Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Mercato lavoro in piena recessione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 aprile 2012

Giuliano Cazzola, deputato del PdL e Vice presidente della Commissione Lavoro della Camera scrive oggi su MF, il quotidiano dei mercati: “Quando nell’autunno del 2008 scoppiò all’improvviso la crisi finanziaria con i suoi effetti sull’economia (le imprese si trovarono di punto in bianco prive di credito e di ordini in portafoglio, mentre quelli che avevano venivano ritirati) il ministro Maurizio Sacconi non ebbe un attimo di esitazione: escluse ogni modifica importante delle regole del mercato del lavoro, si oppose il più a lungo possibile ad ogni intervento sull’età pensionabile (soprattutto delle lavoratrici private) sostenendo che, in tempi di crisi, anche la pensione finiva per svolgere la funzione di ammortizzatore sociale e trovò il modo di finanziare con apporti straordinari la cassa integrazione, allo scopo di accompagnare le imprese nell’impegno di non procedere a licenziamenti di massa ma di mantenere attivo il rapporto con le loro maestranze, nonostante che la produzione fosse ferma. In quegli stessi mesi l’opposizione di sinistra rivendicava una riforma in senso universalistico dell’indennità di disoccupazione non rendendosi conto che così si sarebbe mandato alle imprese il segnale di licenziare. Ma questa è acqua passata. Basti solo ricordare che grazie a quella scelta del precedente governo furono salvati almeno 700mila posti di lavoro. Quale è invece la linea di condotta dell’esecutivo presieduto da Monti ? Non neghiamo che un maggior tasso di riformismo fosse necessario, che il governo precedente si fosse un po’ incartato (le difficoltà a decidere da parte della ex maggioranza durante la manovra estiva sono un ricordo ancora fresco e presente)… ma est modus in rebus. In pochi mesi, in un contesto non solo di crisi ma di netta recessione con effetti importanti sui livelli di occupazione, l’areopago dei professori ha cambiato tutto: le pensioni, gli ammortizzatori sociali, i contratti di lavoro che più vengono usati. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: una riforma delle pensioni grazie alla quale il nostro si trasforma nel sistema più rigoroso di Europa; l’esclusione dalle nuove regole di un numero imprecisato di persone (il dato dei 357mila derogati che possono avvalersi delle regole vigenti non è mai stato smentito) per le quali non è sufficiente la copertura finanziaria stanziata; una ristrutturazione degli ammortizzatori sociali che vede accorciato il periodo di fruizione, soprattutto nella parte in cui non è interrotto il rapporto di lavoro con l’azienda. Che dire ? Sicuramente queste misure andavano assunte, ma nella realtà concreta, sorgono tanti problemi: in piena recessione si riduce l’ambito di protezione del reddito per chi ha perso il lavoro mentre si allontana la possibilità di accesso alla pensione. La riforma del mercato del lavoro aggiunge ancora incertezza per le imprese: a fronte di un intervento poco più che simbolico sulla disciplina del licenziamento individuale (il fatidico art.18), si presume ope legis che tutti i contratti flessibili in entrata siano fasulli, salvo prova contraria. La sanzione è la trasformazione del rapporto atipico in uno a tempo indeterminato. In sostanza, sempre nel bel mezzo di una grave recessione, il mercato del lavoro diventa più rigido. Tutto ciò che non serve alle imprese e ai lavoratori”. (Ufficio Stampa di Giuliano Cazzola Vice presidente della Commissione Lavoro della Camera)

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