Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Fimmg: poca informazione su generico, più facile scelta brand

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

È la poca informazione da parte dei produttori di generici che non permette al medico di «approfondire bene la conoscenza di questi farmaci». È quanto sostenuto da Giacomo Milillo, segretario della Fimmg commentando sia i dati sulla quota di mercato del comparto (17%), sempre inferiore a quella degli Usa (80%) e della media europea (55%), sia la diffidenza dei medici e di pazienti rilevata da due recenti ricerche americane. «I produttori di farmaci generici non fanno molta inf ormazione» chiarisce Milillo «il medico non può quindi approfondire bene la conoscenza di questi farmaci e dei loro effetti collaterali che possono essere diversi, perché bisogna sempre ricordare che dire che sono equivalenti a quello con brand non significa dire che sono uguali». E aggiunge: «Il medico ha necessità di avere piena contezza di quello che ha prescritto, per questo alla fine è più facile che la scelta ricada su farmaci che già conosce». Obiezioni a cui Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici risponde ribadendo che «se le case farmaceutiche produttrici di farmaci equivalenti vogliono continuare a vendere prodotti che costano mediamente il 60% in meno di quelli di marca, non potendo sacrificare la qualità devono per forza rinunciare a investire in ricerca, visto che le molecole che utilizzano sono state già scoperte, e in informazione medico scientifica», e invitan do i medici a prendere in considerazione la possibilità di «informarsi da soli». Secondo Foresti, la diffidenza dei pazienti è giustificabile dall’introduzione «un po’ forzosa giustificando la scelta soltanto con un risparmio economico, ma quella del medico no, anzi deve essere proprio lui a dissipare ogni timore prescrivendo sin da subito un farmaco generico laddove possibile». E conclude: «La norma della doppia dicitura in ricetta, principio attivo più eventualmente nome del farmaco, introdotta di recente da Balduzzi mi sembra giusta: è un primo passo per educare i cittadini».(fonte frarmacista33)

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