Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 12 Mag 2012

Problemi di libero scambio?

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Il Parlamento auspica che l’impulso dato dalla Primavera araba possa stimolare il progresso verso una zona di libero scambio euro-mediterranea e appoggia i negoziati volti a stabilire zone di libero scambio globali. Durante il dibattito, Rinaldi ha cercato di rassicurare i deputati preoccupati per il potenziale impatto del libero scambio sui contadini dell’Unione, sottolineando il notevole surplus commerciale dell’UE nel settore agricolo con tali paesi e i benefici che i consumatori dell’UE trarrebbero dall’apertura dei nostri mercati.

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Più potere alle piccole imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Il Parlamento desidera che la strategia commerciale dell’UE si concentri sul sostegno per le piccole e medie imprese (PMI), che in alcuni paesi forniscono addirittura il 30% dei posti di lavoro e sono, secondo il relatore, “cruciali per lo smantellamento delle oligarchie come attori chiave”.Il Parlamento chiede alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo di indirizzare gli investimenti verso le piccole e medie imprese, e alla Banca europea per gli investimenti di fornire alle PMI programmi di microcredito e di controgaranzia. I deputati auspicano incentivi per registrare l’elevato numero d’imprese operanti sul mercato nero, l’agevolazione della circolazione di uomini e donne d’affari attraverso le frontiere e il sostegno per la diversificazione del commercio.Propongono anche l’istituzione da parte degli Stati membri di programmi Erasmus e Da Vinci Euromed per gli studenti in visita, e l’apertura di camere di commercio europee insieme ai paesi partner.

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Creare democrazia nei paesi della Primavera araba

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

L’UE deve fare di più per promuovere la democrazia e la stabilità nei paesi del Mediterraneo meridionale, promuovendo relazioni commerciali reciprocamente vantaggiose, sostiene il Parlamento. Gli sforzi dovranno essere concentrati soprattutto sulle piccole imprese, in quanto principali motori di creazione di occupazione e ricchezza. In una risoluzione sulla strategia commerciale dell’UE per il Mediterraneo meridionale, adottata giovedì con 476 voti a favore, 64 contro e 40 astensioni, i deputati chiedono all’UE e agli Stati membri maggiori sforzi per sostenere la transizione verso la democrazia nei paesi della Primavera araba. “Fino ad ora, la risposta politica alla Primavera araba è stata debole”, ha dichiarato il relatore Niccolò Rinaldi (ALDE, IT). “La mia relazione spiega ciò che gli europei possono fare per aiutare queste persone, che si stanno avvicinando alla democrazia, a comprendere che esistono prospettive per una vita migliore”, ha aggiunto Rinaldi.

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Una Corte internazionale per la pirateria marittima

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Bruxelles. I deputati ritengono che la lotta contro la pirateria non possa essere vinta solo con strumenti militari. In una risoluzione approvata giovedì, l’Aula chiede ai governi nazionali di rinforzare la protezione militare delle navi europee, ma allo stesso tempo di finanziare progetti che affrontino le cause del fenomeno. I deputati domandano inoltre l’istituzione di tribunali speciali per i pirati. L’EU e la NATO dovrebbero coordinarsi meglio per far fronte alla crescente minaccia alle imbarcazioni internazionali da parte della pirateria, soprattutto nella zona a largo della Somalia e del Corno d’Africa. I deputati deplorano che il numero delle navi messe a disposizione dagli Stati membri per l’operazione UE NAVFOR ATALANTA sia stato ridotto da 8 ad appena 2-3 all’inizio del 2012 e sollecitano pertanto gli Stati membri a “mettere a disposizione maggiori risorse navali per garantire il successo della missione”. Il Parlamento chiede all’Alto rappresentante UE per la politica estera Catherine Ashton e ai governi nazionali di trovare urgentemente una soluzione per liberare i 191 marinai ancora in ostaggio e di assicurare il rilascio delle 7 navi dirottate. I deputati inoltre ricordano alle autorità regionali che, in base al diritto internazionale, “nessuna autorità diversa da quella dello Stato di bandiera può ordinare provvedimenti di arresto o di blocco di una nave”.
La Commissione e il Consiglio devono trovare un accordo su regole comuni per l’uso, sempre più frequente, di personale armato autorizzato a bordo delle navi, continuano i deputati, che sottolineano anche che “il ricorso ad agenti armati privati è una misura che non può sostituirsi alla necessaria soluzione generale dell’articolato problema della pirateria”. Per combattere il fenomeno alla radice, la comunità internazionale deve adottare una “strategia globale per la situazione in Somalia, che stabilisca un nesso tra sicurezza, da un lato, e sviluppo, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, dall’altro”, afferma il testo adottato. La strategia dovrebbe mirare a migliorare le strutture giudiziarie e a rendere possibile la creazione di tribunali speciali anti-pirateria nella regione.

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Parlamento rinvia l’approvazione del bilancio 2010 dell’Agenzia per la sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Il Parlamento europeo ha approvato giovedì i conti della Commissione europea per il 2010, nel corso della procedura annuale di discarico del bilancio comunitario. I deputati hanno “certificato” i conti della maggioranza delle agenzie e delle istituzioni europee e del Fondo di sviluppo regionale. Tuttavia, l’Aula ha rinviato, fra gli altri, il discarico del Consiglio e dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma.
Discarico della Commissione I deputati continuano a criticare la mancanza di sanzioni per la cattiva gestione finanziaria nei Paesi membri, l’uso di strumenti d’ingegneria finanziaria e il pre-finanziamento dei progetti comunitari. Tuttavia, si sono detti rassicurati dalle parole del Commissario per il controllo dei conti, Algirdas Šemeta, che ha promesso di migliorare la gestione finanziaria in questi settori.
I deputati da tempo cercano di individuare le soluzioni più efficaci per migliorare il controllo sulle spese dei fondi comunitari da parte delle autorità nazionali e locali, la cosiddetta “gestione comune”. Pur non avendo poteri di gestione diretti, la Commissione è responsabile per l’utilizzo di questi fondi che rappresentano circa l’80% del bilancio UE. Il Parlamento chiede ai governi nazionali di assumersi maggiore responsabilità sulla gestione dei fondi comunitari, anche se la responsabilità finale spetterebbe alla Commissione. Ciò potrebbe essere attuato introducendo delle “dichiarazioni di gestione nazionali”, firmate dai responsabili politici nazionali. Šemeta ha affermato che la Commissione “è con il Parlamento” su questa questione, che è parte dei negoziati in corso con i governi nazionali sul regolamento finanziario 2014-2020.
Le altre istituzioni UE
I deputati hanno garantito il discarico a tutte le istituzioni, incluso lo stesso Parlamento, con la sola eccezione del Consiglio. Fra i deputati e il Consiglio è in corso da tempo una discussione su come si possano garantire le giuste condizioni per permettere al Parlamento di eseguire in maniera adeguata il suo compito di controllore dei conti. Poiché non è stata ancora trovata una soluzione, il Parlamento ha deciso di rinviare il discarico. Il Parlamento ha approvato i conti di tutte le agenzie UE ad eccezione dell’Agenzia sulla sicurezza alimentare (EFSA), con sede a Parma, di quella per i medicinali con sede a Londra e dell’Agenzia per l’ambiente di Copenaghen. Secondo la maggioranza dei deputati, il costo medio del consiglio di amministrazione dell’EFSA, composto da 15 membri (EUR 92.630, o EUR 6.175 per membro), è eccessivo e richiede “tagli drastici”.
Il testo approvato sottolinea anche il recente caso di conflitto d’interesse, con la presidente del consiglio d’amministrazione che avrebbe, secondo quanto riportato sui media, dei legami con l’industria alimentare e sarebbe membro del consiglio dei direttori dell’International Life Science Institute (ILSI). L’agenzia ha annunciato le sue dimissioni il giorno precedente al voto del Parlamento (mercoledì).
Per migliorare la gestione finanziaria dell’Agenzia per i medicinali, i deputati chiedono un piano d’azione per rendere più efficaci le procedure sugli appalti e sui contratti e vogliono garanzie sull’imparzialità delle assunzioni del personale e degli esperti nazionali, distaccati temporaneamente. Infine, i deputati hanno criticato il rifiuto dell’agenzia di predisporre un nuovo sistema di pagamenti, come richiesto.
Per quanto riguarda l’Agenzia per l’ambiente, i deputati criticano che dal giugno 2010 all’aprile 2011 il direttore esecutivo fosse stato anche membro dell’International Advisory Board della ONG Earthwatch. Alcuni membri dello staff, incluso il direttore, si sono recati in missione di “ricerca” per far visita a alcuni progetti di Earthwatch nei Caraibi e nel Mediterraneo, per i quali, secondo il direttore, l’agenzia ha versato all’ONG 33.791 euro. I deputati chiedono all’agenzia di presentare un resoconto dettagliato su queste missioni e sulle cifre pagate a Earthwatch.

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Nuovo accordo per tagliare i prezzi del roaming, compresi i servizi di dati

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Il costo di utilizzo di telefoni cellulari, smartphone e tablet quando si viaggia all’interno dell’UE diminuirà drasticamente a partire dal 1° luglio di quest’anno, in base a un accordo con il Consiglio approvato dal Parlamento giovedì. Le nuove regole permetteranno inoltre ai clienti di acquistare servizi roaming da operatori diversi dai loro operatori nazionali e aprire il mercato a nuovi concorrenti, per aumentare la concorrenza e ridurre i prezzi.
L’accordo è stato adottato con 578 voti a favore, 10 contro e 10 astensioni.
In seguito a pressioni da parte dei deputati, il tetto massimo per il traffico di dati non supererà – a partire dal 1° luglio 2012 – i 70 centesimi a megabyte, e sarà successivamente portato gradualmente a 45 centesimi nel 2013 e a 20 centesimi il 1° luglio 2014. Attualmente, non esiste un limite alle tariffe che gli operatori possono applicare ai servizi di dati mobili (vedere tabella sottostante).
Le nuove tariffe al dettaglio per le chiamate vocali ridurranno il costo delle chiamate in uscita a 29 centesimi al minuto dal 1° luglio 2012 e a 19 centesimi dal luglio 2014, contro l’attuale soglia massima di 30 centesimi. Anche gli SMS saranno meno cari, scendendo dall’attuale massimale di 11 centesimi a 9 centesimi il 1° luglio di quest’anno e a 6 centesimi il 1° luglio 2014.
Gli avvisi all’interno dell’UE per evitare le “bollette shock” saranno estesi anche alle persone che viaggiano oltre i confini dell’Unione. Dal 1° luglio 2012, gli utenti riceveranno un messaggio di avviso quando si avvicinano ai 50 euro di traffico mensile (IVA esclusa), se la rete estera è compatibile.
Dal 1° luglio 2014, i clienti avranno la possibilità di acquistare separatamente, se lo desiderano, i propri servizi nazionali e i propri servizi roaming, mantenendo lo stesso numero di telefono. Non dovranno pagare per cambiare fornitore, e i fornitori nazionali avranno l’obbligo di informarli di questo diritto.
Inoltre, dal 1° luglio 2012, gli operatori virtuali (virtual mobile network operators), ossia coloro che non possiedono una loro infrastruttura di rete, avranno il diritto di accedere alle reti di altri operatori a prezzi all’ingrosso, al fine di fornire servizi di roaming. Questo incoraggerà un numero maggiore di operatori a competere sul mercato del roaming. Le nuove norme saranno adottate dal Consiglio dei ministri a giungo e si applicheranno direttamente in tutti gli Stati membri dell’UE a partire dal 1° luglio 2012. La Commissione europea dovrà esaminare il funzionamento di queste regole entro il 30 giugno 2016.

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Minori: fare tesoro di certi insegnamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

A tutta pagina su un quotidiano c’è la notizia di un minorenne arrestato, altri denunciati per possesso di droga, in classe, a scuola, dentro gli zainetti, come fosse un prodotto naturale commerciare, usare, e trasportare da uno spazio all’altro, dentro una vita appena iniziata e già compromessa. Ragazzi a studiare per obbligo, poca attenzione alla salita, alla porta chiusa da aprire con garbo, studenti fermi all’angolo ad aspettare un passaggio, un tiramisù che stende senza fare complimenti. Poche sere fa a un incontro con i genitori, a parlare di trasgressione e devianza nell’incapacità di subordinare le passioni alle regole. Di uso e abuso di sostanze, tutte, non di una in particolare, tutte, e nessuna normale, tutte, e in ogni caso destinate a fare vittime innocenti.
Di valori e disvalori che si cambiano di abito, di posto, si nascondono, si mimetizzano, costringendo all’appropriazione indebita, a rubare, rapinare, uccidere la dignità delle persone. A confrontarci sul futuro che ancora non c’è, sul tempo che non è una comoda convenzione, sui compagni di viaggio che non si dimostrano persone autorevoli, su Dio che c’è ma ne rifiutiamo le orme da seguire, le tracce da custodire e curare con attenzione.
A sollecitare con fermezza una maggiore prevenzione, una minore sindacalizzazione del bene, impegnandoci a rispettare le parole, le forme, i contenuti, a chiamare con il proprio nome gli indicatori di pericolo sparsi all’intorno, le luci rosse di emergenza, dapprima intermittenti, poi paralizzate dall’approssimarsi di una desolazione intellettuale, che toglie spessore e importanza alle regole, al rispetto dei ruoli, delle competenze, al valore stesso della vita umana.
Genitori e adulti, docenti e professionisti, annuiscono, rendono possibile un confronto, una discussione, protagonista l’educazione, la possibilità di fare prevenzione attraverso l’educare, educare e ancora educare.
Educarci a non pensare che parlarne troppo possa perdere di sostanza, di interesse, non ottenga il risultato prefissato, oppure che non ci sia l’esigenza di discutere di disagio e adolescenza, di droga e bullismo, di rischi estremi e fascino del vicolo cieco, di devianza e carcere, perché “nella mia scuola non ci sono di questi inciampi, nella mia scuola c’è il giardino pulito, nella mia scuola è tutto in ordine”.
Occorre fare meno strategia discorsiva, per contrastare il verificarsi di accadimenti dichiarati semplicisticamente “accidentali” lungo il percorso scolastico.
Misfatti che però confermano non solamente gli atteggiamenti trasgressivi, bensì un vero e proprio stile di vita improntato all’uso, all’acquisto, alla vendita di droga, di merce illegale, come a voler rivendicare che non si è più dipendenti dai soldi di mamma, non si deve più rubare in casa: “ora compro, vendo, mi faccio i denari per avere sempre la mia dose giornaliera”.
Oltre che scandalizzarsi per il luogo ove è avvenuto il fermo, bisogna abbandonare definitivamente la pratica buonista e deleteria della concessione di attenuanti generiche prevalenti alle aggravanti, forse c’è urgenza di imparare qualcosa in più di noi, così conosceremo meglio i nostri figli.(vincenzo.andraous)

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Volontari per combattere le ulcere

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Corato (Ba) Rappresentano uno dei maggiori problemi nel mondo occidentale. Secondo l’Osservatorio permanente della sanità, ne soffrono circa due milioni di italiani, ma quasi certamente il dato è sottostimato. Stiamo parlando delle ulcere cutanee croniche che non tendono a guarire spontaneamente per cause varie e che sono nella maggioranza dei casi dovute ad altre malattie, in particolare diabete, malattie vascolari e a tutte quelle disfunzioni che costringono il paziente a letto. Le forme più comuni sono l’ulcera venosa (la più frequente sia a livello mondale sia nazionale, di cui soffrono prevalentemente donne intorno ai 40 anni), da piede diabetico, da decubito, arteriosa-mista, reumatologica, neoplastica.
“Le ulcere cutanee rappresentano una vera e propria piaga sociale e la cura rappresenta una delle prestazioni sanitarie più costose in assoluto” dichiara la dott. Angela Garrubba, responsabile dell’ambulatorio di Vulnologia e Geriatria del Presidio Ospedaliero Umberto I di Corato. “Nel nostro Paese ogni anno vengono spesi 1500 milioni di euro, il 2% del budget annuo della Sanità. Il 36% dei pazienti grava sull’economia familiare con costi da 100 a 300 euro al mese”. Quindi per affrontare questa patologia, che ha assunto un’importanza crescente, è nata a Corato l’Associazione Volontari Ulcera Cutanea (AVUC).
“L’associazione vuole essere un punto di incontro e di riferimento per i malati e per quanti ogni giorno si impegnano e affrontano la difficile problematica delle ulcere” spiega la dott. Garrubba. “L’obiettivo è la messa a punto delle conoscenze in tema di ricerca, terapia e prevenzione, mettendo sempre al centro il malato, con la consapevolezza delle difficoltà nell’affrontare questa patologia cutanea, spesso sottostimata e sottovalutata. Nel mio ambulatorio, in un anno, sono arrivati oltre 1000 pazienti, una cifra enorme legata anche al fatto che al Sud mancano centri d’eccellenza per gestire la cura”.
“Con l’appoggio dell’associazione AVUC e dell’Asl stiamo attivando dei corsi di formazione per gli operatori sanitari, per le famiglie e per chi assiste i malati, con l’intento di fornire un’informazione scientifica adeguata, assistenza e favorire il reinserimento sociale” aggiunge la dottoressa. Poter effettuare un trattamento adeguato delle ulcere rappresenta ancora una sorta di sfida per i professionisti del settore.
Ma quanto è importante dare voce a questo tipo di malati? “È fondamentale. A volte neanche il paziente si rende conto della gravità e delle conseguenze di questa patologia, che deve acquisire una sua ‘dignità di malattia’. La realtà pugliese è ancora indietro sulle normative se paragonata a regioni come il Piemonte, la Lombardia e il Veneto che hanno adottato misure a favore del paziente. La conoscenza è alla base della guarigione, questo è il motto dell’associazione, senza dimenticare che intorno a un’ulcera non c’è solo una ferita ma anche una persona”.(Chiara Merli)

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Torna la settimana della bonifica

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Dal 12 al 20 maggio prossimi, per iniziativa degli enti consortili territoriali e con il coordinamento dell’ANBI si terrà la manifestazione. E’ giunta alla 12° edizione e ha per tema “Consorzi di bonifica ed Enti Locali: una forza per il territorio” e vedrà l’organizzazione di centinaia di eventi mirati ad incrementare la conoscenza sulle attività di gestione delle acque a tutela delle comunità e delle attività economiche, nonchè per lo sviluppo dell’agricoltura. A tale scopo contribuiranno visite guidate, biciclettate e marce non competitive lungo gli argini, concorsi scolastici, esercitazioni di protezione civile, mostre, concerti, convegni, spettacoli teatrali, competizioni nautiche e molto altro ancora.
Sarà anche l’occasione per scoprire gli ecomusei dell’acqua e del territorio, così come gli itinerari turistici ed i percorsi ciclopedonali lungo la storia della Bonifica. Grande attenzione sarà pure dedicata alle oasi naturalistiche ed ai tanti luoghi ambientalmente pregevoli, frutto del costante lavoro di manutenzione del territorio.
<La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione è un evento ormai consolidato nella programmazione dei Consorzi di bonifica – afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) – Quest’anno abbiamo voluto sottolineare l’indispensabile rapporto di collaborazione con gli altri enti operanti sul territorio, in primis le Amministrazioni Comunali, con la cui organizzazione di rappresentanza nazionale (A.N.C.I.) abbiamo stipulato un Protocollo d’Intesa per ottimizzare l’integrazione di dati ed esperienze, dando vita ad un vero e proprio “front office” per il territorio.>

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Nasce “MxIT-Microcredito per l’Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

E’ una impresa sociale creata da Etimos Foundation per diffondere in Italia un modello innovativo di microcredito, che si rivolge non solo alle famiglie ma anche e soprattutto alle piccole e microimprese, con un’attenzione particolare al segmento delle start-up. Un autentico strumento di welfare, crescita e sviluppo, lontano da logiche assistenziali, che si basa su un modello completo di intervento e si distingue nel panorama nazionale della microfinanza per efficacia, sostenibilità economica, alto impatto sociale e trasparenza nella comunicazione (gli aggiornamenti dei dati sulle erogazioni sono pubblicati online in tempo reale). Il banco di prova, superato con successo, è il progetto “Microcredito per l’Abruzzo” (www.microcreditoabruzzo.it) coordinato da Etimos Foundation, che ha dimostrato tutta la sua efficacia come strumento di sostegno alla popolazione colpita dal devastante sisma del 2009: 4 milioni 483mila euro di crediti erogati da gennaio 2011 a fine aprile 2012, per un totale di 223 finanziamenti che hanno permesso l’accesso al credito a soggetti che altrimenti ne sarebbero stati esclusi, in quanto incapaci di offrire le garanzie patrimoniali o personali normalmente richieste dalle banche. Forte di questi risultati, la fondazione ha intrapreso un percorso per replicare l’esperienza in altri territori italiani con una funzione che non è più quella di sostegno post emergenza, ma di supporto per affrontare la crisi economica e la stretta del credito. A tale scopo Etimos Foundation ha creato “MxIT-Microcredito per l’Italia” (operativa non appena ottenuta l’iscrizione come intermediario finanziario presso Banca d’Italia) e lancia oggi una campagna per la costituzione di un fondo dedicato al microcredito nel nostro paese.
A suo sostegno, una campagna pubblicitaria ad hoc nelle pagine dei principali quotidiani e nei più importanti media, nella quale “MxIT-Microcredito per l’Italia” ha scelto di raccontarsi proprio attraverso le voci e le storie dei beneficiari abruzzesi: famiglie in difficoltà, artigiani e commercianti che avevano visto la propria attività distrutta dal terremoto, persone che, perso il lavoro, si sono inventate una nuova opportunità microimprenditoriale e, fra queste ultime, un numero rilevante di giovani. Alla base di “MxIT-Microcredito per l’Italia” ci sarà lo stesso modello innovativo sperimentato in Abruzzo, che ha visto Etimos Foundation funzionare da cabina di regia coordinando i diversi attori coinvolti, definire le condizioni di accesso al credito (tassi, tempi di erogazioni e di restituzione) e fare da garante dei soggetti beneficiari presso le banche. «Dopo gli ottimi risultati ottenuti in Abruzzo», annuncia Marco Santori, presidente di Etimos Foundation «lanciamo “MxIT-Microcredito per l’Italia” nella convinzione che, oggi più che mai, il microcredito possa essere utilizzato come strumento di welfare e di sviluppo per il nostro Paese: da un lato per combattere l’esclusione sociale e la povertà, dall’altro per offrire risposta al bisogno di sostegno finanziario delle micro e piccole imprese. Un canale ulteriore rispetto alle modalità classiche del credito bancario, estremamente importante nell’attuale contesto di pesante credit crunch. In questa fase stiamo monitorando i bisogni dei territori e costruendo network e partnership con i vari attori locali. Contiamo di essere operativi entro la fine del 2012 in altre regioni, a partire probabilmente da Sardegna, Toscana e Veneto». Il modello, così come accaduto in Abruzzo, prevede la presenza iniziale di un fondo patrimoniale che non viene utilizzato direttamente nell’attività di finanziamento, bensì impiegato progressivamente come garanzia per la concessione di prestiti erogati attraverso il sistema bancario locale, il quale utilizza fondi propri e a sua volta si impegna ad applicare un meccanismo di leva finanziaria sul fondo stesso (rendendo così possibile un più consistente plafond potenziale di finanziamenti, proprio in virtù dell’effetto moltiplicatore). Fondamentale, in tal senso, è la scelta di non creare una nuova struttura operativa e di non affidarsi a un unico istituto di credito, bensì di coinvolgere il sistema bancario del territorio. Alla sostenibilità e ai bassi costi di gestione contribuisce anche l’apporto di un comitato tecnico di volontari esperti in materia bancaria, cui è affidata la preistruttoria sociale dei finanziamenti.
“MxIT-Microcredito per l’Italia” sarà presentato ufficialmente all’Aquila giovedì 10 maggio alla Casa del Volontariato durante la giornata inaugurale di Join for Change”, appuntamento dedicato al confronto fra gli attori attivi nel microcredito, nell’impresa sociale e nel cooperativismo, modelli efficaci per guardare oltre la crisi.

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Micron Announces Its First Fully Functional DDR4 DRAM Module

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Boise, Idaho, (GLOBE NEWSWIRE) — Micron Technology, Inc. (Nasdaq:MU), one of the world’s leading providers of advanced semiconductor solutions, today announced development of its first fully functional DDR4 DRAM module. The company has begun sampling and has received feedback from major customers to support quick implementation for applications in 2013. It is expected that the enterprise and micro-server markets will take full advantage of the new features and specifications designed into DDR4, accelerating early adoption of the technology. In addition, the fast-growing ultrathin client and tablet markets will also benefit from new opportunities enabled by the power savings and performance features of Micron’s DDR4. Codeveloped by Nanya and based on Micron’s 30-nanometer (nm) technology, the 4-gigabit (Gb) DDR4 x8 part is the first piece of what is expected to be the industry’s most complete portfolio of DDR4-based modules, which will include RDIMMs, LRDIMMs, 3DS, SODIMMs and UDIMMs (standard and ECC). For the soldered down space, x8, x16, and x32 components will also be available, with initial speeds up to 2400 megatransfers per second (MT/s), increasing to the JEDEC-defined 3200 MT/s.
As JEDEC finalizes the DDR4 specifications, Micron is positioned to quickly become fully compliant with its 30nm 4Gb DDR4 part. Full sampling to key partners began earlier this year and volume production is planned for 4Q12.
Micron Technology, Inc., is one of the world’s leading providers of advanced semiconductor solutions. Through its worldwide operations, Micron manufactures and markets a full range of SSDs, DRAM, NAND and NOR flash memory, as well as other innovative memory technologies, packaging solutions and semiconductor systems for use in leading-edge computing, consumer, networking, embedded and mobile products. Micron’s common stock is traded on the NASDAQ under the MU symbol. To learn more about Micron Technology, Inc., visit http://www.micron.com.

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Il dolore in ospedale

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Quasi quattro pazienti su dieci ricoverati in ospedale provano dolore. Le cause? Molteplici. Il cancro è solo una delle fonti di sofferenza fisica. I malati soffrono soprattutto di dolore alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli. Ma anche il dolore addominale fa la sua parte. Il risultato emerge dalla prima ricerca sul dolore negli ospedali, svolta sul campo dai medici internisti della FADOI (lo studio si è avvalso di un grant di ricerca non condizionato da parte di Mundipharma).
L’indagine è stata effettuata nel periodo tra gennaio 2011 e marzo 2012. Obiettivi: fotografare lo stato dell’arte del dolore cronico, tracciando un identikit dei pazienti che necessitano di terapie ad hoc; capire in che misura fosse sentito e quanto fosse presente questo tema nei reparti di medicina interna; migliorare le performance e l’approccio terapeutico al dolore. Tre gli step attuati: analisi del decorso di 2.600 pazienti ricoverati; intervento formativo sulla gestione del dolore; analisi conclusiva dei dati di altri 2.600 pazienti per valutare i cambiamenti.
I risultati della ricerca. Ma quali sono i numeri emersi dall’indagine Fadoi? Intanto osserviamo le cause del ricovero. Dei 5.200 pazienti assistiti nei reparti di Medicina interna, l’11.2% soffre di una sola patologia (582 ricoverati), il 20.4% è affetto da due patologie e il 24% da tre patologie (in totale 1.064 pazienti). E poco meno di due pazienti su cinque (il 19.5% per un totale di 1.256 persone) sono colpiti da ben quattro patologie. Invece 688 ricoverati (il 13.2%) hanno fino a cinque patologie diagnosticate. L’ipertensione arteriosa è la causa più frequente di ricovero (31.1%) seguita dal cancro (30.3%). Artropatie acute o croniche, connettivopatie e fratture colpiscono il 25.5% dei ricoverati nelle medicine interne. Il 25% delle diagnosi sono relative a infezioni acute, seguite dal diabete (22.4%) e dalle Bpco (18.7%). Scompenso cardiaco e cardiopatia ischemica rappresentano rispettivamente il 15.4 e il 14.5% delle patologie.Passando invece alla rilevazione del dolore si registra che nel 37.5% dei pazienti è stata rilevata in cartella clinica una sintomatologia dolorosa. E se il cancro provoca dolore nel 24% dei casi, la parte del leone la fa però il dolore alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli (52.8%). Mentre due pazienti su dieci lamentano dolori all’addome (il 20.5%). L’8,6% dei pazienti soffre di dolori legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale e periferico. Il 5% lamenta sofferenza cardiologica.
Aumenta del 16% l’utilizzo di oppiacei forti e migliorano le performance nel Sud Italia. Lo studio Fadoi non solo ha contribuito a scattare una fotografia del pianeta dolore, ma ha anche portato ad un deciso cambiamento nel comportamento assistenziale nei reparti di medicina interna che ospitano pazienti “complessi”, anziani e non. Infatti, a pochi mesi di distanza dalle “lezioni sul dolore”, condotte dalla squadra di medici “teacher” che hanno sensibilizzato colleghi e infermieri indicando la rotta da seguire per contrastarlo, gli scenari sono mutati e decisamente in meglio. Obiettivi raggiunti anche grazie alla collaborazione con Mundipharma Italia.
Certo c’è ancora molto da fare, soprattutto per migliorare l’utilizzo dei farmaci per il dolore. E realizzare un ulteriore avanzamento nell’appropriatezza della terapia potrebbe essere il prossimo obiettivo della FADOI sul tema del dolore.
Infatti, come sottolinea Marta Gentili, Presidente dell’Associazione pazienti vivere senza dolore: “Ancora troppi malati non hanno un corretto monitoraggio del dolore e un adeguato trattamento terapeutico. Un altro importante aspetto emerso da questa analisi, e che meriterebbe di essere maggiormente sviluppato, riguarda l’interdisciplinarità delle figure che dovrebbero ruotare intorno al paziente: maggior coinvolgimento dei terapisti del dolore nei reparti e maggior formazione per gli infermieri che, da quanto l’indagine evidenzia, sono le figure professionali deputate alla misurazione e al monitoraggio del dolore”.

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I ricavi di Fresenius Medical Care AG & Co. KgaA

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Fresenius Medical Care AG & Co. KgaA, il più grande fornitore al mondo di prodotti e servizi di dialisi, ha registrato nel primo trimestre 2012 ricavi per 3.249 milioni di dollari, +9% rispetto al primo trimestre del 2011. I ricavi dalle attività dei servizi di dialisi sono cresciute dell’11%, toccando quota 2.478 milioni di dollari. I ricavi dai prodotti per dialisi sono aumentati del 3%, a 771 milioni di dollari, rispetto allo stesso periodo 2011.Il risultato operativo (EBIT) è cresciuto del 13%, raggiungendo i 503 milioni di dollari. Il margine operativo di periodo è passato da 14,9% del 1° trimestre 2011 al 15,5% del pari periodo 2012.
A fine marzo, Fresenius Medical Care aveva in trattamento dialitico 253.041 pazienti nel mondo (+17% pari periodo 2011), operando in 3.119 cliniche. La società opera con 82.979 addetti (impiegati a tempo pieno), paragonati ai 79.159 impiegati a fine 2011. L’aumento di oltre 3.800 dipendenti è dovuto sia alla crescita globale del business che alle acquisizioni effettuate.Per l’esercizio 2012, Fresenius Medical Care prevede di ottenere ricavi per circa 14 miliardi di dollari e un utile di circa 1.140 milioni di dollari. Non sono inclusi gli investimenti del 1Q2012 che si aggirano intorno ai 127 milioni di dollari.
Fresenius Medical Care è il più importante gruppo al mondo nella produzione di dispositivi medici e nella gestione globale di servizi per il trattamento dell’insufficienza renale. Il Gruppo, che opera in oltre 100 paesi al mondo, gestisce una rete di 3.119 centri dialisi in tutto il mondo con 253.041 pazienti in trattamento dialitico (circa 4 volte il numero complessivo dei pazienti in dialisi in Italia).In Italia Fresenius Medical Care è presente con uno stabilimento a Palazzo Pignano (CR), che occupa complessivamente circa 540 addetti, uno stabilimento a Canosa Sannita (CH) con circa 130 addetti per la produzione di sacche per la dialisi peritoneale e una sede a Napoli per il coordinamento delle attività di cura gestite da NephroCare S.p.A. Il fatturato nel 2011 è stato pari a 148 milioni di Euro.
In 6 regioni Italiane, è inoltre presente con un’importante rete di centri dialisi accreditati, gestiti da NephroCare S.p.A, in grado di seguire circa 1.850 pazienti in dialisi cronica, con uno staff di circa 550 tra medici, personale infermieristico, ausiliario ed amministrativo. In particolare ha in gestione la Nefrologia e i Centri Dialisi dell’Ospedale Bolognini di Seriate (BG) in un accordo di partnership pubblico-privato.
Su tutto il territorio Italiano, Fresenius Medical Care è attiva anche con una rete di Informatori Scientifici del Farmaco per la commercializzazione di una linea di farmaci dedicati ai pazienti in insufficienza renale cronica. Nel corso del 2011, Fresenius Medical Care ha iniziato anche la commercializzazione di Venofer®, farmaco indicato per il trattamento della carenza di ferro nei pazienti in insufficienza renale cronica. Nel corrente mese di maggio viene messo in commercio Ferinject® (ferro carbossi maltoso) particolarmente indicato per i pazienti in terapia conservativa in quanto primo ferro endovena somministrabile in bolo ad alti dosaggi

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La prima soluzione che protegge dagli attacchi APT

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Le Advanced Persistent Threat sono azioni coordinate e silenti che ricostruiscono le informazioni di accesso ai sistemi colpiti, impossessandosi di preziosi dati come credenziali, password e codici bancari
Gli attacchi “Advanced Persistent Threat (APT)” sono attualmente una delle sfide più complesse per le grandi aziende e gli enti pubblici. Dalle minacce di Operation Aurora su Google fino a Night Dragon, LURID e persino il caso che ha colpito la RSA, questi attacchi sono particolarmente mirati, furtivi e sofisticati, al punto da riuscire a ingannare i tradizionali strumenti di sicurezza.Trend Micro Deep Discovery è la soluzione più completa della propria categoria, progettata appositamente per contrastare la crescente minaccia degli attacchi APT. Deep Discovery non solo mette a disposizione i tool adeguati a rilevare i malware zero-day e le attività di malintenzionati. sull’intera rete e durante tutte le fasi che caratterizzano un attacco, ma è stata anche studiata per fornire strumenti di analisi approfondita grazie ai quali le imprese possono prevenire attacchi futuri.Un attacco APT è normalmente composto da una serie di elementi. Di solito ha inizio con la raccolta di informazioni, finalizzata alla creazione e all’esecuzione di una minaccia basata su tecniche di social engineering, spesso sotto forma di un allegato email pericoloso. Successivamente, vi è la fase di intrusione nella rete, di movimento “laterale” all’interno dell’organizzazione e di data discovery e di estrazione illecita dei dati dai sistemi. Durante tutte queste fasi, attraverso la creazione di backdoor e di canali di comunicazione di tipo command & control, gli attaccanti sono in grado di controllare da remoto i sistemi compromessi.Deep Discovery agisce focalizzandosi sui contenuti pericolosi, sulle comunicazioni sospette e sul comportamento d’attacco umano, dando alle imprese la possibilità di rilevare e quindi bloccare le minacce APT:
· CONTENUTI: la Smart Protection Network di Trend Micro supporta Deep Discovery con i propri strumenti per il rilevamento delle minacce zero-day e del malware avanzato, garantendo una quantità molto limitata di falsi positivi e scansionando oltre 45 miliardi di file ogni giorno.
· COMUNICAZIONI: Deep Discovery utilizza anche il motore di reputazione della Smart Protection Network e le funzionalità di blacklisting per identificare e bloccare i canali command & control, utilizzati dagli hacker per comunicare con il malware introdotto sui sistemi target.
· COMPORTAMENTO: grazie a un lavoro di analisi molto accurato, i ricercatori Trend Micro hanno potuto definire un insieme di regole comportamentali tenendo conto dei classici segnali di un attacco APT, come ad esempio ripetuti errori di login ed estrazione illecita dei dati, elementi che permettono a Deep Discovery di rilevare una possibile intrusione.
“Le APT sono minacce progettate per restare nascoste. Le imprese necessitano quindi di una soluzione in grado di fornire la più estesa e completa analisi possibile sulla rete, che integri funzioni di rilevamento delle minacce e intelligence strategica sulle attività d’attacco umane”, ha spiegato Gastone Nencini, Senior Technical Manager di Trend Micro Italy. “Deep Discovery integra tutto questo, perché dispone delle informazioni raccolte da migliaia di ricercatori in tutto il mondo e dai miliardi di eventi giornalieri esaminati dalla Smart Protection Network”
Trend Micro Incorporated, leader globale nella sicurezza per il cloud, crea un mondo sicuro nel quale scambiare informazioni digitali, fornendo a imprese e utenti privati soluzioni per la sicurezza dei contenuti Internet e la gestione delle minacce. Pioniere nella sicurezza server con un’esperienza ultra ventennale, Trend Micro propone un’offerta completa per la sicurezza a livello client, server e cloud in grado di soddisfare le esigenze di clienti e partner, bloccare le nuove minacce con rapidità e proteggere i dati all’interno di ambienti fisici, virtualizzati e cloud. Basati sull’infrastruttura in-the-cloud Smart Protection Network™ di Trend Micro, le tecnologie, i prodotti e servizi per la sicurezza bloccano le minacce là dove emergono, su Internet, e sono supportati da oltre 1.000 esperti di threat intelligence di tutto il mondo. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito http://www.trendmicro.it

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La Comunitá cattolica shalom riceve il decreto di approvazione definitiva dei suoi statuti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

Ieri mattina presso il Pontificio Consiglio per I Laici la Comunitá Cattolica Shalom ha ricevuto il decreto di approvazione definitiva dei suoi Statuti. La consegna del decreto e del testo finale degli statuti da parte del card. Stanislao Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, è avvenuta alla presenza di sua Ecc. Mons. Josef Clemens, di Mons. Miguel Delgado, del fondatore e della cofondatrice della Comunità Cattolica Shalom, Moysès Louro do Azevedo Filho e Maria Emmir Oquendo Nogueira e alcuni missionari halom in rappresentanza del Brasile e dei Paesi in cui è presente la comunitá.“ Ogni movimento ecclesiale quando nasce è un piccolo seme che possiede dentro di sé ildesiderio di annunciare Cristo fino agli estremi confini della terra”. Queste le parole del cardinale Stanislao Rylko durante l’atto di consegna e lettura del decreto.“ Credo che sia stato anche questo il vostro desiderio di 30 anni fa quando eravate un piccolo gruppo di giovani tutti animati dallo stesso desisderio: portare Cristo agli altri giovani, al mondo intero. Questa profezia oggi si é realizzata – ha commentato il card. RylKo- ora siete presenti in 16 Paesi del mondo. Oggi la Chiesa, vi dá come nuova comunitá questo sigillo definitivo di autenticità del vostro charisma, un atto di fiducia e di amore della Chiesa nei vostri confronti e vi ringrazia per la vostra opera di evangelizzazione in questi 30 anni. Allo stesso tempo vi augura che, fedeli al vostro charisma, possiate continuare con rinnovato impegno e crescente generosità a servire la Chiesa stessa e l’umanitá intera. Questo di oggi non è un punto di arrivo ma di partenza la Chiesa vi incoraggia vi manda e vi dice : andate e annunciate il vangelo al mondo intero”.Dopo il cardinal RylKo, ha preso la parola Moyses Azevedo, il fondatore della Comunitá Cattolica Shalom, che si é rivolto ai presenti dicendo: Nella persona dei superiori di questo Dicastero, che è la ‘casa dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità”, vorrei ringraziare il Santo Padre. Il “nuovo concetto di annunciatori” dei movimenti e nuove comunità trova necessariamente il suo sostegno “nel detentore di un ministero ecclesiale universale, nel Papa, quale garante dell’invio missionario e dell’edificazione dell’unica Chiesa’. Come diceva l’allora Cardinale Ratzinger, nel congresso mondiale dei movimenti ecclesiali, nel 1998, “il papato non ha creato i movimenti, ma è stato il loro essenziale sostegno nella struttura della Chiesa, il loro pilastro ecclesiale”. E ritornando col pensiero agli inizi della Comunitá, il fondatore racconta di quell’incontro nel Congresso Eucaristico Nazionale del 1980 che cambió la sua vita: “l’incontro tra me, un giovane di vent’anni e il successore di Pietro, il nostro indimenticabile Beato Giovanni Paolo II. Ero stato scelto per offrire qualcosa al Papa, in nome dei giovani, e davanti a Dio e a lui, non volevo offrire altro se non la mia giovinezza, tutta la mia vita in favore dell’evangelizzazione. Prima di tutto l’evangelizzazione dei giovani, e, con loro, di tutti gli uomini lontani da Cristo e dalla Chiesa. Lì, ai piedi di Cristo e ai piedi del successore di Pietro, ho ricevuto una grazia che non potevo prevedere, e che ancora oggi è molto più grande di noi. Da quell’incontro è scaturita una grazia, che due anni dopo, nel 9 luglio dell’ottantadue, avrebbe fatto nascere la Comunità Cattolica Shalom. In questi trent’anni abbiamo fatto un lungo percorso. L’azione dello Spirito Santo, attraverso le grazie e le sfide, e con la costante cura pastorale della Chiesa, ci ha sempre accompagnato fino a questo momento. I nostri Statuti sono il frutto di questo cammino che il Signore ha percorso insieme a noi. Il cammino della pace, le cui fondamenta si trovano nel Vangelo di Giovanni (cap.20,19-29).
In questo passo il Risorto che è passato per la croce, incontra i suoi discepoli e comunica loro lo Shalom, la pace. Gesù gli fa contemplare il suo cuore aperto, soffia su di loro lo Spirito Santo e li invia come un solo corpo, come testimoni della Sua Risurrezione”. E spiegando questo cammino il fondatore conclude citando i tre pilastri su cui si basa la Comunitá cattolica Shalom: contemplazione, unità ed evangelizzazione.

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