Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

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Archive for 16 aprile 2012

Last news fidest

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Last news Fidest from http://fidestnews.blog.com
Wiener Mozart Trio
A Spino Fiorito, di vino in bio
Una stella nel cielo del Molise
Sicurezza nucleare
Nuovi bus per Roma
Morte Morosini e proposte legge
Italia: boom usura
8° Giornata Mondiale Emofilia
Storia dell’arte: Esercizi singolarità
Incontro su: 1000 Genomes
Il malato e il medico
Studi sul Settecento romano
L’Europa al tempo della crisi
Gli antropologi raccontano l’Unesco
Il mercato delle rinnovabili
Intercettazioni: norme bavaglio?
Un altro sistema culturale
I suicidi politici
Pakistan: combattimenti in corso
Anti-politica? Bene: facciamo politica
Dalle ideologie ai valori
Il comitato di salvezza nazionale
Agenda sindaco comune Roma
Il buon gusto di Umberto Galimberti
Teatro: Sangue sul collo del gatto

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Caffescienza “Incultura matematica: quando i numeri ingannano”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Rifredi (Firenze) 19 aprile 2012 ore 21:00 al circolo S.M.S. di Rifredi, Via Vittorio Emanuele II 303 conferenza sul tema:Incultura matematica: quando i numeri ingannano Ospiti:
Laura Martignon, Max Planck Institute, ABC group, Berlin.
Andrea Guazzini, Dip. Psicologia e Centro per lo Studio di Dinamiche Complesse, Università di Firenze.
Moderatore
Franco Bagnoli, Dip. Energetica e Centro per lo Studio di Dinamiche Complesse, Università di Firenze.
L’esperienza comune di tutti gli insegnanti di matematica è che poche persone sono a loro agio con i numeri, sia per quanto riguarda le operazioni che per quanto riguarda le unità di misura. Ancora peggio va con le probabilità. Ma in fondo questo è naturale: il nostro cervello non e stato selezionato per fare calcoli, ma per risolvere problemi sociali. Si può migliorare questa situazione con l’educazione, ma soprattutto imparando a riformulare i problemi in maniera più comprensibile.

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Diabete, gli ftalati raddoppiano il rischio

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

L’esposizione a sostanze contenute nella plastica e nei cosmetici, gli ftalati (i plastificanti più comuni al mondo) avrebbe raddoppiato il rischio di ammalarsi di diabete. Lo dimostra una ricerca condotta da Monica Lind dell’università di Uppsala e pubblicata sulla rivista Diabetes Care. Quello svedese non è il primo studio in cui si lega il diabete, che oggi è diffuso a livelli epidemici nel mondo, all’esposizione a sostanze chimiche: per esempio il rischio diabete sale se si è esposti a inquinanti o rganici persistenti (Pop) come i Pcb (policlorurati) e le diossine. Il gruppo della Lind ha coinvolto oltre 1000 persone di 70 anni nella ricerca e visto che le persone con livelli di ftalati nel sangue anche di poco elevati hanno un rischio di ammalarsi di diabete che è doppio rispetto a coloro che hanno invece pochi ftalati nel sangue. Anche tenuto conto di tutti i fattori di rischio tipici del diabete, come sovrappeso, sedentarietà e troppi grassi nel sangue, l’associazione tra diabete e ftalati resta. Poiché gli ftalati sono molto usati, secondo gli autori questo studio, benché preliminare, è importante e andrebbe esteso a un campione maggiore di persone. Diabetes Care, April 12 2012 (fonte farmacista33)

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Arriva il “super-infermiere”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Il Servizio sanitario nazionale si apre al “super-infermiere”. Che potrà visitare, diagnosticare e anche prescrivere, anche se nell’ambito di percorsi condivisi e “multiprofessionali”, gestiti cioè assieme ai medici e alle altre fi gure del Ssn. La novità è contenuta in un documento del ministero della Salute che riscrive ruolo e competenze degli infermieri in vista di un’intesa dedicata da parte di Stato e Regioni. La bozza, diffusa giovedì sera a Ordine dei medici e Ipasvi (la Federazione dei collegi degli infermieri) per un parere, merita una lettura attenta anche da parte dei farmacisti perché getta un grosso punto interrogativo sulla cosiddetta farmacia dei servizi.
Dà da pensare già la filosofia d’approccio con cui il Ministero ha redatto la proposta. Che nel preambolo ricorda come «si stia assistendo a una significativa evoluzione delle componenti organizzativo-assistenziali» del sistema sanitario, da cui la necessità di «ridefinire gli ambiti di cura e di assistenza» in base a modalità «interdisciplinari», in uno scenario che impone «l’acquisizione di saperi elevati per ciascuna professione dell’equipe e competenze agite in una logica di integrazione, collaborazione e cooperazione». Tali principi vengono così declinati dal Ministero nelle varie aree dell’assistenza: Cure primarie (cioè territorio), emergenza-urgenza, area chirurgica, area pediatrica, area salute mentale e dipendenza. E per ognuna, la proposta detta uno schema dei nuovi profili che attendono l’infermiere.
Per i farmacisti il capitolo che li riguarda da vicino è quello delle Cure primarie, ossia la medicina del territorio. Qui la proposta ministeriale apre agli infermieri ambiti d’attività come l’utilizzo di strumenti standardizzati per l’identificazione precoce di possibili stati patologici (medicina di opportunità e di iniziativa)», il monitoraggio delle condizioni di stabilità della persona cronica, il trattamento «in autonomia» di problemi specifici sulla base di percorsi clinico assistenziali o protocolli condivisi, la prescrizione «in base a procedure e criteri condivisi di presidi e ausili a supp orto della dipendenza/non autosufficienza», l’impiego di ecografo e «altri strumenti di diagnostica semplice», l’organizzazione di campagne vaccinali, la realizzazione «in collaborazione con gli insegnanti delle scuole di specifici programmi di educazione alla salute» e molto altro ancora.
Chi ha un buon ricordo del d.lgs 153/2009 che disegnava i nuovi servizi in farmacia troverà certamente alcune sovrapposizioni. Ma la domanda più impellente è un’altra: al “super-infermiere” disegnato dal Ministero, rimarrà tempo o voglia per sviluppare quella collaborazione con il titolare di farmacia che rappresentava uno dei punti più innovativi del decreto Fazio? Oppure c’è il rischio che un professionista dal profilo così “arricchito” nel Ssn finisca per diventare un centro di gravità antitetico rispetto alle farmacie? Il dibattito è aperto, ma forse basta già a preoccupare che sul documento del Ministero sia gi&agrav e; piovuta la bocciatura dei medici di famiglia. A dir poco arrabbiati per l’invasione di campo.(fonte farmacista33)

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Micron annuncia i prezzi dell’offerta delle obbligazioni convertibili senior

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Boise, Idaho, (GLOBE NEWSWIRE) — Micron Technology, Inc. (Nasdaq: MU) ha annunciato oggi il prezzo dell’offerta di 480 milioni dollari di valore nominale complessivo delle sue obbligazioni convertibili al 2.375% con scadenza 2032 (“Obbligazioni 2032C “) e dell’offerta di 390 milioni di dollari di valore nominale complessivo delle obbligazioni convertibili al 3,125% con scadenza 2032 (“Obbligazioni 2032D” e, insieme alle obbligazioni 2032C, le “Obbligazioni”). Le Obbligazioni sono offerte negli Stati Uniti ad acquirenti istituzionali qualificati ai sensi dell’articolo 144A del Securities Act del 1933 e sue successive modifiche (“Securities Act”). Micron ha concesso agli acquirenti iniziali un’opzione di acquisto fino ad un importo supplementare di 70,0 milioni dollari di capitale totale delle Obbligazioni 2032C e fino ad un importo supplementare di 60 milioni di dollari di valore nominale complessivo delle Obbligazioni 2032D negli stessi termini e condizioni necessarie per coprire l’over-allotment, se presente. Gli interessi sulle Obbligazioni 2032C saranno pagati semestralmente ad un tasso annuale del 2,375% e scadranno il 1° maggio 2032, a meno che non siano state precedentemente riacquistate, rimborsate o convertite. Gli interessi sulle Obbligazioni 2032D saranno pagati semestralmente ad un tasso annuale del 3,125% e scadranno il 1° maggio 2032, a meno che non siano state precedentemente riacquistate, rimborsate o convertite. I titolari possono richiedere a Micron di riacquistare in contanti le Obbligazioni 2032C il 1° maggio 2019 e di riacquistare in contanti le Obbligazioni 2032D il 1° maggio 2021, ed in ogni caso ad un prezzo di acquisto pari all’importo del capitale più gli interessi maturati e non pagati, ma escludendo la data di riacquisto. Inoltre, i titolari possono richiedere a Micron di riacquistare le loro obbligazioni in caso di cambiamento di controllo o di cessazione delle contrattazioni, ad un prezzo di acquisto pari all’importo del capitale più gli interessi maturati e non pagati, ma escludendo la data di riacquisto. L’offerta dovrebbe chiudersi il 18 aprile 2012, subordinatamente alle normali condizioni di chiusura. I titoli non saranno registrati ai sensi del Securities Act, o di qualsiasi legge statale sui titoli, e a meno ché non saranno registrate, non possono essere offerti o venduti negli Stati Uniti ad eccezione nei casi di regime di esenzione dagli obblighi di registrazione a sensi del Securities Act e delle leggi statali applicabili.

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Prodotti alimentari biologici

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

L’Italia è un gran produttore ed esportatore di prodotti alimentari biologici, anche se i consumi interni, seppur in crescita, sono ancora bassi. Per questo la 16° edizione di Cibus, la fiera internazionale dell’alimentazione (a Parma dal 7 al 10 maggio), ha dedicato una attenzione particolare alle aziende ed ai prodotti biologici, valorizzandole con un marchio identificativo che favorisca la visibilità nei confronti dei numerosi buyers organic nazionali ed esteri che saranno presenti in fiera. Circa 350 aziende italiane produttrici di biologico, o che hanno nel loro portafoglio prodotti e referenze organic, saranno infatti presenti a Cibus 2012, distribuite nei vari padiglioni espositivi e riconoscibili da tutti i visitatori grazie al logo identificativo con la scritta “Bio Organic”. Inoltre l’8 maggio si terrà una conferenza sul Biologico come scelta di vita e come opportunità per il settore alimentare italiano, organizzato da SaporBio, che collabora con Fiere di Parma. L’Italia è il Paese europeo col maggior numero di produttori di biologico, l’8° Paese al mondo per superficie coltivata con metodo biologico, è il 5° Paese produttore a livello mondiale e 4° in Europa, dopo Germania, Francia e Regno Unito. I nostri prodotti alimentari biologici sono molto richiesti nei Paesi germanofoni e nel Nord America. Da un punto di vista dei consumi, il biologico rappresenta circa il 3% del fatturato alimentare e solo il 2,3% della popolazione ne fa uso esclusivo, anche se negli ultimi 2 anni le vendite nei supermercati sono aumentati dell’11,5% (dati Ismea) e nei negozi specializzati del 15-20% (dati Federbio). Una parte delle aziende espositrici del biologico si troveranno nell’Area SaporBio, una business lounge che all’insegna dell’Italian Bio Passion dove si realizzeranno momenti comunicativi e show-cooking (SaporBio è un progetto ideato dal conduttore televisivo Marco Columbro dedito alla divulgazione degli stili di vita eco-sostenibili e dell’ alimentazione biologica. Il tema del biologico sarà presentato in un incontro a Cibus l’8 maggio, alle ore 14 nella Sala del Press Corner cui interverranno Marco Columbro, Tessa Gelisio nuova conduttrice del programma Mediaset “Cotto e Mangiato”, Vitaliano Fiorillo professore di SDA Bocconi School of Management, Cristina Giusto nutrizionista di Udinese Calcio e Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma.

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Il progetto di paesaggio come strumento di ricomposizione dei conflitti

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Italiano: Chiesa di Sant'Ivo alla sapienza int...

Italiano: Chiesa di Sant'Ivo alla sapienza interno Palazzo della Sapienza, Roma (Photo credit: Wikipedia)

Roma venerdì 20 aprile 2012 ore 9.00 – aula magna – Facoltà di Architettura via Gramsci 53, Venerdì prossimo si terrà la V edizione del Colloquio internazionale organizzato dal dottorato in Progettazione e gestione dell’ambiente e del paesaggio al quale, oltre ai rappresentanti delle istituzioni e delle università, porteranno il loro contributo esperti di diverse discipline italiani e stranieri.
Il tema dell’incontro è Il progetto di paesaggio come strumento di ricomposizione dei conflitti.
Si parlerà della necessità della formazione di una coscienza nuova nella difesa del territorio e dei beni comuni dai conflitti crescenti: a fronte di una realtà che vede il territorio come “substrato indifferente” e quasi abiotico da riempire con le attività e gli impatti più disparati, va contrapposta una rete consapevole di azioni per un equilibrio efficace in termini di sicurezza ambientale e di equità sociale ed economica.
Il progetto di paesaggio, in virtù della sua trans-disciplinarietà, può essere uno strumento di chiarimento, mediazione e ricomposizione dei conflitti per affrontare la mutazione dei territori facendo lavorare in sinergia i diversi punti di vista e le capacità. Questa edizione è stata organizzata con l’Unità di Ricerca Paesaggi del Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza, i dipartimenti DIBAF e DAFNE della Tuscia, STAT del Molise, con la partecipazione delle Ente CRA e del CURSA. I relatori, oltre che dai citati dipartimenti ed enti, provengo da altri dipartimenti e dal dottorato di ricerca in Storia dell’Europa della Sapienza e dalle Università di Strasburgo, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria,Trieste e dal Ministero per i beni e le attività culturali.

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Italia: cresce l’evasione fiscale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Nel 2011 l’imponibile evaso in Italia è cresciuto del 13,4% con punte record nel nord dove ha raggiunto l’ 14,7%. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine di 180,7 miliardi di euro l’anno. La stima è stata effettuata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Magazine dell’Associazione Contribuenti Italiani. Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.
La prima riguarda l’economia sommersa. L’esercito di lavoratori in nero si gonfia sempre di più è composto da circa 2,9 milioni di persone, molti dei quali cinesi o extracomunitari. In tale categoria sono stati ricompresi anche 850.000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima un’evasione d’imposta pari a 34,3 MLD di euro.
La seconda è l’economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose italiane e straniere (Russia e Cina in testa) che, nel nord Italia è cresciuta nel 2011 del 18,7%. Si stima che il giro di affari non “contabilizzati” produca un’evasione d’imposta pari a 78,2 MLD di euro l’anno.
La terza area è quella composta dalle società di capitali, escluso le grandi imprese. Dall’incrocio dei dati è emerso che il 78% circa delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi o meno di 10 mila euro o non versa le imposte. Molte di queste chiudono nel giro di 5 anni per evitare accertamenti fiscali o utilizzano “teste di legno” tra i soci o amministratori. In pratica su un totale di circa 800.000 società di capitali operative, il 78% non versa le imposte dovute. Si stima un’evasione fiscale attorno ai 22,4 MLD di euro l’anno.
La quarta area è quella composta delle big company. Una su tre ha chiuso il bilancio in perdita e non pagando le tasse. Inoltre il 94% delle big company abusano del “transfer pricing” per spostare costi e ricavi tra le società del gruppo trasferendo fittiziamente la tassazione nei paesi dove di fatto non vi sono controlli fiscali sottraendo al fisco italiano 37,8 MLD di euro all’anno. Nel 2011, le 100 maggiori compagnie del paese hanno ridotto del 14,2% le imposte dovute all’erario.
Infine c’è l’evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali che sottrae all’erario circa 8,2 miliardi di euro l’anno.
In testa nel 2011, tra le regioni, dove sono aumentati numericamente gli evasori fiscali, risulta la Lombardia, con +15,3%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente al Veneto con + 14,9% e la Valle d’Aosta con +13,6%. A seguire la Liguria con +13,5%, il Piemonte con 13,4%, il Trentino con 13,1%, il Lazio con +12,9%, , l’Emilia Romagna con +12,8%, la Toscana con +12,6 %, le Marche con +11,3%, la Puglia con +10,6%, alla Campania +8,0 %, la Sicilia con +7,6% e l’Umbria con +7,1%.
La Lombardia, anche in valore assoluto, ha fatto registrare il maggior aumento dell’evasione fiscale. In percentuale, il dato lombardo aumenta, nel 2011, di circa il 15,9%.
In Italia i principali evasori sono gli industriali (33,2%) seguiti da bancari e assicurativi (30,7%), commercianti (11,8%), artigiani (9,4%), professionisti (7,5%) e lavoratori dipendenti (7,4%).
A livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (31,4% del totale nazionale), seguito dal Nord Est (27,1%). dal Centro (22,2%) e Sud (19,3%).
“Per combattere l’evasione fiscale – ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – bisogna riformare il fisco italiano istituendo Lo Sportello del Contribuente presso tutti gli organi diretti ed indiretti della pubblica amministrazione, seguendo ciò che avviene nei principali p aesi europei che hanno ridotto le aliquote fiscali, migliorato la qualità dei servizi pubblici e sopratutto eliminato gli sprechi della pubblica amministrazione. L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dalle grandi imprese italiane. Fino a quando non migliorerà l’efficienza dell’amministrazione finanziaria e si taglieranno le spese della casta, il governo avrà bisogno di far cassa ad ogni costo, incassando i soldi “pochi, maledetti e subito” attraverso l’accertamento con adesione, un vero e proprio condono permanente. E si premieranno sempre i grandi evasori fiscali, che preferiscono pagare le tasse a forfait e con il massimo sconto”. Si stima che l’evasione totale non sia infedriore a 180 miliardi di euro. Sarebbe possibile recuperarne almeno la metà se si introducesse una seria politica antievasiva ed invece siamo e restiamo alle sole parole e alla “sceneggiata” delle dimostrazioni “repressive” che poco permettono il raggiungimento dei grandi numeri.

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“Per la pace dei cuori”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Bologna Mercoledi’ 18 aprile 2012 Stazione ferroviaria Ore 20,00 – Celebrazione Eucaristica comunitaria presso la Cappella della Stazione di Bologna centrale – Piazzale EST. Celebra padre Bruno Zanirato.
Ore 20,45 – Corteo flambeau con partenza dalla Cappella e arrivo alla Sala d’attesa sul primo binario di fronte alla targa commemorativa della Preghiera pronunciata da Giovanni Paolo II il 18 aprile 1982 sul luogo della strage del 2 agosto 1980. Lettura della Preghiera e benedizione. Ingresso in sala d’ attesa e benedizione della lapide con i nomi dei caduti e dei quadri fotografici del Papa in preghiera.
Ore 21,30 – Trasferimento al Piazzale Est per la distribuzione di cibi e bevande agli emarginati della Stazione.

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Cappellani militari: sono ancora necessari?

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

“I cappellani militari sono un costo che in tempi di vacche magre la Difesa dovrebbe eliminare, soprattutto in un momento in cui al personale delle Forze armate si chiedono nuovi sacrifici per rendere effettiva la riforma dello strumento militare voluta dal Ministro Di Paola, e messa nero su bianco in un ddl che prevede il taglio di 33.000 militari e 10.000 dipendenti civili, approvato lo scorso 6 aprile dal Consiglio dei ministri. Dai dati della finanziaria per il 2012 emerge che la Difesa anche quest’anno spenderà più di 8,5 milioni di euro per mantenere in servizio i 176 cappellani, i 5 vicari episcopali, il provicario generale, il vicario generale e l’arcivescovo ordinario militare.
Affidare alla chiesa la cura delle anime dei militari costa alle casse dello Stato italiano anche dal punto di vista pensionistico, ma i dati riferiti all’aspetto economico stranamente non sono disponibili e lo abbiamo appreso oggi dalla risposta fornita a una nostra interrogazione parlamentare (4-14274), presentata lo scorso 20 dicembre 2011 al neo Ministro della difesa dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm.
Nell’atto di sindacato Turco aveva chiesto di sapere «quanti siano gli ordinari militari, i vicari, gli ispettori, i cappellani militari che attualmente cessati dal servizio permanente percepiscono il trattamento di pensione ordinaria o privilegiata a carico del bilancio dello Stato, quale sia l’ente previdenziale erogatore dei trattamenti pensionistici e quali siano gli importi corrisposti annualmente suddivisi per grado gerarchico; quale sia il costo complessivo del personale religioso di cui al titolo III del Codice dell’ordinamento militare a carico del bilancio della difesa.» . Nella risposta il Ministro ci ha comunque riferito “che l’ente erogatore del trattamento
pensionistico” (Direzione centrale previdenza dell’Inpdap – ora Inps -) “ha fatto sapere di non essere in grado di estrapolare, tra gli ufficiali dell’Esercito, quelli addetti all’assistenza spirituale non essendo questi contraddistinti da uno specifico codice”, ma che tuttavia, tramite l’Ordinariato militare, è stato possibile apprendere che “ il personale cessato dal servizio permanente negli ultimi 20 anni ammonta a n. 4 ordinari militari, n. 4 vicari generali, n. 8 ispettori e circa n. 140 cappellani militari”, mentre l’organo tecnico della difesa ha stimato che “l’importo annuo lordo del trattamento pensionistico ordinario e/o privilegiato del personale in parola dovrebbe ammontare a circa 43.000 euro lordi procapite”. Se la matematica non è una opinione dalle casse dello Stato escono più di 15 milioni di euro all’anno per pagare gli stipendi e le pensioni dei cappellani militari e quindi, a questo punto, mi domando se non sia veramente il caso di tagliare queste non trascurabili spese che mal si conciliano con le finalità caritatevoli del servizio pastorale reso al personale delle Forze armate e porle, invece, interamente a carico della Chiesa che potrebbe farvi fronte utilizzando una parte dei proventi dell’8 per mille che lo Stato gli versa ogni anno.”

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Educazione finanziaria, la Bcc apre ai giovanissimi

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Il Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate allarga la base sociale per costruire una generazione consapevole e responsabile capace di crescere con il territorio Occorre ritornare ai valori tradizionali. Occorre ripartire dai giovani. «Vogliamo coinvolgere i giovanissimi allargando la nostra base sociale per creare una generazione più consapevole che però non rinunci ai valori tradizionali». Questa la risposta della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate davanti all’esigenza di educazione finanziaria emersa oggi nella tavola rotonda “Conosci il tuo nemico (?). Perché è importante acquisire elementi di conoscenza della finanza” organizzata a Varese dalla Fondazione Giovanni Valcavi per l’Università dell’Insubria, in collaborazione con la Facoltà e il Dipartimento di Economia dell’ateneo varesino. Facendo proprio lo spirito dell’incontro, il direttore generale della Bcc, Luca Barni, ha ribadito la necessità di guardare alle nuove generazioni per costruire il futuro. «Le ultime indagini fatte dalla Fondazione Rosselli con il contributo del consorzio Patti Chiari hanno rilevato un disinteresse diffuso e una mancanza di conoscenza quando si parla di finanza. Per esempio, solo un giovane su due, tra i 18 e i 20 anni, sa cos’è un’obbligazione», ha ricordato Barni. «L’educazione finanziaria è oggi una scelta necessaria della quale tutti potrebbero beneficiare, istituzioni, banche e soprattutto consumatori». Tre i punti: «Esiste infatti una forte asimmetria informativa tra chi propone prodotti finanziari e chi li sottoscrive. La conoscenza porterebbe non solo ad una maggior consapevolezza, ma anche ad un calo dei contenziosi, quindi una diminuzione delle spese legali». In secondo luogo, il tema pensione. «Le riforme dei sistemi pensionistici hanno spostato i rischi dal pubblico al privato: serve quindi capire e conoscere per pianificare già oggi il proprio futuro, soprattutto per i giovani», ha continuato Barni. Terzo, la capacità di valutazione delle spese. «Tendenzialmente i giovani hanno una scarsa capacità nel comprendere che una scelta non programmata, determinata in cinque minuti nel momento in cui si solleva il bisogno, può condizionarli per molto tempo. E, in una società dove la finanza è totalmente pervasiva, occorre avere cognizione delle scelte».Operare sempre tenendo ben presente il futuro è tornare ai valori tradizionali. «Grazie alla sua propensione al risparmio, la famiglia media italiana è oggi il principale ammortizzatore sociale; un ruolo importante soprattutto in questo momento di crisi. Purtroppo rileviamo che il comportamento si sta spostando verso il modello anglosassone tendente più al consumo», ha proseguito il direttore generale. Dal Credito Cooperativo il richiamo allora al territorio. «Facciamo leva su quello che è la nostra base: facciamo leva sul territorio e sui giovani e giovanissimi che vivono nel territorio per coinvolgerli nel nostro progetto. Vogliamo aprire la base sociale alle nuove generazioni, quelle che si affacciano al mondo del lavoro, cercando di creare un circuito virtuoso che parta dalla consapevolezza di essere socio di una banca», ha precisato Barni. Plauso quindi all’iniziativa varesina, la tavola rotonda infatti ha aperto il corso gratuito di “Educazione Finanziaria: consumatori informati per scelte consapevoli” dedicato agli studenti delle scuole superiori e universitari in materie non economiche. «Come banca locale ci rivolgiamo al territorio», ha concluso Barni. «E quella “finanza responsabile” che viene citata nell’articolo 1 della nostra “Carta della Finanza” parte da qui, da scelte precise e condivise con il nostro territorio».

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O si tagliano le spese o Italia andrà svenduta a prezzi di saldo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Meno regole italiane, più regole americane . Queste sono le richieste dell’amministratore straordinario pro tempore, continuando ad essere succubi della finanza ? Di una finanza perversa che vuole conquistare un nuovo territorio al modello economico-sociale-politico più consono alla sua egemonia Vogliamo pensare a quale futuro vogliamo per noi, quali valori e quali aspettative. La classe politica altrove impegnata (?) non è riuscita ad arginare le difficoltà economiche in arrivo e tra il rischio di un default e un salvataggio ha preferito rinunciare a grandi parti di autonomia decisionale. Dobbiamo evitare che tutto il sistema sanitario, sociale e civile di tipo “europeo” venga smantellato per replicare modelli dove si può persino morire davanti a un ospedale se non si ha una carta di credito liquida disponibile. Se il popolo contrasterà la volontà dell’attuale governo , il salvagente finanziario “messo a disposizione” per tenere a galla i titoli di stato verrà rimosso e l’Italia affonderà. Se preferiamo gli aiuti saremo colonizzati e l’Italia svenduta con la sparizione di tutti i nostri valori sociali,solidali, spirituali ecc. Cosa fare in alternativa? Liquidare tutto il sistema politico, da sostituire con persone maggiormente qualificate e con curriculum di valori provati (meritocrazia ed etica). DIMEZZARE LE SPESE PER LO STATO ( auto blu- spese militari – contributi ai partiti- vitalizi ecc ). Fantasie ? Impossibile arrivare a ciò non è nella nostra indole? L’aumento delle tasse e della burocrazia diminuisce spaventosamente il potere di acquisto che ha come conseguenza minor consumi e una diminuzione della produzione. E l’Italia corre veloce verso l’ avvitamento . L’uscita dall’Euro è solo procrastinata (deleria per il nostro paese), ma prima dobbiamo regalare tutto quello che ci resta; imprese , beni demaniali , impedendoci di salvarci ? Il patto tra cittadini vessati e politici è rotto. (Orlando MASIERO)

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:…Insomma amo il pensiero liberale e odio il comunismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

(Osservazione di un lettore de Il Messaggero del 15 aprile 2012, al quale ho voluto rispondere) E Rosario Amico Roxas così commenta: ” A cultura di filosofia politica stai messo proprio male! Non sarebbe una critica se avessi taciuto, ma alla tua decente ignoranza aggiungi il vezzo di voler dire la tua, scivolando in una palese contraddizione, come se tu stesso avessi collocato una buccia di banana sul tuoi cammino. Da innamorato del pensiero liberale, dovresti, quanto meno, cercare il dialogo con il pensiero comunista. Il liberalismo è finito, stritolato dal liberismo associato al capitalismo e alla finanza creativa; nel liberismo viene esaltato il mercato, ma solo quello dominato dal più forte e dal meno dotato di scrupoli etici, fino a raggiungere l’agognata meta del “materialismo edonistico”:tutto è mercato, anche il lavoro attraverso lo sfruttamento; anche l’etica attraverso la logica della corruzione; anche i sentimenti attraverso le generose donazioni dei vari “fruitori finali”; l’uomo, come entità unica irripetibile viene posto ai margini della storia, come un suppellettile facilmente sostituibile. La medesima cosa accade con il comunismo e il “materialismo storico” che lo identifica: attraverso strade differenti giungono alla medesima meta dove i più forti prevalgono sulla stragrande maggioranza della popolazione; l’uomo rimane ai margini della Storia, trasformato in un numero che compone una massa amorfa e priva di identità. Così anche nel comunismo l’uomo non è il fine della storia ma solo una delle tante tessere che compongono l’assurdo mosaico che ci stanno facendo vivere tanto il liberismo che il comunismo. (Rosario Amico Roxas)

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Il vincitore della Barclays Milano City Marathon

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Milano. Il keniota Too Daniel Kiprugut si è aggiudicato con il tempo di 2h 8’39” la 12° edizione della Barclays Milano City Marathon. Al secondo posto il Keniota Kurgut Nickson con il tempo di 2h 8’ 43”, terzo l’etiope Gemechu Worku Biru che ferma il cronometro a 2h 8’48”
Primo degli italiani Giovanni Gualdi, atleta delle Fiamme Gialle, che con il tempo di 2h 15’25” ha ottenuto il 9° posto. La gara è stata condizionata dalla pioggia che si è abbattuta sui 42,195 km. del percorso da Rho-Fiera a Piazza Castello creando non pochi problemi agli atleti, in particolare a coloro che avevano puntato su Milano per ottenere il tempo necessario per partecipare ai Giochi di Londra.

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Terza corsia A4: Varato il cavalcavia di Santa Fosca

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

In comune di Roncade (TV) ricostruito, dopo pochi mesi dall’abbattimento di quello vecchio, il cavalcavia di Santa Fosca, a San Cipriano in comune di Roncade (TV). L’intervento, compreso nei lavori del primo lotto (Quarto d’Altino – San Donà di Piave) della terza corsia della A4 Venezia Trieste, è stato effettuato nella notte fra sabato 14 e domenica 15 aprile e ha richiesto la chiusura al traffico, dalle 19,00 di sabato alle 7 di domenica mattina, di due tratti autostradali: la prima chiusura ha interessato la carreggiata in direzione Trieste che è stata interdetta al transito tra l’allacciamento A4/A57 all’altezza dell’innesto con il Passante di Mestre e San Donà di Piave, mentre la seconda chiusura ha riguardato il tratto tra Portogruaro e Venezia est in direzione Venezia.
Realizzato da OMBA Impianti & Engineering Spa, società della famiglia Malacalza, attiva nel settore delle opere infrastrutturali in acciaio sin dal 1950, il cavalcavia ha richiesto l’impiego di oltre 250 tonnellate di acciaio Lungo complessivamente 92.60 metri e alto 5 metri e mezzo è stato ricostruito in più fasi: prima sono state realizzate le “spalle” e le parti laterali, mentre ieri notte è stata varata la trave centrale, 46,30 metri di lunghezza e 150 tonnellate di peso, sollevata da due gru da 200 tonnellate. Per ridurre il più possibile i tempi di chiusura dell’autostrada, la trave è stata completamente preassemblata a terra e poi trasportata con appositi carrelloni semoventi gommati. Sollevata e incastrata con precisione millimetrica fra le due “appendici” laterali è stata poi stabilizzata attraverso la chiusura di giunti bullonati ad attrito. Il nuovo cavalcavia, formato da due carreggiate, sarà dotato anche di una pista ciclabile bidirezionale di 2 metri e mezzo. Soddisfatto per l’avanzamento dell’opera, il Commissario per l’emergenza in A4 Riccardo Riccardi, oltre a fare i complimenti alle maestranze e ai tecnici impegnati nei lavori “che stanno dimostrando un elevato livello professionale e una notevole capacità di superare le criticità tipiche di questo genere di interventi”, ha voluto sottolineare anche il buon senso e la disponibilità dimostrata sia dalle amministrazioni locali, sia dai cittadini, “che stanno affrontato gli inevitabili disagi con notevole senso civico”. “E’ sicuramente un intervento che impatta notevomente sulla vita quotidiana di chi risiede in questa zona – ha affermato – e per quanto siano state messe in atto tutte le misure di protezione ambientale e adottati tutti gli accorgimenti per ridurre il più possibile i fastidi alla popolazione, sarebbe sciocco negare le difficoltà che i cittadini si trovano ad affrontare. Per questo meritano un plauso e un ringraziamento, perché hanno capito l’importanza dell’opera anche per il loro futuro”.
Oltre un centinaio le persone impegnate in cantiere durate l’intervento, dai tecnici e operatori di Autovie Venete, al personale delle ditte Brixia Cantieri per il montaggio e varo con gru, Viss per la segnaletica, Impregilo-Mantovani per la gestione del cantiere e Omba per il manufatto, realtà che curerà la realizzazione della carpenteria metallica di tutti i nuovi viadotti autostradali del tratto Quarto D’Altino-San Donà di Piave. Determinante, come sempre il supporto della Polstrada di San Donà di Piave durante le operazioni di chiusura dell’autostrada.(dsc7096, montaggio campata, dsc2266)

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SOS pronto soccorso ictus: non solo unità coronariche

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Quante morti o danni permanenti possono essere evitati in conseguenza di un ictus se si interviene tempestivamente? Secondo una sperimentazione condotta da un’equipe dell’Università del Saarland a Homburg in Germania guidata dal dott. Klaus Fassbender che si è limitata ad un numero esiguo di soggetti, molte più di quante se ne possano immaginare.La soluzione per interventi urgenti possono essere ricercate nelle stroke unit mobili utilizzate per la ricerca, ovvero autoambulanze attrezzate per la gestione dell’ictus con tomografia computerizzata, sistemi di analisi di laboratorio e attrezzature per la telemedicina che secondo lo studio possono dimezzare il tempo impiegato per la somministrazione dei fibrinolitici. L’ictus è considerato, alla stregua di un infarto cardiaco, come una vera e propria emergenza medica, con conseguenze che in molti casi possono portare alla morte o a danni permanenti. La forma più frequente di quello che viene anche chiamato “attacco apoplettico” è quella ischemica che è la conseguenza della formazione di un coagulo di sangue che interrompe il flusso sanguigno in una zona dell’encefalo. L’urgenza per tentare di porre rimedio al rischio di danni gravi o alla morte sta proprio nel fatto che al giorno d’oggi esistono delle terapie, in particolare dei farmaci che hanno efficacia solo se somministrati entro quattro ore e mezzo dall’insorgenza acuta della malattia. Per esempio, tanto più è rapida l’effettuazione della terapia fibrinolitica, tanto più alte sono le possibilità di sopravvivenza e di ridurre la disabilità a lungo termine.
Non tutti i pazienti, però, sono candidati idonei. Questi farmaci salva-vita non sono adatti per i pazienti con ictus emorragico, nei quali vi è stata la rottura di un vaso sanguigno. E’ indispensabile quindi, in una situazione critica come questa, una rapida valutazione diagnostica.
La ricerca tedesca ha riguardato solo 100 pazienti, dei quali 53 sono stati trattati in ambulanze appositamente attrezzate. In tali casi la trombolisi con tPA è stata effettuata in media entro 35 minuti dall’esordio dei sintomi. In confronto, quelli inviati in ospedale per il trattamento secondo la prassi attuale hanno atteso complessivamente 76 minuti. Per la verità, per quanto riguarda gli esiti dello studio non sono state segnalate differenze significative tra i due gruppi, ma gli stessi ricercatori hanno evidenziato come la ricerca abbia riguardato solo un limitato numero di pazienti e un periodo determinato di una settimana, e non è stato tarato per valutare questi aspetti. Ma gli studiosi sono convinti che studi clinici più rappresentativi e condotti non solo nelle aree urbane potranno in futuro chiarire meglio il ruolo delle stroke unit mobili sulla prognosi.
Alla luce di tali dati che ci lasciano sperare in più efficaci possibilità d’intervento, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si augura che anche in Italia parta una sperimentazione simile affinché già nel prossimo futuro le ambulanze siano dotate, oltreché delle necessarie unità coronariche, anche di attrezzature per la diagnosi e la gestione degli ictus.

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Anti-politica? Bene: facciamo politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Tanzania 41

Tanzania 41 (Photo credit: al_green)

I partiti che vanno per la maggiore (Pdl, Pd e Fli) stanno sulla difensiva. Si sentono investiti dal vento gelido soffiato dal popolo degli elettori nei loro confronti. Il rischio è che possono essere travolti senza che si possa fare un distinguo e valutare le circostanze senza gravarle con il peso del sospetto. La distinzione che facciamo è a livello umano e non riguarda la politica in se stessa che riteniamo fondamentale per la vita di una comunità e nel suo ruolo di mediatore in una società complessa come la nostra e attraversata da interessi spesso conflittuali tra loro.
Ma nello stesso tempo gli esponenti di questi partiti non si rendono conto della ragione di tali e tante contrarietà popolari. Credo che, intimamente, tutti concordano sulla necessità che la politica abbia un costo e che debba essere sobbarcato dalla collettività. Ma ciò che non è perdonato è il fatto di aver trasformato un contributo in una speculazione commerciale e per trarne personali interessi. Non solo. Queste cose si conoscevano da anni come lo è stato per la Lega Nord che ha utilizzato gran parte dei fondi pubblici per speculazioni finanziarie in Tanzania e Cipro e per usi privati dei loro leader e familiari o che un tesoriere della “Margherita”, un partito che poi si è sciolto confluendo in parte nel Pd., abbia potuto distrarre milioni di euro con una facilità incredibile. E tutto sarebbe passato come un “pettegolezzo” o una malevolenza di giornalisti come Fabio Bonasera e Davide Romano, e non sono i soli, che con i tipi delle Edizioni La Zisa hanno scritto la vera storia della “Lega Nord” riportando le stesse cose che ora ben sei procure ne hanno tratto lo spunto per aprire un fascicolo e avviare delle indagini con svariate ipotesi di reato. E non dimentichiamo che lo stesso Roberto Maroni autoproclamatosi “moralizzatore” si può dire sino a qualche mese fa se l’era presa con i giornalisti accusandoli di attacchi ingiusti e immotivati e minacciando querele. Avrebbe fatto meglio ad accertarsi prima di come stavano realmente le cose, ammesso che non le conoscesse già. Ma la mia rabbia non sta solo qui. E’ nel sentire come sono forti le difese dei leghisti che preferiscono accettare l’idea di un leader raggirato dai familiari e dai “falsi amici”, dandogli, praticamente, dell’incapace, pur di sottrarlo alle sue responsabilità. E dire che gli italiani se solo lo volessero alle prossime elezioni dovrebbero andare in massa a votare penalizzando quei partiti che hanno dimostrato d’avere poca sensibilità e rispetto per la politica e minandola nelle sue fondamenta. Ma ne saranno capaci? Ne dubito, purtroppo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

The two major economic policy makers of the US...

The two major economic policy makers of the USSR, Lenin (left) created the NEP while Stalin (right) created the planned economy (Photo credit: Wikipedia)

Capitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperneate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, ad un punto di non ritorno. Dobbiamo andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti. Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perchè anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.
Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale varaimente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita.
D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema. Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poichè non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo. Sono, a ben cosiderare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il comitato di salvezza nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Proprio per non menare il “can per l’aia” vorrei rispondere al “Nuovo partito comunista italiano” che di tanto in tanto mi partecipa le sue idee sulla situazione politica italiana e la possibile ricetta per porvi riparo. E il mio parere è che non esiste in concreto la possibilità di alternative all’attuale regime politico-istituzionale vigente in Italia e che per cambiare le carte in tavola la strada percorribile è una sola e vi si può pervenire, diciamo, per due vie: una legale e una politica.
La prima traccia ce l’ha offerta la denuncia sporta il 2 aprile scorso presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari, dall’avvocato cagliaritano Paola Muso nei confronti del Presidente della Repubblica, Mario Monti, i ministri del suo governo e tutti i membri del Parlamento e riguardano reati molto gravi quali:
attentato contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato;
– associazioni sovversive;
– attentato contro la Costituzione dello Stato;
– usurpazione di potere politico;
– attentato contro gli organi costituzionali;
– attentato contro i diritti politici del cittadino;
– cospirazione politica mediante accordo;
– cospirazione politica mediante associazione.
Il testo integrale è visibile su: http://www.scribd.com/doc/87677876/Denuncia-in-Procura-Del-2-Aprile-2012#fullscreen
Il suo punto debole è che si tratta di un caso isolato. Sarebbe stato più efficace se in ogni procura della Repubblica uno o più cittadini presentassero analoga denuncia, rendendola in tal modo corale.
La seconda traccia è politica. Concerne gli elettori, in specie coloro che sono intenzionati a disertare le urna, invitandoli a votare ma a fare una scelta che escluda i partiti che oggi si sono compromessi con l’attuale andazzo politico quali il Pd, il Pdl e il Fli e la Lega, per ovvie ragioni. Sarebbe una vera e propria rivoluzione immaginando l’area di sinistra che raggiunga il 20-25% di consensi, l’Idv altrettanto, ecc. Il risultato sarebbe quello di togliere di mezzo l’attuale classe politica o, per lo meno, di renderla “impotente”.
Oggi, invece, si preme il pedale dell’acceleratore sull’anti-partito e sull’anti-politica per calcolo più che per convinzione per ridurre, elettoralmente parlando, l’area del dissenso attraverso il non voto e per far prevalere quella del consenso.
Se gli italiani, una volta tanto, fossero compatti e meno masochisti e meno sedotti dalle logiche consumistiche e soprattutto dalle promesse da marinaio dei nostri governanti, noi avremmo la possibilità di operare una rivoluzione democratica senza precedenti ed affermare che se sono cadute le ideologie restano i valori nel rispetto di due diritti uno legato all’altro in modo indissolubile: il diritto alla vita e il diritto a viverla in dignità e in libertà. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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