Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 9 aprile 2012

Linea verde va in città

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Caserta 13 aprile Ore 12.00 Sala del Consiglio Camera del Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Caserta Via Roma, 75 Conferenza stampa per la presentazione di LINEA VERDE VA IN CITTA’: CASERTA Interverranno:
Pio Del Gaudio – Sindaco di Caserta
Domenico Zinzi – Presidente della Provincia di Caserta
Tommaso De Simone – Presidente CCIAA di Caserta
Pasquale Russo – Presidente SINTESI/CCIAA di Caserta
Giovanna Pensabene – Capo Progetto “Linea Verde”
Carlo Raspollini – Autore “Linea Verde”
Eleonora Daniele – Conduttrice “Linea Verde”
In onda su Rai 1, domenica 15 aprile ore 12,20

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Clorofilla film festival: aperto il bando

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Si svolgerà tra luglio e agosto l’edizione 2012 del Clorofilla film festival all’interno di Festambiente – manifestazione nazionale di Legambiente in programma dal 10 al 19 agosto nel Parco della Maremma -Gr- e in altre località della provincia di Grosseto. Il festival che promuove la nuova “linfa” del cinema italiano nel mese di luglio si sposterà per alcune serate anche in Puglia, a Monte Sant’Angelo -Fg-, durante FestambienteSud e al Posidonia Festival in Sardegna. Al Clorofilla saranno proiettati film, documentari e corti. Per i cortometraggi è aperto il concorso che prevede due sezioni: quella generale denominata “Corti alla clorofilla” e quella che troverà spazio a FestambienteSud che quest’anno si intitola “A corto di tempo”. Possono partecipare lavori che trattino il tema del tempo per la sezione pugliese, mentre i “corti alla clorofilla” saranno proiettati al Clorofilla in Maremma e ospiteranno quei corti che approfondiscano argomenti sociali e ambientali o che rappresentino la nuova “linfa” del cinema italiano. Il termine ultimo per l’invio dei lavori è il 20 maggio. Il bando con tutte le specifiche corredato dalla scheda di partecipazione è disponibile sul sito: http://www.festambiente.it (sezione clorofilla film festival).

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Nuovo progetto del CSDC sui Peace Studies in Moldavia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Si é svolta a marzo 2012 in Moldavia il primo incontro tra i partner del progetto “Moldovan Peace Scholars and Practitioners Network”. Il nuovo progetto coordinato dal CSDC ha come obiettivo sostenere lo start-up di una rete moldava di esperti in peace studies, attivando collaborazioni tra università e ONG della Moldavia e della regione indipendentista della Transnistria.
Assieme al Dipartimento di Relazioni Internazionali dell’Università di Stato della Moldava, nei prossimi mesi verrá creato un portale web che fungerá da gateway per il peacebuilding e i peace studies in Moldavia. In seguito si terranno seminari dediti alla promozione di curricula accademici legati a Peace Studies, momenti di condivisione dei progetti sul campo delle ONG moldave, per poi arrivare ad una publicazione di presentazione della nuova rete moldava di Peace Scholars and Practitioners. Aggiornamenti sul progetto saranno diffusi sulla pagina dedicata del sito pacedifesa.org.

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La privatizzazione della Guerra: Un analisi delle companies militari e di sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Iraq

Iraq (Photo credit: The U.S. Army)

Il dibattito sopra le PMSCs (Private Military and Security Companies), o piu comunuemente chiamate agenzie di sicurezza mercenarie, é sempre piu acceso soprattuto a seguito dei fatti relativi alla “primavera araba”, alla pirateria somala fino alle gravi violenze perpetrate in Iraq dai contractors, di cui si teme un aumento in questa nuova fase di ritito delle truppe USA. Generalmente apprezzate per la loro efficenza, rapida mobilitazione e relativamente basso costo, le PMSCs stanno ora mostrando sempre di piú il loro lato oscuro, connotato da violazioni dei diritti umani, impunitá della loro sorprusi e alti profitti privi di un sistema di accountability, al quale si aggiunge una riflessione etico-politica sull’erosione del monopolio statale delle operazioni di difesa e sicurezza nazionali. Il gruppo di lavoro ONU sull’attivitá mercenaria ha affermato che “Una serie di incidenti molto gravi stanno portando ad un negativo impatto delle loro attivitá, maggiormente rispetto alla violazione dei diritti umani…Soprattutto l’Iraq é stato teatro delle piú gravi azioni controverse delle PMSCs“. Alla luce di tale scenario, l’organizzazione spagnola Nova-Institute for Active Non-violence ha da poco pubblicato un’interessante e approfondita ricerca intitolata “The Privatization of Warfare, Violence and Private Military and Security Companies. A factual and legal approach to human rights abuses by PMSC in Iraq”. La pubblicazione fa luce sull’intero fenomeno, analizzando le attivitá, la dimensione legale e l’impatto delle PMSC su diritti umani, in particolar modo nel contesto Iracheno. A tal fine, nella ricerca é inclusa una lista di 116 PMSCs, riportandone le origini, le leadership, i profitti e clienti che si sono serviti di tale companies. Il fine ultimo della ricerca é di far chiarezza su tali attivitá e promuovere una maggior regolamentazione del settore.(fonte:Centro Studi Difesa Civile (CSDC)

 

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Nuovo programma di peacebuilding in Sud Caucaso di NP

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Nonviolent Peaceforce sta attualmente aprendo un nuovo ufficio in Georgia, nel villaggio di Nikozi nella regione di Shida Kartli. Si tratta di una zona ai margini del territorio conteso del Sud Ossezia nella quale si rileva un senso di diffusa insicurezza, una mutua diffidenza e una quasi totale assenza di comunicazioni tra i villaggi georgiani e le comunita’ del Sud Ossezia. Tale situazione, oltre che dovuta a differenze culturali, é soprattuto il portato di lungo conflitto che continua a influenzare profondamente l’intera area.
Sin dal 2010 NP é stata invitata dalle organizzazioni della societá civile locale ad eplorare la possibilitá di realizzare un progetto di sicurezza civile all’interno dei territoriti contesi. Per due anni si sono avvicendati numerose consultazioni, studi di fattibilitá, esplorazioni e missioni preparatorie in Abkhazia, Odessa e sud Ossezia, anche alla presenza di rappresnetanti di Russia e Armenia.
NP sará ora impegata nel contribuire alla riscotruzione sociale della zona, facilitare spazi nonviolenti di dialogo e aumentare il senso di protezione di queste popolazioni ancora fortemente scosse dall’ultimo conflitto armato dell’agosto 2008 tra Russia e Georgia.
Nonostante attualmente sono rari gli episodi di attacchi violenti, in questi territori paura e sfiducia sono elementi in grado di ostruire il processo di pace o addiruttura far scattare una nuova esclation violenta.
Quello di NP é il primo uffcio gestito da un organizzazione internazionale al di fuori di Gori (capitale amministrativa del Shida Kartli), si tratta quindi di un importante segnale di vicinanza alle popolazioni profondamente colpite da un conflitto solo in minina parte considerato dalla comunitá internazionale.(fonte:Centro Studi Difesa Civile (CSDC)

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Donne peacekeeper in Sud Sudan: un pioneristico progetto di NP

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Peace agreement dancers in Kapoeta, Eastern Eq...

Peace agreement dancers in Kapoeta, Eastern Equatoria (now in South Sudan), 2006 (Photo credit: Wikipedia)

In Sud sudan NP sta sperimentando un pioneristico progetto di formazione di Women Peacekeeping Teams (WPTs). Si tratta di team formati da sole donne locali con il compito di monitorare gli avvenimenti relativi alla violenza di genere (Gender-Based Violence –GBV-) e creare una spazio sicuro di confronto e conforto per le altre donne affette da tale problema. Il primo team é stato formato nel novembre 2011 a Juba ed ora ne sono sorti altri quattro in grado di coprire due distretti nel Central Equatoria State e tre nel Western Equatoria State. Il lavoro del WPT viene registrato presso il Ministero dello Sviluppo Sociale e si stanno creando sempre piú collaborazioni con gli altri attori interessati: forze di polizia, isitituzioni assitenziali e centri di salute.Ogni team é composto da circa 20 donne, la maggior parte sono madri di famiglia che non hanno mai avuto un lavoro fomale. Nonostante il Comprehensive Peace Agreement (CPA) menzioni la necessitá di un maggior coinvolgimento della donna nelle attivitá sociali e governative, sono in realtá pochissime le possibilitá di partecipare alla vita pubblica per una donna sud sudanese. Pertanto, i WPTs di NP sono une delle rare opportunitá di coinvolgimento delle donne locali nel processo di peacebuilding e ricostruzione post-conflitto del Sud Sudan. (fonte:Centro Studi Difesa Civile (CSDC)

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Premiati i vini friulani

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Otto fra medaglie e riconoscimenti a quattro aziende che hanno partecipato con Friuli Future Wines II, l’Ati guidata dalla Camera di Commercio di Udine per accompagnare le imprese vinicole nella promozione sui mercati
Usa, Russia e Cina. Successo della delegazione di imprese vinicole regionali alla Wswa, la più grande fiera dei distributori americani, che si è tenuta nei giorni scorsi a Las Vegas. Il Salone internazionale ha visto la presenza di una decina di aziende del Fvg sotto l’egida di Friuli Future Wines II, l’Ati “capitanata”
dalla Camera di Commercio di Udine e formata in tutto da una quarantina di imprese, unite, nel pieno spirito del progetto “Ocm vino”, per la promozione del proprio prodotto di qualità sui mercati degli Stati Uniti,
ma anche della Russia e della Cina, con iniziative comuni ma con la libertà di scegliere in autonomia le azioni ritenuti migliori per leproprie realtà aziendale. Le imprese Fvg hanno partecipato alla competizione organizzata nel corso della manifestazione e quattro di esse hanno ottenuto un riconoscimento, con ben 8 medaglie: medaglia d’argento per il Pignolo dell’azienda “Attimis maniago”, mentre Bidoli ha vinto il premio “Best of the show” con il Pinot grigio, che ha preso anche il “double gold”. Medaglia d’oro al Refosco di
Antonutti, all’azienda “Aquila del torre” con il Sauvignon blanc e ancora ad “Attimis Maniago” per Vignaricco, che ha conquistato pure un “double gold” e un “Best of the show” per Ronco Brolio.
Si confermano dunque ottimi risultati per la presenza aggregata del Fvg in un contesto internazionale di assoluta rilevanza, cui hanno preso parte oltre 2000 tra i principali operatori del settore sul principale mercato per i vini friulani.

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Nuove malattie ambientali

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Raccogliamo l’appello di una cittadina che contattatici sulla pagina facebook del gruppo “Sportello dei Diritti” chiede a gran voce a nome di migliaia di cittadini ammalati il riconoscimento delle “nuove” malattie ambientali negli appositi elenchi ministeriali ai fini dei necessari e legittimi benefici di legge.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ritiene che alla luce di numerose pubblicazioni mediche indipendenti che hanno dimostrato l’incidenza delle esposizioni chimiche a basse dosi nell’eziopatogenesi di malattie multisistemiche largamente diffuse nei paesi industrializzati e tra queste la Sindrome dell’Edificio Malato, la Sensibilità Chimica Multipla, Encefalopatia Tossica, Fibromialgia, Stanchezza Cronica, i pazienti che ne soffrono non debbano più essere considerati pazienti di serie “B” rispetto agli altri ammalati. Anzi, vi è da dire che troppo spesso tali patologie non vengono diagnosticate immediatamente dai medici perché le informazioni continuano ad essere poco diffuse.
Vi è da dire che se la maggioranza non le considera come patologie, in realtà anche l’OMS le classifica come gravi malattie organiche. Sono definite e inserite nel codice di classificazione ICD-10 dell’OMS. Il codice ICD-10-GM è prescritto nel libro V del codice sociale di classificazione della repubblica tedesca.
Vi è però da precisare che una crescente platea di studiosi nel mondo ha accresciuto il livello di ricerca in campo medico su queste sindromi che sta restituendo sempre più informazioni e scoperte e quindi passi in avanti che impongono cambiamenti sia sulle terapie che sulle eventuali diagnosi e malattie considerate sino ad oggi.
Tali malattie, peraltro, sono state messe in stretta correlazione con i cambiamenti ambientali, e con i mutamenti negli stili di vita delle società cosiddette sviluppate. Tali modificazioni, hanno inevitabilmente causato conseguenze fisiche su molti cittadini; in particolare, l’inquinamento atmosferico, e di altra natura, è causa di tali sindromi e malattie che potremmo definire “nuove” che riguardano una platea crescente di persone e che sono ancora sottovalutate e sulle quali, per tali ragioni, c’è una necessità impellente d’investire in ricerca, e quindi in cure tese a dare sollievo e speranza ai molti cittadini che oggi combattono questa difficile battaglia del dolore.
Molte di queste “nuove” malattie sono rintracciabili nell’elenco delle malattie rare; ad oggi, questo elenco, non comprende sindromi diffuse in tutto il territorio nazionale ma che trovano al contrario “cittadinanza” in pochissime aree geografiche del Paese.
Le più diffuse, non inserite nell’elenco nazionale, sono:
• La sensibilità chimica multipla (MCS)
• La sindrome da fatica cronica
• La fibromialgia
• L’elettrosensibilità;
Chi ne è soggetto vive disagi pesantissimi per sé stesso e per tutta le persone che li sono attorno a partire dalle proprie famiglie.

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Il processo di pace nelle Filippine

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

É stato da poco diffuso il report annuale 2011 della missione NP nelle Filippine. Si tratta di un agile documento con gli avvenimenti chiave e l’analisi del processo di pacificazione tutt’ora in corso tra il Governo delle Filippine (GPH) e il Moro Islamic Liberation Front (MILF).
Da maggio 2007 NP e´attivo in prina linea nel delicato processo di pace, garantendo sicurezza alla popolazione locale e supportando gli attori della siocietaº civile locale con modalitá nonviolente. Dall’analisi tracciata nel report appare chiaro come il 2011 sia stato un anno centrale per i negoziati, portando ad una quasi totale cessazione del conflitto armato. In questo anno chiave NP ha consolidato i suoi due programmi principali “Conflict Prevention” e “Civilian Protection Component”, entrambi gestiti assieme ai partner locali e alle altre grandi organizzazioni internazionali. I due programmi hanno notevolmente contribuito a rafforzare i meccanismi di monitoraggio dei diritti umani e di protezione civile, riducendo la violenza e aumentando il dialogo sia tra comunita´ostili, sia tra i pubblici funzionari e gli altri attori ufficiali.
In partnership con l’UNICEF, NP ha anche lanciato un nuovo propgramma di implementazione della Risoluzione ONU 1612 relativo ai meccanismo di monitoraggio sulla violazione dei diritti dei bambini. Inoltre, l’inclusione (supportata sia dal GPH che da MILF) di NP all’interno del International Monitoring Team e’ un ulteriore segnale della fiducia riposta da entrambe le fazioni nell’ approccio di NP al processo di pace.
Lo stesso sottosegretario filippino alle politiche estere, Rafael E. Seguis, ha espresso formalmente il suo “apprezzamento per l’esemplare lavoro portato avanti da NP. La sua oggettivita´e imparzialitá ha reso effettivamente possible il suo mandato di protezione dei civili”. (fonte:Centro Studi Difesa Civile (CSDC)

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Ponte pasquale. Sicurezza stradale: gli ultimi dati dell’ISS rilevati dal Sistema Ulisse

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Sono statio pubblicati il 29 marzo scorso, pur sottolineando un miglioramento nell’attenzione alla guida e per i passeggeri ci dovrebbero invitare comunque a un innalzamento dell’uso degli apparati di sicurezza, in particolare casco, cinture e dei nuovi dispositivi che dovrebbero essere obbligatori per legge. Periodo pasquale e periodo di esodi dei vacanzieri. L’Italia è percorsa in lungo e in largo a cavallo tra la Pasqua e la Pasquetta da milioni di autovetture mentre non sempre gli automobilisti e i loro passeggeri si adoperano per la propria sicurezza, almeno per quanto è dato conoscere da quanto rilevato dal Sistema Ulisse. Tale apparato da quasi dodici anni ha avviato un vero e proprio monitoraggio su tutto il territorio italiano sull’uso dei sistemi di sicurezza sugli autoveicoli ed in particolare delle cinture e del casco.
Ulisse, in vigore dal dicembre 2000 è gestito, sulla base di una convenzione tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Istituto Superiore di Sanità, che realizza le attività di sorveglianza nelle diverse regioni italiane in collaborazione con gli operatori del sistema sanitario e dei trasporti sulla base di procedure e metodi di rilevamento definitivamente validati, ponendo a disposizione dati periodici e aggiornati sulle prevalenze d’uso dei dispositivi da parte degli utenti della strada.Si può leggere sul sito dell’ISS che “le rilevazioni sono relative all’uso appropriato, cioè allacciato, del casco su moto o ciclomotore e delle cinture di sicurezza da parte dei conducenti e dei passeggeri trasportati anteriormente. Le osservazioni vengono effettuate normalmente ogni mese su differenti tipologie stradali, principalmente strade extraurbane (statali, regionali, provinciali, comunali) e strade urbane. In quest’ultimo caso – che rappresenta la tipologia attualmente più presidiata – le rilevazioni riguardano sia le aree urbane centrali che quelle periferiche” .
I dati riguardano anche i campioni per sesso, fasce d’età o tipologia dei conducenti (veicoli professionali, taxi, ecc.) e hanno attivato a livello sperimentale, anche il monitoraggio sull’uso delle cinture di sicurezza sui sedili posteriori del veicolo (stimato dal sistema Ulisse attorno al 10%), l’uso dei cellulari alla guida (circa 9%) e sull’uso delle luci diurne (80% in zona extraurbana). Per quanto riguarda l’uso delle cinture, gli ultimi dati, che riguardano il biennio 2009-2011, dimostrano che nelle aree urbane meno del 64% degli utenti le utilizza, con differenziazioni comportamentali a seconda delle diverse aree geografiche del Paese: il 77,5% al Nord, il 66,5% nelle regioni centrali e il 44,9% in quelle dell’Italia meridionale e insulare.
Vi è da sottolineare, però che nell’arco dell’ultimo decennio l’uso delle cinture di sicurezza è notevolmente cresciuto attestandosi ad una percentuale di + 35 %. Si pensi che all’inizio delle rilevazioni del Sistema Ulisse, e quindi nel 2000 era solo il 29,4% ad indossare le cinture. L’introduzione della patente a punti nel 2003 ha fatto registrare un’impennata nell’attenzione degli automobilisti con percentuali d’uso che erano schizzate sino al 70,7% per poi decrescere negli anni successivi fino al dato attuale pari precisamente al 63,8%. Più riguardo per l’uso delle cinture di sicurezza si è osservato sulle strade extraurbane con valori più elevati del 5-10 % in più rispetto all’utilizzo in città ed a seconda delle varie regioni.
Per quanto riguarda l’uso del casco il Sistema Ulisse ha specificato che nel Nostro Paese sulle strade urbane si è registrata una prevalenza d’uso di questo dispositivo attorno al 90%, per la precisione pari all’89,8%. Marcate ma meno che per le cinture, le differenze fra varie aree geografiche con un 99,9%, quindi quasi prossimo all’utilizzo generale nel Nord, il 93,1% nelle regioni centrali e il 76,6% nel meridione e nelle isole. I valori rilevati, riguardano l’uso del casco sulle due ruote motorizzate (motocicli e ciclomotori) da parte dei conducenti e di eventuali trasportati e si riferiscono in particolare alle osservazioni compiute durante tutto l’arco della giornata nelle zone centrali delle aree urbane monitorate dal Sistema, essenzialmente i capoluoghi di provincia. In questo caso, però le percentuali d’uso del casco individuate negli ultimi anni non sono molto differenti da quelle rilevate all’inizio del millennio. Ciò perché la normativa che introduceva l’obbligo del casco di cui alla legge 472/1999 aveva già prodotto nei primi mesi del 2000 un innalzamento significativo delle prevalenze d’uso di questo tipo di protezione. Prima dell’entrata in vigore delle nuove norme l’uso del dispositivo costituiva praticamente una rarità. Basti pensare, infatti, che in virtù dei dati in possesso dell’Istituto Superiore di Sanità prima dell’introduzione dell’obbligo del casco nel 1986, da cui restavano esclusi i ciclomotoristi maggiorenni, l’uso dello stesso si riferiva solo al 4% degli utenti su ciclomotore e il 15% in moto. Infine, secondo quanto rilevato da ULISSE, a differenza di quanto avviene per le cinture di sicurezza, l’uso del copricapo protettivo presenta una situazione a macchia di leopardo a livello locale dove le differenze possono essere anche molto consistenti, nello stesso territorio provinciale, da punto a punto e, nella stessa città, da quartiere a quartiere.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che ritiene imprescindibile quanto sostenuto dall’ISS secondo cui “in termini di costi-benefici, incrementare l’uso dei dispositivi di sicurezza costituisce una delle azioni di prevenzione più importanti e meno costose da attuare nel breve termine, anche in funzione del raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle vittime della strada fissati a livello europeo e nazionale”, sottolinea la necessità che lo Stato continui ad effettuare campagne d’incentivazione all’uso dei dispositivi di sicurezza già in uso e a favorire l’introduzione obbligatoria di altri già esistenti ma non ancora previsti per legge.
A tal uopo, Giovanni D’Agata plaude all’iniziativa promossa da l’ISS e dalla Polizia Stradale che hanno avviato il progetto ST.E.P. sull’uso e l’efficacia del dispositivo paraschiena per motociclisti e ciclomotoristi, che si caratterizza come ideale espansione del perimetro di monitoraggio operato dal sistema Ulisse. Il progetto, che è partito nel dicembre 2011, per quanto è dato sapere, sta già raccogliendo i primi dati che permetteranno di fornire una stima indicativa sull’uso del paraschiena e sulla sua efficacia nella prevenzione dei traumi spinali.

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Italia: un paese ingovernabile?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Editoriale Fidest. Credo che molti non hanno centrato il problema. Gli scandali di ieri, da Mani pulite, ad oggi, per intenderci, non hanno fatto clamore per il loro disvelamento quanto per chi lo ha fatto. Mi spiego. Se in un partito vi erano mele marce era dovere della sua dirigenza farsene carico ed espellerle, denunciando le malefatte alla giustizia. E invece sono state tollerate se non si è diventati correi per potersi cibare alla stessa mangiatoia. E non ci vengono a dire che i loro leader erano all’oscuro di tutto perché anche se lo fossero stati resta la responsabilità oggettiva che politicamente vale una dimissione, se non altro. Ciò che si sta verificando in questi giorni con le notizie sulla distrazione di ingenti somme dai fondi dei partiti per dirottarli ad altri fini, compresi quelli personali o per gli amici degli amici, sa del surreale. Dopo 15 anni di arraffa – arraffa c’è chi, tra i dirigenti dei partiti, grida “ pulizia-pulizia-pulizia” e chi si dichiara innocente, e lo è, ovviamente, sino a prova contraria, anche se le evidenze ci lasciano perplessi e gli iscritti al partito, quelli che dovrebbero sentirsi più danneggiati, non trovano di meglio che giustificare il comportamento dei loro idoli. Come dire: oremus et pro perfidis ludaeis. Alla fine subentra la pietà collettiva e la contrarietà nei confronti di coloro che hanno scoperto gli altarini e in confidenza si sussurra: non potevano farsi i fatti loro?
Tutto questo perché stiamo perdendo il senso della moralità e quasi ci dispiace che la furbizia non sia stata premiata con la reiterazione dell’illecito. Ora i veri colpevoli sono i delatori, i magistrati che hanno aperto nelle varie procure i fascicoli, la polizia che arresta. E ciò che diventerà allucinante è che per veder conclusa questa vicenda occorrerà attendere il lungo iter processuale che in Italia dura tra gli otto e i 10 anni e non è detto che alla fine la prescrizione ci metterà lo zampino, azzerando tutto. Così si potrà dire che sono innocenti perché non sono stati condannati e guai a chi osa dire il contrario. E alla fine la beffa coprirà lo scorno perché, il costo di questo lungo e snervante iter sarà a carico dello Stato, ovvero di noi contribuenti. Ma si può davvero governare e far prosperare un Paese di tale fatta? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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