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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Voto: il pasticcio all’italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2012

English: SARDINIA. With Silvio Berlusconi. Рус...

English: SARDINIA. With Silvio Berlusconi. Русский: САРДИНИЯ. С Сильвио Берлускони. (Photo credit: Wikipedia)

La possibilità più gettonata sembra quella che tra dieci mesi si andrà a votare per le politiche. Nel frattempo avremo anche un altro voto, se le intenzioni del governatore della Sicilia non muteranno. Si parla di ottobre prossimo. Sarà interessante capire come i siciliani vorranno risolvere la complicata situazione che ha generato alleanze trasversali, sospetti di ingerenze mafiose, discutibili intrallazzi amministrativi e quanto altro.
Di certo non disponiamo della sfera di cristallo per capire, in entrambi i casi, cosa potrà accadere per quanto si tratti di un futuro non certo lontano. Questo perché se stiamo a quanto ci ammanniscono i media dobbiamo dedurre che la situazione è fluida, anzi fluidissima, e gli umori degli italiani sono più propensi per l’astensione dal voto che dal parteciparvi.
Partiamo proprio da qui per capirci qualcosa e se diamo per scontato della validità dei sondaggi d’opinione odierni le prospettive non sono certo rosee. Cosa ci dicono? Il dato più significativo è quello che tra astensionisti, schede bianche e nulle ci avviciniamo al 50% dell’elettorato. Se poi prendiamo il consenso ai partiti come il Pd al 25%, il Pdl al 21%, al Fli all’8%, i grillini al 18% e l’idv al 5% e vi aggiungiamo le dichiarazioni dei rispettivi leader tanto ostili ad alleanze precostituite dobbiamo incominciare con il dire che la vera differenza nel rapporto di forze la fa quel 50% che in qualche modo non si esprime. Ma fino a che punto? E se alla fine vi sarà un rientro, diciamo intorno al 15%, chi prediligeranno? E più del Pd è il Pdl a convincersi che saranno proprio loro i maggiori beneficiari. A questo punto la maggioranza espressa dai sondaggi al Pd non è poi del tutto scontata e con il premio di maggioranza la governabilità per il prossimo quinquennio del Pdl dovrebbe essere assicurata. Ma chi sarà il loro candidato alla presidenza del consiglio? Se stiamo al gioco delle tre carte, tanto caro a Berlusconi, e sulla falsariga di quanto ha fatto il suo amico Putin, Berlusconi potrebbe entrare nel governo come ministro (d’altra parte lo ha fatto lo stesso Andreotti) e affidare la presidenza del consiglio a Casini e a scegliere come presidente della Repubblica il suo fido collaboratore Gianni Letta. A questo punto il voto dato ai Grillini e anche ai leghisti di Maroni non solo verrebbero vanificati ma servirebbero, per lo più, ad indebolire il Pd. Cade, a questo punto, la nostra ipotesi che aveva visto nel movimento a 5 punte l’arma letale per sconfiggere il sistema e le cariatidi che si porta dietro.
Ancora una volta il Pd rischia di perdere la sua battaglia politica. Lo ha fatto negli anni ’90 allorchè come Ulivo non ha voluto regolarizzare il conflitto d’interessi favorendo di fatto Berlusconi. Lo sta facendo ora disinnescando le mine giudiziarie che pesano sulla testa di Berlusconi. E questi non poteva avere più avversario tanto “fedele” per i suoi interessi.
E se tutto questo mi dà tanto prepariamoci all’ennesimo trionfo dell’uomo di Arcore e ai suo intrattenimenti burlesque. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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