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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Dolore cronico, 40% dei pazienti con cure inadeguate

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2012

In Italia 13 milioni di persone soffrono di dolore cronico, ma l’impatto della malattia è sottovalutato. Il 41% infatti dichiara di non essere trattato in maniera adeguata. Nonostante l’approvazione nel 2010 della Legge 38 che ci pone all’avanguardia in Europa, la risposta assistenziale in questo ambito è ancora incompleta. Per dare concreta attuazione alla legge e formare il medico di famiglia nasce il progetto Teseo, presentato al 29° Congresso nazionale della Società italiana di medicina generale (Simg) appena conclusosi a Firenze. L’iniziativa, promossa dalla Simg con il sostegno di Angelini, v ede la formazione dei generalisti come momento cruciale per la futura gestione del malato. «La Legge 38/2010 ha rappresentato un passo in avanti decisivo perché ha segnato il passaggio della concezione del dolore non più solo come sintomo ma come malattia» sottolinea Claudio Cricelli, presidente Simg. «Restano però ancora alcune criticità. La gestione del dolore è uno degli aspetti più importanti nella medicina generale. Dobbiamo avere le giuste conoscenze delle terapie per attenuare quanto più possibile le sofferenze del paziente, migliorandone la qualità di vita». In Italia 13 milioni di persone soffrono di dolore cronico (il 21,7% della popolazione), ma l’impatto della malattia è sottovalutato: il 41% dichiara di non essere trattato in maniera adeguata. «Il progetto Teseo» continua Pierangelo Lora Aprile, responsabile dell’area Cure palliative della Simg, «prevede un iniziale intervento formativo su un gruppo nazionale di 22 medici di famiglia con speciale interesse in cure palliative e terapia del dolore, che a loro volta hanno il ruolo di formare oltre 400 colleghi sul territorio. Segue una fase attuativa a livello locale, in cui viene valutato l’impatto dell’attività del medico di famiglia sui percorsi assistenziali e in particolare il miglior riconoscimento dei pazienti da inserire nelle reti di cure palliative e terapia del dolore, previste dalla Legge 38».

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