Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Politica: lezioni amministrative

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2012

Deutsch: Prof. Dr. Leoluca Orlando bei der Ver...

Deutsch: Prof. Dr. Leoluca Orlando bei der Verleihung des Humanismus-Preises im Rahmen des Bundeskongresses des DAV 2008 in der alten Aula der Universität Göttingen. (Photo credit: Wikipedia)

Le recenti elezioni amministrative hanno aperto il vaso di pandora dei partiti e da quel contenitore sono uscite tante parole, inutili e fuorvianti. Possiamo dire, se mettiamo da parte tante chiacchiere inutili, che i fatti dimostrano una situazione non del tutto spiegabile razionalmente per via dell’indecisione strisciante che ha provocato un’alta percentuale di astensioni, ma pur sempre indicativa di un malessere profondamente avvertito.
Fatta questa premessa valutiamo le circostanze per i dati che si desumono dal voto di quest’ultima tornata elettorale caratterizzata dai ballottaggi tra i due candidati più rappresentativi.
Il primo che balza evidente è dato dai due risultati più eclatanti di Parma con l’elezione di Federico Pizzarotti del Movimento Grillo cinque stelle e di Palermo con Leoluca Orlando. E se vi aggiungiamo il voto di Verona con il leghista Tosi possiamo dire che l’elettore ha espresso il suo consenso non ad uno schieramento ma all’uomo e al suo “pedigree” di amministratore più che di politico in carriera e dove, come a Palermo vi è stata la candidatura che si identificava con l’uomo del sistema, il favore è venuto dalla convinzione che fosse l’unico capace di restare nell’ambito della qualità e della affidabilità nei confronti di un oppositore inconsistente. E questi dati sono, per altro, conformi al precedente di Milano con Pisapia e di Luigi de Magistris per Napoli. Ma vi è qualcosa di più da considerare. Nel 1993 abbiamo avuto in Berlusconi l’uomo nuovo ed è stato votato perché rappresentava la discontinuità con il vecchio sistema e oggi si vorrebbe ripetere l’exploit con un altro personaggio similare e già circolano i nomi di taluni esponenti dell’industria e della finanza italiana.
Ma la cattiva riuscita di Berlusconi e il prezzo che tutti noi abbiamo dovuto pagare per il suo malgoverno, non incoraggia di certo una candidatura dello stesso genere. Varrebbe solo se si sortisse dall’attuale impeachment dei partiti e dei loro leader che rendono fumoso il quadro politico nostrano e lo arricchiscono solo d’incognite, per fare piazza pulita dei soliti nomi, salvo qualcuno, ovviamente che ha dimostrato di saper uscire dal coro. E’ questo il primo segnale per un rinnovamento sociale, economico e civile che la Nazione attende e poi vi è il programma che dovrebbe fare la differenza tra gli opposti schieramenti e, al tempo stesso, mandare in pensione le logiche di schieramento: destra, centro, sinistra e sfumature varie. Diciamo che in effetti vi sono solo due partiti: quello che privilegia l’avere e che penalizza l’essere e quello che, al contrario, privilegia l‘essere e diffida di chi ha. E’ tempo che si prenda coscienza di questo dualismo e se ne faccia una ragione di vita privata e pubblica in Italia come altrove. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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