Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Giro di vite tra spending review e razionalizzazione strutture

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Maggio 2012

Si dovrebbero concentrare soprattutto sulla Sanità le attenzioni di Enrico Bondi, il commissario per la spending review del governo Monti. Il piano operativo dell’ex manager Parmalat dovrebbe essere consegnato ufficialmente entro la fine della settimana ma le indiscrezioni che arrivano dall’esecutivo mettono il Servizio sanitario tra i primi destinatari degli interventi di razionalizzazione. Nel mirino, in particolare, dovrebbero finire gli acquisti: nelle sue indagini, infatti, Bondi ha scoperto che la Consip (la società del ministero delle Finanze per la centralizzazione delle gare d’acquisto) riesce a svolgere il suo ruolo soltanto in parte, perché i dati relativi a prezzi e offerte vengono inviati e registrati soltanto a mesi di distanza rendendo inutili le comparazioni. Di qui la proposta, che dovrebbe far parte del piano di spending review, perché entro luglio l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici metta on line i prezzi di farmaci e dispositivi medici. L’obiettivo è quello di fare in modo che le offerte avanzate dai fornitori vengano incrociate in tempo reale con i valori della banca dati, in modo da valutarne congruità e convenienza all’atto dell’offerta e permettere all’amministrazione di bloccare l’acquisto in caso di scostamenti ingiustificati.
Intanto alla voce Sanità altri risparmi dovrebbero realizzarsi a breve grazie alla chiusura di circa 11mila strutture pubbliche tra consultori, ambulatori di salute mentale, Sert e via di seguito. Niente a che vedere con la spending review: l’operazione è frutto di un documento firmato a marzo dai dicasteri di Salute ed Economia e ora all’esame nelle Regioni sottoposte a Piani di rientro. In sostanza, il provvedimento rivede i parametri relativi all’istituzione di strutture semplici e complesse e obbliga gli assessorati ad adeguarsi ai nuovi standard entro la fine dell’anno. Secondo alcune stime, nel solo Lazio dovranno chiudere più di 1.200 strutture, in Piemonte poco meno di 1.900, in Campania addirittura quasi novemila. Per Fp-Cgil Medici, è a rischio l’assistenza territoriale in molte province. (fonte doctornews33)

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