Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Il supertecnico del governo tecnico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 Maggio 2012

L’ultima trovata del governo Monti è stata quella di nominare un “supertecnico” per razionalizzare la spesa dei ministeri e ridurre gli sprechi. Dobbiamo presumere che è solo una “mossa di facciata” perchè tutti noi sappiamo bene dove vi sono gli sprechi e conosciamo altrettanto bene le connivenze che hanno avallato questo malcostume. Non solo. Sino ad ora non sono stati penalizzati i perdigiorno ma, strano a dirsi, solo quelli che lavorano di più.
D’altra parte le maggiori economie d’esercizio possono essere realizzate solo se riusciamo a “scorporare” dai bilanci pubblici alcune spese che dovrebbero essere assunte dalla Commissione Europea come un “esercito europeo”. Lo stesso dicasi per l’istruzione superiore e universitaria e per la politica estera. Se questi tre dicasteri rientrassero nell’ambito delle competenze comunitarie permetterebbero una reale unificazione dei sistemi di difesa, della politica estera e dell’istruzione che per loro natura e per i fini che la comunità europea intende realizzare potrebbero configurare una crescita uniforme della sua entità sovranazionale e per meglio presentarsi al cospetto della comunità internazionale.
Ma se nel frattempo accantoniamo questo progetto che presenta tempi non certo brevi per realizzarsi dobbiamo considerare altre soluzioni praticabili nell’immediato. Pensiamo ai tanti uffici ministeriali sparsi per la capitale e altre sedi periferiche a partire proprio dalla presidenza del consiglio. Partiamo dall’eccesso di personale il cui esubero potrebbe essere utilizzato per altri compiti oltre alla possibilità di impiegarlo in homeworking e teleworking (e in proposito vi è già uno studio di fattibilità e che riguarda il 28% del personale attualmente in organico). Vi aggiungeremmo un nostro progetto inteso a costituire un “dipartimento per il recupero delle risorse umane e dei beni immobili e mobili” nell’ambito dei ministeri e delle amministrazioni locali. Lo abbiamo ideato a “costo zero” impiegando personale già in servizio o recuperato da altre funzioni. Una proposta che ha motivato una delle 15 lettere inviate alla presidenza del consiglio concernente le soluzioni pratiche da adottare per determinare economie di scala nell’ambito degli uffici pubblici, pur salvaguardando la qualità del servizio, anzi migliorandolo. La loro fattibilità è stata dimostrata, ma l’ostacolo a pervenirvi è stato prima politico ed ora “tecnico” in quanto di tecnico c’è poco e tutto è improntato alla logica gattopardesca del tutto cambiare per nulla mutare in specie se si tratta di toccare “le icone del privilegio” dei grand commis di Stato. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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