Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Il dibattito politico nella cultura storica del Meridione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2013

Luigi Sturzo

Luigi Sturzo (Photo credit: Wikipedia)

Oggi si parla di “riformismo” e si pensa a qualcosa di nuovo e di originale. Diciamo, piuttosto, che esso è ricorrente nella storia dell’umanità.
Senza andare molto a ritroso nel tempo mi basta ricordare il riformismo del Settecento, proposto da genovesi e Galanti, e che avevano visto nella campagna e nella provincia meridionali il vero campo d’azione, il terreno su cui misurare successi e sconfitte. Riformismo è stato ancora ripresentato, ad esempio, nel più recente grande convegno siciliano su Luigi Sturzo.
E oggi che ritorniamo a proporre in politica il riformismo dobbiamo riconsiderare per l’ennesima volta l’aspetto deteriore di una politica che passa sopra le attese del popolo meridionale, lo sfiora e ancora una volta disattende le sue attese, i suoi bisogni, il suo anelito di crescere e di identificarsi nella sua cultura e di confronto con quella degli altri.
Tutte le vicende che sono sotto i nostri occhi vanno sempre articolate senza esaltazioni e senza condanne che invece, con riferimento alle vicende politiche ed economiche italiane, e non solo a quelle meridionali, hanno finora prevalso nella pubblicistica e nella saggistica nazionale e interna-zionale. E’ chiaro, tra l’altro, che da ragionamenti tutti indistintamente uniformi, nell’ottimismo sempre giustificazionista o nel pessimismo spesso assai antagonista e pregiudizialmente politicizzato, non può non determinarsi il rischio dell’interruzione del circuito della buona e efficace comunicazione di cui invece vi è forte bisogno in questo nostro Paese. E’ bene che i politici lo abbiano ben presente per evitare che l’ennesima delusione non diventi, se già non lo è, il prezzo di una arrestabile depauperamento del sistema paese nella sua interezza che non può non riguardare, ovviamente, la politica quanto la cultura, quanto la stessa civiltà e democrazia. (Riccardo Alfonso)

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