Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

La lotta al dolore ancora non è vinta

Posted by fidest press agency su sabato, 26 Mag 2012

L’appello e l’impegno di Gigi Ghirotti è diventato azione, ma molto resta ancora da fare per arrivare ad una cultura nazionale che si esprima in modo concreto e soprattutto omogeneo. Non in tutti gli ospedali il dolore viene misurato e trattato, non tutti gli hospice previsti dal piano nazionale sono operativi, non tutti i malati ricevono terapie adeguate contro il dolore. Perché? Perché il problema resta la cultura. La Giornata del Sollievo ha dunque una funzione fondamentale, perché da undici anni si impegna proprio nella diffusione di una cultura del non-dolore. Tra gli eventi che si svolgono in tutta Italia quest’anno mi fa piacere ci sia anche il concorso “Un ospedale con più sollievo”, per i ragazzi che hanno vissuto o vivono in prima persona una situazione di ospedalizzazione. Sono loro a proporre, a partire dalla loro esperienza personale, strategie per il sollievo dal dolore e dal disagio della vita in ospedale. È interessante che questo tema arrivi anche ai giovani e li coinvolga, perché è un problema sociale: l’atteggiamento di un Paese verso chi soffre è una questione di civiltà. Dobbiamo perseverare nel grande progetto culturale volto a cambiare l’approccio al dolore, a considerarlo un’inutile aggravante delle condizioni cliniche del malato che perciò deve essere evitata.
Il dolore va combattuto con ogni mezzo, dentro e fuori l’ospedale. E vanno sostenute e diffuse tutte le iniziative concrete di aiuto ai malati sofferenti: una di queste è il Centro di ascolto psico-oncologico della Fondazione Ghirotti, che assicura ogni giorno il sostegno e la presa in carico a persone colpite da tumore e ai loro familiari. Il servizio è gratuito e risponde al numero 800301510. È anche grazie a iniziative come queste che si sta instaurando una nuova idea di sanità, basata sulla solidarietà e sulla condivisione della sofferenza, dove il paziente è seguito anche nel percorso più difficile della sua malattia e riceve quell’umanità e disponibilità che lo fanno sentire una persona rispettata, amata e accompagnata in qualunque momento della vita.

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