Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 14 aprile 2012

Improving internal security while respecting fundamental rights, says the Civil Liberties Committee

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Fundamental rights must be respected while guaranteeing Europe’s internal security, says the Civil Liberties Committee in a resolution adopted on Thursday. The EU should also ensure sufficient financial resources in the 2014-2020 financial framework to implement its own internal security strategy, stresses the adopted text.
In a separate resolution on the EU approach on criminal law adopted also on Thursday, MEPs underline that further legislation in this field “must fully respect the principles of subsidiarity and proportionality”.
“More internal security for the EU while respecting fundamental rights. With this vote we set up the basis for the creation of a more efficient internal security strategy for the EU, acknowledging European Parliament’s central role as foreseen in the Lisbon Treaty”, explained rapporteur Rita Borsellino (S&D, IT) following the Civil Liberties Committee vote.The resolution is based on a Commission communication of November 2010 which introduces guidelines for a common EU Internal Security Strategy (ISS). The EC document defines five priorities: disrupting international crime networks, preventing terrorism and addressing radicalisation, raising security in cyberspace, strengthening security through border management and improving Europe’s response to crisis and disasters.
All measures taken to implement the ISS should be “in compliance with the Union’s fundamental rights and obligations”, underlines the Civil Liberties Committee. According to the resolution, cooperation with international organizations such as NATO or the OSCE is also essential.In the same line, MEPs stress the importance of ensuring the respect for fundamentals rights in the fight against terrorism to be “a credible actor” in promoting human rights both inside and outside the EU.
The fight against terrorism and organised crime, including mafias, must remain key priorities, with special emphasis on the freezing of funds of suspects of terrorism, say MEPs, urging all Member States to introduce specific legislation guaranteeing adequate protection, support and recognition of victims.Furthermore, the EU must focus on targeted law enforcement and intelligence-driven activities to prevent terrorist attacks. Member States should also develop prevention mechanisms to ensure the early detection of violent radicalisation and threats.
The resolution states that border management is not only a security issue but a key feature in a wider political strategy involving development, asylum and migration policies. In this context, the EU should cooperate closely with its neighbours to facilitate free movement, enhanced solidarity and security at its external borders.Member States are called upon to come up with policies supporting the economic, social and democratic development and promoting human rights in third countries. Also, security must be pursued respecting the achievements of the EU, in particular the right to free movement through internal borders.Cybercrime, corruption and intellectual property rightsMEPs welcome the EC decision to include the fight against cybercrime as one of the ISS priorities and point out that prevention must be in the spotlight. They also call on Member States to ratify the Council of Europe Convention on this matter.The Civil Liberties Committee highlights the need to prioritise the fight against corruption, white collar crime and money laundering. The resolution calls on the Commission and the Council to allocate the appropriate resources considering that corruption remains among the trans-national threats that continue to challenge the internal security of the Union. The resolution was adopted by 47 votes in favour, 2 against and 3 abst

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Giornata mondiale della salute

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

(Centro Maderna) Le prospettive di vita si allungano, ma con esse anche i rischi per la salute corredati all’invecchiamento della popolazione. Questo è quanto emerge dai dati diffusi dall’Oms per la Giornata Mondiale della Salute, quest’anno dedicata a “invecchiamento e salute”. Secondo il documento presentato dall’Oms, entro la metà di questo secolo, ci saranno almeno 400 milioni di persone ultraottantenni, contro i 14 milioni del 1950. Ma vivere anni in più non significa necessariamente viverli in salute. La vita da anziano, rileva l’Oms, non è facile per i numerosi problemi di salute cui i meno giovani devono far fronte: innanzitutto la disabilità che riguarda più del 46% degli ‘over 60′. C’è poi la sordità, l’ipertensione, mentre solo dal 4 al 14% riceve un adeguato trattamento. Un altro problema sono le cadute, mentre i maltrattamenti interessano il 4-6% della popolazione anziana. L’organizzazione pone perciò l’accento sulla necessità di dotarsi per tempo di strutture e sistemi assistenziali soprattutto in quei Paesi dov’è previsto il maggior aumento di anziani, ovvero quelli a basso e medio reddito, che al momento si affidano principalmente all’assistenza in famiglia. I familiari che si occupano degli anziani, però – rileva il documento – spesso soffrono di livelli alti di stress, problemi psicologici e non godono di buona salute. Secondo l’Oms è venuto il momento di agire e per questo ha messo a punto una serie di suggerimenti su strategie preventive a basso costo ma ad alta efficacia, come l’imposizione di tasse aggiuntive su alcolici e tabacco, il divieto di fumo nei locali pubblici e di lavoro, la riduzione del sale nei cibi, controlli sull’ipertensione e campagne di sensibilizzazione sulla corretta alimentazione e l’esercizio fisico. Secondo l’Oms bisogna anche cambiare il modo di intendere la terza età, incoraggiando e facilitando la partecipazione degli anziani alla vita sociale.

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Sostegno energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Oltre trenta importanti intellettuali italiani, fra cui Giorgio Ruffolo, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Carlo Ripa di Meana,Giancarlo Amendola, Tullio Pericoli, Alberto Asor Rosa, hanno sottoscritto un appello al Presidente Monti affinché i decreti sulle rinnovabili, presentati ieri dai Ministri Passera e Clini, rispettino le intenzioni originarie, eliminando le speculazioni e gli eccessi di incentivi. L’attuale formulazione, che prevede il 35% di sola energia elettrica, potrebbe portare alla triplicazione degli impianti eolici, impianti che hanno già contribuito alla devastazione di troppe delle superstiti bellezze della Nazione. In accordo con i criteri di efficienza energetica, gli obiettivi i da raggiungere devono essere una percentuale dei consumi energetici finali e non obbligatoriamente delle percentuali della produzione elettrica.Sostengono gli intellettuali: “Nelle premesse del decreto, il Governo riconosce finalmente che è stato sbagliato privilegiare lo sviluppo di energia rinnovabile elettrica rispetto ai settori delle rinnovabili termiche, della cogenerazione, dei trasporti e dell’efficienza energetica,settori assai più vantaggiosi in termini economici, di minor impatto ambientale e di maggior ricaduta sull’economia nazionale (…). Temiamo, però, Signor Presidente del Consiglio che le misure definitive che verranno adottate non risultino coerenti con le premesse del decreto e che lascino spazio a interpretazioni ambigue. Temiamo soprattuttoinsidiose marce indietro, sull’onda delle scontate contestazioni di coloro che per anni hanno goduto delle rendite speculative riservate a due sole fonti, l’eolico e il fotovoltaico, le più conosciute fra tutte le rinnovabili ma anche le più discutibili, in termini di risultati e di costi a carico della collettività.” Il Decreto odierno sembra giustificare una parte di questi timori. Infine i firmatari auspicano una più rigorosa limitazione dei siti adatti a ospitare le torri eoliche, in analogia col recente provvedimento per l’esclusione degli incentivi ai pannelli fotovoltaici installati sui suoli agricoli.

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Demenza: una priorità di salute pubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

(Centro Maderna) Un rapporto diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e Alzheimer’s Disease International (ADI), intitolato “Demenza: una priorità di salute pubblica”, invita governi, politici e le altre parti interessate a considerare le demenze una priorità mondiale di salute pubblica. Il testo fornisce una panoramica autorevole sull’impatto di questi disturbi in tutto il mondo, inclusi i Paesi a basso e medio reddito, oltre a dati sulle migliori pratiche e a studi di casi pratici provenienti da tutto il mondo.
Per preparare il rapporto, Oms e Adi hanno commissionato un report a 4 gruppi di esperti. Nella sua prefazione alla relazione, il direttore generale dell’Oms, Margaret Chan, ha definito il rapporto «un importante contributo alla nostra comprensione delle demenze e del loro impatto sugli individui, le famiglie e la società».
Il rapporto viene diffuso nel nostro Paese grazie alla Federazione Alzheimer Italia, che rappresenta nel nostro Paese l’Adi. La presidente Gabriella Salvini Porro ricorda che per l’Italia si stima che ci siano un milione di persone con demenza «di cui 600mila malate di Alzheimer. Il nostro Paese non possiede ancora un Piano nazionale per le demenze, urgenza espressa e richiesta non solo oggi dall’Oms ma dichiarata già 4 anni fa dal Parlamento Europeo con l’adozione della Dichiarazione Scritta 80/2008, in cui si riconosceva la malattia di Alzheimer come priorità pubblica e si auspicava lo sviluppo di un Piano d’azione comune. Paesi vicini al nostro come la Francia e la Gran Bretagna hanno varato nel tempo Piani nazionali per migliorare la vita dei malati e di chi li assiste, per aumentare la conoscenza della malattia, per garantire l’accesso a migliori servizi di assistenza e sostegno sul territorio. In Italia non è stato fatt o ancora nulla di tutto ciò, ma urge programmare iniziative concrete».

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Caro bollette

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Adiconsum: basterebbero 50 centesimi su ogni bolletta, a carico delle aziende energetiche, per realizzare un Fondo di solidarietà paritetico capace di intervenire a sostegno di quelle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà” “Finalmente il Governo mostra sensibilità sociale”, dichiara Pietro Giordano Segretario generale di Adiconsum, “cominciando a rendersi conto del peso insostenibile sopportato dalle famiglie sui costi dell’energia”. E aggiunge: “fa bene il Ministro Clini, recependo parzialmente la proposta di Adiconsum, a proporre un tavolo tecnico con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ed il Ministero per lo Sviluppo economico per ridurre il costo della bolletta elettrica,” ma sottolinea Giordano, “è necessario che il tavolo tecnico sia aperto anche alle Associazioni dei Consumatori rappresentanti degli cittadini sui quali sono ricaduti e continuano a ricadere gli aumenti vertiginosi delle bollette”. “Nel nostro Paese”, continua Giordano, “su trenta miliardi di euro di crediti inesigibili, la metà riguardano le utenze domestiche non pagate, cioè bollette della luce, del gas, del telefono. Basterebbero 50 centesimi su ogni bolletta, a carico delle aziende energetiche, per realizzare un Fondo di solidarietà paritetico capace di intervenire a sostegno di quelle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà, sviluppando così il ruolo sociale di tali imprese che fino ad oggi hanno pensato solo al business e non ai clienti-consumatori, unica vera loro ricchezza”. “Adiconsum chiede che il tavolo tecnico”, conclude Giordano “affronti il vero tema dell’eliminazione degli oneri impropri che le famiglie pagano nelle bollette e soprattutto tempi rapidi e certi nelle decisioni.” Adiconsum nelle prossime settimane presenterà pubblicamente uno studio sui costi impropri delle bollette e le proposte per ridurle.

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Bologna: lavori al pronto soccorso

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Bologna. Al via i lavori di ampliamento del Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore. Al termine, previsto per giugno 2014, il nuovo Pronto Soccorso occuperà una superficie di 2.140 mq, a fronte degli attuali 1.695 mq, grazie alla ristrutturazione e alla riorganizzazione di spazi già esistenti. L’Azienda finanzierà questa ristrutturazione con 3 milioni e 800 mila euro, un investimento importante, tanto più rilevante in tempo di crisi. I lavori non comporteranno alcuna riduzione o sospensione delle attività sanitarie che si svolgono in Pronto Soccorso. Per garantire un accesso facilitato ai cittadini più fragili, è stata ridisegnata la viabilità dei mezzi di soccorso, pubblici e privati, che accedono da ingressi alternativi collegati direttamente al Pronto Soccorso, riservando la rampa 2 Agosto e la relativa area di sosta ai mezzi privati muniti di pass per disabili, con la possibilità anche per le auto senza pass di poter sostare temporaneamente. Sempre possibile, invece, l’ingresso pedonale al Pronto Soccorso dalla stessa rampa 2 Agosto, ma con accesso sul lato sinistro. L’ampliamento renderà il Pronto Soccorso più adeguato, confortevole e sicuro. La configurazione attuale del Pronto Soccorso risale, infatti, alla fine degli anni ’90 e rispecchia l’organizzazione dei servizi e i canoni di costruzione dell’epoca. Con la ristrutturazione saranno create aree di attesa diversificate per codice di accesso, il triage sarà sistemato in una posizione baricentrica e più funzionale, si assicurerà, infine, maggior comfort per i pazienti e più sicurezza per gli operatori sanitari.

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Bergamo: Cardiomiopatia ipertrofica

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Fiorano al Serio, Bergamo, Italia

Fiorano al Serio, Bergamo, Italia (Photo credit: Wikipedia)

Bergamo. E’ arrivato nei giorni scorsi l’ennesimo riconoscimento alla ricerca scientifica svolta agli Ospedali Riuniti di Bergamo. Protagonista questa volta è la ventottenne Laura Pezzoli, biologa borsista del Laboratorio di Genetica Molecolare, che si è aggiudicata una delle borse di ricerca semestrali destinate a giovani ricercatori, messe a disposizione dalla Fondazione per la Ricerca Umberto Veronesi nell’ambito del “Young Investigator Programme”, con l’obiettivo di aiutare gli scienziati del futuro a lavorare nelle migliori istituzioni del mondo per individuare soluzioni medico-scientifiche di eccellenza. Per l’assegnazione dei contributi economici la Fondazione ha privilegiato progetti di ricerca di elevato profilo scientifico e con ampia ricaduta sulla salute pubblica, in particolare nell’ambito delle malattie oncologiche e cardiovascolari, che rappresentano le prime due cause di morte nel mondo occidentale. Il progetto presentato da Laura Pezzoli, laureata in biologia molecolare all’Università di Milano e specializzanda in genetica medica all’Università di Pavia, consiste in un’analisi genetica approfondita in pazienti affetti da cardiomiopatia ipertrofica, malattia genetica del cuore, caratterizzata da un ispessimento delle pareti cardiache. L’obiettivo è individuare la causa genetica dell’estrema variabilità clinica della malattia, che oscilla da un decorso benigno e asintomatico, alla necessità di un intervento cardiochirurgico per asportare una piccola porzione di muscolo ispessito fino alla morte improvvisa. Utilizzando tecnologie di nuova generazione, verranno analizzati 35 pazienti sottoposti a intervento cardiochirurgico (miectomia), per valutare sia eventuali alterazioni dell’espressione dei geni cardiaci sia il possibile ruolo svolto dai fattori ambientali, che potrebbero spiegare le differenze tra pazienti portatori della stessa mutazione genetica e guidare i clinici verso una più efficace stratificazione del rischio.

Lo scorso 28 marzo, al Campidoglio di Roma, Laura Pezzoli ha partecipato alla cerimonia ufficiale di assegnazione delle borse, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente della Fondazione Paolo Veronesi, del Fondatore Umberto Veronesi e del Presidente del Comitato Scientifico Pier Giuseppe Pelicci, nonché del Ministro della Salute Renato Balduzzi, del Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e del Presidente del Comitato Etico Giuliano Amato.Il progetto nasce da una stretta collaborazione tra il Dipartimento Cardiovascolare dei Riuniti, diretto da Paolo Ferrazzi, che vanta la più grossa esperienza europea nel trattamento chirurgico della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva ed è il centro di riferimento italiano per questa malattia, e il Laboratorio di Genetica Medica – sezione di Genetica Molecolare, guidato da Maria Iascone, che da diversi anni si occupa dell’analisi genetica di pazienti affetti da questa malattia ed è stata tra i primi in Italia ad applicare le tecnologie di sequenziamento di nuova generazione alla pratica clinica. È nel Laboratorio di Genetica Molecolare che Laura Pezzoli, residente a Fiorano al Serio, in Val Seriana, ha iniziato la sua carriera, nel 2007 con un tirocinio durante gli anni dell’università, proseguito l’anno dopo con una borsa di studio finanziata dalla Fondazione Creberg. (foto di Laura Pezzoli)

 

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Sudan: appelli di pace

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) mette in guardia da una nuova crisi umanitaria in Africa orientale. Nelle regioni di frontiera tra Sudan e Sudsudan circa 3 milioni di persone vivono grazie agli aiuti alimentari. In caso di guerra la loro situazione sarebbe ancora più disperata. Questo da solo è già un motivo sufficiente per tentare di evitare una guerra tra i due paesi, e se fosse necessario anche ricorrendo alla minaccia di sanzioni a meno che non siano disposti a tornare al tavolo delle trattative. In Sudsudan 2,7 milioni di persone subiscono le conseguenze di un cattivo raccolto e dipendono quindi dagli aiuti internazionali. Inoltre nelle regioni di conflitto di Abyei, Kordofan meridionale e Nilo Blu, nelle regioni di confine tra Sudsudan e Sudan, vivono circa 245.000 profughi che devono essere assistiti. Nella lunga guerra civile tra Sudan e Sudsudan sono morte dal 1955 ad oggi più di due milioni e mezzo di persone. Gli esodi di massa, la messa in fuga della popolazione e il genocidio non possono ripetersi. Non vi è e non vi può essere alcuna alternativa alla tavola delle trattative per risolvere le questioni ancora aperte tra i due paesi. Ma poiché sembra che i governi di entrambi i paesi siano pronti a costringere a una nuova guerra le loro popolazioni già stremate non resta che la pressione internazionale. Soprattutto il Sudsudan potrebbe essere convinto a cambiare idea all’ultimo momento poiché le possibili sanzioni colpirebbero duramente questo paese costituitosi solo da pochi mesi. Per il periodo dal 2011 al 2013 l’Unione Europea ha infatti assicurato al Sudsudan un aiuto allo sviluppo di 200 milioni di Euro. Gli Stati Uniti partecipano alla ricostruzione del paese con un impegno finanziario ancora maggiore. Giovedì scorso il presidente sudsudanese Salva Kiir si è rifiutato di ritirare le sue truppe dalla zona occupata di Heglig e ha dichiarato di non voler accettare alcuna ingerenza internazionale.

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Reinventarsi il futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Roma presso l’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, Fulvio Conti, amministratore delegato dell’Enel, Umberto Veronesi, direttore dell’Istituto europeo di oncologia, i due coautori Comin e Speroni, hanno discusso dei temi del libro nel corso di un dibattito, intitolato “Reinventarsi il futuro”, moderato dal giornalista Enrico Cisnetto. Un allarmante documento pubblicato dal governo inglese prevede appunto una “tempesta perfetta” nei prossimi vent’anni: la combinazione dei fattori demografici (saremo più di otto miliardi nel 2030), dei cambiamenti climatici, delle difficoltà energetiche, delle carenze di acqua e cibo in un contesto di politica internazionale debole e divisa cambieranno profondamente la faccia del Pianeta. Partendo da questa analisi ormai inconfutabile, Comin e Speroni hanno esaminato che cosa sta accadendo nei vari campi che influenzano la “tempesta perfetta”. La scienza sta già dando un grande contributo nell’affrontare i rischi della “tempesta perfetta”, con progressi enormi nel campo dell’energia, dell’informazione, della sostenibilità. Ma non è detto che ciò sia sufficiente: le tecnologie Grin (genetica, robotica, informatica, nanotech) cambieranno la vita dell’uomo entro il 2050, addirittura creando una nuova specie umana “potenziata” da innesti con le macchine (con tutti i rischi connessi). Ma ben difficilmente potranno risolvere i problemi che ci capiteranno addosso nei prossimi vent’anni. Anche l’offerta energetica cambierà molto lentamente. L’aumento di almeno due gradi di temperatura del Pianeta è ormai inevitabile e molti Paesi stanno già correndo ai ripari. “Ce la faremo? In tutta onestà non siamo in grado di prevederlo: le incognite sono tante”, scrivono gli autori nel capitolo conclusivo. Per evitare le conseguenze più nefaste della “tempesta perfetta” molto dipenderà dalla politica e dalle risposte di cittadini, imprese e organizzazioni sociali. Le attuali forme di “governance” mondiale non sono certo sufficienti (la crisi economica ne è una drammatica conferma) ma molti comportamenti stanno già cambiando: nel mondo sono sorte centinaia di migliaia di organizzazioni per la “crescita sostenibile ed etica”, le città in cui si concentra l’umanità cercano di diventare “intelligenti”, le imprese danno sostanza nuova ai discorsi spesso vacui sulla “responsabilità sociale”, collaborando anche con le organizzazioni no profit. Da questi semi, nel terreno fertile della comunicazione globale, può nascere una nuova civiltà “new global”. GIANLUCA COMIN, 48 anni, è il direttore delle Relazioni esterne di Enel. E’ stato Presidente della Ferpi (Federazione delle Relazioni Pubbliche Italiana), si è occupato di comunicazione per le più importanti aziende del Paese. È membro della Giunta nazionale di Confindustria e insegna comunicazione strategica e marketing alla Luiss. DONATO SPERONI, 69 anni, è stato vicedirettore de “il Mondo”, direttore centrale dell’Eni, dirigente dell’Istat. Insegna economia e statistica all’Ifg di Urbino. Ha un blog su statistica e politica (“Numerus”) sul sito del “Corriere della sera”. Per Cooper nel 2009 ha pubblicato una ricostruzione dello scandalo Eni Petromin, L’intrigo saudita, e nel 2010 I numeri della felicità. Dal Pil alla misura del benessere.

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Welfare Frati: “sorpreso da docenti Sapienza su servizi sociali”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Français : Entrée de l'Université la Sapienza ...

Français : Entrée de l'Université la Sapienza de Rome sur la Piazzale Aldo Moro (Photo credit: Wikipedia)

“Resto sorpreso da certe affermazioni ed argomentazioni contenute nel ‘Comunicato Stampa’ dei docenti del Corso di Laurea in Scienze e tecniche del Servizio sociale, comunicato che critica l’istituzione degli ‘organismi per le azioni sociali integrate-OASI’, anche perché corrispondenti al territorio di competenza della ASL”. Lo dichiara in una nota il rettore della Sapienza, Luigi Frati. “Un problema di metodo. Trattandosi di un seminario – aggiunge Frati -sarebbe stato proficuo per i partecipanti avere invitato qualcuno che si è impegnato nella elaborazione della Legge regionale e valutare insieme i presupposti su cui si è fondata la Legge. Mi pare che proprio l’università dovrebbe fare del confronto il proprio modo di essere”. “Un problema di merito. – continua Frati – Sorprendono alcune considerazioni, anche perché il Dipartimento di Sociologia è impegnato da tempo nello studio dei modelli d’integrazione sociale (si veda ad esempio il fascicolo vol. 17 n. 2 del luglio 2007 dell’International Review of Sociology, diretto dalla Prof.ssa Marisa Ferrari Occhionero, su “Family and social capital”, in cui viene messo in evidenza come la famiglia sia un mediatore sociale che consente di comprendere le relazioni nelle società avanzate contemporanee). L’attenzione attuale della Regione alla politica della famiglia e, ad un tempo, all’integrazione tra sostegno sociale alle fragilità e programmazione sanitaria non poteva non considerare come essenziale la corrispondenza territoriale ASL-area d’intervento sociale, con i distretti che sono articolazione interne sia delle ASL che dell’organizzazione sociale, di cui la sanità è partner insostituibile. Sorprende ogni diversa ipotesi, che contraddice quanto ad es. portato avanti dalla Sapienza nell’area territoriale d’insediamento (Municipio-ASL) insieme appunto con ASL, Municipio e Provincia di Roma nell’ambito della tutela dell’età evolutiva, nel segno di quel grande maestro che è stato il Prof. Bollea. Proprio Bollea e la sua scuola hanno messo in evidenza che non si possono separare interventi assistenziali, socio-sanitari, pedagogici e di difesa delle fragilità. E mi pare – conclude Frati – che proprio questi siano gli obiettivi delle iniziative legislative regionali”.

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“Porcata” antidemocratica

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Italiano: Antonio Di Pietro a Trento per promu...

Italiano: Antonio Di Pietro a Trento per promuovere la raccolta di firme per alcuni referendum. (Photo credit: Wikipedia)

L’Italia dei Valori, l’estate scorsa, ha fatto parte del comitato referendario per chiedere ai cittadini se erano d’accordo nel voler modificare una legge chiamata, dai suoi stessi promotori, una legge-porcata: la legge elettorale. Tornare alle urne, alle prossime elezioni, con questa legge sarebbe antidemocratico. Quindi non c’è dubbio che si debba procedere a modificarla. Il problema è come procedere. Noi non ci fidiamo di quel che sta facendo questa pseudomaggioranza. Anzi contestiamo sia il metodo, che il merito. Nel metodo, sta succedendo anche per la legge elettorale quel che succede da ormai parecchio tempo: tutto si decide al di fuori delle aule parlamentari, e poi si porta in parlamento il pacchetto già pronto a seconda delle convenienze.
Noi contestiamo questo metodo. Non possiamo accettare l’idea che le leggi, e addirittura la legge elettorale, si scrivano al di fuori del Parlamento, e poi vengano votate qui per alzata di mano, come tanti porcellini che obbediscono alla maiala capa senza nemmeno sapere cosa si vota.E contestiamo anche il merito. Ciò che vogliono portare avanti non assicura né la governabilità né il rispetto del voto dei cittadini. Riteniamo assurdo che, in una democrazia evoluta, i cittadini debbano andare a votare senza sapere a quale coalizione andrà a finire il loro voto, quale gruppo dovrà assumere il governo, quale programma portare avanti. Stare a destra o a sinistra a seconda di chi offre di più può andare bene a qualche segreteria di partito, ma questo è il mestiere più vecchio del mondo e noi non vogliamo parteciparvi. La nostra proposta è che in questa situazione emergenziale, rispetto ai tempi che stanno scadendo, si tengano in considerazione i disegni di legge che già ci sono. Perché, invece di mettersi a scrivere di nascosto un’altra proposta a proprio uso e consumo, non si comincia a discutere di quel che è già depositato, e che non è firmato da un gruppo politico ma da un milione e 200mila cittadini? Per motivi formali non si è potuto fare il referendum, ma se un milione e 200mila cittadini dà un’indicazione per sviluppare una nuova legge elettorale diversa dal porcellum, il Parlamento ha il dovere etico, politico e morale di cominciare da quel disegno di legge, non da altri scritti nelle segreterie dei partiti.Noi chiediamo che al più presto venga messa all’ordine del giorno in Parlamento la discussione del progetto di legge di iniziativa popolare, ridepositato da quei gruppi politici che hanno potuto farlo, e sottoscritto anche da coloro che, per una legge elettorale del cavolo, non sono presenti in Parlamento. Oggi, alla manifestazione degli esodati, mi ha colpito molto un signore che mi ha detto: “Tu che stai in Parlamento vai avanti a fare opposizione, però ti rendi conto che in Parlamento non è rappresentata tutta la vera opposizione?”. Si riferiva alla massa di cittadini che, da una parte e dall’altra, non è d’accordo su quel che stanno facendo il Parlamento e il governo. Quel che voglio dire è che, dato che questo Parlamento non rappresenta più l’Italia reale, c’è necessità di ripartire da un disegno di legge voluto proprio dall’Italia reale.(Antonio Di pietro)

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The offering is expected to close on April 18, 2012, subject to customary closing conditions

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

In connection with the offering of the Notes, Micron entered into capped call transactions relating to shares of Micron common stock with a number of counterparties. The capped call transactions are expected to reduce the potential dilution upon conversion of the Notes. The capped call transactions relating to the 2032C Notes have a lower strike price of $9.80 and capped prices ranging from $14.26 to $15.69, which are 100% to 120% higher than the closing price of Micron’s common stock on April 12, 2012. The capped call transactions relating to the 2032D Notes have a lower strike price of $10.16 and capped prices ranging from $14.62 to $16.04, which are 105% to 125% higher than the closing price of Micron’s common stock on April 12, 2012. In connection with establishing their initial hedge of these capped call transactions, Micron expects that the counterparties will enter into various over-the-counter derivative transactions with respect to Micron’s common stock concurrently with, or shortly after, the pricing of the Notes and may unwind or enter into various over-the-counter derivatives and/or purchase Micron’s common stock in secondary market transactions after the pricing of the Notes. These activities could have the effect of increasing or preventing a decline in the price of Micron’s common stock concurrently with or following the pricing of the Notes. In addition, the counterparties may modify or unwind their hedge positions by entering into or unwinding various derivative transactions and/or purchasing or selling Micron’s common stock in secondary market transactions prior to maturity of the Notes (and are likely to do so on each exercise date of the capped call transactions.This announcement is neither an offer to sell nor a solicitation to buy any of the foregoing securities, nor shall there be any sale of the securities in any jurisdiction in which such offer, solicitation or sale would be unlawful prior to registration or qualification under the securities laws of any such jurisdiction.The securities will not be registered under the Securities Act, or any state securities laws, and unless so registered, may not be offered or sold in the United States except pursuant to an exemption from the registration requirements of the Securities Act and applicable state laws.

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Micron Announces Pricing of Convertible Senior Notes Offerings

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Boise, Idaho, (GLOBE NEWSWIRE) — Micron Technology, Inc. (Nasdaq:MU) today announced the pricing of an offering of $480.0 million aggregate principal amount of its 2.375% convertible senior notes due 2032 (the “2032C Notes”) and $390.0 million aggregate principal amount of its 3.125% convertible senior notes due 2032 (the “2032D Notes” and, together with the 2032C Notes, the “Notes”). The Notes are being offered in the United States to qualified institutional buyers pursuant to Rule 144A under the Securities Act of 1933, as amended (the “Securities Act”). Micron has granted the initial purchasers an option to purchase up to an additional $70.0 million aggregate principal amount of 2032C Notes and up to an additional $60.0 million aggregate principal amount of 2032D Notes on the same terms and conditions to cover over-allotments, if any. Interest on the 2032C Notes will be paid semi-annually at a rate of 2.375% per year and will mature on May 1, 2032, unless earlier repurchased, redeemed or converted. Interest on the 2032D Notes will be paid semi-annually at a rate of 3.125% per year and will mature on May 1, 2032, unless earlier repurchased, redeemed or converted.
Holders may require Micron to repurchase the 2032C Notes for cash on May 1, 2019 and the 2032D Notes for cash on May 1, 2021, in each case at a purchase price equal to the principal amount thereof plus accrued and unpaid interest to, but excluding the repurchase date. In addition, holders may require Micron to repurchase their Notes upon a change of control or a termination of trading at a purchase price equal to the principal amount thereof plus accrued and unpaid interest to, but excluding the repurchase date.
Each series of Notes will be convertible, subject to the satisfaction of certain conditions, into cash or shares of Micron common stock or a combination thereof, at Micron’s election. The initial conversion rate per $1,000 principal amount of 2032C Notes is equivalent to 103.8907 shares of common stock, which is equivalent to a conversion price of approximately $9.63 per share of common stock, subject to adjustment in certain circumstances. This initial conversion price represents a premium of 35% relative to the last reported sale price on April 12, 2012 of Micron’s common stock of $7.13. The initial conversion rate per $1,000 principal amount of 2032D Notes is equivalent to 100.1803 shares of common stock, which is equivalent to a conversion price of approximately $9.98 per share of common stock, subject to adjustment in certain circumstances. This initial conversion price represents a premium of 40% relative to the last reported sale price on April 12, 2012 of Micron’s common stock of $7.13.
On or after May 1, 2016, in the case of the 2032C Notes, and on or after May 1, 2017, in the case of the 2032D Notes, Micron may redeem for cash all or part of the Notes if the volume weighted average price of its common stock has been at least 130% of the conversion price then in effect for such series of Notes for at least 20 trading days during any 30 consecutive trading day period ending within five trading days prior to the date on which Micron provides notice of redemption. The redemption price will equal the principal amount of the Notes to be redeemed, plus accrued and unpaid interest to, but excluding, the redemption date. If Micron redeems the Notes prior to May 4, 2019, in the case of the 2032C Notes, or prior to May 4, 2021, in the case of the 2032D Notes, it will make a “make-whole premium” payment in cash equal to the present value of all remaining scheduled payments of interest that would have been made on the Notes to be redeemed had such Notes remained outstanding from the redemption date to May 4, 2019, in the case of the 2032C Notes, or to May 4, 2021, in the case of the 2032D Notes. Holders who convert Notes in connection with such redemption will also be entitled to such make-whole premium payment. On or after May 4, 2019, in the case of the 2032C Notes, and on or after May 4, 2021, in the case of the 2032D Notes, Micron may redeem for cash all or part of the Notes at a redemption price equal to the principal amount of the Notes to be redeemed, plus accrued and unpaid interest thereon.

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Italia: circa 2000 terremoti l’anno

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Il nostro è un Paese sismicamente vulnerabile, con edificati in larga parte ancora poco idonei a resistere bene ai terremoti e/o ubicati in zone geologicamente poco idonee”. Affermazioni chiare quelle del geologo siciliano Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Non bisogna dimenticare che nel nostro territorio, sono state individuate ben 36 diverse zone sismogenetiche, nelle quali, statisticamente, si originano circa 2000 terremoti l’anno – ha affermato Giovanni Calcagnì del Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) – aventi magnitudo superiore ai 2.5 gradi Richter. Di questi duemila eventi sismici almeno uno all’anno, è sopra la soglia del danno significativo, compreso quindi tra 5 e 6 gradi ed uno ogni 10-20 anni è gravissimo, tra 6 e 7 gradi Richter. La situazione dunque è notevolmente seria e preoccupante”. “ Ben 4.600 morti per terremoti, 500.000 senza tetto e 150 MLD di Euro spesi per il dopo emergenza. Questi sono i dati riguardanti l’Italia ed esattamente gli ultimi 40 anni . Adesso però qualcosa si sta muovendo. Sul fronte della prevenzione sismica – ha proseguito Giovanni Calcagnì,Consigliere Nazionale dei Geologi – nel nostro Paese è in atto un’importante iniziativa su tutto il territorio nazionale, coordinata e controllata dal Dipartimento Nazionale Protezione Civile, per finanziare il rafforzamento degli edifici strategici e di procedere alla realizzazione degli studi di microzonazione sismica a scala comunale, dell’intero territorio italiano”. Pieno apprezzamento all’iniziativa arriva dal Consiglio Nazionale dei Geologi “Tale progetto nazionale risulta di grande modernità, sociale e culturale poiché nei principi ispiratori e negli obiettivi si ripromette di individuare e quantificare le amplificazioni sismiche dei siti – ha affermato Gian Vito Graziano Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – oltre che mappare i luoghi in cui, in caso di terremoto, si potrebbero verificare fenomeni amplificativi del danno, quali frane sismicamente indotte, sprofondamenti, liquefazione dei terreni di fondazione degli edifici. E’ un passo in avanti per una Nazione come l’Italia dove entro il 2016 , per la prevenzione sismica intesa come interventi di rafforzamento e miglioramento sismico degli edifici ed infrastrutture strategiche, per l’attuazione dei piani di protezione civile e per la microzonazione sismica si investiranno 960 MLN di euro, pari tuttavia solo all’1% di quanto si stima occorrerebbe per mettere in sicurezza sismica il Paese. Bisogna fare di più” . I geologi rivolgono un ennesimo appello alle istituzioni affinché si possa accelerare sulla prevenzione dal rischio sismico. “La vulnerabilità sismica Italiana è soprattutto quella dei fabbricati esistenti, edificati fino agli anni ottanta, che in genere sono stati progettati e realizzati senza criteri antisismici – ha continuato Graziano – e/o in zone spesso geologicamente poco idonee dal punto di vista sismico. Si tratta di percentuali rilevantissime di edificato che, in ogni comune di ogni regione italiana (esclusa forse solo la Sardegna), pesa come un macigno sul rischio sismico attuale. Prendiamone atto e sensibilizziamo l’opinione pubblica e i politici ad essere consapevoli della situazione”. E’ previsto che ai privati cittadini verranno assegnati, attraverso bandi comunali, una piccola quota dei fondi necessari per la messa in sicurezza antisimica delle loro abitazioni.
Prevenzione sismica dunque “sempre più necessaria e coerente – ha sottolineato Gian Vito Graziano. Oltre al Miglioramento Sismico dell’edificato esistente ed alla Microzonazione Sismica, passa molto anche e soprattutto attraverso i Piani Comunali di Protezione Civile, la loro corrispondenza con i reali rischi del territorio locale, l’adeguatezza delle strutture e delle connessioni fisiche degli edifici e delle aree deputate a svolgere funzioni strategiche operative in caso di emergenza, l’educazione sismica della popolazione. In tal senso bisogna impegnarsi molto, e soprattutto i comuni devono agire, poiché, oltre al rischio sismico vi è da gestire quotidianamente, localmente, il pesantissimo dissesto idrogeologico del nostro Paese”.

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Lega Nord, Il libro dei giornalisti Bonasera e Romano aveva già anticipato tutto

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Palermo. Il denaro pubblico ottenuto dalla Lega Nord utilizzato per speculazioni finanziarie in Tanzania e Cipro, per la ristrutturazione della casa di Umberto Bossi (a sua insaputa, naturalmente), per finanziare la scuola privata della moglie, per comprare i titoli di studio del Trota o della “badante” del Capo, Rosy Mauro, vicepresidente del Senato. Tutti sintomi della corruzione dilagante in seno al Carroccio, sulla quale indagano ben sei Procure, che hanno spinto il Senatùr a cedere il timone e il figlio Renzo a dimettersi dal Consiglio regionale della Lombardia. Una corruzione diffusa a tutti i livelli più alti del partito che era già stata anticipata in tempi non sospetti dal libro “Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord” dei giornalisti siciliani Fabio Bonasera e Davide Romano e che le Edizioni La Zisa rimandano, in terza ristampa, in questi giorni in libreria. Una denuncia che aveva causato agli autori gli attacchi diretti da parte dei dirigenti della Lega, a partire dal “moralizzatore” Roberto Maroni

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