Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Governo: il bastone e la carota

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 aprile 2012

Editoriale Fidest. Abbiamo parlato di un “governo tra i peggiori se non il peggiore” dall’unità d’Italia ad oggi e più passa il tempo e più ci convinciamo di non aver esagerato. Abbiamo già e più volte esposte le nostre ragioni che hanno motivato quanto in precedenza affermato, e ora vorrei aggiungervi una riflessione in più. Deriva dal fatto che nel mentre constatavamo lo smantellamento sistematico dello stato sociale e l’impoverimento delle famiglie mi chiedevo da cosa poteva derivare tanta protervia. Ora ho chiaro l’intendimento. Sotto la suggestione delle esternazioni volte ad indicarci che quanto si sta facendo è ispirato ad una concezione nuova nel modo di gestire il paese, si stanno facendo dei passi indietro per riportarci agli anni postbellici della seconda guerra mondiale. Era il tempo in cui l’esistenza della guerra fredda e dei blocchi contrapposti fece dell’Italia una sorta di sorvegliata speciale per via dell’”espansionismo sovietico” e per l’essere il paese con il più numeroso partito comunista dell’occidente. E il mondo occidentale per blandirci favorì la stagione dei diritti. Ora il governo Monti sta azzerando tutti i passi avanti sin qui realizzati incominciando a penalizzare le pensioni in quanto ritenute concesse con generosità, a colpire le piccole proprietà immobiliari perché considerate il frutto di quei guadagni non dovuti, a mettere mano alla riforma del lavoro che umili i diritti per esaltare i doveri ma solo, ovviamente, quelli dei lavoratori. E il costo della vita è diventato anch’esso uno strumento repressivo per ridurre il potere d’acquisto dei redditi già di per sé medio-bassi e a ridurre di conseguenza la bilancia dei pagamenti esteri a partire dal conto energetico. Ora abbassando la capacità finanziaria delle amministrazioni locali le costringe a chiedere più tasse ai propri cittadini favorendo la loro contrarietà al solo scopo di dirottare il malumore dal governo centrale a quello periferico. E tutto questo avvalendosi dell’arbitrio esercitato dalla comunità internazionale che guarda all’Italia come una nazione da punire e non da aiutare commissariandola con il suo fiduciario più affidabile. E noi che facciamo? Lasciamo che i ricchi si tutelino e si arricchiscono di più e diamo la fiducia a chi proprio non se la merita? Come dire: chi è causa del suo mal… (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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