus e Comitato Siblings Onlus – è una rassegna cinematografica gratuita volta a sensibilizzare il pubblico sul tema dell’autismo. Il suo obiettivo è quello di dare visibilità all’argomento avvalendosi di un mezzo comunicativo immediato ed emotivamente coinvolgente quale il cinema e stimolando il dibattito al fine di rendere i disturbi dello spettro autistico meno “invisibili”. http://www.amnc.it; http://www.cinemautismo.it/
Simple Simon – Non ci sono sentimenti nello spazio (I rymden finns inga känslor) (Svezia 2010, 85’, v.o. sott. it. e ingl.) Simon, 18 anni, è affetto dalla Sindrome di Asperger. A causa di questo disturbo, per far funzionare la sua vita, ha bisogno di strutture sicure e schemi prevedibili assicurategli da Sam, il fratello maggiore, che si è sempre preso cura di lui. Questa vita controllata e metodica è però d’improvviso sconvolta quando Sam viene lasciato dalla fidanzata, portando il giovane ad essere distante e a volte distratto. Per riportare tutto alla “normalità”, Simon, che non comprende appieno l’amore e le emozioni, decide allora di mettersi alla ricerca di una nuova ragazza per Sam.
Sc.: A. Öhman, Jonathan Sjöberg; Fot.: Niklas Johansson; Int.: Bill Skarsgård, Martin Wallström, Cecilia Forss, Sofie Hamilton, Susanne Thorson.

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Thomas Biagi nelle qualifiche di Monza

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

La Superstars Series 2012 si apre a Monza con un positivo risultato in qualifica per Thomas Biagi,
atteso domani tra i principali protagonisti al volante della BMW M3 E92 numero 3 del team Dinamic. Il pilota bolognese ha stabilito il terzo miglior rilievo cronometrico con il tempo di 1’56.509, contenendo il
suo distacco a poco più cinque decimi dalla potente Jaguar di Max Pigoli, autore della pole position
(1’55.962), particolarmente adatta al circuito brianzolo. Secondo tempo per Andrea Larini (Mercedes) con il
crono di 1’56.183.Thomas Biagi: “Il terzo tempo in qualifica è un risultato che considero positivo su una pista a noi sfavorevole come Monza. Con l’esperienza sono riuscito a sfruttare nei rettilinei la scia di un avversario, ma la velocità di punta rimane il nostro problema principale a causa del motore 4 litri della nostra BMW, ‘piccolo’ se confrontato a quello di avversari che dispongono di cilindrate decisamente superiori.
Per questo domani la partenza costituirà probabilmente il momento decisivo di entrambe le mie gare e non sarà
facile difendere la posizione fino alla staccata della prima variante.
Il Team Dinamic ha svolto comunque un lavoro eccellente: il feeling con la squadra è ottimo e l’intesa è già
quella di un gruppo ben rodato; anche i pneumatici Hankook mi hanno ben impressionato unendo performance e
costanza di rendimento. Vedremo come si comporteranno domani in gara, ma sono certo che si confermeranno una
scelta di alto livello”. Il programma di Domenica 1 Aprile
11.15: Gara 1 (Diretta su Rai Sport 2)
16.15: Gara 2 (Rai Sport 2, ore 23.00)

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La ricetta vincente di Pietro Celesia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Courmayeur Vince la tecnica, ma anche la capacità di far emergere i tanti volti del mondo freeski: Pietro Celesia e il suo team di 4Skiers porta a casa il premio di 4000 euro della quarta edizione di Click On The Mountain, il concorso-evento fotografico che si è chiuso stasera a Courmayeur dopo 4 giorni di shooting sui comprensori ai piedi del Monte Bianco. Un album dal grande contenuto tecnico sportivo, soprattutto per quanto riguarda la parte di sci, grazie, in particolare, alla bravura del rider Daniel Tschurtschenthaler, giovane austriaco che con le sue evoluzioni ha lasciato letteralmente a bocca aperta l’intera giuria. Oltre a Tschurtschenthaler, fanno parte del team di Celesia anche Giacomo Rey, snowboarder di Courmayeur alla sua seconda partecipazione a Click, e l’unica donna del contest, la skier piemontese Charlotte “Charlie” Brangero.
Nei suoi scatti, Celesia è riuscito a fissare ogni anima della filosofia freeski, presentando un book dove non uscisse solo il lato estremo della discese, ma che lasciasse spazio anche a benessere e divertimento. «Questi scatti rappresentano in modo perfetto lo spirito di questa manifestazione» ha commentato il presidente della giuria, il giornalista di Sportweek Luca Castaldini, che in accordo con gli altri giurati, ha assegnato a Celesia anche il premio Grivel per la miglior fotografia di sci. «Un’azione tecnica di altissimo livello quella di Daniel Tschurtschenthaler – ha commentato Bartolomeo Pala, in giuria per la Scuola di Sci Courmayeur – che ha sicuramente fatto la differenza anche per la scelta del book vincitore». Scorrendo le foto di Pietro Celesia, a emergere è la creatività che lui e il suo team hanno saputo mettere in atto nel creare gli spot: «Abbiamo cercato di selezionare i momenti più magici – ha detto Celesia durante la sua presentazione alla giuria – mostrando come gli ambienti più inospitali non solo sono fonti inesauribili di adrenalina, ma possono diventare anche i luoghi ideali dove vivere attimi di puro relax». E allora ecco spuntare nel book uno snowpark “home made”, realizzato dal nulla in pieno bosco, oppure il team al completo che approfitta di un momento di pausa per giocare a carte alla cosiddetta Sale à Manger, nel cuore della Vallée Blanche. Un successo per Celesia, che divide il palco con il fotografo bellunese Giorgio De Vecchi, che alla sua prima esperienza ai piedi del Bianco si aggiudica gli altri due premi Grivel. «Questo posto è talmente bello che le fotografie sono arrivate senza neanche pensarci» ha detto De Vecchi, che porta a casa sia il premio per la migliore foto di snowboard sia quello per la più bella fotografia della manifestazione. «Questa foto è l’emblema di tutto quello che non è tecnica – ha aggiunto Castaldini, commentando la fotografia del giovane fotografo veneto – ma è proprio per questo che è splendida: ottima tecnica fotografica, un panorama mozzafiato e una fortissima componente emozionale». A dimostrare la capacità del fotografo veneto di cogliere in modo mirabile anche un gesto più spiccatamente tecnico, lo scatto dell’evoluzione dello snowboarder altoatesino Marco “Bambi” Concin: «Il migliore gesto tecnico di snowboard di questa edizione del Click» ha commentato Jacopo Thomain della Scuola di Sci Courmayeur, esperto della disciplina. Plausi della giuria anche per gli altri due book in gara, quello del fotografo valdostano Davide Lantermoz del team SnowboardMag e quello di Flo Smith, l’unico fotografo straniero in concorso, che ha partecipato per la rivista internazionale Down Days.
Finito il contest, tocca alla gente scegliere il proprio book preferito: da lunedì tutte gli scatti dell’edizione 2012 di Click On The Mountain saranno disponibili sul sito internet http://www.clickonthemountain.it e sarà possibile esprimere il proprio giudizio sulle fotografie in gara. La votazione rimarrà aperta fino al 26 aprile, quando Click On The Mountain si trasferirà in Trentino per partecipare con una esposizione fotografica dal titolo “Scatti di adrenalina” alla 60° edizione del TrentoFilmfestival. La mostra sarà aperta fino al 6 maggio in Piazza Fiera a Trento, location storica di MontagnaLibri, la rassegna letteraria del festival che raccoglie le migliori pubblicazioni di montagna. Una selezione dei migliori scatti dell’edizione 2012 saranno esposti proprio all’interno del tendone dedicato alla letteratura d’alta quota.

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Meloni: caso Calearo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Italiano: Giorgia Meloni al MEI 2009.

Italiano: Giorgia Meloni al MEI 2009. (Photo credit: Wikipedia)

«Le dichiarazioni di Calearo offendono l’Italia e tutti coloro che rispettano le Istituzioni e vivono la politica con impegno e senso di responsabilità. La sfacciataggine con cui ha rivendicato il suo assenteismo a Montecitorio e l’arroganza con la quale ha definito noioso il Parlamento, utile solo a percepire uno stipendio per pagare il mutuo di casa, sono atteggiamenti vergognosi. Mi appello al presidente della Camera, Gianfranco Fini, affinché richiami Calearo al rispetto del regolamento che afferma il dovere dei deputati di partecipare ai lavori della Camera. Auspico inoltre che in questa fase di rilancio della politica, si possano trovare forme e modi per prevedere una decadenza del mandato in caso di prolungate assenze non giustificate». È quanto dichiara il deputato del Pdl, Giorgia Meloni.

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Olio: Ercole olivario

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Olio Extra Vergine d'Oliva Novello 2008 www.fr...

Olio Extra Vergine d'Oliva Novello 2008 http://www.frantoio.it/index.htm http://www.frantoio.it/frantoiosantanna.htm (Photo credit: Wikipedia)

Spoleto (Pg) – Spoleto in festa per l’Ercole Olivario, il premio che disegna la mappa del gusto del vero olio extra vergine di oliva I.O.O.% italiano di alta qualità.
Dalla Sardegna all’Emilia Romagna, passando per la Puglia e la Campania; e poi ancora Sicilia e Lazio. Sono le regioni che si aggiudicano i primi posti dell’Ercole Olivario edizione 2012. Il Lazio si aggiudica anche la menzione speciale per l’olio biologico, mentre al Trentino il premio della confezione più bella con la migliore etichetta che racconta la propria storia. Al concorso 2012 hanno partecipato 275 oli extra vergine di oliva, di cui 89 in finale, provenienti da 17 regioni italiane. La cerimonia di Spoleto, che quest’ano compie vent’anni, ha visto l’adesione delle due più alte cariche istituzionali dello Stato. Targa per il ventennale del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e medaglia del presidente del Senato, Renato Schifani. Sono state consegnate a Giorgio Mencaroni, presidente del comitato organizzatore del premio e della Camera di Commercio di Perugia, rispettivamente dalle senatrici Annarita Fioroni e Colomba Mongiello del consiglio di presidenza di Palazzo Madama.
L’edizione di quest’anno dedicata al valore della dieta mediterranea ha registrato due contributi del presidente del Senato Renato Schifani e del presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro.
Spoleto e l’Ercole Olivario un binomio vincente, un vero trionfo del gusto che celebra l’olio extra vergine di oliva di alta qualità I.O.O:% italiana nel vero protagonista della tavola degli italiani. L’olio extra vergine di oliva diventa anche motore dello sviluppo economico di un sistema di imprese che trova oggi, nel legame tra origine obbligatoria e territorio, il punto di equilibrio più alto rappresentato dalla qualità. Un legame forte che dà valore al valore del prodotto targato made in Italy.
E che l’Italia sia la patria dei mille sapori dell’olio di qualità lo dimostra la mappa del gusto tracciata da questa XX edizione.
Di seguito le tre categorie di oli extravergine di oliva e DOP, fruttato leggero, medio, intenso, con la segnalazione speciale, “Amphora Olearia”, per la migliore confezione, l’azienda che si aggiudica la menzione speciale per il miglior olio biologico in gara del 2012 e il vincitore del premio Lekythos.I vincitori;
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA FRUTTATO LEGGERO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agraria Peppetò di Tore Giuseppe di Ittiri, Sassari (SARDEGNA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agricola Fois Giuseppe di Alghero, Sassari (SARDEGNA)
OLIO EXTRAVERGINE DOP FRUTTATO LEGGERO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Dauno Gargano” dell’Azienda S.I.O. Società Italiana Olearia di Carpino, Foggia (PUGLIA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Colline di Romagna” del Frantoio Paganelli di Sant’Arcangelo di Romagna, Rimini (EMILIA ROMAGNA)
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA FRUTTATO MEDIO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Badevisco di Cassetta Franco di Sessa Aurunca, Campania (CAMPANIA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Olivicola Titerno di San Lorenzello, Benevento (CAMPANIA)
OLIO EXTRAVERGINE DOP FRUTTATO MEDIO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Terre di Bari” dell’Azienda Agricola Ing. Minervini Gregorio di Molfetta, Bari (PUGLIA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Colline Pontine” dell’Azienda Agraria Biologica Paola Orsini di Priverno, Latina (LAZIO)
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA FRUTTATO INTENSO 2 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agricola Alfredo Cetrone di Sonnino, Latina (LAZIO)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agricola Tenuta Piscoianni di Sonnino, Latina (LAZIO)
OLIO EXTRAVERGINE DOP FRUTTATO INTENSO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Monti Iblei – Gulfi” dell’Azienda Frantoi Cutrera di Cutrera Giovanni di Chiaramonte Gulfi, Ragusa (SICILIA)
1 CLASSIFICATO Olio Extravergine DOP “Monti Iblei – Monte Lauro” dell’Azienda Agraria Terraliva di Frontino Giuseppina di Siracusa (SICILIA)
MENZIONE SPECIALE PER L’OLIO BIOLOGICO Olio extravergine DOP “Colline Pontine” dell’Azienda Agraria Biologica Paola Orsini di Priverno, Latina (LAZIO)
PREMIO SPECIALE AMPHORA OLEARIA Azienda Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (TN)
PREMIO LEKYTHOS Al ristoratore e assaggiatore Maurizio Ferreri (Rosalia Imperato)

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500mila euro alle associazioni di protezione civile

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Protezione Civile - Canadair CL-415

Protezione Civile - Canadair CL-415 (Photo credit: Air Force One)

518mila euro per 42 progetti destinati a migliorare la qualità e la sicurezza degl interventi dei volontari di protezione civile. E’ questa la cifra complessiva “distribuita” dalla Provincia di Torino con il bando, pubblicato a gennaio del 2011, per assegnare i contributi alle associazioni di volontariato di protezione civile iscritte nel registro provinciale.
Il bando – che ha messo insieme i contributi provenienti da trasferimenti regionale di tre annualità, dal 2007 al 2010- teneva conto delle linee di indirizzo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale individuando tre “assi” per i progetti: il potenziamento della colonna mobile provinciale (ovvero l’insieme di uomini e mezzi, anche con competenze specialistiche, in grado di attivarsi rapidamente sulla base della tipologia di emergenza da affrontare); progetti formativi che hanno come priorità il rispetto della configurazione territoriale dei Centri Operativi Misti (C.O.M.); progetti per l’acquisto di materiale, mezzi e attrezzature di protezione individuale. 61 sono stati i progetti presentati dalle associazioni di volontariato ai primi di maggio 2011, e solo 8 non avevano a priori i requisiti per accedere al bando. Degli altri 53, la maggior parte ha richiesto contributi per l’acquisto di materiali, mezzi e attrezzature di protezione individuale, al punto che pur avendo la Provincia destinato maggiori risorse a questi progetti di quelle previste inizialmente, la Commissione di valutazione –costituitasi subito dopo la chiusura del bando, a fine maggio 2011- ha dovuto istituire una graduatoria. “Sono molto soddisfatto in termini generali dalla qualità dei progetti presentati” ha commentato il presidente Saitta ”Il nostro obiettivo era distribuire i contributi evitando l’effetto a pioggia, per costruire invece un sistema integrato della protezione civile: individuando quindi anche su base territoriale cosa realmente serve non solo alla singola associazione, ma alla complessiva efficienza della protezione civile. Le associazioni hanno risposto bene, con molta attenzione alla sicurezza di chi opera nelle emergenze –così da rendere effettive le disposizioni previste dalla legge 81 del 2008 in materia di sicurezza sul lavoro- e alla qualità degli interventi, e quindi alla formazione e all’acquisto di mezzi e materiali specialistici. E’ un segnale importante che la protezione civile continua a crescere

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Le vie del servizio civile

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Agente della Polizia Civile

Agente della Polizia Civile (Photo credit: Wikipedia)

Roma, mercoledì 4 aprile 2012, ore 17, via Liberiana 17, nell’ambito degli incontri di “Leggere tra le righe – ciclo di presentazioni, approfondimenti e dibattiti su e intorno ai libri”, organizzati dal Centro di documentazione sul volontariato e il terzo settore, presentazione del libro, pubblicato per i tipi della Gangemi Editore, “Le vie del servizio Civile – Gioventù e virtù civiche tra Europa unita e processo di globalizzazione” di Raffaella M. De Cicco.
Nel 150° anniversario dell’unità d’Italia ed al 10° dalla nascita del Servizio Civile Nazionale Raffaele M. De Cicco si interroga se quest’ultimo, quale istituto finalizzato alla difesa della Patria, abbia ancora un ruolo da giocare nella società pervasa dalla globalizzazione, oppure se le virtù civiche appartengano ad un mondo che non esiste più. Attraverso la ricostruzione della via italiana al servizio civile, ancorata alle tappe del processo di modernizzazione del paese, l’autore fornisce una risposta positiva ed originale al quesito iniziale attraverso la definizione di un nuovo paradigma e di una nuova missione dell’istituto. Dai risultati di una ricerca comparata sui servizi civili in cinque paesi europei l’autore trae lo spunto per ipotizzare un servizio civile europeo, distinto ed autonomo da quelli nazionali, al quale assegnare una finalità precisa individuata in questa fase storica nella rivitalizzazione dell’idea del processo di unione e, quindi, nella costruzione di una vera cittadinanza europea, comprensiva anche dei diritti culturali, nel quadro di una società multietnica e multiculturale.Alla presenza dell’autore discuteranno di Servizio Civile quale strumento di costruzione di cittadinanza:
FEDERICO FAUTTILLI, direttore Ufficio Nazionale del Servizio Civile;
FRANCESCO TUFARELLI, capo Gabinetto Ministro Affari Europei;
ELENA MARTA, autrice del libro Costruire cittadinanza, L’esperienza del Servizio civile Nazionale Italiano.
PRIMO DI BLASIO, presidente Conferenza Nazionale Servizio Civile;
SILVIA CONFORTI, rappresentante dei volontari in servizio civile;
modera: LUCA LIVERANI, giornalista di Avvenire

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Melanoma e l’immunoterapia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Title: Pathology: Patient: Melanoma Descriptio...

Title: Pathology: Patient: Melanoma Description: This slide shows a melanoma on a patient's skin. Subjects (names): Topics/Categories: Pathology -- Patient Type: Black & White Print. Color Slide Source: National Cancer Institute Author: Unknown photographer/artist AV Number: AV-8500-3850 Date Created: 1985 Date Entered: 1/1/2001 Access: Public (Photo credit: Wikipedia)

Ripetuti eccessi di esposizione ai raggi solari durante l’infanzia triplicano il rischio di sviluppare il melanoma da adulti. I piccoli vanno difesi dal sole con adeguate protezioni, evitando sempre le ore centrali della giornata, soprattutto con l’arrivo della bella stagione. Alle “Nuove frontiere nel trattamento del melanoma” l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dedica un convegno nazionale. Parte dalla prevenzione la lotta contro questo tumore della pelle particolarmente aggressivo. Ogni anno nel nostro Paese si registrano circa 7000 nuovi casi e 1500 decessi. Oggi si stanno affacciando nuove armi realmente efficaci, come l’immunoterapia che agisce stimolando le difese immunitarie contro le cellule tumorali con importante beneficio per i malati. Inoltre sono in via di registrazione anche nel nostro Paese farmaci mirati su bersagli cellulari da impiegare nei pazienti con melanoma metastatico che presentano specifiche alterazioni molecolari. I tempi tra la registrazione europea e la successiva approvazione dei nuovi farmaci in Italia sono purtroppo ancora lunghi. Gli oncologi chiedono che vengano velocizzati i processi registrativi per i trattamenti oncologici realmente “innovativi” come nel caso del melanoma. “La battaglia contro questa forma di cancro è difficile – spiega il prof. Carmine Pinto, segretario nazionale AIOM – ma si può vincere ponendo più attenzione a semplici regole di prevenzione. Troppe persone si espongono al sole senza precauzioni, in particolare i bambini rappresentano l’‘anello debole’ della catena. Un richiamo da tenere in considerazione soprattutto in questi mesi, in cui molti approfittano del fine settimana per prendere un po’ di ‘colore’. Vanno inoltre totalmente bandite le lampade abbronzanti che, secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), aumentano il rischio di melanoma del 75%, al pari del fumo di sigaretta, se utilizzate prima dei 30 anni”. Appropriatezza nell’utilizzo dei farmaci in oncologia è da sempre la parola d’ordine dell’AIOM. “Per garantire compatibilità economica ed adeguati trattamenti per i pazienti oncologici in tutte le regioni del Paese – continua il prof. Pinto – bisogna lavorare in parallelo su appropriatezza delle cure e organizzazione del sistema sanitario. Un importante risparmio in oncologia si otterrebbe già riducendo la sola migrazione sanitaria, con una contrazione dei costi del 10%. Non va inoltre dimenticato il costo sociale per i pazienti ed i familiari, di cui quasi mai si tiene conto. Lo sviluppo delle reti oncologiche regionali, per il quale la nostra Associazione si sta oggi fortemente impegnando, potrà portare significativi vantaggi in prospettiva per il miglioramento e la razionalizzazione della sanità pubblica. Il melanoma fa registrare, nella fase metastatica, alti tassi di mortalità. La sopravvivenza media infatti è di circa 6 mesi. E negli ultimi 30 anni non vi è stato alcun progresso terapeutico, a fronte di un costante aumento di casi”. In particolare, ipilimumab è un farmaco che agisce potenziando le difese immunitarie contro le cellule tumorali. Ipilimumab è stato approvato in Europa nel luglio 2011 per la cura dei pazienti con melanoma metastatico, ma non è ancora disponibile nel nostro Paese, mentre lo è già in Francia, Germania, Regno Unito, Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Austria, Svizzera e Belgio. “Questi tempi di latenza – sottolinea il prof. Paolo Ascierto dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ di Napoli – dovrebbero essere accorciati ed è importante che gli enti preposti agiscano quanto prima”. “Ipilimumab – continua il prof. Ascierto – agisce al livello delle cellule del sistema immunitario, attraverso un meccanismo che rimuove i ‘blocchi’ della risposta immunitaria antitumorale. L’Italia ha svolto un ruolo essenziale nello sviluppo clinico della molecola: è la prima terapia che ha dimostrato di migliorare in maniera statisticamente significativa la sopravvivenza delle persone colpite da melanoma metastatico”. Le Regioni settentrionali fanno registrare la maggiore incidenza, seguite da quelle del Centro e del Sud. Il melanoma rappresenta il 4% dei tumori della pelle ma è responsabile dell’80% dei decessi per cancro della cute. Un paziente su cinque sviluppa la forma aggressiva e avanzata della malattia. La sua incidenza è cresciuta ad un ritmo superiore a qualsiasi altro tipo di tumore, ad eccezione delle neoplasie maligne del polmone nelle donne. E colpisce persone sempre più giovani, di età compresa tra i 30 e i 50 anni. “Le proprietà immunogeniche del melanoma metastatico – conclude il prof. Pinto – e la sua capacità a indurre una risposta reattiva delle cellule T al tumore fanno sì che sia considerato un ottimo candidato per l’immunoterapia. Le cellule T sono una ‘sottopopolazione’ di globuli bianchi in grado di eliminare o neutralizzare corpi ‘estranei’ come le cellule cancerogene. Al contrario di quanto avviene con i criteri convenzionalmente utilizzati per la chemioterapia, nell’immunoterapia l’iniziale progressione di malattia non va interpretata come un fallimento del trattamento. La risposta clinica potrebbe infatti essere osservata anche proseguendo la terapia, quindi in fasi più tardive”.

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Riforma del lavoro, Manconi: “L’articolo 18 non è una priorità”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Riguardo alla riforma del lavoro che il Governo Monti sta preparando il Presidente dell’Associazione Sviluppo Lavoro Gabriele Manconi ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui esterna tutta la sua preoccupazione: “A mio avviso ad oggi l’abolizione dell’articolo 18 di cui tanto si parla negli ultimi tempi non deve essere assolutamente considerata una priorità. In un contesto come quello attuale continuare a parlare di posto fisso e di flessibilità non ha senso.” Secondo Manconi, i veri problemi che dovrebbero essere affrontati dalla riforma sono altri: “La nostra economia è in grande difficoltà soprattutto perché le imprese italiane non sono abbastanza tutelate: tutte le grandi industrie del paese Italia non posso competere con chi produce in Cina o in India e vende i propri prodotti in Italia. Bisogna fermare questo fenomeno tassando chi produce all’estero e vende in Italia garantendo più equità e concorrenza leale nei mercati e premiando chi produce e vende in Italia.” Il punto di vista di Manconi è quello di un imprenditore che vuole, anche attraverso Sviluppo Lavoro, partecipare al rilancio dell’Italia attraverso investimenti sul territorio italiano, e per fare ciò le imprese del nostro Paese devono essere assolutamente incentivate: “Se i prezzi dei prodotti dei paesi emergenti diventassero più costosi e i nostri prodotti più competitivi, grazie alla tassazione sulle importazioni, potremmo garantire una crescita del Paese. Bisogna trovare un sistema per tutelare le aziende: solamente in questo modo potremo garantire posti di lavoro.”

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Italia: i costi della giustizia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

A cura dell’Associazione Radicale Il Detenuto Ignotowww.detenutoignoto.com. fonti: Le analisi di Confindustria, Confartigianato, Banca d’Italia e Banca Mondiale. Vediamolo nei numeri, questo sistema:
42% di detenuti in custodia cautelare i processi per ingiusta detenzione o per errore giudiziario sono oltre 2000 all’anno, per i quali nel corso del 2011 lo Stato italiano ha riconosciuto risarcimenti stimati in € 46 milioni. (Fonte:Dipartimento organizzazione giudiziaria – direzione generale di statistica )
4 anni di attesa per le cause civili 7 anni per quelle penali
6 milioni di processi civili che costano all’Italia 96 miliardi di euro in termini di mancata ricchezza
Secondo i dati della Commissione europea per l’efficienza della giustizia (CEPEJ) riferiti al 2008, l’Italia destina al funzionamento del sistema giustizia (civile e penale) circa lo 0,19% del PIL.
Costo annuo della Giustizia
Italia 4.088.000.000
Francia 3.350.000.000
Spagna 2.983.000.000
Olanda 1.613.000.000
Centro Studi di Confindustria (2011) stima che:
Smaltire questa enorme mole di pratiche frutterebbe alla nostra economia il 4,9% del Pil ma basterebbe abbattere anche del 10% i tempi di risoluzione delle cause per guadagnare lo 0,8% del Pil l’anno.
Secondo il rapporto Doing business
2012 della Banca mondiale, i difetti della nostra giustizia civile ci fanno perdere l’1% di Pil l’anno. Tempi e efficacia di risoluzione dei contratti civili, il nostro Paese è posizionato al 158esimo posto su 183.
Giustizia e Imprese:
La giustizia lumaca costa circa 371 euro ad azienda e i ritardi costano alle imprese circa 2,3 miliardi di euro l’anno. (il sole24ore)
il costo medio sopportato dalle imprese italiane rappresenta circa il 30% del valore della controversia stessa, a fronte del 19% nella media OCSE.
Per recuperare un credito:
1.210 giorni in Italia
515 giorni in Spagna
406 giorni in Cina
399 giorni in Inghilterra
394 in giorni Germania
331 in Francia
300 giorni in Usa
Spese per lo Stato
Il nostro Stato spende (fonte Commissione europea sull’efficienza della giustizia 2011) calcola che lo Stato italiano spende per la giustizia: circa 70 euro per abitante a fronte dei 56 della Francia, dove la durata media di un processo civile è della metà.
Spesa pubblica
complessiva per i tribunali e per le procure supera i 7,5 miliardi di euro l’anno ed è la seconda più alta in Europa, dopo quella della Germania”.
nel 2009 uno studio di Confartigianato rilevava come avviene un aumento dei fidi bancari del 27% laddove la giustizia civile funziona.
esempio confindustria:
– se nella provincia di Bari la giustizia civile avesse la medesima efficienza che si riscontra nella provincia di Torino (-60% circa di durata dei procedimenti), la sua crescita economica nel periodo 2000-2007 sarebbe stata più elevata di 2,4 punti percentuali
i tempi di risoluzione delle controversie commerciali
al Sud sono di circa il 20% più lunghi rispetto al Nord e che solo nelle macroregioni più avanzate d’Italia, come ad esempio nel Nord Ovest, i tempi di definizione di un procedimento civile di primo grado – stimato in 306 giorni per il 2006 – potrebbero risultare in qualche modo competitivi con quelli di Francia e Spagna (250) o Germania (157). i tempi di risoluzione delle controversie relative ai contratti commerciali rispetto alla media europea:2 volte maggiori rispetto a quello medio OCSE e quasi quattro volte maggiore rispetto a quello della Francia
i costi delle prescrizioni:
le sezioni unite della corte di cassazione si sono pronununciate sul cosidetto abuso del processo, ne emerge che la prescrizione oltre ad essere un’amnistia mascherata comportano un esborzo da parte dello stato molto alto.vediamolo nei numeri:
500 prescrizioni al giorno
165mila prescrizioni annue costano allo stato 84 milioni di euro l’anno. (165 mila sono la media degli ultimi 5 anni il cui costo è stato calcolato sulla base del costo medio di un processo pari a 521euro)
caso Bologna: scoppiato nel 2008: un’ispezione ordinaria disposta dal ministero della giustizia scoprì 3300fascicoli di indagine chiusa a chiave in un armadietto e dimenticati. ireati contestati in quei procedimenti, tra cui furti e ricettazione, reati ambientali sono oggi caduti in prescrizione
Trascrizioni ovvero servizio stenotipia:
fonte ministero della giustizia- dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi:
i costi per il servizio delle trascrizioni e fonici degli atti dei processi e delle udienze nel 2005 ammontavano a 26.000.000,00 di euro iva compresa
DATI RICAVATI DA APERTURA ANNO GIUDIZIARIO 2012

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La chiesa del beato don Gnocchi è santuario

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Milano. Con la firma dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, la diocesi ambrosiana ha ufficialmente eretto a “Santuario diocesano del beato don Carlo Gnocchi” la nuova chiesa realizzata al Centro IRCCS “S. Maria Nascente” (via Capecelatro, 66) e dedicata a don Gnocchi il 24 ottobre 2010, in occasione del primo anniversario della sua beatificazione, con il solenne rito presieduto dall’allora Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi. «Questo luogo di culto – si legge nel decreto di riconoscimento del Santuario -, che conserva anche le venerate spoglie del beato, ha assunto in questi anni un certo rilievo per lo svolgimento di pellegrinaggi e momenti di preghiera, rappresentando un punto di riferimento per il culto di don Carlo Gnocchi, la cui memoria riveste un significato particolare per la Chiesa ambrosiana, in cui il carisma del beato è sorto e si è sviluppato». In base al regolamento allegato al decreto, il Santuario del beato don Gnocchi diviene così il principale luogo di preghiera e pietà popolare con riferimento alla sua figura e la sua guida è affidata a un Rettore nominato dall’Arcivescovo, chiamato anche a svolgere il compito di cappellano della struttura sanitaria della Fondazione Don Gnocchi in cui è inserito il Santuario stesso, incarico ora ricoperto da don Maurizio Rivolta. «Accogliamo questa decisione del cardinale Scola e della diocesi di Milano con grande gioia e soddisfazione – commenta monsignor Angelo Bazzari, presidente della Fondazione Don Gnocchi -. Il riconoscimento come Santuario del luogo che ospita l’urna con le spoglie mortali del beato don Gnocchi è un dono per la Fondazione, ma lo è ancor di più per l’intera comunità ecclesiale e civile, che trova in don Carlo un costante modello di riferimento. Vorremmo che questo luogo, oltre che tempio liturgico e meta di pellegrinaggi e preghiere, potesse diventare anche sede di appuntamenti culturali e di riflessione spirituale del mondo sanitario, assistenziale, socio educativo ambrosiano e italiano sulle tematiche del dolore, della sofferenza, della speranza, della misericordia, della compassione e della solidarietà, così cari all’indimenticato “padre dei mutilatini”». La Fondazione sta inoltre lavorando per allestire, nell’area dell’ex cappella per le funzioni religiose del Centro, un “museo della memoria” dedicato alla vita, all’Opera e al pensiero del beato don Gnocchi, dove raccogliere e conservare gli oggetti cari a don Carlo, le sue lettere le testimonianze più preziose del suo impegno a favore dei più fragili. Sarà così possibile per ricercatori, studiosi, scuole e semplici cittadini la consultazione della documentazione traboccante di messaggi educativi e di grande valore pedagogico, ancora oggi di straordinaria attualità.
Come molti ricordano, la prima pietra del Santuario del beato don Gnocchi fu posata dal cardinale Tettamanzi il 2 marzo 2009, pochi giorni dopo l’annuncio della beatificazione di don Carlo. La solenne cerimonia di consacrazione e dedicazione avvenne la vigilia del primo anniversario della beatificazione, il 24 ottobre 2010. L’urna con le spoglie del beato don Gnocchi venne invece traslata nella nuova chiesa il 27 novembre successivo, alla presenza del cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi. Il Santuario si trova in via Capecelatro 66 ed è visitabile tutti i giorni, dalle ore 9 alle 18.

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Franco Bosio riconfermato, all’unanimità, alla presidenza di Confcooperative Fvg

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Franco Bosio, 60 anni, vicepresidente delle Cooperative operaie di Trieste, è stato riconfermato alla guida di Confcooperative Fvg. Rimarrà in carica per i prossimi quattro anni. «La situazione economica generale resta difficile – ha esordito Bosio – ma la formula cooperativa resta assai attuale. Le nostre imprese, infatti, non esternalizzano e non delocalizzano all’estero i processi produttivi. Le cooperative rispettano i principi della mutualità, interna ed esterna, e vivono di dinamiche territoriali e di prodotto locale. Fatturati, occupati e soci, sostanzialmente tengono, almeno in Fvg, e bene hanno fatto le Nazioni Unite a dedicare il 2012 proprio a questa originale forma d’impresa solidale. Tra le iniziative da intraprendere per il rilancio economico c’è, di sicuro, la riforma del mercato del lavoro. Di quella attualmente in discussione apprezziamo molti aspetti – precisa Bosio – ma siamo contrari alla proposta del Governo di estendere gli effetti della modifica dell’articolo 18 anche alle imprese con meno di 15 dipendenti la quale prevede, nel caso di licenziamenti per motivi economici, che l’impresa debba erogare al lavoratore licenziato fino a 27 mensilità lorde. Tale novità – ha concluso Bosio – se approvata dal Parlamento, metterebbe in crisi le stesse aziende che si troverebbero nell’impossibilità di versare una tale indennità ai lavoratori in uscita».
«La cooperazione ha un peso importante nell’economia regionale, ma a volte ciò è poco considerato dalla politica – gli ha fatto eco l’assessore regionale alla cooperazione, Roberto Molinaro -. Oltre la crisi, ora bisogna guardare al futuro con la consapevolezza che molti sono stati gli interventi fatti dal governo regionale per favorire l’attività quotidiana delle cooperative. Forse anche per questo registriamo un + 5 per cento nel numero complessivo delle cooperative regionali, nel 2011. Ora è venuto il momento per i cooperatori – ha suggerito Molinaro – di aggredire settori nuovi: energia, turismo, socialità, ospitalità. La cooperazione è un’impresa differente che fa economia solidale e mantiene il riferimento a precisi valori e così deve continuare a essere». Confcooperative Fvg mette insieme 714 imprese con 183.113 soci, 14.737 addetti e oltre 1,185 mld di euro di fatturato. All’assemblea, sotto lo slogan: “La cooperazione: più solidarietà, più crescita, più occupazione”, hanno partecipato oltre 150 dirigenti cooperativi in rappresentanza dell’intero mondo di Confcooperative Fvg. Giuseppe Graffi Brunoro, presidente regionale della Federazione delle Bcc, ha aperto i lavori rappresentando efficacemente la situazione economica generale e il ruolo che la cooperazione può svolgere in un futuro caratterizzato dalla crescita solidale. Il vicepresidente nazionale di Confcooperative, Carlo Mitra, ha sottolineato come la crescita che verrà sarà una rifondazione dell’economia e dello sviluppo che nell’immediato, probabilmente, non produrrà nuovo lavoro. In futuro, ha detto ancora Mitra, scarseggeranno sempre di più le risorse pubbliche, ma la cooperazione è attrezzata per creare nuove opportunità di lavoro e cambiare la cultura del lavoro, con la consapevolezza che la selezione per stare sul mercato sarà dura. All’assemblea di Confcooperative hanno partecipato anche Giuseppe Morandini, presidente della Cassa di Risparmio del Fvg; Fabio Marchetti, sindaco di Codroipo; Gianfranco Moretton, capogruppo Pd al Consiglio regionale; Giovanni Pavan, di Unioncamere Fvg; Franco Marinig, presidente della Ziu di Udine; Enzo Gasparutti, presidente di Legacoop; Adino Cisilino, presidente dell’Agci Fvg; Ennio Benedetti, presidente di Cia Fvg; il consigliere regionale Enio Agnola; il senatore Flavio Pertoldi e gli onorevoli Ivano Strizzalo e Isidoro Gottardo.

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Assotutela: “Dopo eliminazione Cartaceo Regione Lazio si proceda con Ricette On Line”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Siamo piacevolmente colpiti dall’annuncio dell’Assessore alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici della Regione Lazio On. Luca Malcotti sull’eliminazione del cartaceo, a partire dal 2013, informatizzando tutto l’Assessorato che produrrà un notevole risparmio economico, ma soprattutto si offrirà un servizio migliore ai cittadini semplificando ed obbligando i diversi uffici dislocati sul territorio ad uniformare le procedure. Questo processo di sburocratizzazione e snellimento delle procedure deve essere presa da esempio in tutto il nostro paese; il passo successivo deve essere l’informatizzazione sulle prescrizioni delle ricette per le prestazioni sanitarie o farmaceutiche. Lo comunica in una nota il Segretario dell’Associazione per la tutela del cittadino Assotutela Pietro Bardoscia.
Da svariati mesi stiamo lottando affinché si proceda al solo utilizzo delle ricette on line, concentrandosi, almeno come prima fase sperimentale, sulle prescrizioni dei farmaci. Conosciamo bene le difficoltà iniziali che possono nascere con il passaggio dal sistema cartaceo a quello telematico, ma nessuno può obiettare gli innumerevoli vantaggi e risparmi che ciò produrrebbe.E’ necessario tuttavia che le Istituzioni si assumano,una volta per tutte, il coraggio di adottare queste scelte – conclude Bardoscia – non facendosi intimidire da chi, per mille motivi, è contrario a questa innovazione.(fonte Ufficio Stampa Assotutela)

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Il manifesto del libero pensiero

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Rome - Italy, Vittoriano Gruppo de "Il Pe...

Rome - Italy, Vittoriano Gruppo de "Il Pensiero", Giulio Monteverde. Photo taken from Piazza Venezia. (Photo credit: Wikipedia)

Lavoratori dipendenti, disoccupati, studenti, pensionati costituiscono la maggioranza assoluta degli italiani, ma quanto valgono elettoralmente? quanto un due di briscola, ovvero niente.
Vanno solo spremuti dal fisco, dal caro vita, dalle tasse locali. E questo perché? Perché sottostanno alla logica del “divide et impera” e molti di essi si accontentano di vivacchiare all’ombra dei potentati di turno compiacendosi di qualche briciola del loro pasto.
Niente di personale, ovviamente. Si sa bene che ognuno tira l’acqua al suo mulino, ma perché questa benedetta acqua non la “tiriamo anche noi?”
Ma come fare per essere credibili? E con quali partiti? A questi cruciali interrogativi la nostra proposta diventa ardita. La possiamo formulare a dispetto degli sbarramenti che si prevedono con la prossima legge elettorale se riusciamo ad essere uniti votando i movimenti che si riconoscono in questo manifesto non per fini ideologici ma in nome del diritto alla vita e a vivere.
Sono inscindibili. Se noi riconosciamo il diritto alla vita dobbiamo al tempo stesso considerare quel che ne segue: la tutela in tutti i nostri passaggi esistenziali: l’assistenza sanitaria, l’istruzione, il lavoro, la difesa delle categorie disagiate, per un tetto sotto cui ripararsi, il cibo per alimentarsi e la sicurezza ambientale e personale.
Una vita, quindi, che si deve spendere per la comunità e che la comunità ricambia con servizi considerati primari. Perché non è accettabile che il 20% degli abitanti possa beneficiare del 70% delle risorse mondiale mentre il restante 80% deve accontentarsi del 30%.
E’ questa la vera sfida che ci distingue e che sarebbe normale e scontata se non vi fossero i soliti approfittatori, speculatori, avidi e perversi che fanno del bene comune un bene ad personam ovvero esclusivo. Non crediamo più alle logiche partitiche che si assegnano ruoli di destra, di centro e di sinistra. Esistono, in realtà solo due linee di tendenza: tra chi ha e chi è.
E su questo ci giochiamo la partita del nostro essere. Se saremo in tanti, se diventiamo maggioranza potremo garantire sia la nostra scelta sia quella degli altri perché il diritto alla vita e al vivere appartiene a tutti. Sono gli altri che non ci credono. Sono gli altri che devono cedere il passo alla ragione.
(Il coordinatore dei promotori del Manifesto Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Governo Monti: Manca la sfida vera

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Scrive Massimo Donadi: “E’ la sfida vera che chiede il Paese e di questo ha bisogno ed è su questo che Monti deve dare una risposta. Il presidente batta un colpo su crescita e sviluppo, possibilmente non a colpi di fiducia: è questa la sua mission. Ed è su questo che si misurerà la vera sfida tra tecnici e politici”. Un concetto a mio avviso che ben si identifica con la realtà, ma non del tutto definito.
Tanto per cominciare va dato un segnale forte affinchè si ponga mano ad un’equa distribuzione delle risorse e a stabilire delle priorità. Non si può scivolare sui “capricci” dei politici che oppongono resistenza sulla patrimoniale, sulle spese per gli armamenti, sulle frequenze televisive, sulle riforme urgenti come quelle della giustizia, del fisco, della sanità. Da queste fonti è possibile generare lo sviluppo del Paese. Non solo.
Il lettore non del tutto informato potrebbe obiettare che le riforme costano. Non è esatto. Appena andranno a regime si potranno avere consistenti risparmi di gestione e una migliore performance delle varie componenti che vi operano, in specie nel settore pubblico dove la mancanza di controlli incisivi e continui genera costi aggiuntivi fuori misura a tutto scapito delle prestazioni assistenziali.
Tutte queste cose sono state dibattute a lungo in convegni, in tavole rotonde, in meeting congressuali e ora vi è sufficiente materia per passare dai progetti alle realizzazioni. Sappiamo, ad esempio, che il ruolo del medico di famiglia è sottostimato mentre potrebbe giocare una partita importante per passare dall’assistenza universale alla prevenzione universale. Altro snodo importante è la giustizia dove il vero male sta nella lungaggine dei processi. La proposta di alcuni addetti ai lavori è quella di introdurre una riforma che parta subito con nuove regole per ridurre, non certo con il sistema della prescrizione ma in quello della rapidità del giudizio, sia pure salvaguardando il diritto alla difesa. Una delle tante proposte ci sembra interessante citare quella d’assegnare nelle questure delle grandi città un giudice turnista che possa coprire con la sua presenza le 24 ore della giornata per giudicare gli indiziati di reato, ascoltare i testimoni ed emettere un giudizio di primo grado. Un altro suggerimento tra l’altro posto all’attenzione del Presidente Monti, è quello di costituire, a titolo non oneroso, presso la presidenza del consiglio, il dipartimento per il recupero delle aree dismesse e delle risorse sulla base di segnalazioni pervenute ai ministeri competenti e che costituiscono per lo Stato e le amministrazioni locali un mancato introito di svariati milioni di euro.
Si tratta, come si può notare, di piccoli e grandi interventi, ma che hanno il merito di ridurre il disagio dei cittadini e di favorire la funzionalità delle strutture migliorando i servizi. La verità è che la politica teme il successo del governo tecnico e il conseguente consenso popolare, come se non lo avesse già smarrito, e per l’altro versante Monti teme troppo di scontentarli facendo un gioco al massacro dove a restare schiacciati tra l’incudine e il martello vi resta il solito italiano che paga le tasse per la felicità degli evasori. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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