Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 20 aprile 2012

Ictus: interventi tempestivi grazie alle stroke unit mobili

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Nei pazienti con sospetto ictus, il trattamento attraverso stroke unit mobili riduce sostanzialmente il tempo medio che intercorre tra il momento dell’allarme e la decisione terapeutica. È quanto emerge da uno studio tedesco randomizzato controllato, condotto in un solo centro sotto il coordinamento di Silke Walter, dell’Ospedale universitario del Saarland, a Homburg. A fronte di una percentuale estremamente bassa (dal 2% al 5%) dei pazienti che ricevono in tempo un trattamento trombolitico dopo un ictus, i ricercatori si sono proposti di verificare l’efficacia di un nuovo approccio di diagnosi e trattamento che inizia direttamente sul posto dove avviene l’emergenza, invece di attendere l’arrivo in ospedale. Sono rientrati in questo studio randomizzato e controllato 100 pazienti di età compresa tra i 18 e gli 80 anni con sintomi di ictus iniziati non più di due ore e mezzo prima della chiamata al reparto di pronto soccorso. Un gruppo di 53 soggetti ha ricevuto un trattamento preospedaliero in una speciale ambulanza equipaggiata con uno scanner per tomografia a raggi X computerizzata, un laboratorio per analisi e una connessione per assistenza telemedica, mentre gli altri 47 sono stati sottoposti al consueto trattamento ospedaliero. L’utilizzo della stroke unit mobile ha ridotto il tempo tra l’allarme e l’avvio del trattamento, che è stato mediamente di 35 minuti rispetto ai 76 registrati nei casi di terapia iniziata in ospedale. Simili risparmi di tempo si sono avuti nell’esecuzione della tomografia, delle analisi di laboratorio e della terapia trombolitica intravenosa. Gli outcome relativi alla sicurezza sono stati simili nei due gruppi. Lancet Neurol. 2012 Apr 10. [Epub ahead of print] (fonte doctornews33)

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Il consumo di carne rossa aumenta la mortalità

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Vari studi hanno suggerito una maggiore longevità dei vegetariani e l’associazione del consumo di carne rossa con diabete, cancro e problemi cardiovascolari. Ora i risultati di due studi prospettici, su grandi campioni di popolazione, non lasciano spazio a dubbi. Nutrizionisti ed epidemiologi dell’Harvard school of public health hanno analizzato prospetticamente i dati di 37.698 uomini del Health professionals follow-up study (1986-2008) e 83.644 donne del Nurses’ health study (1980-2008), senza patologie cardiovascolari nè cancro al basale, per indagare il rapporto tra consumo di carne rossa e mortalità. La dieta dei partecipanti è stata controllata regolarmente attraverso appositi questionari, somministrati ogni 4 anni, e il follow-up si è protratto fino a 28 anni per un totale di 2,96 milioni di persone-anno. I ricercatori hanno rilevato complessivamente 23.926 decessi, tra cui 5.910 per malattie cardiovascolari e 9.464 per cancro. All’analisi dettagliata dei dati raccolti è risultato che, effettivamente, il consumo di carne rossa si associa a un aumento di rischio della mortalità complessiva e di quella specifica per cancro e per malattie cardiovascolari.
L’analisi multivariata, aggiustata per i principali fattori confondenti, ha indicato un aumento complessivo della mortalità del 13% per ogni porzione giornaliera in più di carne rossa non troppo lavorata e del 20% per tagli molto lavorati industrialmente, come hamburger o carne in scatola. Nel dettaglio, i due tipi di carne rossa hanno comportato un aumento della mortalità per patologie cardiovascolari rispettivamente del 18% e del 21% e per cancro del 10% e del 16%, sempre per ogni porzione aggiuntiva.
Gli autori ipotizzano diversi meccanismi alla base dell’associazione tra il consumo di carne rossa e l’aumentata mortalità media. Riguardo alle malattie cardiovascolari, una parziale spiegazione potrebbe essere fornita dall’effetto negativo sulle coronarie del colesterolo e dei grassi saturi. D’altra parte, anche il ferro eme che si trova nelle carni rosse è stato correlato da alcuni studiosi a infarto miocardico e patologie coronariche a esito infausto. È stato inoltre suggerito un ruolo negativo dell’alto contenuto di sodio, di nitriti e nitrati, particolarmente nella carne lavorata industrialmente. L’aumento di mortalità per tumori del colon-retto e per diverse altre neoplasie era già stata documentata. Sono indiziate alcune sostanze presenti nelle carni rosse e altre prodotte dalle alte temperature della cottura: nitrosamine e nitrosamidi, idrocarburi policiclici aromatici e amine eterocicliche sono potenziali cancerogeni. Così, il ferro eme e l’eccesso di ferro possono produrre per esempio la formazione di composti N-nitrosi, una proliferazione epiteliale e un aumento dello stress ossidativo.
La sostituzione di una porzione di carne al giorno con una porzione di pesce riduce del 7% il rischio di morte, con latticini magri o legumi del 10%, con cereali integrali del 14% e con frutta secca del 19%. Basterebbe davvero poco per abbattere la mortalità perché, come scrivono gli autori, «alla fine del periodo di follow-up, il 9,3% dei decessi tra gli uomini e il 7.6% tra le donne avrebbe potuto essere prevenuto se tutti i partecipanti avessero consumato meno di mezza porzione al giorno (circa 42 g) di carne rossa». Arch Intern Med. 2012;172(7):555-563 (fonte doctornews33)

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Governo clinico, Regioni: promozione con riserva

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

«Permangono ancora elementi che suscitano forti perplessità per l’invasività di parte dell’articolato sull’autonomia e sulle competenze regionali». È il giudizio della commissione Salute sul ddl per il Governo clinico esaminata ieri dai presidenti delle Regioni e anticipata da Il Sole-24 Ore Sanità. In sintesi, un parere che conferma i dubbi dei governi locali sull’impianto del disegno di legge (ormai in procinto di approdare all’aula per l’esame finale) senza però decretare quella bocciatura che lo stesso settimanale aveva annunciato due settimane fa. In ogni caso, il giudizio della commissione Salute è severo: «Le aspettative delle Regioni» si legge nel documento «sarebbero state meglio comprese se il legislatore si fosse indirizzato a riformulare indirizzi e principi per affermare la “qualità tecnica” che, almeno secondo la letteratura, è oggetto specifico e sostanza del cosiddetto governo clinico». In altri termini, nel rispetto della legislazione concorrente Roma avrebbe dovuto limitarsi a dare le coordinate per lasciare ai governatori il compito di dettagliarle. Invece, con questo ddl lo Stato interviene sulla «struttura organizzativa delle aziende sanitarie», da cui una limitazione delle autonomie regionali. A conferma, il parere punta il dito contro alcuni passaggi del provvedimento: l’inserimento obbligatorio del collegio di direzione tra gli organi aziendali, le modalità di nomina dei direttori di struttura complessa (da scegliere in una terna), la sparizione dell’esclusività di rapporto per questi stessi direttori e l’aumento automatico a 67 anni per il pensionamento dei medici. E sempre a proposito di medici, per la Commissione libertà e autonomia professionale dei medici rimangono principi condivisi ma andrebbero comunque ricondotti «alle scelte di programmazione aziendale stabiliti dalla direzione generale e definiti consensualmente negli accordi di budget». Come dire, va bene il governo clinico del Ssn ma per noi conta di più il governo contabile.(fonte doctornews33)

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Fondo per le piccole e medie imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Lo Studio Legale Hogan Lovells e GEM Group, fondo internazionale che gestisce diversi veicoli di investimento, hanno tenuto un seminario presso la sede di Borsa Italiana dove si è discusso dei “Nuovi strumenti di patrimonializzazione per le società di capitali”. Durante gli interventi, che sono stati introdotti da Borsa Italiana in un contesto di sviluppo e supporto alla crescita delle aziende italiane, GEM ha illustrato, attraverso gli interventi di Glauco Verdoia, Partner del Desk Italiano e Chris Brown, Managing Director del Gruppo con base a New York, le proprie attività in oltre 50 paesi nel mondo nel corso del ventennio di attività, nei quali sono stati conclusi 320 equity deals. Sono stati inoltre presentati i contratti con cui GEM Group si affaccia sul mercato nazionale ed internazionale proponendo alle società quotate e in pre-IPO aumenti di capitale riservati ed altre forme alternative di investimento. GEM ha anche annunciato di essere in trattativa con un primario Istituto Bancario Italiano per la creazione di un Fondo di Private Equity dedicato alle SME Italiane con target massimo di 20 milioni per equity investment. L’avv. Roberto Culicchi, responsabile del settore Equity Capital Markets di Hogan Lovells ha illustrato e sottolineato l’importanza dell’informativa al mercato ed alle autorità competenti relativamente alle operazioni di aumento di capitale riservato, illustrando le tempistiche e le procedure richieste. Ha infine concluso il seminario Deloitte che ha tracciato l’attuale scenario economico confermando così l’importanza che ricopre la possibilità di poter scegliere degli strumenti di investimento flessibili che possano dare nuova linfa alle imprese italiane, anche da parte di investimenti stranieri. Il Desk italiano di GEM è pure impegnato nello sviluppo di attività di Equity Capital Markets in Vietnam, con la collaborazione di EuroVietnam Consulting & Trade Promotion Agency e Global Partners Asset Management, per la proposta di contratti di Equity Credit Line alle società quotate al mercato borsistico vietnamita che conta circa 700 imprese con una capitalizzazione di oltre 30 miliardi di USD.

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Miami Home Prices Rise Significantly for Fourth Consecutive Month

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Miami, FL – For the fourth consecutive month, Miami home prices posted strong gains in March. The median sales price of condominiums in the Miami-Dade County surged 46 percent to $141,700 in March compared to a year earlier, according to the 26,000-member MIAMI Association of REALTORS and the local Multiple Listing Service (MLS) system. The median sales price of single-family homes rose 13 percent to $180,000.Statewide median sales prices in March increased 20.8 percent to $105,000 for condominiums and 10.3 percent to $139,000 for single-family homes, according to data from Florida Realtors Industry Data and Analysis department and vendor partner 10K Research and Marketing. The national median existing-home price for all housing types was $163,800 in March, a 2.5 percent increase from March 2011.In March, the average sales price for single-family homes in Miami-Dade County increased 21.8 percent, from $279,608 in 2011 to $340,634 in 2012. The average sales prices for condominiums jumped 23 percent, from $212,616 to $261,523.Sales of existing homes decreased but remain at historically high levels. The sales of existing single-family homes in Miami-Dade decreased 12 percent in March, from 1,039 to 919, compared to record sales levels March 2011. Sales of condominiums were down 10.1 percent, from 1,542 to 1,387, compared to March 2011.Statewide sales of existing single-family homes totaled 18,370 in March 2012, down 5.7 percent compared to a year ago. Statewide condominium sales totaled 10,012, down 12 percent from those sold in March 2011. Nationally, sales of existing single-family homes, townhomes, condominiums, and co-ops decreased 2.6 percent from February but were 5.2 percent higher than they were in March 2011, according to the National Association of Realtors (NAR).
Inventory Declines 34 Percent Year-over-Year From March 2011, the inventory of residential listings in Miami-Dade County has decreased 34 percent from 18,883 to 12,379 in March 2012. Compared to the previous month, the total inventory of homes dropped 5.1 percent. Total housing inventory nationally decline 1.3 percent at the end of March but is 21.8 percent below a year ago.(Lynda Fernandez)
Strong demand for bank-owned (REO) properties and improved processing of short sales has resulted in rapid absorption of distressed listings and contributed to price appreciation. In March, 49 percent of all closed residential sales in Miami-Dade County were distressed, including REOs (bank-owned properties) and short sales, compared to 52 percent in March 2011 and 54 percent the previous month. Contrary to a year ago, there are now more short sales being transacted than REOs.

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Attività medici senza frontiere

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

In risposta a questo afflusso massiccio, Medici Senza Frontiere (MSF) sta rafforzando le proprie attività e l’assistenza medica d’urgenza in questa zona desertica, dove l’accesso alle cure mediche è estremamente limitato.I combattimenti tra l’esercito del Mali, il movimento dei tuareg e altri gruppi armati sta costringendo migliaia di persone a fuggire verso Fassala, in Mauritania, località a 3 chilometri dal confine col Mali. “La presenza di gruppi armati e le incertezze politiche in Mali sta generando paura e panico tra la popolazione”, dichiara Elisabetta Maria Faga, coordinatore del progetto di MSF. Gli sfollati sono principalmente famiglie tuareg della regione di Timbuktu. “Arrivano qui esausti dopo un viaggio di due giorni in camion”.Nel campo Mbera, nel cuore della regione del Sahel e a sei ore di macchina dal più vicino ospedale di riferimento di Nema, MSF sta fornendo assistenza sanitaria primaria e materna ai rifugiati e cure mediche ai bambini malnutriti. MSF sta anche supportando le popolazioni locali, gestendo punti sanitari nella regione. “Un gran numero di persone soffre di infezioni respiratorie e diarrea a causa della mancanza di accesso all’acqua, l’esposizione a temperature estreme e a frequenti tempeste di sabbia”, spiega Jean-Paul Jemmy, coordinatore medico di MSF.Aumentando il numero di sfollati, cresce anche la pressione per la risposta umanitaria per migliorare le condizioni di vita all’interno del campo. Ci sono attualmente 100 latrine in comune per 57.000 rifugiati e solo nove litri di acqua per persona, al giorno. Queste condizioni sono al di sotto degli standard umanitari, che richiedono 20 litri di acqua per persona, al giorno, e una latrina ogni 20 persone. “Ci aspettiamo ancora diverse migliaia di sfollati nelle prossime settimane. Con questo costante afflusso di persone, dobbiamo agire in modo rapido ed efficiente per fornire servizi di emergenza. Dobbiamo fornire ricoveri a sufficienza, acqua e servizi sanitari e rafforzare l’assistenza medica di emergenza generale”, conclude Jean-Paul Jemmy. Da febbraio, MSF ha effettuato oltre 8.500 visite mediche di base a Fassala e Mbera (Mauritania). MSF sta anche rispondendo alle esigenze mediche dei rifugiati maliani in Niger e Burkina Faso. L’organizzazione sta lavorando anche nel nord del Mali (Timbuktu, Gao, Kidal e Mopti), dove offre assistenza sanitaria di base alle persone sfollate dalla violenza.

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Politica: italiani pronti al cambiamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

“Il nuovo movimento nazionale deve nascere subito, gli italiani sperano in un cambiamento totale ed epocale alle prossime politiche. Non è uno scatto in avanti, ma una deci­sione ponderata presa, non da ieri, da tutto il Terzo polo”. Lo afferma la senatrice di Futuro e Libertà, Barbara Contini, in un’intervista pubblicata oggi sul “Il Futurista”.“Urgono persone leali, one­ste e pulite per contrastare l’antipolitica venuta fuori nell’ultimo biennio. All’interno di molti partiti, datati o seminuovi, riscontro la presenza di galantuomini rimasti però in silenzio, così come molti cittadini: è giunto il momento di restituire loro la parola”, aggiunge la senatrice”. “Sui nomi la priorità deve essere la competenza di chi amministra; in questi quattro anni in Senato ho registrato grandi scoraggiamenti, che ho contrastato con la forza di rimanere indenne da ogni collusione con gen­te che francamente non mi piaceva e non mi piace. In questo senso dovrà andare la nuova proposta: competenza, novità e trasparenza. Gli italiani sono pronti al cambiamento, – conclude la Contini – la politica si dimostri all’altezza di un compito a cui non ha assolto né nella prima né nella secon­da repubblica”.

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Devicor Launches New Tetherless Vacuum-Assisted Biopsy System

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Breast biopsy

Breast biopsy (Photo credit: Wikipedia)

Cincinnati, (PRNewswire) Devicor® Medical Products, Inc. (Devicor), announced the commercial launch, on 1st May 2012, of the Mammotome® elite Biopsy System, the only tetherless single insertion, multiple sample, vacuum-assisted biopsy (VAB) device featuring proprietary TruVac™ vacuum technology. Unlike competing devices that rely on automated syringes, elite provides a vacuum that achieves nearly the same suction power of the traditional Mammotome® VAB system, enabling the device to capture large, high quality tissue samples.
The Mammotome® elite Biopsy System will be used to aid in the detection and treatment of breast cancer in ultrasound-guided breast and axillary lymph node biopsies. In March, Devicor received 510(k) clearance from the U.S. Food and Drug Administration for use on patients. The product has also received European CE marking.
The Mammotome® elite system includes a reusable holster, a charging base and a single-patient-use disposable 13-gauge probe with a bladed insertion tip. This tip is designed to move easily through tissue while allowing physicians to maintain control of the needle even in problematic dense breast tissue. The new lightweight ergonomic design of elite provides superior control for precise needle placement and easy insertion.
Says William R. Poller, M.D., FACR, Director of Breast Imaging at West Penn Allegheny Health System in Pittsburgh, PA, “What makes the Mammotome® elite device unique is its ability to provide the tissue quality of a full VAB device, with the convenience of a disposable core needle. The simplicity of elite’s design allows me to maintain my focus on the biopsy site and the single insertion device reduces procedure time, easing patient anxiety. This is a game-changing diagnostic tool.”
Tom Daulton, CEO of Devicor, says, “In the last several years, Devicor has invested heavily in developing innovative new tools that help doctors more effectively diagnose and treat breast cancer. Mammotome® elite is the first of many exciting product innovations including markers, next generation VAB and other breast biopsy products we will be bringing to patients and clinicians around the world.”
In 2011, more than 1.4 million women in the United States alone underwent a biopsy procedure with approximately 40% of those undergoing vacuum-assisted breast biopsies. VAB procedures are growing in popularity with clinicians and patients because they provide a more accurate diagnosis than traditional core needle biopsies and are less invasive than surgery.
About Devicor® Medical Products, Inc. Devicor Medical Products, headquartered in Cincinnati, Ohio, has more than 400 employees around the globe. The company is committed to advancing technology to help clinicians accurately diagnose breast disease, such as breast cancer, through minimally invasive procedures. Devicor’s product portfolio includes the world-renowned Mammotome® Breast Biopsy System, neo2000® Gamma Detection System (GDS) and tissue markers (MammoMARK™, MicroMARK®II, and CorMARK™) used in breast disease diagnostic sampling and management. These products are sold in more than 50 countries around the world. Since its introduction in 1995, more than 4 million women have had a minimally invasive breast biopsy in stereotactic, ultrasound or MRI-guidance imaging using the Mammotome® Breast Biopsy System. For more information, please visit http://www.devicormedical.com or http://www.mammotome.com.

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Delisting fascia C, 220 medicinali in più nelle parafarmacie

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Sono circa 220 i medicinali che per effetto del cosiddetto “delisting”, si potranno trovare anche sui banconi di parafarmacie e corner dei supermarket. La nuova lista di farmaci che lasciano la fascia C e stilata dal ministero della Salute con l’Aifa, è stata firmata ieri dal ministro Renato Balduzzi in anticipo sulla scadenza dei 120 giorni indicati dalla manovra del governo Monti per individuare questi farmaci. Ora i cittadini, come ha spiegato lo stesso ministero della Salute, potranno trovare prodotti di largo uso come «antivirali per uso topico a base di acyclovir, antimicotici vaginali prodotti per la circolazione colliri antiallergici e antiinfiammatori per uso topico». Resteranno invece di competenza della farmacia “tradizionale” «i medicinali stupefacenti, gli iniettabili, i medicinali del sistema endocrino e di tutti i medicinali per i quali è previsto il più rigoroso regime della vendita dietro presentazione di ricetta medica da rinnovare volta per volta», quelli che già lo stesso decreto legge escludeva dalla possibilità di passare alla vendita senza ricetta. L’intero mercato dei farmaci di fascia C rappresenta un mercato da circa 3 miliardi di euro l’anno e il provvedimento approvato dal governo aveva suscitato le critiche da parte dei titolari delle 18 mila farmacie sparse lungo il territorio, preoccupate di perdere un importante quota di mercato a danno delle parafarmacie e della grande distribuzione. Viceversa era molto attesa dai parafarmacisti che rivendicano però anche la possibilità di vendere i farmaci con ricetta ma a carico del Ssn, visto che anche nella grande distribuzione e in parafarmacia è comunque sempre prevista la presenza di un farmacista. La lista completa dei medicinali che sono stati in sostanza “liberalizzati” verrà pubblicata, con «la specificazione del principio attivo e del marchio di fabbrica» nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale.(fonte farmacista33)

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Il cuore della terra

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

E’ un romanzo basato dall’inizio alla fine su falsi storici e falsi letterari. Il falso storico è quello del ritrovamento a Cipro di un manoscritto nel quale un anonimo scrittore racconta i giorni del soggiorno di Friedrich Nietzsche nell’autunno del 1892 nell’isola, dove il filosofo si era rifugiato nel tentativo di liberarsi dall’influenza malvagia di Richard Wagner.
In questa saga della finzione Nietzsche appare come un uomo mite, ossessionato da un demoniaco Wagner. Da questa invenzione letteraria prende le mosse Svetislav Basara per scrivere un romanzo folle e affascinante, dove il vero e il falso si mescolano, i documenti reali sono contraddetti da documenti apocrifi, inserti filosofici tratti dalle opere di Nietzsche sono piegati a supporto di tesi insostenibili.
L’ironia devastante di questo grande romanzo satirico non si placa mai, Basara procede a colpi d’ascia, chiudendo l’opera con una serie di testimonianze (finte, naturalmente) di uomini eminenti su Nietzsche: Gillo Dorfles, Günter Grass, Salvador Dalí, Sigmund Freud, Andy Warhol, Emil Cioran, fino a un fulminante John Wayne.
Svetislav Basara, nato nel 1953 a Bajina Bašta in Serbia occidentale, alla frontiera bosniaca, è uno dei più grandi scrittori della letteratura serba. Autore di più di venti opere letterarie, romanzi, saggi, ha ricevuto numerosi premi tra i quali il premio NIN per il migliore romanzo breve pubblicato in Serbia nel 2006, Uspon i pad Parkinsonove bolesti (Ascesa e caduta del morbo di Parkinson). Il suo romanzo Fama o biciklistima (Quel che si dice dei Ciclisti Rosacroce) è stato proclamato nel 1988 dai critici serbi uno dei dieci romanzi migliori degli anni Ottanta.
Autore: Svetislav Basara Collana: Nuove lune 29 Categoria: letteratura straniera Pagine: 288 ISBN978-88-497-0815-8 Prezzo: € 20,00 Besa editrice

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Vittorio Bodini: Leonardo Sciascia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia (Photo credit: Wikipedia)

I percorsi intellettuali di Vittorio Bodini e Leonardo Sciascia occupano un posto di primo piano nella storia della cultura (non solo meridionale) del Novecento. Quello che emerge dal loro carteggio è l’affascinante profilo di due scrittori curiosi e poliglotti, poeti e narratori di talento e dalle letture sterminate, con una tensione mai dismessa verso la mappatura di esperienze poetiche e letterarie che dalla provincia del Sud approdano in Europa e arrivano fino al mondo arabo-ispanico. Forse le pagine più rivelatrici dell’epistolario sono proprio quelle incentrate sulla attività di traduzione e promozione editoriale; in particolare sui progetti portati a compimento e su altri mai realizzati, come un’antologia della poesia spagnola contemporanea o una collana dedicata alle scritture antiche e moderne del Mediterraneo. Intanto Sciascia e Bodini perfezionavano o completavano il rispettivo apprendistato letterario con la pubblicazione di opere fondamentali quali Le parrocchie di Regalpetra (1956), Dopo la luna (1956) e la traduzione del Chisciotte di Cervantes (1957).Autore: Vittorio Bodini- Leonardo Sciascia (a cura di Fabio Moliterni)
Collana: Bodiniana 2 Categoria: letteratura italiana Pagine: 164 ISBN 978-88-497-0803-5 Prezzo: € 15,00 Besa editrice.
Vittorio Bodini (Bari 1914 – Roma 1970), ispanista tra i più autorevoli del Novecento, studioso e traduttore del Barocco, del Teatro di Lorca (1952), del Don Chisciotte di Cervantes (1957) e dei Poeti surrealisti spagnoli (1963) ha pubblicato prose, saggi critici e alcune raccolte di poesia come La luna dei Borboni (1952) e Dopo la luna (1956), quest’ultima in una collana diretta da Leonardo Sciascia.
Leonardo Sciascia (Racalmuto 1921 – Palermo 1989) è ormai considerato un classico del Novecento. Il profilo che sta assumendo in questi ultimi anni è quello di uno scrittore europeo, in contatto soprattutto con la letteratura francese (da Stendhal a Diderot ai philosophes) e con quella spagnola, della quale è stato traduttore autodidatta oltre che studioso “dilettante”.

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Droga e prevenzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

«Le informazioni che emergono dal rapporto Espad-Cnr, secondo cui gli studenti delle scuole superiori italiane continuano ad essere particolarmente interessati dal consumo di droghe nonostante un’incoraggiante diminuzione nell’uso di sostanze psicotrope illegali, confermano l’opportunità della scelta di Roma Capitale di puntare forte sulla prevenzione fin dall’età precoce per poter sconfiggere definitivamente questa piaga, che impedisce loro di vivere la bellezza della loro età e di costruire il proprio futuro come un’opera d’arte».È quanto dichiara l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo con delega all’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, commentando i dati dell’indagine del Cnr sul consumo di droghe tra gli studenti italiani nel 2011, diffusi ieri.«Negli ultimi tre anni – prosegue l’Assessore capitolino – gli studi hanno evidenziato un calo costante dei consumi di sostanze stupefacenti e alcoliche, soprattutto nelle giovani generazioni. Segno che è appunto la prevenzione, l’informazione in contesti educativi e scolastici e la promozione di stili di vita sani già nei bambini e nei ragazzi che può fare la differenza per il futuro dei nostri figli».«I ragazzi – sottolinea Luigi Maccaro, presidente dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze – devono capire, sin dalla più tenera età, che tutte le sostanze stupefacenti sono gravemente dannose per la loro salute psico-fisica e che ne impediscono una presenza positiva e armonica nella società. Bisogna interrogarsi seriamente sulla qualità degli ambienti che frequentano i nostri figli. Alcuni di loro sono particolarmente vulnerabili, per mille ragioni, e hanno bisogno di azioni di prevenzione sostenute e mantenute nel tempo. Per questo, è indispensabile supportare e rinforzare il ruolo e la responsabilità di famiglia e scuola, le agenzie educative più importanti, dove la maggior parte dei ragazzi può vivere una proposta educativa densa di significati e fortemente formativa. Ed è necessario che ci sia condivisione del progetto educativo, coerenza di messaggi e sintonia di azione tra le varie agenzie educative».«I dati della ricerca Cnr indicano – conclude De Palo – che lo scorso anno più del 20% degli studenti ha fatto uso di cannabis, il 2,7% di cocaina e l’1,2% di eroina. Numeri che ci dicono che c’è ancora molto da fare e che non dobbiamo abbassare la guardia. Attraverso le proposte del Nuovo Quadro dei Servizi cittadino, Roma Capitale ha voluto confermare i servizi importanti per chi cerca di uscire dal tunnel della dipendenza rafforzando nel contempo tutte quelle iniziative utili per estirpare alla radice il problema, prima ancora che si verifichi. Siamo convinti che avere a cuore il futuro dei nostri giovani significa impegnarsi nel presente per tenerli lontani dall’abisso della tossicodipendenza».

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Frequenze televisive in regalia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

“Berlusconi non vuole chiaramente partecipare ad un’asta a pagamento. Vuole, come avevano predisposto il suo governo e l’ex ministro Romani, che queste frequenze siano assegnate gratuitamente. Ricordo che le frequenze
televisive non sono una risorsa privata, ma sono un bene pubblico, tanto pubblico che vengono “concesse” – ossia date in affitto – per un periodo di tempo limitato. Adesso Berlusconi vorrebbe, nel caso specifico,
acquisire nuove frequenze per superare il tetto dei 5 multiplex, che è stato già fissato a suo tempo dall’Unione Europea. Nella sostanza, per parlare chiaro, Berlusconi, oltre a difendere i suoi interessi, vuole cercare di impedire l’allargamento del mercato perché la libera concorrenza ed il pluralismo riducono la forza della sua azienda”. Lo afferma l’editorialista di Repubblica Giovanni Valentini intervistato da
Articolo21 nello spazio “Osservatorio Tg”. “Io penso che in una situazione di questo tipo, quando si chiedono sacrifici a tutti i cittadini – tutti gli italiani: i pensionati, gli esodati, i giovani, le donne – non si possono risparmiare sacrifici a chi ha già una posizione forte, come Mediaset”. “Mi auguro che il governo Monti resista alle pressioni ed alle richieste, e che riesca a conciliare l’interesse generale con quello delle aziende che vivono di televisione, tra cui anche Mediaset. Intendiamoci: io penso a tanti colleghi giornalisti che lavorano nei telegiornali di Mediaset; penso a tanti operatori, a tanti tecnici, a tanti funzionari, impiegati.Mediaset è una grande azienda. Nessuno – conclude Valentini – la vuole demolire o smantellare: si tratta, come si dice in genere del capitalismo,di regolare e disciplinare questa attività perché l’espansione di Mediaset e la sua quota di mercato non producano danni a tutto il resto del sistema”.

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Aderenza allo screening per il tumore del colon-retto

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Nonostante le evidenze del fatto che la colonscopia riduce la mortalità per tumori del colon-retto, l’adesione ai programmi di screening rimane insufficiente. A conclusione di uno studio randomizzato condotto negli Stati Uniti, gli autori ritengono opportuno un maggior ascolto delle preferenze dei pazienti. I ricercatori, coordinati da John M. Inadomi della university of Washington a Seattle, hanno selezionato persone a medio rischio di sviluppare cancro colon-rettale, appartenenti a diverse etnie e residenti in diversi contesti urbani; alcuni hanno ricevuto la raccomandazione di effettuare una ricerca di sangue occulto nelle feci, altri di sottoporsi a colonscopia, mentre a un terzo gruppo si è proposto di scegliere tra le due opzioni. Si è poi verificato, a distanza di un anno, in che misura i partecipanti avevano effettivamente seguito le raccomandazioni dei medici e, in una seconda analisi, si sono valutati i fattori sociodemografici associati al completamento dello screening. Dei 997 soggetti inclusi nello studio, il 58% ha completato lo screening assegnato o scelto. Ma entrando nel dettaglio si scopre che, tra coloro a cui era stata raccomandata la colonscopia, solo il 38% si sono sottoposti all’esame, mentre la percentuale di controlli effettuati sale al 67% tra coloro a cui era stato consigliato la ricerca del sangue occulto fecale e al 69% nel caso in cui era stata offerta una scelta. I latini e gli asiatici – specialmente i cinesi – hanno seguito più scrupolosamente le indicazioni rispetto agli afroamericani, che hanno accettato più spesso l’esame fecale ma non la colonscopia.Arch Intern Med, 2012; 172(7):575-82 (fonte doctornews33)

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Flavonoidi: possibile ruolo protettivo dal Parkinson

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

L’assunzione abituale di quote elevate di alcuni flavonoidi può ridurre il rischio di malattia di Parkinson (Pd), soprattutto negli uomini, ma non può essere escluso l’effetto protettivo di altre sostanze presenti in alimenti di origine vegetale. È la conclusione di uno studio condotto da Xiang Gao dell’Harvard medical school di Boston (Usa) e colleghi su 49.281 uomini e 80.336 donne , in cui si è valutata l’assunzione dei flavonoidi totali e delle loro sottoclassi (flavononi, antocianine, flavan-3-oli, flavonoli, flavoni, e polimeri) usando un archivio sulla composizione degli alimenti e un questionario validato sulla frequenza dei pasti. Inoltre si sono esaminate le cinque principali sorgenti alimentari di tali sostanze: tè, frutti di bosco, mele, vino rosso, e arance o succo d’arancia. Sono stati identificati 805 partecipanti (438 uomini, 367 donne) che hanno sviluppato Pd nel corso di un follow-up di 20-22. Tra gli uomini, dopo aggiustamento per vari fattori confondenti, quelli posizionati nel quintile più elevato di intake di flavonoidi totali hanno avuto una riduzione del 40% del rischio di Pd rispetto ai partecipanti posti nel quintile più basso. Non si sono invece osservate correlazioni significative nelle donne o nelle analisi raggruppate. Nelle analisi raggruppate in base alle sottoclassi, però, le assunzioni di antocianine e una loro ricca sorgente alimentare, ossia i frutti di bosco, sono apparsi significativamente associati a un minore rischio di Pd. Neurology, 2012; 78(15):1138-45(fonte doctornews33)

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Con troppe panoramiche dentarie più rischio di meningioma

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

L’esposizione a molteplici radiografie dentali, specie se effettuate in passato, quando le dosi di radiazioni erogate erano superiori rispetto a quelle attuali, sembrano associate a un rischio maggiore di meningioma intracranico. Come per tutte le sorgenti di radiazioni ionizzanti artificiali, un uso accorto di questo fattore di rischio modificabile potrebbe essere di beneficio per il paziente. Sono le conclusioni di uno studio di popolazione caso controllo effettuato da un’èquipe di ricercatori guidati da Elizabeth B. Claus, della Yale university school of Medicine di New Haven (Usa), allo scopo di esaminare l’associazione tra la più comune fonte di sorgenti ionizzanti negli Usa con il più frequente tumore primario cerebrale negli Stati Uniti. Sono stati inclusi nell’indagine 1.433 pazienti con meningioma intracranico diagnosticato tra i 20 e i 79 anni di età negli anni 2006-2011 e un gruppo controllo di 1.350 individui analogo per età, sesso e residenza geografica. Nell’arco della vita, i casi hanno evidenziato una probabilità più che raddoppiata, rispetto ai controlli (odds ratio, Or: 2,0), di aver avuto un esame dell’arcata dentaria. Indipendentemente dall’età in cui sono state impressionate le lastre, i soggetti che hanno affermato di essere stati sottoposti a radiografie dentarie annue o eseguite con frequenza superiore hanno manifestato un rischio superiore diversificato in base all’età, massimo tra i 20 e i 49 anni (Or: 1,9). Un rischio maggiore di sviluppare un meningioma è apparso anche associato con l’impressione di lastre panoramiche in giovane età eseguita su base annua o con frequenza maggiore. I soggetti che hanno riferito di essere stati sottoposti a tale indagine a età <10 anni hanno evidenziato un rischio di meningioma aumentato di 4,9 volte. Non si sono invece apprezzate associazioni relative alla localizzazione del tumore sovra o sottotentoriale. Cancer, 2012 Apr 10. [Epub ahead of print](fonte doctornews33)

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Equitalia e cartelle esattoriali

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Ancora più cautele per i consumatori. Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, sono molteplici, infatti, le sentenze che attribuiscono un sempre più stringente dovere di trasparenza a carico delle società incaricate della riscossione nazionale dei tributi. La mancata indicazione del procedimento di computo degli interessi e delle singole aliquote su base annuale, rende nulla la cartella esattoriale. E’ quanto disposto dalla Corte di Cassazione, con la sentenza 21 marzo 2012, n. 4516. Il caso riguardava un contribuente il quale aveva impugnato la cartella di pagamento con cui l’Ufficio di Padova aveva iscritto a ruolo le somme riportate in un avviso d’accertamento, oltre interessi. Il ricorso è stato accolto dalla CTP, e su ricorso di Equitalia Polis S.p.A., tale decisione è stata poi impugnata dinanzi alla CTR del Veneto, la quale ha statuito che la mancata sottoscrizione ed indicazione del responsabile del procedimento non invalidava la cartella, aggiungendo inoltre che l’omessa indicazione delle modalità di calcolo degli interessi, riportati solo nel totale, violava il diritto di difesa del contribuente e pertanto rendeva parzialmente illegittima la cartella.
Avverso tali sentenze, il contribuente e l’Agenzia delle Entrate hanno proposto ricorso in Cassazione.
Gli ermellini hanno respinto l’eccezione sollevata dal contribuente circa l’obbligo per l’ufficio di indicare il responsabile del procedimento visto che l’art. 7 della legge n. 212/2000, pur qualificando “tassativo” l’obbligo dell’indicazione del responsabile del procedimento negli atti dell’Amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione, non indica, in alcun modo, la sanzione connessa alla sua violazione.
D’altra parte, con l’unico motivo dedotto, il Fisco ha censurato che, nell’annullare la cartella esattoriale nella parte relativa agli interessi, i giudici d’appello avrebbero disatteso il principio secondo cui la cartella esattoriale notificata a seguito di accertamenti definitivi non necessita di motivazione, anche “nella parte relativa al calcolo degli interessi disciplinato puntualmente dall’art. 20 DPR n. 602/73”.
I giudici di legittimità, hanno giudicato inammissibile tale motivo di ricorso. In particolare, è stata condivisa la decisione dei giudici d’appello, secondo i quali “nella cartella viene riportata solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza essere indicato come si è arrivati a tale calcolo, non specificando le singole aliquote prese a base delle varie annualità che nella fattispecie, vale sottolinearlo, essendo l’accertamento riferito all’anno d’imposta 1983, sono più di 23 anni calcolati”.
Sulla scorta di tali argomentazioni, l’operato dell’ufficio era ricostruibile “attraverso difficili indagini dovute anche alla vetustà della questione” che non competevano al contribuente che subiva in tal modo, una violazione del suo diritto di difesa.
Ha sostenuto la Suprema Corte a tal proposito, di alcun pregio sono state valutate le considerazioni svolte da parte ricorrente circa la non necessità della motivazione della cartella derivante da una sentenza passata in giudicato, né dal richiamo all’art. 20 del dPR n. 602 del 1973, essendo rilevante non la spettanza degli interessi, bensì il modo con cui è stato computato il totale contenuto nella cartella.
In conformità con la giurisprudenza di legittimità, secondo cui i motivi per i quali si richiede la cassazione devono presentare, a pena d’inammissibilità, i caratteri di specificità, completezza e riferibilità alla decisione impugnata (Cass. n. 17125 del 2007), tale motivo è stato, quindi, dichiarato inammissibile.

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Imu: la gabella di Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

“Rateizzare l’Imu è solo un pasticcio che non cambia la sostanza di questa odiosa ed inaccettabile gabella sulla prima casa, che auspichiamo possa essere cancellata quanto prima. Il balzello sarà insostenibile per migliaia di romani, ma pagare a rate è una presa in giro che si risolverà solo in un’ulteriore perdita di tempo per i cittadini. E’ l’aliquota che va ridotta, perché comunque già in maniera troppo pesante incide il moltiplicatore catastale che è aumentato del 60 per cento senza aver però atteso i nuovi parametri che saranno stabiliti dalla riforma del catasto: una corsa in avanti per raschiare il fondo del barile che rischia di far stramazzare sul percorso già accidentato della crisi migliaia di cittadini e le loro famiglie”. Lo dichiarano in una nota congiunta il consigliere Pdl di Roma Capitale Fabrizio Santori e Roberto Fedeli, consigliere del Pdl in IX Municipio e promotore di una petizione per l’Imu prima casa al minimo a cui hanno aderito migliaia di cittadini, in merito alla discussione sul bilancio iniziata oggi in assemblea capitolina.

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Rimesse immigrati in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

L’immigrazione fonte di arricchimento culturale, ma anche fonte di ricchezza per l’economia italiana per l’Italia, perché se è vero quanto dice il rapporto della Fondazione Leone Moressa, specializzata in economia dell’immigrazione, che nel 2011 le rimesse ufficiali sono state di 7 miliardi e 400 milioni, del 12,5% in più rispetto al 2010, è anche vero che ciò sta a significare che una parte sempre crescente della nostra economia gira intorno al grande apporto che gli stranieri in Italia stanno compiendo al sistema economico nazionale, nonostante la recessione in cui da tempo si trova il Bel paese e quindi in controtendenza con tutti i parametri economici che segnano solo aspetti negativi. Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, tali dati, quindi, contribuiscono a gettare totale discredito in tutta quella fetta della popolazione, che ci auguriamo sempre più minoritaria, che vede nell’immigrazione un fenomeno negativo, senza considerarne i sicuri e conclamati effetti positivi per il sistema socio economico del nostro Paese. È chiaro, però per evitare di dare man forte alla xenofobia ed a tendenze razziste, che i flussi migratori devono essere regolati invertendo la pericolosa spirale avviata con l’entrata in vigore della legge Bossi – Fini che ha in parte criminalizzato il fenomeno migratorio e, quindi, partendo dalla sua abrogazione bisogna avviare un percorso virtuoso d’investimento sociale ma anche economico per l’integrazione.

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Cure palliative, i più prescritti sono non oppiacei

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Stando ai dati di spesa pro-capite, il consumo di farmaci oppiacei nella terapia del dolore, in Italia, resta ancora contenuto e di fatto i medicinali più prescritti e impiegati in questo ambito continuano a rimanere i non oppiacei. Il dato emerge dalla relazione al Parlamento 2012 del ministero della Salute sull’accesso alle cure palliative e la terapia del dolore, presentata ieri, che contiene i dati riferiti al 2011. Nello stesso anno si sono, per altro, resi disponibili nuovi medicinali, associazioni e nuove molecole, entrati a far parte delle terapie farmacologiche per trattare il dolore severo: nel primo semestre è entrata in commercio l’associazione ossicodone-naloxone, e nel secondo la nuova molecola tapentadolo, già lanciata in altri Paesi e in commercio in Italia a partire dalla fine del 2011. Non sono invece più commercializzati alcuni medicinali già impiegati nella terapia del dolore. In particolare, per gli oppiacei forti si è registrato un incremento nei consumi che si attestano a 1,17 euro pro-capite, ma pur sempre inferiori ad altri paesi europei che mantengono livelli medi molto più alti di quelli italiani. Valori che come sempre risentono di una variabilità geografica, infatti i più alti sono quelli di Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Liguria, mentre al di sotto di un euro di consumo ci sono Lazio (0,89), Campania (0,73), Basilicata (0,73) e Calabria (0,75). Un andamento simile è stato rilevato anche per gli oppioidi deboli, dove il valore medio italiano di consumo pro-capite è di 0,78 euro, e la Toscana è in testa con 1,74 euro. I farmaci non oppioidi rimangono, nell’ambito della terapia del dolore, i più prescritti, con un valore pro-capite 11,7 volte maggiore rispetto a quello degli oppiacei deboli e 7,8 volte maggiore degli oppiacei forti. I valori massimi si osservano in Sardegna (12,19 euro) e Sicilia (11,28).(fonte doctornews33)

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