Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Le questioni sanitarie in sospeso dopo la caduta del governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

Nell’incertezza di una legislatura interrotta e in attesa di un nuovo governo che riprenda le redini del Paese, qualcosa di certo c’è anche in campo sanitario: i tagli. Nel 2013 saranno 600 milioni e nel 2014 un miliardo le cifre che il servizio sanitario dovrà risparmiare in aggiunta a quelle già previste da spending review, dal decreto “salva-Italia” e dalle ultime manovre. Inoltre, risale ancora al periodo in cui il ministro dell’economia era Giulio Tremonti il provvedimento che indica in due miliardi aggiuntivi l’ammontare del recupero da attuare attraverso i ticket, a partire dal 2014. Alt re questioni rimangono sospese, a partire dall’attuazione del cosiddetto “decreto Balduzzi”: dall’intramoenia alle assicurazioni, dalla riforma della medicina territoriale alla revisione dei livelli essenziali di assistenza, numerosi punti non diventeranno operativi in assenza di ulteriori decisioni. Spicca tra questi il delicato disegno di legge sul fine vita: dopo un iter lungo e accidentato, che ha diviso il mondo politico e l’opinione pubblica, è probabile che il provvedimento non vedrà la luce prima delle elezioni. Probabilmente troveranno sorte analoga il testo che intendeva aprire la porte alla donazione del corpo post mortem ai fini di ricerca e il provvedimento che avrebbe consentito di donare i farmaci non utilizzati alle Onlus per una distribuzione gratuita alle fasce più deboli. Il ministro Balduzzi intende comunque lasciare un documento di indirizzo politico in eredità al prossimo governo. Il punto di partenza è il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha invitato a una maggiore attenzione all’equità proclamando che “chi ha di più deve pagare di più”. Perché questo sia possibile è però condizione essenziale una reale conoscenza dei redditi degli italiani, resa per ora ardua da un’evasione fiscale ancora fuori controllo. L’incrocio delle banche dati si propone come lo strumento più moderno e incisivo per affrontare il problema.

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