Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Personale presidenza e risparmi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 Maggio 2012

Di Eduardo Di Blasi Alla Presidenza del Consiglio i fatti sono sempre più persistenti degli annunci. Per farsene un’idea basta vedere i dati usciti dall’ultima “spending review” del Palazzo di governo, quella che mirava al taglio dei dipendenti non più funzionali alla pianta organica e alla mutata missione del nuovo esecutivo dei tecnici.
Nel novembre 2011, governo Berlusconi, tra le diverse sedi di Palazzo Chigi si contavano 4.456 dipendenti, che, si annunciava, sarebbero diventati circa 3 mila attraverso il taglio degli incarichi fiduciari dati dal passato governo (una sorta di spoil System con pochi rimpiazzi), da quello dei pensionati ancora attivi in Presidenza con ruoli dirigenziali, da quello sovrabbondante delle forze di polizia che a Palazzo Chigi dovrebbero avere semplicemente due ruoli: verificare gli accessi alle sedi di governo (l’ufficio passi) e guidare le auto blu. Faccende per cui forse potrebbero essere meno dei 560 che erano nel 2011.
Al 5 di marzo, questa la data limite che il governo Monti aveva fissato per procedere al taglio (i contratti dei dirigenti erano stati prorogati per l’appunto fino a quel giorno, in attesa di capire dove poter operare risparmi), il provvedimento non si è dimostrato all’altezza dell’annuncio, tanto che da 4.456 i dipendenti dell’amministrazione sono diventati, più sobriamente, 4.129, circa mille in più rispetto alla pianta organica prevista. Il conto, del resto, dovrebbe essere presto fatto: i 5mila dovrebbero essere la somma dei dipendenti di Presidenza e Protezione Civile, cui si sommano i circa cinquecento dirigenti. Il resto, consulenti, forze dell’ordine, e strutture di missione (spesso doppioni del lavoro dei dipartimenti e veicolo di clientele), potrebbero essere potate.
Il taglio maggiore si è registrato alla voce “estranei alla pubblica amministrazione”, vale a dire tra coloro che sono arrivati in Presidenza per via fiduciaria, non provenendo da nessun ufficio pubblico. Nel 2011 la pattuglia contava 357 dipendenti. Secondo le stime iniziali era questo uno degli “sprechi” cui porre rimedio, e qualcuno supponeva che la truppa andasse rimandata a casa tutta assieme. Invece ne è rimasta in piedi metà: oggi gli esterni alla pubblica amministrazione che lavorano negli uffici di governo sono 179, 178 in meno di qualche mese fa.
Sulla vicenda dei pensionati il 5 marzo il governo Monti in una nota “ha deciso di non confermare coloro che, pur essendo in pensione, svolgevano ancora attività . A essi non potranno essere conferiti incarichi di consulenza”. Hanno quindi fatto le valigie Antonio Ragusa, che teneva i cordoni della borsa “alle risorse strumentali ed Eugenio Ficorilli, al cerimoniale. Giancarlo Bravi invece continua ad occuparsi della struttura di Missione per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La struttura medesima, infatti, resterà in funzione almeno fino a luglio.
Non compare più sul sito internet del governo nemmeno Raffaele Di Loreto, che, da 64enne pensionato dell’aeronautica, era al timone dell’ufficio per i voli di Stato e umanitari. Ufficio in cui è¨ passata la buona usanza di pubblicare i report mensili di chi, per motivi istituzionali, viaggia sui velivoli del 31esimo stormo dell’Aeronautica Militare.
Sulla presenza di una nutrita truppa di militari e forze di polizia, la “sforbiciata” è stata ancora minore: sui 560 in servizio a novembre scorso, oggi ne sono presenti 546: quattordici in meno. Oltre ai 52 dell’Aeronautica, che curano un settore specifico, ci sono 25 impiegati dell’esercito, 11 della Marina e 128 appartenenti alla Guardia di Finanza, la polizia presidia l’area con 150 addetti, i Carabinieri seguono con 135. Ci sono anche 36 della Penitenziaria, 2 forestali, due dipendenti delle Capitanerie di Porto e un vigile urbano (nel novembre scorso erano tre).
C`è infine la questione mai affrontata dei dirigenti. In Presidenza ce ne sono oltre 500: uno ogni quattro dipendenti. Tra dicembre e febbraio, Palazzo Chigi ha deciso di assorbirne altri sedici, attingendo a una graduatoria interna prorogata per l’occasione sino al dicembre 2012. Il risparmio, a detta della Presidenza del Consiglio, è data dal fatto che, attingendo a graduatorie interne, senza bandire alcun concorso pubblico come prevede la la legge, invece di 12 dirigenti se ne possono fare 16.

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