Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 27 Mag 2012

Profilo del Gruppo Chiesi

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Fondato nel 1935 a Parma, il Gruppo Chiesi ha realizzato nel 2011 il fatturato di 1.057 milioni di euro e investimenti in R&S superiori ai 169 milioni di euro (16% sul fatturato), un livello che l’azienda intende mantenere per i prossimi anni. Il Centro Ricerche di Parma e i siti di Parigi, Rockville (USA) e Chippenham (UK) collaborano ai programmi di ricerca preclinica, clinica e registrativa. Il Gruppo, principalmente attivo nelle patologie respiratorie, nella neonatologia e nelle malattie rare, conta 24 consociate ed è presente in oltre 60 Paesi con i suoi farmaci, prodotti presso gli stabilimenti di Parma, Blois (Francia) e Santana de Parnaìba (Brasile). L’organico supera le 3.800 persone, di cui circa 330 ricercatori.

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Regole più severe per salvare il tonno rosso

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Uno, e DUE!

Uno, e DUE! (Photo credit: tegoblue)

Bruxelles, Parlamento europeo. Nonostante la situazione del tonno rosso sia recentemente migliorata, le catture illegali e le flotte di pesca devono essere ridotte al fine di garantire lo sviluppo sostenibile dello stock. Mercoledì, i deputati voteranno per aggiornare la legislazione dell’UE, introducendo misure concordate a livello internazionale per ridurre le quote e rafforzare i controlli.

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Divario retributivo tra i generi

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Il Parlamento europeo chiederà alla Commissione europea di varare nuove misure per colmare il divario retributivo tra i generi, comprese sanzioni più severe per i datori di lavoro. Il progetto di risoluzione, che sarà votato giovedì, evidenzia che il divario retributivo medio nell’Unione è del 16,4%, e che in alcuni stati membri è addirittura aumentato.

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Generici, in aumento la vendita della pillola

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Nell’ultimo anno c’é stato un incremento del 20% nei consumi della pillola generica. È uno dei dati emersi dalla ricerca presentata ieri a Milano da Onda (Osservatorio nazionale salute donna).
Se si fa invece il confronto su base mensile, tra marzo 2012 e 2011, l’aumento sale al 29%. Numeri destinati a crescere con l’arrivo questo mese di pillole equivalenti di ultima generazione a base di drospirenone. A marzo 2012 le donne che usano la pillola genetica sono state il 12%. Come evidenzia l’indagine condotta su 600 donne tra i 18 e 40 anni, la pillola resta ancora la prima scelta come contraccettivo e per controllare irregolarità e dolori mestruali. Tuttavia per 1 su 5 l’acquisto della pillola è un problema economico, tanto che il 94% è favorevole al passaggio a un contraccettivo generico. La pillola generica è accolta con favore soprattutto dalle più giovani (46%), mentre sono più restie le donne adulte (38%), che la sceglierebbero solo se consigliata dal medico o dal ginecologo. Ma sono queste ultime (82%) che apprezzerebbero di più una confezione da 3 o 6 mesi (rispetto alle giovani, 31%). Il 42% delle donne ha un rapporto di grande fedeltà con la propria pillola a basso dosaggio (77%), che spesso è lei stessa a richiedere al medico (51%), e in genere sono tutte soddisfatte del proprio anticoncezionale. Solo una su tre ne teme gli effetti collaterali a lungo termine tanto da pensare alla sospensione, a fronte di 1 donna su 10 preoccupata più per l’inefficacia in caso di scorretta assunzione. (fonte farmacista33)

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Farmacovigilanza, la maggioranza dei farmacisti ne fa poca

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Pure per il 2011 L’Italia si riconferma tra i primi della classe nella farmacovigilanza, grazie anche all’importante contributo dei farmacisti. Non di tutti, però. Anzi, per essere precisi i meriti vanno soltanto a una ristretta parte, quella rappresentata dai farmacisti che lavorano nelle strutture pubbliche. La spiacevole verità arriva dai dati dell’Aifa sulle segnalazioni di eventi avversi ricevute nel corso dell’ultimo anno. Come già scritto (vedi F33 di giovedì scorso) nel 2011 sono state registrate 21.473 reazioni sospette, per un tasso di 356 segnalazioni ogni milione di abitanti. Come già l’anno prima, l’Italia si colloca così nel ristretto club dei paesi che dispongono di un sistema di farmacovigilanza avanzato, perché capaci di collocarsi al di sopra del tasso che per l’Oms rappresenta il “gold standard” di riferimento, cioè 300 segnalazioni per milione di cittadini.Tra le cifre dell’Aifa, tuttavia, non tutto luccica come oro. Innanzitutto esistono ancora forti differenze a livello regionale, tali per cui il superamento della soglia di cui s’è detto è di fatto merito solo di quattro Regioni (Lombardia e Toscana hanno fatto registrare tassi superiori alle 800 segnalazioni per milione di abitanti e da sole sommano più della metà delle segnalazioni registrate nel 2011). Stesse distanze da un analisi in base alle professioni: i medici sono in testa alla classifica con il 55% delle segnalazioni, seguit i al secondo posto dai farmacisti con il 12% (ancora più staccati gli operatori dei distretti e, al quarto posto, i medici di famiglia). Per i farmacisti parrebbe una performance di cui andare fieri, ma come si è detto così è solo in apparenza: «La maggior parte delle segnalazioni» osserva infatti l’Aifa «proviene da tre regioni, Lombardia, Toscana e Campania, dove alcuni farmacisti ospedalieri sono coinvolti in un progetto di monitoraggio attivo». In particolare, puntualizza ancora l’Agenzia, «il 70% delle segnalazioni 2011 provenienti da farmacisti è stato inviato da 10 farmacisti ospedalieri inseriti in questo progetto». In altri termini, delle 2.530 segnalazioni “addebitate” alla professione, soltanto 760 circa possono essere rivendicate dalla categoria nel suo insieme. «Il “peso” dei farmacisti nella segnalazione spontanea» è l’inevitabile conclusione dell’Aifa «è ancora molto basso». È un dato da tenere in stre tta considerazione nel momento in cui si parla di riforma della remunerazione e di compensi legati alle prestazioni professionali in farmacia. (fonte farmacista33)

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Antidepressivi alias depressivi

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

È di questi giorni la notizia che l’uso di alcune tra le più diffuse classi di antidepressivi utilizzati anche in Italia per combattere la depressione può provocare un paradossale aggravamento della depressione stessa e causare vari effetti avversi anche gravi. E’ quello che hanno scoperto i ricercatori della McMaster University – la prestigiosa università canadese fondata a Ontario 130 anni fa – i quali hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista scientifica “Frontiers In Evolutionary Psychology”.
La ricerca è stata effettuata paragonando gli effetti dei più moderni e diffusi antidepressivi, gli “inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina” (SSRI) a un gruppo trattato con placebo. I livelli di serotonina alterati dai farmaci possono produrre tutta una vasta gamma di effetti indesiderati: tra questi si va dai più “semplici” problemi digestivi a effetti collaterali più seri come difficoltà nella sfera sessuale, ictus e morte prematura. Diversi tra gli psicofarmaci esaminati nello studio offrono pochi benefici per la maggior parte delle persone affette da depressione da lieve a moderata, mentre offrono un aiuto attivo solo ad alcuni tra i pazienti più gravemente depressi. In alcun casi si sono addirittura riscontrati effetti positivi più marcati con l’uso di un placebo rispetto al farmaco. Gli antidepressivi SSRI interferiscono con l’attività cerebrale, lasciando il paziente vulnerabile a una depressione di “rimbalzo” che spesso si presenta con intensità ancora maggiore rispetto a prima dell’inizio della terapia. A seguito di una sospensione dai farmaci SSRI «dopo un uso prolungato, il cervello compensa la presenza in eccesso del neurotrasmettitore riducendone automaticamente i livelli di produzione – sottolinea il Dott. Paul Andrews, coordinatore della ricerca – e questo cambia il modo in cui i recettori nel cervello rispondono alla serotonina stessa, rendendo alla fine il cervello meno ‘sensibile’ a questa sostanza». Allo stato attuale, i ricercatori ritengono che detti cambiamenti possano essere reversibili, tuttavia diversi studi suggeriscono che gli effetti indesiderati possano permanere fino a due anni, aumentando significativamente il rischio di scompenso psichico. Oltre a ciò, i farmaci SSRI possono interferire con tutti i processi fisici che di norma sono regolati dalla serotonina: per esempio, quantità significative di questa sostanza sono presenti nell’intestino, in quanto essa è utilizzata per controllare la regolarità della digestione, formare coaguli di sangue nei punti di cicatrizzazione e anche regolare la riproduzione e la crescita dell’organismo, e questa è la ragione per la quale queste classi di psicofarmaci possono causare problemi di sviluppo nei minori.
Proprio quello dell’utilizzo di antidepressivi in fascia pediatrica e adolescenziale è il problema che maggiormente preoccupa gli esperti di “Giù le Mani dai Bambini”, la più visibile campagna italiana di farmacovigilanza in età pediatrica e di sensibilizzazione sul tema dell’uso disinvolto di psicofarmaci (www.giuelmanidaibambini.org). Sul punto è intervenuto Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del Comitato: “Da anni, specie da quando l’EMA – l’Agenzia Europea regolatoria per i farmaci – ha autorizzato l’uso degli antidepressivi anche su bambini di soli otto anni, denunciamo i pericoli insiti nell’uso di queste sostanze su organismi e cervelli ancora in via di sviluppo. Molte volte sedicenti esperti hanno sostenuto che ‘non è lo psicofarmaco che fa male, dipende da come lo si usa’: questa ennesima ricerca scientifica, ultima di una serie, prova che non è assolutamente vero. Questi prodotti sono inutili nella maggior parte dei casi, e spesse volte anche dannosi e pericolosi: a quando delle nuove linee guida nell’utilizzo da parte del Ministero della Sanità? Forse è opportuno riflettere una volta per tutte – conclude Poma – sul fatto che gli interessi finanziari delle multinazionali farmaceutiche devono passare necessariamente in secondo piano rispetto al diritto alla salute dei nostri bambini e dei nostri ragazzi”.

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Combattere il dolore episodico intenso

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Padova, Condividere le conoscenze, creare confronto, collaborazioni e sinergie tra professionisti, organizzazioni, aziende e istituzioni per valorizzare e consolidare la valutazione delle tecnologie per la cura del dolore episodico intenso. Con questi obiettivi ha fatto tappa lunedì scorso a Padova, presso l’Hotel Sheraton di Corso Argentina 5, il programma di formazione itinerante sull’HTA nel Breakthrough cancer Pain (BTcP) o dolore episodico intenso, ovvero gli accessi di dolore severo che colpiscono circa il 60% dei pazienti oncologici, benché già in terapia per il contenimento del dolore di base. L’iniziativa consiste in una serie di workshop che si svolgeranno in 8 città d’Italia, per illustrare i criteri dell’Health Tecnology Assessment (HTA) applicati, appunto, ad una delle più insidiose e rilevanti manifestazioni di dolore neoplastico. L’HTA, strumento multidisciplinare di valutazione, è di grande attualità in tempi in cui è indispensabile ottimizzare la spesa sanitaria. La sua applicazione è necessaria per fornire ai decisori prove scientifiche, al fine di intraprendere le scelte migliori in termini di efficacia, efficienza ed equità nel contesto sanitario. Nello specifico caso del dolore episodico intenso, a due anni dall’entrata in vigore della Legge 38 che disciplina terapia del dolore e cure palliative, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ha elaborato un modello farmacoeconomico per la gestione del BTcP, con la collaborazione di un panel di esperti della Società Italiana di HTA (SIHTA), della Società Italiana Cure Palliative (SICP), della Società Italiana Farmacisti Ospedalieri (SIFO) e della Società Italiana Medicina Generale (SIMG). Nel tour formativo, che si svolge sotto l’egida del Ministero della Salute, prendendo le mosse dagli aspetti clinico-epidemiologici, farmacologici ed etici del dolore episodico intenso, un pool di esperti affronterà il tema dell’HTA, per stimolare un dialogo mirato al raggiungimento di un modello di gestione integrata delle cure palliative.
Il dottor Marco Spizzichino, Direttore dell’Ufficio di Cure Palliative e Terapia del Dolore del Ministero della Salute, si sofferma proprio sulla conformità dell’HTA alla filosofia di fondo della Legge 38 del 2010: “La grande innovazione della legge d’avanguardia su cui si fonda in Italia il contrasto alla sofferenza fisica del malato, è anzitutto quella di considerare il dolore non solo come un sintomo, ma come vera e propria patologia. L’HTA, analisi scientifica per l’individuazione di una terapia ottimale al servizio di pazienti lacerati da dolori spesso invalidanti, rappresenta quindi la miglior ricezione dei suggerimenti della Legge 38: combattere il dolore episodico intenso come patologia, per migliorare la qualità di vita dei pazienti e in primis ridare dignità alle persone che soffrono. Non a caso, uno dei più importanti profili di valutazione presi in esame dall’approccio HTA al dolore episodico intenso è proprio il parametro etico. Concludo con un riconoscimento a tutte le organizzazioni impegnate nella diffusione della cultura dell’HTA nel trattamento del BTcP: lunedì, nella sala conferenze di Padova, c’erano rappresentanti di tutte le istituzioni coinvolte, SIHTA, SICP, SIFO, SIMG, Università Cattolica, e un uditorio composto dagli attori più disparati del panorama sanitario, dai medici ai farmacisti, dai palliativisti ai farmacologi, sino agli economisti e ai decisori”.
Prossime tappe del Progetto, dopo la partenza da Roma, la giornata milanese della scorsa settimana e la tappa padovana di ieri, saranno Ancona, il 5 giugno, e poi Messina e Firenze. Seguiranno, dopo la pausa estiva, Bari e Novara.L’accesso ad un’adeguata terapia antalgica è uno degli obiettivi della Legge 38 del 15 marzo 2010, attraverso la quale l’Italia si è distinta per sensibilità e attenzione verso i diritti del paziente: la cosiddetta “legge 38 sul dolore” è infatti il primo sistema normativo, in ambito europeo, che riconosce al problema del dolore un’incidenza sulla qualità di vita del paziente e una capacità inabilitante che vanno arginate attraverso il riconoscimento e la tutela di veri e propri diritti fondamentali del malato. Si tratta di obiettivi ambiziosi, il cui raggiungimento appare un continuo work in progress soprattutto nell’ambito oncologico, nel quale il dolore può divenire uno dei principali problemi da fronteggiare. Per quanto concerne la diagnosi e il trattamento del dolore oncologico, negli ultimi anni particolare attenzione è stata posta nell’identificazione e gestione del BTcP, un tipo di dolore sottostimato e non trattato ancora in maniera appropriata.(Marco Giorgetti)

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Contro il Parlamento dei nominati dal potere. Non mollare!

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

E’ ormai evidente che la tanto decantata riforma del sistema elettorale non si fara’ e il rinnovo del Parlamento -anticipato od ordinario che sia- si farà con l’attuale legge, quella che uno dei suoi stessi proponenti (l’ex-ministro leghista Roberto Calderoli) ha chiamato il porcellum: i capi dei partiti (quelli che si sono confermati l’altro giorno il finanziamento pubblico a se stessi) decidono chi deve essere messo in lista (talvolta con primarie in cui vince chi riesce a meglio organizzare e comprare i voti) e fanno elenchi in cui gli eletti risultano dalla gerarchia numerica in cui sono collocati (il primo e’ sicuro, l’ultimo impossibile); ovviamente questa gerarchia non risponde agli elettori ma a chi li ha fatti eleggere; avremo quindi un Parlamento come quello attuale, con mediamente deputati di qualita’ pessima, rappresentativo dei capi di partito e non degli elettori, a cui e’ stato consentito solo di scegliere il partito (e quindi sempre meno
votano). Noi, che siamo dei sognatori, vorremmo un sistema elettorale uninominale come in Usa (ogni piccolo collegio ha il suo rappresentante che vince sugli sfidanti, e quindi rappresenta gli elettori di quel collegio all’interno delle istituzioni, gli sfidanti a casa e basta). Ma siamo per l’appunto dei sognatori perche’, quand’anche qualche influsso stellare facesse modificare l’attuale legge elettorale, garantito che sara’ solo per favorire gli attuali partiti e l’attuale sistema di potere, non certo per portare in Parlamento i rappresentanti scelti dagli elettori in forma diretta. Perche’ Aduc si occupa di questo? Perche’ se in Parlamento continueranno a sedere i padroni dei partiti, delle banche e dell’economia, l’imposta/canone della Rai, per esempio, non verra’ mai abolita (2), cosi’ come tutti i gestori di telefonia continueranno a rubare i nostri soldi, mentre Trenitalia continuera’ a consentire la concorrenza sui binari solo a chi fa il gioco del proprio monopolio (con conseguenti prezzi e servizi pendolari da incubo (3), e l’Enel e l’Eni faranno finta di fare concorrenza, ed Equitalia continuera’ a comportarsi come un bandito (4), i Sindaci continueranno impunemente a mettere autovelox illegali (5) fottendosene della sicurezza stradale, sempre i Comuni continueranno a rubare i soldi ai ricoverati nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (6). la Giustizia continuera’ ad essere ridicola per tempi e modi e le carceri saranno sempre piu’ stracolme di disgraziati, etc etc. Nell’attuale contesto e assetto parlamentare manca proprio una minima possibilita’ di riforme radicali, che possano risolvere le anomalie ataviche del nostro sistema corrotto e corruttore. Ci vorrebbe una rivoluzione a 360 gradi che mandi a casa tutti i responsabili. E questo e’ impossibile allo stato. La situazione della riforma della legge elettorale e’ solo una delle tante alla base del marcio. Certamente saremo in prima linea quando e se verranno lanciate iniziative sul nostro sogno di riforma elettorale e sugli altri sogni di un Paese che rispetti gli amministrati e funzioni senza rubare. Ma non ci facciamo grandi illusioni. Tanti sono stati i tentativi in passato e abbiamo visto, anche direttamente, stuoli di persone che da oneste si sono adeguate e sono diventate disoneste e ladre (soprattutto di verita’), confermando e legittimando gli attuali padroni dei partiti e del Parlamento perche’ continuino a fare cio’ che credono. L’importante e’ non-mollare, sopravvivere alle vessazioni e ai furti, costruire con chi e’ disponibile, a partire dalle teste di coloro che domani potrebbero amministrarci non come quelli di oggi.(fonte aduc)

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Ripristinare fondo non autosufficienza

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Roma. Regione Lazio. “Si tratta di un investimento importante, in un settore fin troppo penalizzato da parte del governo nazionale. Un primo passo, ma ancora insufficiente. Al governo chiediamo di ripristinare il fondo nazionale per la non autosufficienza, azzerato lo scorso anno e mai più rifinanziato”. Lo dichiara in una nota l’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, sul programma regionale di interventi sulla Sla da 9 milioni di euro approvato dalla Giunta Polverini, che dà attuazione alle risorse messe a disposizione dal Ministero del Welfare. “Con il programma regionale di interventi sulla Sla – spiega Forte – finalmente realizziamo anche nel Lazio un sistema di presa in carico globale, incentrato sui bisogni della persona e dei suoi familiari. Investiamo i nove milioni sull’assistenza domiciliare, sulla formazione di nuovi operatori specializzati e sull’informazione alle famiglie. Anche per una malattia invalidante come la Sla, infatti, l’ambiente familiare è quello ideale dove ricevere assistenza. L’obiettivo è quello di migliorare l’integrazione socio-sanitaria per garantire la continuità assistenziale tra ospedale e territorio e, soprattutto, ampliare la libertà di scelta della persona rispetto all’alternativa del ricovero. Per questo – conclude Forte – doteremo le famiglie di specifici assegni di cura con i quali potranno acquistare, sulla base di un Piano di assistenza individuale redatto da operatori sociali e Asl, le prestazioni assistenziali necessarie”.

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Farmaci illegali importati dalla Cina e dall’Albania

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

English: Guardia di Finanza (Italian finance p...

English: Guardia di Finanza (Italian finance police) sign. Italiano: Stemma istituzionale della Guardia di Finanza, presente all’entrata di tutte le caserme. (Photo credit: Wikipedia)

Tutti farmaci per i quali è rigorosamente obbligatoria la prescrizione medica. Fiale contenenti sostanze liquide per il trattamento terapeutico intensivo di importanti patologie di natura cardiaca, neurologica, renale, epatica e virale sequestrate in queste ultime ore dalla Finanza alla dogana di alcuni aeroporti, trasportati senza né prescrizioni né autorizzazioni all’importazione. Secondo gli agenti i prodotti acquistati in Cina e nell’est europa dovevano essere consegnati, come lasciano ragionevolmente ipotizzare le indagini tuttora in corso, a medici senza scrupoli, verosimilmente di etnia asiatica, che li avrebbero somministrati ai loro pazienti in cambio di lauti compensi. L’ultima operazione è stata effettuata dai funzionari dell’Ufficio delle dogane di Bari. Durante i normali controlli finalizzati alla repressione di traffici illeciti nell’aeroporto di Bari- Palese hanno scoperto, in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza, tre tentativi di illecita introduzione di farmaci privi della necessaria registrazione del Ministero della Salute.
In due casi i farmaci, confezionati in blister, flaconi e bustine, per un peso complessivo di 3,7 chilogrammi, erano nascosti nei bagagli di due cittadine cinesi, residenti in Italia, provenienti dalla Cina rispettivamente via Monaco e via Roma/Fiumicino. Nel terzo, invece, il sequestro di farmaci ha riguardato un cittadino italiano proveniente da Tirana. I trasgressori sono stati denunciati alla Procura della Repubblica del Tribunale di Bari. Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” esprime grande preoccupazione, evidenziando come tra i principi attivi contenuti nei farmaci sequestrati spiccano l’adrenalina, il raceanisodamine cloridrato, il ribavirine ed il citicoline. Sostanze che avrebbero potuto causare gravissime patologie fino a diventare letali.

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Paolo Curtaz: Sul dolore

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Parole che non ti aspetti 3ª edizione marzo 2012 Collana DIMENSIONI DELLO SPIRITO Formato 13,5 x 21 cm – BROSSURA Numero pagine 252 CDU 22H 226 ISBN/EAN 9788821572937 Prezzo copertina € 15,00 Al cuore del mistero del dolore e della sofferenza. Il saggio più intenso di Paolo Curtaz. Perché esistono il dolore e la sofferenza? Paolo Curtaz riflette su uno dei grandi misteri della vita di ogni persona. La sofferenza, specie la sofferenza dell’innocente, è l’unica seria obiezione all’esistenza di un Dio buono e compassionevole e, da sempre, rappresenta un problema serio per chi accoglie il volto del Padre che Gesù ci ha svelato. Perché soffriamo? A cosa serve il dolore? Questo saggio riflette, con semplicità , sulla sofferenza, interrogando la Parola di Dio, senza voler dare una risposta esaustiva che la Bibbia stessa non offre. Paolo Curtaz, uno degli autori spirituali più apprezzati e originali di questi anni, porta in questo volume intenso e profondo vicende personali e di altre persone segnate dal dolore, senza nessuna pretesa di dare risposte scontate, ma con il desiderio di seguire le poche tracce di luce che emergono dalla riflessione biblica e dall’esperienza di chi è passato attraverso la sofferenza riuscendo a scorgere una prospettiva di speranza.(paolo curtaz)

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Andrea Riccardi Dopo la paura la speranza

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

1ª edizione maggio 2012 Collana DIMENSIONI DELLO SPIRITO Formato 14 x 21,5 cm Numero pagine 120 CDU 22H 250ISBN/EAN 9788821574825 Prezzo copertina € 14,50 L’Italia, l’Europa, l’Africa, il mondo. Andrea Riccardi spiega perché, dopo la paura, è giunto il tempo della speranza. Il XXI secolo si è aperto nel segno della globalizzazione. Sono cadute barriere territoriali, doganali e politiche. Si verificano migrazioni di popoli e crisi economiche. Di fronte a questi eventi la paura blocca le energie e rende più deboli. Il nostro è un tempo complesso, ma non mancano le nuove possibilità. L’Italia ha un missione in Europa, nel Mediterraneo, in Africa e nel mondo; gli italiani possono operare per superare la crisi e integrare i migranti nel tessuto sociale del nostro Paese. La speranza è che ci sia un futuro degno per ognuno di noi, ma anche per le nostre famiglie e comunità e per quella comunità nazionale che si chiama Italia.(andrea riccardi)

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Per combattere le micosi cutanee basta una foto

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Cologno Monzese, “Pelle in-foto” è una campagna educazionale realizzata da Janssen Italia per aiutare il Medico di Medicina Generale nell’attività di sensibilizzazione dei pazienti a tenere sotto controllo pelle ed unghie e a individuare precocemente un’eventuale manifestazione cutanea.
L’iniziativa mette in evidenza l’importanza della collaborazione attiva del paziente che, attraverso un’opportuna informazione, viene invitato dal proprio medico curante a inviargli, in caso di dubbio o sospetto, una foto dell’area cutanea o ungueale interessata (da un cellulare o via email). Il medico, a sua volta, ne valuterà la rilevanza clinica, rispondendo con le istruzioni del caso (ad es. “nulla di rilevante”, “monitora la situazione” o “urge una visita”).
Si tratta di un momento educazionale attivo nella massima stagionalità delle micosi, ma che potrebbe aiutare anche nella diagnosi precoce di tutte le varie patologie dermatologiche. L’obiettivo è di stimolare una maggior attenzione alla pelle da parte della popolazione generale, di agevolare una migliore relazione medico-paziente e di fornire un servizio a supporto del Medico di Medicina Generale.
Il progetto si inserisce all’interno del programma di informazione dermatologica “Pelle In-forma”, che si avvale di una serie di strumenti digitali. Sono infatti attivi il sito web pelleinforma.com e, grazie alla collaborazione della Dr.ssa Sandra Lorenzi, un canale @pelleinfoto su Twitter, uno tra i social media più utilizzati al mondo. Questi canali innovativi sono volti alla veloce divulgazione di suggerimenti e informazioni che i medici potranno trasferire ai pazienti per il miglior controllo delle dermatomicosi.
La Dottoressa Sandra Lorenzi, specialista in Dermatologia e Venereologia all’Università degli Studi di Bologna e dell’Istituto Dermatologico Europeo di Milano, cura interamente i contenuti scientifici del Programma “Pelle In-forma”. “Le dermatomicosi sono una patologia molto frequente e diffusa, che interessa tutte le fasce di età. Twitter è un canale in più, un metodo moderno e veloce di comunicare nell’ambito di un progetto più vasto di informazione e di interazione col pubblico, sempre mediata dal medico, che all’occorrenza consente anche di visualizzare in foto la patologia” afferma la Dottoressa.
Sul sito pelleinforma.com il medico trova un archivio di immagini cliniche sulle micosi cutanee organizzate per diagnosi, che costituiscono un riferimento e un modello di comparazione per l’interpretazione delle foto dei pazienti. Attraverso una seconda sezione, creata ex novo, ogni medico registrato può inserire il proprio album fotografico digitale con le immagini da lui diagnosticate. Un supporto dunque per l’intera comunità scientifica, che potrà non solo attingere ma anche contribuire a questo canale per il raggiungimento di un obiettivo comune: una diagnosi appropriata e una terapia mirata per una sempre maggiore attenzione al paziente, per aiutarlo a prevenire le micosi cutanee o a ottimizzare i risultati della terapia farmacologica.
Per completare il progetto e rendere ancora più agevole la consultazione clinico-iconografica e farla diventare un reale ausilio alla diagnosi delle micosi cutanee, Janssen da settembre renderà disponibile un’applicazione sulle dermatomicosi per iPhone /iPad. (eleonora cossa)

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Diabete: La nuova insulina degludec riduce il tasso di ipoglicemia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Presentati al 24° congresso della Società Italiana di Diabetologia, in svolgimento a Torino, i risultati di due studi clinici di fase 3 condotti con la nuova insulina degludec di Novo Nordisk, pubblicati poche settimane fa sulla rivista The Lancet. Gli studi hanno coinvolto complessivamente 1.635 persone con diabete di tipo 1 e 2, curate con l’insulina degludec (in fase di registrazione presso FDA ed EMEA, le autorità regolatorie americana ed europea) o con l’insulina glargine (già disponibile sul mercato).1,2Entrambi gli studi, disegnati in modo da garantire il raggiungimento di analoghi livelli di glicemia a digiuno (treat-to-target), hanno dimostrato che l’insulina degludec, a parità di controllo dell’HbA1c, ha permesso di ridurre del 25% il tasso di ipoglicemie notturne.“Le ipoglicemie rappresentano l’effetto collaterale della cura per il diabete che maggiormente preoccupa paziente e medico – ha spiegato Salvatore Caputo, Dirigente medico dell’Unità di Diabetologia al Policlinico Gemelli di Roma – tanto da portare a volte a ridurre la quantità di insulina giornaliera, il che ha evidentemente un effetto negativo sul controllo della malattia. Non si deve d’altra parte sottostimare la pericolosità delle ipoglicemie che rendono la persona con diabete più vulnerabile in relazione all’innesco di una serie di meccanismi potenzialmente dannosi sia sul sistema cardiovascolare sia sul sistema nervoso”. “Naturalmente, le più pericolose sono proprio quelle notturne, perché avvengono quando la persona dorme, non cosciente di ciò che sta accadendo, e, pertanto, impossibilitata a prendere le opportune misure correttive”, ha aggiunto.“Le caratteristiche della formulazione di un’insulina basale ideale dovrebbero essere quelle di rilasciare una concentrazione di insulina costante, stabile, priva di picchi e continua per almeno 24 ore senza causare ipoglicemia. Sia nei pazienti con diabete di tipo 1 che in quelli con diabete di tipo 2 è molto importante disporre di una insulina con queste caratteristiche” ha spiegato Francesco Giorgino, Professore di Endocrinologia e Malattie Metaboliche all’Università degli Studi di Bari. “L’insulina Degludec è un innovativo analogo basale dell’insulina che, grazie al suo profilo farmacocinetico ultralento, ha una durata d’azione superiore alle 24 ore e un effetto metabolico distribuito uniformemente nel corso della giornata. Dalla ridotta variabilità d’azione dipende un profilo glicemico più stabile che assicura il raggiungimento dei target glicemici con una importante riduzione del rischio di ipoglicemia”, ha concluso.
1. Garber AJ, King AB, Del Prato S et al. The BEGIN Basal-Bolus Type 2 Trial: Insulin degludec, an ultra-long-acting basal insulin, versus insulin glargine for basal-bolus therapy in type 2 diabetes: a 52-week, phase 3, randomised, parallel-group, multinational, treat-to-target trial. The Lancet. 2012: 379, pp 1498-507.
2. Heller S, Buse J, Fisher M et al. The BEGIN™ Basal-Bolus Type 1 Trial: Insulin degludec, an ultra-long-acting basal insulin, versus insulin glargine in basal-bolus therapy with mealtime insulin aspart in type 1 diabetes: a 52-week, phase 3, randomised, open-label, parallel-group, multinational, treat-to-target trial. The Lancet. 2012; 379, pp 1489-97

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Una garanzia per i giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Nel 2010, il Parlamento aveva proposto a Commissione e Consiglio di creare una “garanzia europea per i giovani”, sulla base di progetti già esistenti in alcuni Stati membri come l’Austria, per offrire ai giovani il diritto a un lavoro, un apprendistato o una combinazione dei due, dopo 4 mesi di disoccupazione.Nella risoluzione, i deputati si compiacciono della decisione della Commissione di dare seguito alla loro proposta e di presentare al Consiglio un piano sulle garanzie per i giovani entro la fine del 2012. L’Aula chiede pertanto ai governi nazionali di adottare la proposta entro la fine del 2012.

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Maggiori finanziamenti UE per combattere la disoccupazione giovanile

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Un “piano europeo d’investimenti” per creare nuova occupazione, ridistribuzione dei fondi strutturali e introduzione di una “garanzia europea per i giovani”, che offra loro la possibilità di un lavoro o un apprendistato dopo quattro mesi di disoccupazione, sono alcune delle proposte contenute in una risoluzione sulla disoccupazione giovanile in Europa adottata giovedì.All’inizio del 2011, la disoccupazione media nell’UE era pari al 10%, mentre quella giovanile era al 22,1%, rispetto al 14,7% del 2008. La risoluzione, redatta dal presidente della commissione affari sociali Pervenche Berès (S&D, FR), sottolinea che esistono forti differenze all’interno dell’Unione: si passa dal 10% di alcuni Stati membri, al 50% di quelli maggiormente colpiti dalla crisi.
Un piano europeo d’investimenti per creare lavoro
Nel testo adottato, i deputati appoggiano l’iniziativa “Opportunità per i giovani” presentata dalla Commissione, ma esprimono forti dubbi che “la portata delle azioni proposte sia proporzionata alla gravità dell’attuale crisi occupazionale sperimentata dai giovani in numerosi Stati membri”.Pertanto, i deputati propongono di lanciare un “piano europeo d’investimenti” per creare occupazione per i giovani.
Ridistribuire i fondi strutturali
Il 30 gennaio 2012, durante un Consiglio europeo, il presidente della Commissione Barroso ha annunciato che 82 miliardi di euro in fondi strutturali, sul totale di 347 per il periodo 2007-2013, non sono stati ancora distribuiti e potrebbero quindi essere riassegnati.I deputati chiedono alla Commissione di utilizzare una parte sostanziale di tali fondi per programmi occupazionali per giovani e di considerare la possibilità di aumentare la percentuale di sostegno comunitario per i progetti co-finanziati con i governi nazionali dei paesi con una disoccupazione giovanile più alta: Italia, Lituania, Lettonia, Slovacchia, Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda.

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Ictus: si può prevedere negli anziani con un test di disegno

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

(Centro Maderna) Un test con un disegno può prevedere il rischio di decesso in seguito al primo ictus negli uomini anziani. Il Trail Making Test (TMT), che consiste nel disegnare con una matita delle linee verticali ascendenti tra numeri o lettere il più velocemente possibile, sarebbe infatti in grado di prevedere chi è maggiormente a rischio di morte da ictus. Lo rivela una ricerca dell’Università di Uppsala in Svezia e pubblicata sul British Medical Journal Open. “Il TMT è un buon indicatore delle funzioni cognitive, e assieme a altri test è largamente usato per le diagnosi di demenza senile. In particolare, il TMT identifica dei difetti cognitivi latenti, causati da malattie cerebrovascolari che non hanno ancora manifestato altri sin tomi”, hanno spiegato i ricercatori. “Abbiamo analizzato 1000 uomini anziani tramite questi test e monitorato il loro stato di salute dal 1991 al 2006. Di questi – hanno proseguito – 155 hanno subito un ictus grave o leggero, e più della metà di loro è deceduta entro 2 anni dall’evento”. Prendendo in considerazione altri fattori come età, pressione sanguigna e istruzione, i ricercatori hanno determinato che gli anziani con bassi punteggi nel TMT avevano 3 volte più probabilità di morire in seguito al primo ictus rispetto agli altri: “Questo ci porta a concludere che questo semplice test scritto è un predittore affidabile del rischio di decesso da ictus”, hanno concluso i ricercatori.

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Il Parlamento condanna le leggi omofobiche e la violenza in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Bruxelles, Parlamento europeo. In una risoluzione adottata giovedì da un’ampia maggioranza, il Parlamento afferma che gli Stati membri dovrebbero dare l’esempio nella lotta contro l’omofobia. I deputati condannano le leggi omofobiche e la violenza e invitano i governi e i parlamenti nazionali a considerare la possibilità di fornire l’accesso a istituti giuridici, quali le unioni registrate, la coabitazione o il matrimonio, a gay, lesbiche, bisessuali e transgender. I Paesi europei, anche se non sono Stati membri dell’UE, come Russia, Ucraina e Moldova, dovrebbero garantire che lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), siano protetti da discorsi omofobici di incitamento all’odio e dalla violenza. Nella risoluzione presentata dai gruppi PPE, S&D, ALDE, Verdi/ALE e GUE/NGL, approvata con 430 voti a favore, 105 contrari e 59 astensioni, si ribadisce che le coppie dello stesso sesso devono godere del medesimo rispetto riconosciuto al resto della società.
Gli Stati membri dovrebbero dare l’esempio
Il Parlamento “condanna con forza tutte le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere e deplora vivamente che tuttora, all’interno dell’Unione europea, i diritti fondamentali delle persone LGBT non siano sempre rispettati appieno”. I deputati esprimono la loro preoccupazione per “gli sviluppi che limitano la libertà di espressione e di associazione” in base a “idee infondate in materia di omosessualità e transessualità”. Ritengono che “gli Stati membri dell’UE debbano essere esemplari” nella protezione dei loro diritti fondamentali. Prendendo in considerazioni le leggi approvate o in corso di esame in sei paesi (Russia, Ucraina, Moldova, Lituania, Lettonia e Ungheria) la risoluzione critica che leggi di questo tipo “siano già state usate per arrestare e multare i cittadini, compresi i cittadini eterosessuali che esprimono sostegno, tolleranza o accettazione verso lesbiche, gay, bisessuali e transgender”. Tali normative “legittimano l’omofobia e, a volte, la violenza”.

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Parliament strongly condemns homophobic laws and violence in Europe

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

EU Member states should set an example in fighting homophobia, says Parliament in a resolution adopted by a clear majority on Thursday. MEPs condemn homophobic laws and violence in European countries, and call on EU member states to consider giving access to cohabitation, registered partnerships or marriage to lesbian, gay, bisexual and transgender (LGBT) people. European countries, whether or not they are EU member states, and including Russia, Ukraine and Moldova, should ensure that LGBT people are protected from homophobic hate speech and violence, and that same-sex partners enjoy the same respect as the rest of society, says the resolution, tabled by the EPP, S&D, ALDE, Greens/EFA and GUE/NGL groups and adopted with 430 votes in favour, 105 against and 59 abstentions.

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Nuova riforma pensioni

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Roma. Il consigliere comunale di Roma del Pdl Fabrizio Santori mi ha inviato un messaggio informandomi che ha indetto per il 28 maggio alle 16 presso la Sala Protomoteca del Campidoglio una giornata seminariale per trattare il sistema pensionistico anche alla luce del recente decreto “Salva Italia” varato dal governo Monti. Punto focale della discussione, mi pare di capire, sarà il ruolo assegnato agli istituti di patronato e “più in particolare alla luce del fatto che soprattutto l’Inpdap ha radicalmente cambiato le sue funzioni e la sua struttura utilizzando sempre di più il mezzo informatico e telematico e coinvolgendo i patronati nella sua fase di innovazione prevedendo la stampa e la rettifica delle posizioni previdenziali e la trasmissione telematica delle domande di pensione.”
Argomenti di sicuro interesse che, tuttavia, non alleviano il “vulnus” inferto dal Governo con la riforma delle pensioni e il conseguente blocco degli aggiornamenti delle pensioni al costo della vita e il conseguente aumento dell’addizionale irpef dei comuni che di fatto hanno ridotto le rendite di un buon 10% mentre rincara il carrello della spesa per oltre il 4%, le tariffe della luce e del gas per il 15% complessivo e l’Imu di fatto tende a ridurre del 50% le tredicesime dei pensionati e, per chi non ha casa di proprietà, si troverà a pagare un aumento delle locazioni in maniera sensibile.
In questo momento di crisi, per quanto depressi, i pensionati hanno dimostrato di avere un grande senso dello Stato ma quest’ultimo ha dimostrato di non voler ricambiare l’impegno che pure si è assunto solennemente all’atto del suo insediamento indicando le sue linee guida con “rigore, equità e crescita”.
Il segretario dell’Aduc Primo Mastrantoni ha, in proposito, ben reso il concetto scrivendo: “In questo Bel Paese, però, ognuno ha inzuppato il biscotto nel cappuccino delle proprie convenienze. Lo hanno fatto le imprese quando ricevevano contributi che a nulla servivano, lo ha fatto la classe politica che si è attribuita privilegi, lo ha fatto la burocrazia che si è ritagliata ruoli di discrezionalità divenuti vessazioni, lo hanno fatto le categorie professionali, chiusi nella torre corporativa a difesa dei propri interessi. Ognuno ha guardato al proprio “particulare” (come direbbe il Guicciardini), al tornaconto personale, spesso procedendo come un carro armato sui diritti degli altri. Non pensiamo che l’uomo sia buono di natura ma riteniamo che le regole una volta scritte vanno fatte rispettare”.
A questo punto mi pare che i pensionati alla fine si sono ritrovati ad essere “cornuti e mazziati”, come si dice a Napoli, mentre gli altri si trovano alla finestra a godersi lo spettacolo.
La circostanza mi ha spinto, a scrivere a Monti, che conosco bene, affinchè a tutti i detentori di un reddito da lavoro o di pensione almeno si riconoscessero alcune detrazioni fiscali come ad esempio per i figli o i nipoti a carico se disoccupati, per una quota forfettaria sulle spese alimentari, sul fitto delle abitazioni, sulle spese per servizi: idraulici, elettricisti, condominiali, ecc. Gli ho lasciato capire, anche se non ve ne era bisogno, che le pezze giustificative per talune detrazioni avrebbero permesso un controllo incrociato con le dichiarazioni dei redditi di chi avesse prestato dei servizi ai contribuenti. Da mesi attendo che quelle che sono diventate, nel frattempo, quindici lettere abbiano almeno una risposta. Allora mi sono rivolto, cogliendo al volo la nomina di due esponenti del Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo (l’on.le Lino Miserotti e il senatore Giacinto Boldrini, eletti nelle liste del Pdl, per essere da essi supportato in qualche modo. Ma dato il silenzio che è seguito, sin ad ora, lascio al giudizio di chi mi legge di trarne le dovute considerazioni.
Ora mi affido a Santori se non altro per farmi capire se il Pdl è il partito che dopo aver predicato bene continui a razzolare male o cerca di rinsavirsi. Non me ne voglia ma sono amareggiato. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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