Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for novembre 2012

Adiconsum, allarme per decrescita dell’assistenza sanitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2012

Trenta per cento in meno della Germania, 23% in meno della Francia e 16% in meno del Regno Unito: questa, secondo un’indagine Adiconsum, la differenza tra la spesa italiana e quella dei principali stati europei per l’assistenza ai cittadini. Come evidenziano i dati percentuali riportati, si assiste quindi a un decrescere dell’assistenza sanitaria da parte dello Stato (con un divario di circa 10 punti superiore rispetto a 10 anni fa) e a un conseguente aumento delle spese da parte dei cittadini. Una situazione preoccupante, destinata ad aggravarsi ancora, a causa della politica economica nazionale, e in particolare d el piano di rientro dei Servizi Sanitari Regionali, che potrebbero provocare, secondo i rappresentanti Adiconsum, la diminuzione della qualità del servizio e del numero di prestazioni erogate. Se si aggiunge che dall’ “VIII Rapporto Sanità” del CEIS – Università di Roma Tor Vergata, emerge che, con i nuovi ticket, 42.000 famiglie passano “a rischio di povertà” per pagare le spese mediche e che il Censis ha parlato di “sanità negata” per 9 milioni di italiani, il quadro si fa ancora più chiaro. A tal proposito, Pietro Giordano, segretario generale dell’Adiconsum (Associazione difesa consumatori e ambiente), sottolinea come, in questo periodo, «il privato low cost avanzi, risultando più efficiente e competitivo in termini di costi», ma non sempre di qualità, mentre «una inesorabile transizione alla sanità privata tradizionale comporti costi elevati a svantaggio delle famiglie e delle categorie debol i». Sempre secondo Giordano, per realizzare un welfare sociale che integri il SSN, diventerebbe indispensabile quindi , tra le altre soluzioni, «favorire la creazione e l’implementazione di forme integrative mutualistiche».(fonte doctornews)

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Scompenso cardiaco acuto: endpoint raggiunti con serelaxina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2012

La terapia dello scompenso cardiaco acuto con serelaxina, ossia relaxina-2 ricombinante umana (un ormone peptidico vasoattivo), determina sollievo dalla dispnea e provoca altri miglioramenti clinici, ma non riduce i tassi di riammissione ospedaliera. Il trattamento comunque è sicuro, e si è dimostrato capace di ridurre la mortalità a 180 giorni. Lo dimostrano i dati del Relax-Ahf, un trial internazionale, controllato in doppio cieco con placebo, che ha coinvolto 1.161 soggetti ricoverati per insufficienza cardiaca acuta, randomizzati al trattamento, in aggiunta alla cura standard, con infusioni en dovenose di serelaxina (30 ug/kg/die; n=581) o placebo (n=580) per 48 ore, entro 16 ore dalla presentazione. Gli endpoint primari di valutazione del miglioramento della dispnea erano le modificazioni rispetto al basale della area sotto la curva della visual analogue scale (Vas Auc) al 5° giorno e la quota di pazienti con miglioramento della dispnea moderata o marcata misurata con la scala Likert entro le prime 24 ore. La serelaxina ha migliorato l’endpoint primario della dispnea valutata con Vas Auc rispetto al placebo, ma non ha mostrato effetti significativi sugli altri endpoint primari, come la Likert Scale. Una stuazione analoga a quest’ultima si è verificata per gli endpoint secondari di morte cardiovascolare o riammissione ospedaliera per scompenso cardiaco o insufficienza renale o riguardo ai giorni vissuti fuori dell’ospedale fino al 60° giorno. Il trattamento con serelaxina si è però associato a una riduzione significativa di altri endoint prespe cificati aggiuntivi, tra cui il minore numero di decessi al 180° giorno. Lancet, 2012 Nov 7. [Epub ahead of print]

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NATO Provides Medical Aid to Somali Villagers

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2012

Last weekend, the villagers of Xabo and Bandar Murcayo were given access to medical facilities provided by NATO’s counter piracy flagship, HNLMS Rotterdam. The flagship was patrolling off the north east Somali coast and took the opportunity to move nearer into the shore so that villagers could make their way out to landing craft carrying on board a complete medical team and improvised facilities. The Staff Medical Officer of the NATO task force, Commander Klaas Visser, said “Early in September we provided basic medical health care for both villages. What strikes me was that compared to our last visit, this time the patients mainly consisting of women and small children without their menfolk accompanying them. This may be indicative of greater trust and understanding by the villagers. On this occasion over 150 villagers received basic medical health care.” stated Visser. More details in attached document.(046,066)

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Barometer Report: 8% dei sedentari sviluppa il diabete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2012

Una dieta bilanciata, l’esercizio fisico e il controllo del peso riducono del 50% il rischio di sviluppare il diabete. Non è un caso che sono colpite dalla patologia l’8% delle persone che non praticano alcuna attività sportiva, contro l’1% dei soggetti che svolgono attività fisica in modo continuativo, e che i grandi obesi presentano un rischio di sviluppare il diabete superiore di 60 volte rispetto ai normopeso. È questa la fotografia scattata dall’Italian Barometer Report 2012, documento prodotto dall’Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) dell’Università di Tor Vergata e presentato al Senato in un convegno. Il messaggio che emerge è che spesso «le scelte relative agli stili di vita possono essere influenzate da fattori ambientali, come le strutture sociali, le condizioni culturali e politiche e l’ambiente in cui si vive». Tanto che la diffusione della malattia risulta di 5 volte inferiore tra i laureati o con diploma superiore , in confronto a chi ha solo la licenza elementare e ancora una volta si conferma che sono i cittadini del Sud a essere i più colpiti: «il 7,8% dei lucani e il 7,6% dei calabresi sono diabetici, contro il 2,6% degli abitanti di Bolzano, il 3,4% dei valdostani e dei veneti, il 3,6% dei lombardi». In generale, anche i livelli di attività fisica e di obesità sono soggetti a differenze regionali: «la percentuale di persone completamente sendentarie per esempio è vicina al 15% in Trentino, mentre supera il 60% in Sicilia ed è attorno al 50% in Calabria, Campania e Puglia». E in questo quadro l’arma migliore per combattere la patologia, che «uccide ogni anno 27.000 italiani tra i 20 e i 79 anni», rimane la prevenzione: «Grazie a stili di vita adeguati» commenta Antonio Tomassini, presidente della XII commissione Igiene e sanità del Senato «si possono ottenere grandi risultati anche dal punto di vista economico». Ma anche la prevenzione secondaria riveste una importanza fondamentale: «Il buon controllo della patologia da attuare subito dopo la diagnosi e un trattamento precoce e intensivo dei principali fattori di rischio» aggiunge Agostino Consoli, coordinatore del Report 2012 e ordinario di Endocrinologia presso l’Uni versità di Chieti «come glicemia, ipertensione e colesterolo alto, riduce del 50% il rischio di gravi complicanze e di morte a distanza di 13 anni». D’altra parte, aggiunge Renato Lauro, presidente dell’Osservatorio e rettore dell’ateneo romano, «la lotta al diabete assorbe il 9% della spesa sanitaria italiana annuale, pesando sulle casse statali per 9,22 miliardi di euro, pari a 2.660 euro per ogni paziente».(fonte doctor news)

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