Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Archive for 17 aprile 2012

Cgil medici: diamo un futuro ai medici di Guardia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

«Vogliamo superare la figura della guardia medica oggi nota, per avvalerci di questi medici a tempo pieno (38 ore) e per tutte le attività territoriali, portando il massimale a 1000 assistiti per tutti i medici di medicina generale». Così Fp Cgil Medici risponde alla Fimmg Ca convinta dell’inutilità della proposta Cgil di “mettere in soffitta” la Continuità assistenziale (cfr DoctorNews33 16 aprile). Una proposta che, invece, secondo Cgil «valorizza appieno la professionalità di tutti i medici che oggi fanno la guardia medica e crea il presupposto all’integrazione. Altrimenti» continua Cgil «che integrazione è, se rimangono sempre i medici di giorno e quelli, sfortunati, della notte. Con reddito peraltro inversamente proporzionale al disagio lavorativo». Il sindacato poi attacca esplicitamente la Fimmg accusata di «mostrare la corda sul piano del confronto delle idee». «I numeri prodotti sulla guardia medica» continua la nota Cgil «sono noti a tutti, ma non dicono che i medici siano soddisfatti di avere un doppio incarico (Assistenza Primaria e Guardia Medica) perché i pochi assistiti non gli consentono neanche di pagarsi le spese di mantenimento dell’ambulatorio di Ap. E questo mentre il 23,7% dei medici di AP straborda oltre i 1500 assistiti». Non solo, secondo Cgil i dati non dicono «che un medico costretto a lavorare solo 24 ore a settimana sia felice di ricercare altre attività collaterali per poter sopravvivere dignitosamente, che i pochi contributi Enpam che così versano gli daranno una pensione da indigenti» «Altro che far perdere il lavoro a qualcuno» conclude la nota «proponiamo esattamente il contrario. Far lavorare meglio tutti».(fonte doctornews33)

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Borse di studio salve: la Camera elimina tassa sulla specializzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Salta la tassazione sulle borse di studio: in commissione Finanze della Camera è stato approvato all’unanimità un emendamento che ha corretto la norma del Decreto semplificazioni fiscali passata in Senato sull’equiparazione delle borse di studio superiori agli 11.500 euro annui ai redditi da lavoro dipendente, con conseguente imposizione Irpef e un aggravio di circa 200-300 euro mensili sulla busta paga dei medici in specializzazioni. Esprime soddisfazione il Segretariato dei giovani medici, che, insieme a Federspecializzandi, aveva indetto due giornate di astensione da tutte le attività di assistenziali e di ricerca e che sarebbero culminate oggi con un Sit-in al Parlamento. La norma d’altra parte avrebbe danneggiato non poco i giovani «già oggetto di politiche non sempre virtuose in tema di valorizzazione del merito e di visione di sistema». Con il rischio, per altro, di un incremento di chi trova più «vantaggioso esercitare la professione all’estero e ancor prima completare o cominciare la formazione fuori dai confini Italiani». Già ieri, comunque, da parte del ministro della Salute, Renato Balduzzi, che aveva incontrato gli specializzandi a Torino, c’era stato un segnale di apertura, con la promessa di un incontro e l’avvio al più presto di un tavolo. Sulla vicenda è intervenuto anche Amedeo Bianco, presindente Fnomceo: «Si tratta di una correzione di un palese errore di valutazione. Ora ci auguriamo che si possa avvire una riflessione responsabile e matura sul nostro sistema di formazione specialistica, che deve saper produrre competenze di alto profilo tecnico-professionale, a vantaggio di tutti i cittadini, e di garantire serenità e prospettive di lavoro ai nostri giovani, che impegnano una parte rilevante della loro vita in questo cammino lungo e difficile».(fonte doctor news33)

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Italia: un paese senza cultura?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

La cultura deve tornare al centro dell’azione del governo. Pensare alla crescita senza cultura e innovazione significa abbandonare il Paese, e in particolare i giovani, a un futuro senza vie d’uscita.Per questo, l’Italia dei Valori ha presentato una mozione che impegna l’esecutivo a investire sul settore della conoscenza, nella scuola e nella valorizzazione dei saperi . I tagli non sono inevitabili. Si possono operare scelte diverse, e nella mozione abbiamo anche indicato come fare. Chiediamo al governo di realizzare un piano d’investimenti pluriennale nei beni culturali, senza limitarsi ad investimenti straordinari o urgenti. La sconsiderata politica dei tagli degli ultimi anni ha messo in ginocchio tutti i settori della cultura, dalla scuola all’università, alla ricerca, ai beni culturali. I numeri parlano chiaro: la Finanziaria del 2008 ha smantellato il sistema dell’istruzione, privandolo di oltre 8 miliardi di euro. L’istruzione pubblica italiana ha perso circa 90 mila insegnanti negli ultimi tre anni, il precariato scolastico conta ormai oltre 200 mila docenti abilitati, diventando così un elemento strutturale del sistema. Senza contare che, nell’ultimo anno, quasi 20 mila ricercatori precari sono stati espulsi dal sistema accademico. Per quanto riguarda i beni culturali la situazione è anche peggiore. Il nostro Paese, infatti, nel 2010 ha investito solo lo 0,21% del Pil, mettendo a rischio la tutela del patrimonio nazionale. Le risorse per far ripartire la cultura in Italia possono essere recuperate, ad esempio, riducendo le spese militari, eliminando il programma degli F-35 e procedendo immediatamente all’asta delle frequenze televisive.(Antonio Di Pietro)

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Vent’anni di fumetti. Vent’anni di eventi a Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Milano 5-6 maggio 2012 Orario 10.00 – 19.00, Ata Hotel Executive, Viale Sturzo 45, Quest’anno Fumettopoli, la più antica fiera del fumetto milanese, festeggia 20 anni di attività e lo fa con una serie di eventi che partiranno il 5 e il 6 maggio con il raduno presso l’Ata Hotel Executive, a Milano.
Dal 1992 principale fiera del fumetto di tutta la Lombardia, Fumettopoli spegne le sue venti candeline coinvolgendo questa volta non solo gli appassionati del fumetto in ogni sua declinazione, ma anche aprendosi alle nuove tendenze dell’entertainment intelligente e ai diversi aspetti che si sono sviluppati negli ultimi anni. Se fino a poco tempo fa l’arte del fumetto coinvolgeva poche generazioni, ora si sta trasformando in un filo rosso che unisce e lega generazioni differenti, ognuno con la sua passione, ognuno con la sua caratteristica. Ecco quindi che, insieme agli appassionati che hanno ormai superato gli “anta”, Fumettopoli chiama a raccolta tutti, dai “seguaci” dei manga, a quelli di anime, fino a proporre la finale del Campionato Nazionale Cosplay, fenomeno importato dal Giappone, che coinvolge giovani e giovanissimi nell’impersonare i loro eroi preferiti, creando loro stessi accessori e costumi. Il fiume colorato di Cosplay provenienti da tutta Italia si unirà alle aree ludiche e a quelle dedicate ai collezionisti che –come da tradizione ormai consolidata- potranno trovare all’interno della fiera del 5 e 6 maggio ogni genere di fumetto, numeri zero, edizioni limitate e così via, con un arco cronologico che va dalle edizioni anteguerra agli albi a strisce, fino ad arrivare ai migliori prodotti degli anni settanta e –ovviamente- ai giorni nostri. Gioco, dunque, ma anche approfondimenti con le Comiconvention del 5 maggio che apriranno il dibattito sul fumetto occidentale e sul manga, con ospiti e incontri. Il tutto senza trascurare la musica, in programma il 6 maggio, con i concerti di Clara Serina, cantante di Lady Oscar, e i Raggi Fotonici, uno tra i gruppi di cover di cartoni più noti in Italia.
Fumettopoli il 5 e 6 maggio coinvolge così grandi e piccini: chi del fumetto ha fatto un lavoro, chi ne fa un passatempo insostituibile e anche chi è cresciuto con Diabolik (il raduno dei fan è in programma per sabato 5 maggio), Dylan Dog, Topolino…e oggi vuole scoprire cosa hanno in serbo le nuove generazioni. Un evento per festeggiare insieme i vent’anni della più antica fiera del fumetto milanese, in attesa del grande evento nazionale che si svolgerà sempre a Milano a novembre.(Marta Volterra)

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Cresce la squadra ZoomarineTour

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

A poche settimane dal suo debutto sul mercato, il tour operator ufficiale di Zoomarine dà il benvenuto a Cristiano Carrarese, che entra a far parte dello staff come nuovo Direttore commerciale. “La sfida di lavorare per un’impresa all’inizio della sua avventura mi entusiasma – commenta Cristiano Carrarese, neo Direttore Commerciale ZoomarineTour – Ho messo a disposizione del nuovo marchio ZoomarineTour la professionalità e le competenze maturate in anni di direzione commerciale all’interno di importanti realtà turistiche nazionali, strutturando un piano d’azione che vede tra i primi step l’organizzazione di una squadra di sales plurimandatari su tutto il territorio nazionale, nuovi accordi con le agenzie di viaggi e azioni marketing mirate per la promozione dei nostri pacchetti di viaggio”. Prima di approdare a ZoomarineTour, Cristiano Carrarese ha ricoperto incarichi di dirigenza commerciale nell’area vendite Centro e Sud Italia di grandi tour operator italiani, tra cui Eurotravel e Futura Vacanze.
Insieme alla new entry nel suo staff, ZoomarineTour festeggia anche il battesimo ufficiale del nuovo sito http://www.zoomarinetour.it, vetrina promozionale per tutte le offerte e le idee di viaggio dedicate alla visita del parco divertimenti a tema marino più amato d’Italia, che offre anche una sezione dedicata alle adv per il servizio di booking on line.(cristiano)

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Geronimo Stilton in rumeno

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Atlantyca Entertainment, la nota società transmediale italiana, ha concesso i diritti di pubblicazione in lingua rumena per la collana Geronimo Stilton Storie da Ridere a RAO Publishing House, l’annuncio è stato dato da Claudia Mazzucco, CEO di Atlantyca Entertainment. Il contratto, della durata di 5 anni, permetterà a RAO di pubblicare le Storie Da Ridere in Romania. Il deal è stato concluso da Ilaria Cassano della divisione Foreign Rights di Atlantyca con Anca Enculescu, Direttore di RAO Publishing House. “E’ per noi un onore collaborare con RAO e portare la simpatia e i valori di Geronimo Stilton ai bimbi rumeni. Atlantyca darà tutto il supporto a RAO per far sì che il lancio sia un grande successo e che le vendite raggiungano numeri “stratopici” come direbbe Geronimo” afferma Claudia Mazzucco. Lanciati in Italia nel 2000 da Edizioni Piemme, il maggiore editore italiano di letteratura per ragazzi, i libri di Geronimo Stilton, hanno dato vita ad uno dei fenomeni editoriali di maggior successo nell’editoria per il target 5-12. Geronimo è un famosissimo autore nonché direttore dell’Eco del roditore che scrive avventure divertentissime, dense di suspense e soprattutto ricche di valori positivi per i bambini di tutto il mondo. Il format semplice e vincente dei libri di Geronimo – avventura, umorismo e divertimento – ne ha fatto immediatamente un grandissimo successo. Ad oggi i diritti di publishing della collana Geronimo Stilton sono stati venduti alla maggior parte degli editori più prestigiosi del mondo. I libri sono tradotti in 36 lingue e distribuiti in 150 Paesi con vendite che superano i 74 milioni di copie e i 12 milioni nei soli Stati Uniti
Geronimo Stilton Storie da ridere è la collana più famosa di Geronimo Stilton, nei libri il topo giornalista più amato dai bambini narra in prima persona le sue avventure più famose. I racconti sono divertenti e avvincenti, tengono il lettore “incollato” alla sedia sino all’ultima pagina!

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La molecola dell’amore fa bene al cuore

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Il gruppo di ricercatori della Sapienza, coordinati dal professor Andrea Lenzi, ha pubblicato su Circulation, la rivista più prestigiosa del settore cardiovascolare, una ricerca che potrà rivoluzionare l’uso di alcuni farmaci (in particolare il Sildenafil – Viagra®) finora usati solo per disturbi di natura sessuale: le note pastiglie stimolanti, non solo non sarebbero pericolose per il cuore come si pensava, ma avrebbero al contrario effetti benefici su determinate patologie cardiovascolari. I problemi che si sono verificati in concomitanza con l’uso di tali sostanze sarebbero infatti da imputarsi all’associazione con altri medicinali. I ricercatori della Sapienza hanno dimostrato che questi farmaci agiscono su una molecola bersaglio, la fosfodiesterasi di tipo 5, che è in grado di intervenire sulle trasformazioni cardiache indotte dal diabete mellito. Il diabete come l’ipertensione o le altre malattie del sistema circolatorio, infatti può provocare un ingrossamento del cuore e una alterazione delle fibre del ventricolo sinistro che durante il battito si contrae di meno facendo ruotare di più il cuore. Tali alterazioni sono state misurate con una particolare tecnica di risonanza magnetica. In collaborazione con le strutture di radiologia e di cardiologia della Sapienza, il gruppo del professor Lenzi ha dimostrato che l’inibizione della fosfodiesterasi di tipo 5 è in grado di riportare queste alterazioni a un livello vicino alla normalità nei pazienti diabetici e a confermare con indagini molecolari l’azione del farmaco sulle cellule cardiache.
“Questi dati potrebbero aprire le porte a una nuova classe di farmaci anti-rimodellamento, in grado di contrastare lo scompenso cardiaco che rappresenta una causa di morte nel paziente diabetico” -afferma il prof. Lenzi – “tale risultato mi rende particolarmente orgoglioso perché il successo della ricerca viene da un gruppo di giovani studiosi, Elisa Giannetta (ricercatrice a tempo determinato di 33 anni) e Andrea Isidori (ricercatore confermato di 37 anni) a testimoniare, che l’università italiana è ancora in grado di investire nelle giovani risorse e competere con ricerche di livello internazionale”.

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Nuovo Patto della Salute, Pediatria nei Lea

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Partecipazione attiva ai tavoli che definiscono il Nuovo Patto della Salute, Pediatria nei Lea, forte collaborazione intersindacale, Nuovo accordo collettivo nazionale: durante il suo XXXVIII Congresso nazionale sindacale, tenuto a Roma nello scorso week-end, la FIMP ha approfondito e deliberato il suo prossimo cammino sindacale, che vedrà il sindacato impegnato nel prossimo periodo, scandito dalla definizione del nuovo Patto della Salute. A tracciare le linee della presenza FIMP è stata la relazione del presidente Giuseppe Mele, votata all’unanimità ed arricchita dal dibattito interno, che ha sottolineato i punti di forza dell’assistenza pediatrica in Italia, nella convinzione “che con circa 1.000 assistiti in carico, già ora tutti i bambini da 0 al 14° anno potrebbero essere assistiti dal pediatra”, ma sapendo che per il futuro occorre tener conto “della crescente domanda di cure domiciliari per presa in carico di bambini con patologie cronico-disabilitanti, della continuità dell’assistenza non pienamente realizzata nei percorsi di dimissione ospedale-territorio, della disomogeneità tra Aziende nella organizzazione della Pls, dei peculiari bisogni della popolazione immigrata; della mancanza di una completa continuità assistenziale pediatrica territoriale”. Futuro nel quale occorre secondo la FIMP ripensare i modelli organizzativi tenendo conto di una nuova integrazione ospedale-territorio introducendo “azioni correttive per potenziare una rete assistenziale territoriale che attivi gli strumenti di integrazione e di razionalizzazione tra i diversi livelli di assistenza e tra attori diversi nell’ambito dello stesso livello secondo una logica di sistema per garantire uniformità di prestazioni basato sull’attuazione di livelli essenziali ed appropriati di assistenza su tutto l’ambito nazionale, lasciando la specificità degli ospedali alle patologie acute gravi”. La FIMP ha sottolineato l’importanza di un effettiva informatizzazione degli studi pediatrici ed ha puntualizzato i temi caldi del prossimo Accordo Collettivo Nazionale, che vedrà la FIMP dialogare direttamente con la SISAC su un tavolo tecnico specifico.
Durante il suo Consiglio nazionale la FIMP ha anche offerto un ampio sostegno all’azione dell’attuale dirigenza dell’Enpam ed ha chiarito gli obiettivi sindacali del prossimo anno: vasta attività sul riconoscimento dell’assistenza pediatrica come essenziale nei prossimi Lea; sviluppo di azioni territoriali-regionali di sostegno del valore della pediatria, coinvolgendo livelli sociali, politici e istituzionali per evitare che in un futuro prossimo si presentino progetti di svilimento e decapitazione della pediatria stessa; coinvolgimento della conferenza Stato-Regioni in un dialogo programmatico per chiarire quale deve essere il futuro della pediatria nei futuri modelli di SSN.La Federazione ha infine deciso di sviluppare sempre di più l’importante relazione con i sindacati della medicina convenzionata, seguendo un metodo che negli ultimi mesi ha portato ad una posizione condivisa su molti punti. Nella sua relazione Mele ha sottolineato che “con gli altri sindacati ci siamo trovati su posizioni simili, creando sul tema dell’articolo 8 e sul piano vaccinale una concertazione intersindacale di grande utilità, che ci ha portato ad avere un peso politico e istituzionale precedentemente non registrabile. Una concertazione che ha provocato effetti positivi sia dal punto di vista mediatico, che soprattutto dal punto di vista istituzionale, politico e quindi sindacale. Monti e i suoi ministri hanno più volte sottolineato che il dialogo e la concertazione c’è soprattutto quando le sigle di rappresentanza si presentano unite, qualitativamente forti, capaci di rappresentare davvero posizioni e valori non di nicchia, ma di aggregazioni. Ora lo stile con cui abbiamo vissuto gli ultimi tempi dell’intersindacale ci sembra utile, autorevole, proficuo”.
Ora la FIMP si trova nei prossimi giorni a lavorare sulla scena pediatrica internazionale. Lo farà con la seconda International Conference on Pediatric Primary Care, promossa dalla Federazione a Praga dal 10 al 12 maggio. (Stefano Sermonti)

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Corso esperto di in Digital forensic

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Camerino, università La Scuola di Scienze e Tecnologie promuove un Corso di perfezionamento in “Esperto in Digital forensic”, con l’intento di formare professionisti in grado di offrire consulenza ad aziende, uffici giudiziari e forze dell’ordine. La figura professionale dovrà essere in grado di coadiuvare le imprese nella salvaguardia della sicurezza dei propri sistemi informatici, ricercare la prova tecnica, analizzarla con le più avanzate tecniche informatiche e rielaborarla nel rispetto dell’impianto normativo cogente, estrarre informazioni utili da qualsiasi sistema informatico ed informativo. Le lezioni inizieranno il prossimo 20 aprile e si svolgeranno tutti i venerdì pomeriggio fino a giugno a San Benedetto del Tronto, con una settimana conclusiva full time a luglio a Camerino e discussione di un elaborato finale il 21 settembre 2012, sempre presso la sede di Camerino.
Gli obiettivi che il corso, coordinato dal prof. Alberto Polzonetti, intende ottenere consistono nella capacità di predisporre misure di sicurezza aziendali; nell’agire in casi di violazione di un sistema informatico al fine di reperire prove informatiche in modo esaustivo, incontaminato e documentato; nel riuscire a conservare, identificare, acquisire, documentare e interpretare i dati presenti su un pc (c.d. computer forensics) o all’interno di un sistema informativo o informatico (c.d. Network Forensics) e nell’analizzare la scena del crimine laddove sia in atto una ipotesi di criminalità informatica.
Il Corso è volto sia a soddisfare le richieste di aggiornamento professionale delle forze dell’ordine (Polizia postale e delle comunicazioni) sia a formare studenti, privati, professionisti interessati al settore. I costi prevedono una quota di iscrizione di 500 euro, con possibilità di iscrizione per singolo modulo (300 euro). Il Corso, della durata di 80 ore, è articolato in 5 Moduli: Introduzione al corso ed alle realtà digitali, Sicurezza, E-commerce e Frodi informatiche, Digital forensic, Crittografia e Nuove Reti. Al termine sarà rilasciato di Diploma di perfezionamento. Tutte le informazioni sono disponibili nel sito http://www.unicam.it – sezione Avvisi oppure all’indirizzo http://www.unicam.it/laureati/formazione/continua.asp

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Di Pietro: un tempo il ladro faceva il latitante oggi va in parlamento

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

“Nel ’92 i ladri, male che andava, facevano i latitanti. Oggi il ladro, male che vada, fa il parlamentare”. Così Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, ospite di “24 Mattino” di Radio 24 attacca il Parlamento sul tema della corruzione. “Non è cambiato nulla rispetto al ’92 se non l’ingegnerizzazione del sistema – ha aggiunto Di Pietro a Radio 24 -. Nel ’92 trovavamo la mazzetta nello sciacquone del cesso e nel pouf di casa Poggiolini. Oggi si fa la consulenza, si fa la nomina a Fincantieri come a Belsito, vengono utilizzati strumenti formalmente leciti per raggiungere fini illeciti. Una volta nella guerra tra guardie e ladri, la guardia aveva possibilità di raggiungere il ladro e male che andava il ladro faceva il latitante, oggi il ladro, male che vada, fa il parlamentare. Ci sono in Parlamento oltre 150 tra inquisiti da una parte e avvocati di inquisiti dall’altra. Voi immaginate che questo Parlamento faccia provvedimenti per far funzionare la giustizia? Questi sono tutto tranne che masochisti. Ci sono persone in Parlamento che hanno provvedimenti di cattura a carico”. Di Pietro è tornato sull’accusa già fatta in Parlamento al premier Monti di avere sulla coscienza i suicidi delle persone che si tolgono la vita per disperazione. “Io facevo un discorso all’interno della Camera durante un voto di fiducia che per l’ennesima volta indebitava le famiglie e costringeva le imprese a chiudere mentre non proponeva nulla per la crescita. Non estrapoliamo una frase detta in Parlamento, non in un bar di periferia. Questo sistema sta portando alla disperazione migliaia di famiglie e di lavoratori e imprenditori. E’ una fotografia, non si devono arrabbiare con me se faccio il fotografo. Chi si ammazza non è che si ammazza perché gli fa piacere, ma perché non ce la fa più. Affrontiamo il toro per le corna, invece di dire ‘non mi devi dire questo’”. Di Pietro ha criticato la riforma del mercato del lavoro: “Soprattutto puntiamo al mantenimento fermo dell’articolo 18 che, come direbbe il vecchio Di Pietro, non c’azzecca assolutamente niente con la causa della situazione economica del Paese”. Infine sui rimborsi elettorali, il leader Idv ha ribadito che il suo partito rinuncerà all’ultima tranche in arrivo a luglio di circa 4 milioni: “Noi ritireremo la quota e la gireremo seduta stante con un assegno circolare a Elsa Fornero, il ministro che ha più necessità di venire incontro alle fasce sociali più deboli. Se non li ritirassimo verrebbero ridivisi tra gli altri partiti. Faremo un bell’assegno, poi chiederemo dove li mette e che cosa ci fa”. (maria Luisa Chioda)

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Europe’s mutual and cooperative insurers will hold their third biennial Congress

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Gdansk, Poland.from 6 to 8 June 2012. The general theme is “Solidarity and mutuality: stable values in an unstable world”. Lech Wałęsa, Peace Nobel Prize winner and founder of the “Solidarność” movement, will be the guest speaker at the Gala Dinner. “The more insurance providers set out to cover those risks that the citizens perceive as traditional social security risks, the stronger is the case for the mutual or cooperative company form which ensures that there is no third party between the customer and the company”, says AMICE President Asmo Kalpala. “Health services are a perfect example of where mutual insurers can step in to provide an efficient and innovative replacement for the public sector. Therefore, we will discuss at our Congress the increasing role of mutuals in the provision of health services”, he adds.
Setting the scene will be Jeff Prestridge, one of the UK’s leading financial journalists, and immediately thereafter, delegates will have the opportunity to question the European Parliament, European Commission and EIOPA about their plans for the financial sector. Discussions and case studies on the practical implementation of Solvency II and on the strategic advantage of an integrated Corporate Social Responsibility policy will provide delegates with examples from other players in the sector. The two-day conference also includes an interactive presentation of how behavioural economics is shaping the financial agenda while technologically-mediated social behaviour is shaping the business agenda. Before closing, mutual insurance managers and outside experts will take a joint look into the future of the sector. Speakers come from AMICE member organisations in several European countries, from the European institutions and from the wider financial sector. Case studies from Denmark, France, the Netherlands and Italy will show the role of the sector in health care provision.
The AMICE Congress 2012 is the place to be this June, for anyone interested in the key role that mutual and cooperative providers play in the European insurance sector and their future success.
AMICE is the Association of Mutual Insurers and Insurance Cooperatives. Its prime purpose is to ensure that the voice of the mutual and cooperative insurance sector in Europe is heard and that the interests of its members are taken into account in securing a level playing field for all insurers in Europe regardless of their legal form.

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Salviamo il futuro delle energie pulite!

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Roma mercoledì 18 Aprile, ore 11.00 Piazza Montecitorio. Le fonti rinnovabili stanno cambiando il sistema energetico italiano. Gli effetti positivi di questa “rivoluzione” sono sempre più evidenti: dalle rinnovabili proviene il 26,6% dell’energia elettrica prodotta nel 2011; si sono ridotte le emissioni di CO2; il settore ha creato più di 100 mila nuovi posti di lavoro; si è dato impulso alla “green economy”, alla ricerca, all’innovazione tecnologica. L’Italia ha cominciato a camminare sulla strada giusta, verso la costruzione di un nuovo modello di approvvigionamento energetico, basato su una più ampia autosufficienza e sulla salvaguardia dell’ambiente. Questa prospettiva è in pericolo! La contrastano i grandi interessi del petrolio, del carbone, del gas. Fanno credere all’opinione pubblica che gli incentivi per le rinnovabili siano responsabili degli alti costi dell’energia, nascondendo i vantaggi che i cittadini, le aziende, l’ambiente, avranno dalla crescita di fonti energetiche pulite, efficienti e distribuite sul territorio. Per capire quanto tutto questo sia falso bastano le conclusioni di un recente studio della Bocconi: il bilancio benefici-costi delle rinnovabili, per i prossimi venti anni, registrerà un attivo 76 miliardi di euro. Così, dal Governo si annunciano tagli drastici agli incentivi per il fotovoltaico e per tutte le altre fonti rinnovabili. Si vorrebbe anche introdurre tetti annui di spesa per ogni tipologia di impianto che non sia domestico, scoraggiando gli investimenti.
In tutto il mondo lo sviluppo delle energie rinnovabili rappresenta una frontiera decisiva di innovazione tecnologica, e di ecosostenibilità dello sviluppo. A maggior ragione lo è per un paese come il nostro, fortemente dipendente dalla importazione di petrolio e di gas. Per questo noi, Ecologisti Democratici, chiediamo che le energie pulite non siano fermate! E chiediamo che il futuro energetico del nostro Paese sia programmato attraverso un confronto trasparente con le parti interessate e una seria analisi costi/benefici.

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Riforma lavoro: confusione assicurata

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Avvocato Dilonardo: “Congelamento assunzioni pericoloso e rischio di incremento di disoccupazione e lavoro nero” Nell’ultima settimana di marzo, Work in Progress – Centro di ricerche sociali sul lavoro e le nuove forme di occupazione ha avviato una rilevazione online sull’attuale riforma del mercato del lavoro. Dall’indagine è emerso che su 100 imprenditori che stavano prendendo in considerazione la possibilità di assunzioni o di avvio di nuove collaborazione nei prossimi 6 mesi (in qualunque forma contrattuale), 73 si sono fermati in attesa di capire meglio le modifiche che verranno apportate all’attuale normativa e per prendere in considerazione eventuali altre forme di contratto alternative. Inoltre, 19 di questi pensavano di avviare forme di collaborazione flessibile (co.co.pro. o altre forme) ma, temono che la riforma possa rendere questo tipo di contratto troppo complesso e costoso. Se ciò accadesse, 15 hanno dichiarato che rinunceranno all’avvio della collaborazione, mentre gli altri 4 preferirebbero aspettare e, eventualmente, valutare altre formule contrattuali. “Un primo risultato questo dibattito lo ha ottenuto: il mercato del lavoro è sostanzialmente fermo e lo resterà per parecchio, tempo visto che difficilmente la riforma vedrà la luce prima di settembre/ottobre. – Ha dichiarato l’Avvocato Tommaso Dilonardo, presidente e fondatore del centro Work in Progress ed esperto di diritto del lavoro. – Si tratta di un congelamento pericoloso in una fase recessiva come quella che stiamo vivendo, anche perché si rischia seriamente che alcuni dei posti congelati si perdano nell’attesa. Altro aspetto su cui penso si debba fare una seria riflessione è l’eventuale aumento dei costi per il contratto a tempo determinato e la riduzione del ricorso ai co.co.pro. In una fase difficile come questa, più che la trasformazione dei contratti atipici in posti di lavoro a tempo indeterminato, è probabile che vi sia una loro cancellazione, una riduzione dell’occupazione. Il rischio è, in sostanza, che si passi dal precariato alla disoccupazione o al lavoro nero.” L’indagine è stata effettuata dal 26 al 30 marzo 2012, con tecnica C.A.W.I. (Computer Assisted Web Interviewing). Numero totale degli intervistati: 172 soggetti con età maggiore di 18 anni.
Work In Progress – Centro di ricerche sociali sul lavoro e le nuove forme di occupazione si occupa di ricerche sociali su disoccupazione, in particolare giovanile, cercando di individuare buone prassi a livello europeo, mettere in rete ricercatori e esperti del settore per la produzione di paper e documenti con proposte ed indicazioni da sottoporre ai decisori ed ai media per ampliare il confronto.

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Veronica Pivetti su La Lega

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

“Di là di quello che stabilirà l’inchiesta, la Lega ha fatto un autogol. Questo è vermante uno scossone spaventoso per il loro elettorato. Poi adesso se la prendono tutti col Trota, ma – voglio dire – non è che sembrasse Eistein anche prima”. Lo afferma l’attrice Veronica Pivetti – sorella di Irene, ex presidente leghista della Camera – durante la trasmissione Non ci sono più le mezze stagioni, di Roberta Giordano, su Radio 24, commentando le notizie che stanno emergendo dall’inchiesta sulla Lega Nord. “Premetto” sottolinea Pivetti “che non sono mai stata leghista, non condivido nulla della Lega, ma questo è un partito che c’è da tanto tempo e c’è tanta gente che ci ha creduto fortemente. A parte che ora ci sarà l’inchiesta, ma quello che è saltato fuori è molto penoso, ed è soprattutto un enorme tradimento per l’elettorato leghista. Io credo che le ultime cose che sono venute fuori sulla Lega sia stato un vero shock per i leghisti”. E a proposito degli espulsi e dei graziati dal partito, Pivetti, sempre durante la trasmissione di Roberta Giordano, osserva: “Adesso se la prendono tutti col Trota, ma – voglio dire – non è che sembrasse Eistein anche prima. Se son vere le cose a suo carico – se saranno appurate – sono di una bassezza tremenda, anche per come vengono fuori.. Però, insomma, non è che neanche prima il Trota fosse l’immagine dell’Italia del futuro”. Quanto all’epurazione di Rosy Mauro, l’attrice commenta: “Qualcuno dovevano fare fuori in modo brutale. Intanto è una donna. Io cero non la difendo, Ma, in quanto donna, è stata facilissima da colpire. Qualcuno da tirare via come un birillo ci doveva essere. Però io vorrei anche sapere: Calderoli cosa ci racconta?”.

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Obbligazioni ad alto rendimento nel fondo Legg

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Londra.Ian Edmonds, top di manager del fondo Legg Mason Western Asset Global Multi Strategy Fund, che ha in gestione 1,8 miliardi di dollari* sta ricostruendo l’esposizione al settore delle obbligazioni ad alto rendimento grazie a opportunità che individua nel mercato primario. Alla fine di febbraio, a causa del protrarsi delle incertezze riguardanti l’Europa, Edmonds ha ridotto l’esposizione alle obbligazioni ad alto rendimento a un 25% del portafoglio. “Le obbligazioni ad alto rendimento europee si sono riprese con forza dall’inizio dell’anno, toccando, alla fine di febbraio, un rendimento del 10% circa”, spiega Edmonds. “Tuttavia, poiché l’outlook economico per l’Europa continuava a essere negativo e l’incertezza non era risolta, abbiamo deciso di limare un po’ queste posizioni”. Ora, avendo già realizzato la presa di profitti sui titoli rimbalzati maggiormente, Edmonds ha deciso di procedere a una ricostruzione graduale del settore alto rendimento del portafoglio avvalendosi delle emissioni primarie. “Riteniamo che nel mercato primario ci saranno opportunità migliori”, afferma. “Per ora, per ricostruire l’esposizione a questi mercati ci avvarremo delle nuove emissioni, perché queste ci danno la possibilità di diversificare i nomi e di trarre vantaggio da un posizionamento su quei titoli emessi da società che arrivano sul mercato perché vogliono dipendere meno dalle banche per il finanziamento”. Tra le società che Edmonds preferisce in questo momento ci sono Orange Switzerland, ONO – una società di televisione via cavo spagnola – e Gategroup, un’azienda specializzata nel catering aereo. Oltre all’alto rendimento, Edmonds continuerà a tenere sotto stretta osservazione le nuove emissioni nel comparto delle obbligazioni societarie di qualità nel quale, in parte per le valutazioni, preferisce quelle europee e americane di tipo non finanziario.”In termini di flusso di cassa e di solidità del bilancio, i fondamentali dei titoli dei comparti non finanziari continuano a essere robusti”, continua Edmonds. “Abbiamo comprato obbligazioni di alcune società farmaceutiche come Teva e del tabacco come Phillip Morris, tutte di tipo non ciclico. Detenerle in portafoglio è una questione di buonsenso alla luce delle diffuse preoccupazioni per un rallentamento globale che ha origine nella crisi europea”. Nonostante la sua preferenza per il mercato primario, in presenza di una volatilità in aumento e di un ulteriore miglioramento delle valutazioni, Edmonds mirerebbe a rafforzare l’esposizione che già detiene nel mercato secondario. “Nel caso di una maggiore volatilità, varrebbe sicuramente la pena di aumentare alcune delle nostre posizioni nei mercati del debito utilizzando la liquidità che abbiamo tenuto nel portafoglio”. “Una svolta positiva in questi mercati si rifletterà, a nostro avviso, nella performance del Fondo. Considerando l’energica partenza da inizio anno, riteniamo che sia arrivato il momento di una qualche correzione. In portafoglio abbiamo tenuto della liquidità che possiamo utilizzare in caso di necessità”.

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Anarchia o dittatura

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

L’antipolitica espressa in questi termini è un “falso in bilancio” nel senso che la rabbia dei cittadini non sta tanto nella politica quanto nei politicanti. Il rischio semmai è che “Simul stabunt vel simul cadent” ovvero “come insieme staranno così insieme cadranno” ed è questo e non altri l’effettivo problema. Occorre far riflettere sulla differenza di fondo che esiste tra le due facce della stessa medaglia perché non è l’antipolitica ma sono i politici il gradiente che agita gli umori della contrarietà pubblica.
Come ho più volte precisato abolire i partiti, contenitore naturale della politica, significa aprire la porta alla dittatura, ma è anche vero che tenerli, come sono oggi, si va dritti verso l’anarchia.
Ecco perché è necessario stabilire delle regole rigide per restituire alle istituzioni il prestigio e il rispetto che meritano e il primo passo è quello d’avere politici galantuomini e non come afferma l’onorevole Antonio di Pietro che oggi in Parlamento siedono 150 inquisiti e 150 loro difensori e che se un tempo al ladro per sfuggire alla giustizia non gli restava altro che rendersi latitante oggi gli basta diventare parlamentare.
E se la democrazia ha delle regole e se queste regole vogliamo farle rispettare a dispetto degli intrighi di palazzo: come la legge elettorale denominata “porcellum” dal suo stesso ideatore e il finanziamento pubblico ai partiti che non tiene conto delle spese effettive ma va oltre favorendo in tal modo gli abusi e gli interessi personali, dobbiamo trasformare la chiamata alle urne come un castigamatti che incominci a penalizzare quei partiti che hanno ciurlato nel manico per ottenere, per lo meno, l’azzeramento di quella componente che i movimenti politici non sono riusciti ad estirpare. E si badi bene: non dimentichiamo che l’antipolitica porta tendenzialmente al non voto e ciò costituisce una beffa per il rinunciatario in quanto toglie l’incomodo al dissenso e moltiplica il consenso. Infatti se, diciamo, il 60% degli elettori vota e il 31% favorisce i soliti partiti costoro potranno dire di aver ottenuto il 51% dei consensi mettendo a tacere per sempre quel 40% che non è andato a votare, ma che se lo avesse fatto non avrebbe, di certo, fatto vincere gli indesiderati. E come si dice in questi casi: “riflettete gente, riflettete. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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