Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Archive for settembre 2012

La Polverini alla fine si dimette

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2012

English: Renata Polverini, italian trade union...

English: Renata Polverini, italian trade unionist. Italiano: Renata Polverini, sindacalista italiana. (Photo credit: Wikipedia)

ll tira e molla che è andato avanti per più di dieci giorni della governatora del lazio Renata Polverini ha dato a molti l’impressione che le sue dimissioni fossero diventate una sorta di leggenda metropolitana. Lo ha creduto anche il nostro amico Rosario, un attento osservatore della politica italiana e che vantiamo tra i nostri commentatori più qualitifati, ma per nostra fortuna si è sbagliato. Il caso Lazio è di quelli che gridano vendetta. Non ci riguarda, ovviamente, l’aspetto giudiziario ma quello politico, o meglio il malcostume imperante della politica che oggi si esprime con la sigla di un partito, ma non mi meraviglierei se altri movimenti politici ne venissero coinvolti, Ha un bel dire la Polverini che questo allegro andazzo delle finanze regionali sa di antico. Mi limito, per smentirla, ad un solo punto. La precedente amministrazione Marrazzo aveva disposto un milione di euro per finanziare i gruppi politici presenti in regione. In due anni e con nove delibere questa cifra ha raggiunto i 14 milioni di euro. E ancora più sconcertante è il fatto che per tentare di risanare le esangui casse della Regione si sia fatto ricorso alla più iniqua delle manovre con l’addizionale Irpef che è andata a colpire soprattutto i reddi medio-bassi e per dirla tutta i pensionati e i lavoratori monoreddito, i cassa integrati, i precari. Se tanto mi da tanto gli elettori della regione dovrebbero annotarsi questo particolare per votare contro un partito di faccendieri che si sono arricchiti a spese dei poveri. Non dico che nel Pdl non vi siano dei galantuonini come ve ne sono negli altri partiti, ma di certo anch’essi ne escono con le ossa rotte perchè non possono dire “non lo sapevamo” come intende farci credere anche la Polverini. Se invece di distribuire un milione di euro si passa a ben quattordini la scia che lascia non è certo invisibile. E’ che gli italiani sono segli “gnoccoloni” altrimenti avrebbero preso a forconate questi signori che invece di vergognarsi per le loro malefatte ne hanno tratto vanto pubblicamente e il loro dire rilanciato dalla grancassa dei media. Ma la mia reprimenda la faccio agli elettori perchè da almeno venti anni a questa parte avrebbero potuto fare delle scelte più attente ed invece si sono lasciati ubriacare sai soliti imbonitori. Usque tandem… Vedremo con il primo test regionale siciliano se il popolo italiano si è rinsavito o no. Ma sr guardo al passato consentitemi di nutrire seri dubbi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La politica: Lettera aperta ad un amico

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2012

The image of Italian actor and dramatist, Edua...

The image of Italian actor and dramatist, Eduardo De Filippo (1900-1984) (Photo credit: Wikipedia)

Caro Rosario, Non nascondo la mia preoccupazione per il come vanno le cose in politica. Qui rischiamo che, per le prossime elezioni, si vada a finire solo con una gran confusione e il rischio di ingovernabilità diventa molto serio. Il primo sconcerto deriva dalla sfacciataggine di chi è stato colto con le mani nella marmellata e dichiara, negando l’evidenza. che non è vero. Questi signori non hanno nemmeno il pudore di tacere. Denota una decadenza dei costumi che si amplia sempre di più provocando quell’effetto domino che per gli onesti significa allontanarsi maggiormente dalla politica e dai loro faccendieri. Da qui deriva l’altra preoccupazione è che la “qualità” dei candidati cali ulteriormente.
Cosa possiamo fare noi per arginare questa valanga che nel suo precipitare a valle coinvolge tutti nel bene e nel male? Credo che a questo punto prevalga la necessità che le candidature, che i partiti propongono agli elettori, siano “testate” da un garante che validi la moralità e la serietà dei soggetti presentati. Ma chi potrebbe essere? D’altra parte non siamo degli “sceriffi” che indagano sugli eventuali scheletri nell’armadio di chi si presenta apparentemente pulito ed invece ha ben nascoste le sue malefatte. A questo punto si dovrebbe richiedere una sorta di “patto d’onore” impegnando il candidato eletto a dimettersi se dovessero venire a galla degli illeciti. Ma vorrei aggiungere qualcosa di più. Sino ad oggi abbiamo capito che le candidature, per lo più, presuppongono un facile arricchimento, una volta eletti. Ma se stabiliamo che l’indennità non debba superare una certa soglia e che tutto debba essere certificato pubblicamente compresi i redditi personali ritengo che sarebbe una iniziativa in grado di scoraggiare molti tra i vari faccendieri di professione.
Come dire: il gioco non vale la candela soprattutto se gli accertamenti fossero immediati e le pene severe e definitive. In altri termini occorre dare un segnale forte e chiaro ma temo che i partiti oggi non siano ancora consapevoli di tale necessità. E da qui la mia preoccupazione ritorna a riprendere fiato sempre più gravida di scenari tenebrosi. E le sceneggiate di questi giorni lo dimostrano, purtroppo. Possibile che non siamo in grado di capire i guasti provocati da trenta anni a questa parte da una classe politica solo interessata ad arricchirsi con il denaro pubblico ed è stata solo capace di generare un debito sovrano da capogiro? Possibile che non si ravveda e si renda conto che con questo andazzo stiamo recitando il de profundis alla democrazia se si pensa che oggi il 50% dell’elettorato cerca di dissociarsene non andando a votare o votando scheda bianca? E che il restante 50%, a parte le frange affaristiche, si presenta alle urne turandosi il naso per la puzza che emanano certe scelte rivoltanti e cercano di salvare il salvabile ammesso che ci sia ancora qualcosa da salvare. Sono troppo pessimista? Ho perso la speranza? Dovrei dire con Eduardo de Filippo: la speranza è na’ fetenzia? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Implications for our future lives

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 settembre 2012

London Frost & Sullivan’s “New Mega Trends” identifies and evaluates emerging Mega Trends and their sub trends, translating these to real opportunities for everyday business and personal life. This analysis – tested with Fortune 1000 companies – has now been developed into a book, “New Mega Trends,” which will launch this week.
Frost & Sullivan’s “New Mega Trends” identifies the 10 most important global New Mega Trends – sustained and macroeconomic forces of development that influence global businesses, economies, societies, cultures and our personal lives – that will redefine the future world.“New Mega Trends” includes:Connectivity and Convergence – With more than 80 billion connected devices, 9 billion mobile phones, 5 billion Internet users, five connected devices for every individual, 10 connected devices for every household, and 500 devices with unique digital IDs per square kilometre, consumers will pave the way to a digital planet by 2020. Connectivity will see wide-spread convergence of technologies, products and even industries.Health, Wellness and Wellbeing – Sustainability was one of the major trends of the last decade. Health, wellness and wellbeing will be the most important factor of discussion and differentiation in this decade. Healthcare spending will consume more than 15 percent of GDP by the middle of this decade (20 percent to 30 percent by 2050) and government’s inability to make the necessary investments will lead to a paradigm shift in the concept of healthcare.Smart is the new Green – The failure of green technology to show a manageable and predictable ROI will lead to a shift towards intelligent products that ‘behave’ green by adapting and changing to the environment around them through use of intelligent sensing and communication technology. The future will see use of several Smart products in our daily life, ranging from Smart (home) hubs connecting and integrating electronic/electrical equipment in our houses, Smart appliances that switch on and off themselves and Smart cloths that react to our body temperature or interact with mobile phones. This trend will lead to convergence of competition, with IT players, mobile operators, and energy companies competing to be the first to provide advanced smart solutions.In addition, the “New Mega Trends” addresses the “Macro to Micro” methodology, which can be applied to help identify “blue ocean,” or uncontested white space market opportunities, and also answer questions like:
How will we travel to work in the cities of the future?
What is Zero Vision, and is it the next big thing?
How will we stay connected in the future?
Will our wellness and wellbeing top the business agenda, and be more important than sustainability and the environment?
What new business models will succeed in future?
If you are a leader with a corporate vision, a strategic planner within your organization, or just curious about your future, Frost & Sullivan’s book, “New Mega Trends,” provides stimulating stories, startling facts and thought provoking case studies that will not only give a glimpse of how your future will be, but also reveals what opportunities lay in the here and now.“New Mega Trends,” written by Frost & Sullivan Partner Sarwant Singh and published by Palgrave Macmillan, will be launched Friday, 28th Sept. in the UK, Europe and Asia, and in the USA on Tuesday, 30th Oct.

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Il presidente di Myanmar (Birmania) parla all’Assemblea generale dell’ONU

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 settembre 2012

Bolzano, Göttingen.L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) mette in guardia da una possibile revoca delle sanzioni contro la Birmania (Myanmar), almeno fino a quando alla minoranza musulmana dei Rohingya vengono negati i diritti di cittadinanza. La Birmania ha appena iniziato a muovere i primi passi verso la democratizzazione del paese. Ma la continua discriminazione di circa 800.000 Rohingya ai quali è stata ritirata collettivamente la cittadinanza, mostra quanto sia ancora lunga la strada per una vera democrazia. E’ prematuro in questo momento allentare la pressione sul governo birmano. Il presidente della Birmania Thein Sein il 27 settembre sarà a New York, davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per chiedere la fine di tutte le sanzioni contro il suo Paese. L’Unione europea ha sospeso le proprie sanzioni a inizio estate 2012 per un anno. Gli Stati Uniti nel mese di agosto hanno esteso le restrizioni sulle importazioni di prodotti dalla Birmania ancora per un anno. L’Unione europea e i paesi del mondo musulmano hanno la possibilità di protestare davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite contro l’esclusione arbitraria di un intero popolo solo a causa della sua fede. L’APM chiede che i Rohingya vengano finalmente riconosciuti come cittadini alla pari della Birmania. Per questo servirebbe abrogare la controversa legge sulla cittadinanza del 1982, che costituisce la base giuridica per la privazione della cittadinanza ai Rohingya.La Commissione europea, dopo i pesanti scontri tra i Rohingya e i Rakhine buddisti nel giugno di quest’anno, e il massiccio intervento da parte delle forze di sicurezza ai danni della minoranza musulmana il 26 agosto di quest’anno, ha chiesto al governo birmano di non continuare a negare la cittadinanza ai Rohingya. Gli Stati musulmani per la prima volta quest’anno vogliono discutere nell’ambito dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della drammatica situazione dei Rohingya. Molti paesi musulmani nelle ultime settimane hanno inviato aiuti umanitari ai profughi Rohingya. Anche tra i paesi dell’ASEAN cresce la critica nei confronti della politica birmana sulla questione dei Rohingya. Molti dei paesi confinanti con la Birmania temono un esodo di Rohingya, poiché ormai tanti membri di questa minoranza non vedono più né sicurezza né un futuro nella loro patria. Anche l’ex primo ministro della Malaysia, Mahahtir Mohamad, la scorsa settimana ha chiesto che la Birmania conceda la cittadinanza ai Rohingya.

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Declaration of Alumni of the United Nations Alliance of Civilizations

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2012

English: The 62nd General Assembly of the Unit...

English: The 62nd General Assembly of the United Nations begins on September 25, 2007. According to tradition since the 1970’s, a Brazilian gives the inaugural speech. (Photo credit: Wikipedia)

Your Excellencies, Heads of States and Governments,
At the occasion of the 67th General Assembly of the United Nations, which is being held in troubled times of renewed violence and manifestations of anger between Western, Middle-East and North African countries, we thought it is our responsibility to share a message as Alumni of the United Nations Alliance of Civilizations (UNAOC) Fellowship Programme.We believe that the General Assembly of the United Nations, comprising all 193 Members States, provides a unique and crucial forum for multilateral discussions. For a life in freedom, dignity and security, we urge all participants in this 67th session to exert their responsible leadership and make the dialogue of civilizations an absolute priority. The effort to bridge the cultural divide needs to be redoubled, promoting mutual understanding, trust and respect among and within societies at all levels.
We respect the right of freedom of expression, and are hopeful that all those availing themselves of that right do so in a responsible manner. We believe that any form of provocation can make misunderstanding bigger and feed the spiral of violence.Quoting a recent interview of Jorge Sampaio, UN High Representative for the Alliance of Civilizations and former President of the Portuguese Republic, we believe “it’s important to recognize that one person’s contemptible actions do not necessarily represent an entire nation, or everyone in a particular group or of a certain faith”. The overwhelming majority must occupy its rightful place in the dialogue, and not leave it to extremists.
Our group, as well as other networks of cultural ambassadors and global citizens, is most willing to mobilize positive energies and bring our determined contribution to develop diplomatic capital and cross cultural civic engagement.We took the initiative of this Declaration as members of an emerging international community, composed of 200 young leaders from more than 30 countries. Active in the fields of business, media, government and civil society, we all share the founding and lifetime experience of the UNAOC Fellowship Programme, aiming to enhance mutual knowledge and understanding between peoples and societies from Europe, North America and Muslim-majority countries in the Arab World.Thanks to this experience, we were given a unique opportunity to discuss long-term solutions for increased collaboration and friendship between the Western and the Arab world, going far beyond negative stereotypes, learning from each other and leveraging the many values we have in common.We believe in the extraordinary power of dialogue to change perceptions and avoid outdated radicalism and sensationalism. By taking part to the UNAOC Fellowship Programme, we accepted the challenge to apply lessons learned to both our personal and professional lives, in an effort to contribute as humble but committed agents of change.We believe that the Alliance of Civilizations is a timely, rightful and vital UN initiative aimed at improving understanding between the Western world and the Muslim world. Together with such like-minded organizations and programmes promoting intercultural dialogue, it should urgently be given all appropriate means to reach more people, especially young professionals, to raise awareness and reinforce individual and collective capacities to build one humanity out of our diverse cultures.
As we draft this declaration, two new groups of UNAOC Fellows, one from the Arab world and one from the Western world, are getting ready for a two-week discovery trip to Morocco, Egypt, United Arab Emirates, USA, Germany, Belgium and France. During this time, they will meet with policy makers, media leaders, local communities, grassroots organizations, and religious representatives to better understand how each of those societies embraces change. It is our hope that many more Fellows will continue the conversation through similar experiences in the years to come.Cultural diversity is our world’s most meaningful and precious asset. Let’s join our voices and efforts to foster pluralism and address in an appropriate way the alarming rise of all kinds of extremism.
Cédric Baecher (France)
Rabah Ghezali (France)
Gabriela Keseberg Dávalos (Germany)
Ali Aslan (Germany)
Amanda Figueras (Spain)
Victoria Martín de la Torre (Spain)
Carolina Sheinfeld (Spain)
Hafiz Moledina (Canada)
Shawn Lent (USA)
Molly Hellerman (USA)
Mohsin Mohi (USA)
Toni Panetta (USA)
Ted Teague (USA)
Manal Elattir (Morocco)
Sofana Dahlan (Saudi Arabia)
Dala Ghandour (Lebanon)
Haythem Kamel (Egypt)
Kholoud Mansour (Syria)
Wasel Elgayar (Libya)
Abdellah Brahimi (Algeria)
Mohammed Al-Shami (Yemen)
Alumni of the United Nations Alliance of Civilizations (UNAOC)
Fellowship Programme

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Il Dittatore su Amazon

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2012

Questa storia non si ferma a un delitto, forse meno eccellente di altri, com’è stato quello di Mino Pecorelli. Coglie l’occasione per rifare la storia dell’Italia dai giorni dell’unità a tutto il XX secolo e l’inizio del XXI. E’ un excursus che ha una caratteristica riguardo alle altre storie italiane perché è narrata andando ad aprire i cassettini della memoria dell’autore, di quelli dei suoi genitori e nonni e dei suoi amici coevi e ad annotare gli scritti di allora apparsi sui quotidiani nazionali. Furono testimonianze, dentro i fatti, o al più nei pressi, e vissuti intensamente. Fu una presenza “invisibile” per chi deteneva il potere perché non si trattava di un loro pari. Era una vicinanza che si confondeva con i portaborse, i collaboratori, le scorte, gli uscieri. Si trattava di un semplice osservatore, innocuo alla vista e alla considerazione dell’entourage dei potenti, ma con l’acume e la capacità di assemblare i vari pezzi del puzzle con innata abilità.
Così un apparente casuale incontro, una riunione informale, talune battute espresse in certi luoghi e non in altri furono annotati, confrontati, analizzati e ricostruiti ricercandone il loro filo logico che motivava certi interventi e dichiarazioni pubbliche. Persino i segreti più inconfessabili venivano inconsa-pevolmente rivelati dagli stessi detentori dicendo e non dicendo talune cose, in luogo di altre, e nei posti meno deputati a farlo.

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Alleged CIA prisons in Europe: MEPs urge member states to investigate

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2012

EU member states must investigate whether there were secret prisons or facilities on their territory where people were held under the CIA’s secret rendition programme in the early years of this century, says a non-binding resolution adopted with a large majority on Tuesday. Lithuania, Poland and Romania, in particular, are encouraged to open, or resume, independent investigations.”Only genuine national security grounds can justify secrecy”, the European Parliament says in a resolution adopted today that denounces the obstacles encountered by national parliamentary and judicial investigations into some member states’ involvement in the CIA programme. “Lack of transparency, classification of documents, prevalence of national and political interests (…) lack of rigorous investigative techniques and of cooperation” are among these obstacles”, say MEPs.
“Today’s vote is a victory for the European Parliament. It has upheld its insistence on the truth, rather than denying and forgetting it. It has ensured that the Union’s democratic foundations prevail over national and partisan considerations”, said rapporteur Hélène Flautre (Greens/EFA, FR), whose report was adopted by 568 votes to 34, with 77 abstentions, on Tuesday in Strasbourg. “The report supports the existence of a vast, secret and illegal system that led to acts of torture and forced disappearances. It is based on new facts revealed, in particular, in aerial databases held by Eurocontrol”, she added.

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Micron and Elpida Announce Expiration of Hart-Scott Rodino Waiting Period

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2012

Boise, Idaho, and TOKYO, (GLOBE NEWSWIRE) — Micron Technology, Inc. (Nasdaq:MU) (“Micron”) and Elpida Memory, Inc. (“Elpida”) today announced that the waiting period under the Hart-Scott-Rodino Antitrust Improvements Act of 1976, as amended (“HSR Act”), has expired in connection with Micron’s previously announced acquisition of Elpida. Expiration of the waiting period under the HSR Act satisfies one of the conditions necessary for consummation of the transaction.The closing of the transaction remains subject to other conditions—including approval by Elpida creditors, the Tokyo District Court and regulatory approvals in other countries—and is expected to be completed in the first half of calendar 2013. Elpida’s reorganization plan was submitted to the Tokyo District Court in mid-August, 2012.
Elpida Memory, Inc. is a leading manufacturer of Dynamic Random Access Memory (DRAM) integrated circuits. The company’s design, manufacturing and sales operations are backed by world class technological expertise. Its 300mm manufacturing facilities, consisting of its Hiroshima Plant and a Taiwan-based joint venture, Rexchip Electronics, utilize the most advanced manufacturing technologies available. Elpida’s portfolio features such characteristics as high-density, high-speed, low power and small packaging profiles. The company provides DRAM solutions across a wide range of applications, including personal computers, servers, mobile devices and digital consumer electronics. More information can be found at http://www.elpida.com.
Micron Technology, Inc., is one of the world’s leading providers of advanced semiconductor solutions. Through its worldwide operations, Micron manufactures and markets a full range of DRAM, NAND and NOR flash memory, as well as other innovative memory technologies, packaging solutions and semiconductor systems for use in leading-edge computing, consumer, networking, embedded and mobile products. Micron’s common stock is traded on the NASDAQ under the MU symbol. To learn more about Micron Technology, Inc., visit http://www.micron.com. The Micron Technology, Inc. logo is available at http://www. globenewswire.com/newsroom/prs/?pkgid=6950

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Ricciardi: medicina del territorio, ultimi in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2012

Siamo ultimi in Europa e anche con un bel distacco. Il grido di allarme è stato lanciato da Walter Ricciardi, della European public health association, e si riferisce alle organizzazioni complesse h 24 della medicina del territorio contenute nel Decreto Balduzzi. «In Gran Bretagna per esempio ormai da molti anni i general practitioner sono organizzati in gruppi che hanno un loro budget, che utilizzano per pagare il personale e acquistare materiale per allestire piccole sale operatorie o altro». Certo si tratta di esperienze che richiedono risorse: «Non si tratta solo di essere coinquilini» continua Riccia rdi. «I medici devono avere a disposizione delle risorse per gli strumenti e per il personale, altrimenti non riusciranno ad alleggerire i compiti del Pronto Soccorso, che è uno degli obiettivi della riforma». Sull’assenza di risorse è d’accordo anche Claudio Cricelli, presidente Simg, intervenuto nel dibattito: «In paesi come Portogallo, Spagna, Svezia e Norvegia, dove i medici dipendono dallo Stato, c’è comunque una forma di aggregazione. Dove invece possiamo essere innovativi è nella collaborazione con i medici specialisti, che è molto meno diffusa, e nel fatto che le aggregazioni da noi garantiscono che un medico di famiglia sia sempre disponibile, anche quando gli altri sono fuori magari per delle visite. Ma il nuovo sistema è molto di più che una semplice unione: i medici sono chiamati a definire degli obiettivi in relazione alla popolazione che devono seguire e alle patologie pre valenti. Si tratta di un’organizzazione complessa che da noi non era mai stata fatta a parte in alcune sperimentazioni. Serviranno risorse e penso che si potrà andare a regime nel 2015-2016, anche se entro un anno qualcosa inzierà a muoversi».

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Spending review, Enpam annuncia ricorso contro tripla tassazione

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2012

L’Enpam farà ricorso contro la norma della spending review che impone a enti e organismi pubblici il taglio dei costi intermedi del 5% per quest’anno e del 10% per il prossimo, con versamento all’erario dei risparmi realizzati. L’annuncio arriva da un comunicato diffuso ieri direttamente dalla Fondazione: «Di fatto» è la spiegazione del presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti (foto) «siamo davanti a una nuova tassa che sottrarrebbe soldi alle pensioni, vanificando l’autonomo e doveroso percorso di controllo della spesa che abbiamo già efficacemente intrapreso».
Contro il provvedimento della spending review, l’Adepp (l’associazione che riunisce le casse privatizzate) aveva già annunciato ricorso davanti alla giustizia europea. «Condividiamo l’iniziativa» osserva Oliveti «ma come Enpam crediamo di dover adire anche la via nazionale, fino a giungere di fronte alla Corte Costituzionale. A differenza dell’Inps, gli enti previdenziali privati non gravano sulle casse dello Stato ma nonostante ciò gli iscritti vengono sottoposti a una tripla doppia tassazione: le imposte sui proventi del patrimonio che servono a pagare pensioni, le tasse sugli assegni previdenziali e, ora, la spending review».
Ma a preoccupare l’Enpam c’è anche il decreto Balduzzi e quella richiesta di provenienza regionale (per ora respinta ma sempre pronta a tornare in auge nell’iter parlamentare) per il passaggio dei medici di famiglia dal rapporto convenzionale e quello di dipendenza. «Questa eventualità» avverte Oliveti « avrebbe effetti nefasti sulla previdenza della categoria, anche trascurando il fatto che attualmente i contributi vengono pa gati sul lordo dei compensi e non solo sugli onorari professionali». A parità di compenso netto, ricorda infatti l’Enpam, nel rapporto convenzionale la base imponibile per i contributi previdenziali è più ampia mentre le aliquote a carico del Ssn sono più basse. «Il mero passaggio allo status di dipendente senza modifiche al sistema contributivo» è la conclusione del presidente della Fondazione «comporterebbe quindi una riduzione delle pensioni future dei medici». Considerazioni analoghe nell’eventualità, contemplata dal decreto, che le Asl provvedano direttamente alla fornitura alle medicine di gruppo di servizi o personale anziché versare le relative indennità: «Anche qui» conclude Oliveti «va tenuta ben presente la questione previdenziale».

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Programma elettorale

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2012

Un tema che mi è caro e non cesso mai di richiamarlo è quello dei due diritti: alla vita e a vivere. Abbiamo fatto di tutto per tenere in piedi il diritto alla natività come un bene supremo e irrinunciabile, e questo mi sta bene. Abbiamo fatto, invece, poco o nulla per l’altro parimenti importante diritto: a vivere.
Sono diritti che abbiamo, sistematicamente, preclusa la loro continuità come se il primo fosse importante e il secondo ininfluente.
Questa è una deformazione intellettuale di cui sono complici gli stessi filoni culturali delle epo-che passate e che pedissequamente abbiamo ripor-tato ai nostri tempi senza un serio giudizio critico più per convenienza che per convincimento.
Quando i partiti politici italiani hanno prean-nunciato i loro programmi mi sono fatto avanti chie-dendo loro d’incentrare il loro progetto sul diritto a vivere che significa per tutti indistintamente:
assicurare l’assistenza sanitaria gratuita;
assicurare un tetto sotto cui ripararsi;
un lavoro;
una pensione dignitosa;
un’istruzione adeguata;
l’accesso alle fonti nutrizionali
A chi mi obiettava che ci mancano le risorse ho risposto che avremmo potuto attingere dai 200 e passa miliardi di euro di evasioni fiscali, dai mancati contributi previdenziali e assistenziali derivanti dal lavoro in nero, dai 70 miliardi di sprechi, dagli esor-bitanti costi delle rappresentanze istituzionali e vi ho aggiunto, considerato che è l’Europa a volerci ren-dere virtuosi, che si facciano pure carico delle spese della difesa e degli esteri e facciano i passi adeguati per darci leggi comuni sulla sicurezza, sulla giustizia e sul fisco. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Europa e Usa ferme mentre il mondo cambia

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2012

Europa e Stati Uniti presi dai loro gravi problemi rischiano di non vedere che il resto del mondo è profondamente cambiato e richiede anche un mutamento delle regole del gioco in tutti i campi, finanziario, monetario, commerciale, istituzionale. I due cugini atlantici sembrano impegnati a nascondersi l’un l’altro le crisi che li travagliano: quella finanziaria negli Usa e quella istituzionale in Europa. Fino ad oggi si sono sottratti alla responsabilità di realizzare da protagonisti la “Grande Riforma” per un sistema economico globale più giusto ed equilibrato. Il vecchio continente soffre anzitutto della mancanza di volontà di accelerare il processo di effettiva unione politica più che della crisi del debito, che chiaramente c’è in molti paesi europei. La Germania non sembra avere la necessaria determinazione, così come fece invece per la riunificazione tedesca dopo la caduta del muro di Berlino. Così come, purtroppo, gli altri Paesi dell’eurozona continuano ad agire in un’ottica esclusivamente nazionale. Questa situazione, come noto, favorisce gli attuali attacchi speculativi contro l’euro, aggredendo di volta in volta il singolo paese più esposto. Ciò rischia di trasformarsi in crisi sistemica. Ecco perché è urgente una governance unitaria nel campo economico e fiscale, nonché un grande fondo europeo per lo sviluppo e gli eurobond per la gestione del debito pubblico. Gli Usa invece hanno drammaticamente trasformato la loro crisi finanziaria e bancaria in una gigantesca crisi di debito pubblico il cui controllo è sempre più in mani estere. Dal gennaio 2009 il debito pubblico americano è aumentato di più di 5.500 miliardi di dollari avvicinandosi ai 16.000 miliardi di oggi. Secondo il Dipartimento del Tesoro, nello stesso periodo l’indebitamento verso l’estero è passato da 3.072 miliardi a 5.292 miliardi di dollari con una crescita del 72,3%! Sono dati che farebbero agitare senza fine i “mercati” se fossero davvero indipendenti e sovrani. Molto indicativo dei grandi rivolgimenti internazionali in atto è la drastica riduzione della quota di debito pubblico americano in mano cinese. A giugno 2011 Pechino deteneva 1.315 miliardi di dollari di debito americano. A giugno 2012 sono scesi a 1.165 miliardi. La svolta della Cina non si può proprio ignorare, anche se nei citati dodici mesi il Giappone ha aumentato l’acquisto dei bond Usa sopperendo così al buco lasciato dai cinesi. Alcuni la spiegano con il rallentamento della crescita economica interna alla Cina. Altri la mettono in rapporto ad un più deciso orientamento dei paesi Brics verso la creazione di un nuovo sistema monetario basato su un più vasto paniere di monete, in alternativa al vecchio e decadente “sistema del dollaro”. Certamente non è più pensabile che il sistema globale possa continuare con le regole attuali! In questo contesto è rilevante notare che, sotto la spinta dei Brics, anche la politica monetaria africana sta cambiando radicalmente. Dall’inizio dell’anno prossimo l’Angola imporrà alle multinazionali petrolifere il pagamento dei tributi e contratti stipulati nella moneta locale. Lo stesso avverrà in Monzambico e nello Zambia, dove le transazioni in dollari sono già proibite. Il Ghana ha votato nuove leggi bancarie con controlli più stringenti sui conti correnti in dollari e sui trasferimenti di capitali all’estero. Anche la Russia si sta preparando ad un aggravamento della crisi economica e finanziaria globale. Lo ha sottolineato recentemente il presidente Putin in un incontro con i dirigenti regionali dove ha detto che la crescente crisi del debito nell’eurozona e le difficoltà finanziarie e del debito pubblico in Usa “causano un certo allarme”. Mosca spera che questi problemi non scoppino in una nuova crisi generale ma sta contemporaneamenteaccantonando delle riserve per questa evenienza. Sembra che il ministero delle Finanze russo stia ipotizzando nuovi assetti del bilancio interno in relazione ad eventuali cali molto forti del prezzo del petrolio. Sarebbe davvero grave se i maggiori attori economici e politici mondiali dovessero affrontare una nuova emergenza economica sistemica “marciando al suono delle propria fanfara”, mentre diventa sempre più impellente decidere a livello di G20.
(di Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia del governo Prodi e Paolo Raimondi Economista)

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