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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Il Vangelo della 4ª domenica di Quaresima

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

1. Il Vangelo della 4ª domenica di Quaresima ci narra una parte del dialogo tra Gesù e Nicodemo. Avviene di notte questo dialogo perché Nicodemo, un notabile giudeo, un capo dei farisei che Gesù chiama “maestro in Israele”, teme che la sua fiducia in Gesù possa essere scoperta. Egli aveva visto i segni che Gesù faceva e riconosceva in lui un rabbì, un maestro venuto da Dio: “nessuno può fare questi segni che tu compi, se Dio non è in lui” (cf Gv 3,1-2). Ma la sua paura e la sua fiducia ancora limitata gli impediscono di arrivare alla vera identità di Gesù. Solo dopo la morte di Gesù, questo uomo arriverà ad una fede coraggiosa, quando andrà al sepolcro dove Gesù è deposto e porterà con sé l’olio profumato per imbalsamarne il suo corpo (cf Gv 19,38-42).
Nel dialogo tra Gesù e Nicodemo ci è offerta una rivelazione molto profonda che consente di uscire dalla notte per venire alla luce della fede. Accogliendo la misericordia di Dio che si rivela in Gesù innalzato sulla croce, l’uomo può nascere dall’alto e vivere la vita nuova dei figli di Dio. Come Mosè, durante la traversata del deserto, aveva innalzato un serpente di bronzo che i figli di Israele potevano vedere per guarire dal morso dei serpenti velenosi, così “bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3, 14). In questo modo Gesù annuncia la sua morte e la sua resurrezione: nel mistero della sua passione e morte si rivela la sua gloria, si manifesta la sua identità di Figlio disceso dal cielo e innalzato al cielo.
2. In questa quarta tappa del cammino quaresimale, siamo invitati ad accogliere e a vivere la verità di questa Parola che ci svela l’amore di Dio e l’identità di Gesù. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (v. 16): ecco il progetto di amore che Dio realizza donandoci il suo Figlio unigenito perché, credendo in Lui, possiamo attraversare il deserto ed essere incamminati verso la vita eterna. L’amore di Dio si svela in Gesù Cristo: egli viene a condividere la nostra vita umana fino a donarsi totalmente a noi. Proprio la croce su cui viene “innalzato il Figlio dell’uomo” è il segno della riconciliazione fra cielo e terra. La croce è piantata nella terra ma ha il suo vertice nel cuore di Dio che “ha tanto amato il mondo” fino a donarci ciò che ha di più caro, il suo Figlio unigenito. La forza dell’amore ricrea le condizioni per la nuova e definitiva alleanza che conduce alla salvezza e alla vita eterna.
3. “Perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Se nella fede accogliamo il dono gratuito del Figlio, la nostra vita è trasformata dalla grazia che ci libera dal male. Credere al progetto di amore non è solo adesione ad una verità pur grande e affascinante, ma è soprattutto adesione a Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio. Credere nell’amore di Dio vuol dire accogliere e seguire il suo Figlio che ha rimesso la sua vita nelle mani del Padre, è salito sulla croce per condurci alla salvezza. La fede in Cristo è“venire alla luce”, alla luce dell’amore di Dio che illumina la vita, la rinnova e la orienta verso la sua pienezza.
4. Carissimi fratelli e sorelle, ci stiamo avvicinando alla Pasqua: il cammino quaresimale ci conduca all’incontro pieno con Cristo crocifisso per partecipare alla sua risurrezione. Nel mistero della Pasqua ormai vicina, possiamo vivere le consolanti parole dell’apostolo Paolo che abbiamo ascoltato nella seconda lettura: “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete stati salvati” (Ef 2, 4-5).
Rendiamo grazie a Dio per il dono del Signore Gesù: egli è la nostra luce e la nostra salvezza. Rendiamo grazie a Dio per l’esempio luminoso di grande fede e di forte passione educativa che il nostro Giuseppe Berti ha testimoniato. Preghiamo perché, con il processo di beatificazione che è stato aperto oggi qui nella Cattedrale, la Chiesa possa riconoscerlo come maestro di autentica vita cristiana. Amen.
(Mons. Gianni Ambrosio, Vescovo Piacenza-Bobbio) (Fonte rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio).

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