Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 12 febbraio 2013

Il calcio nelle arterie è l’oroscopo del diabetico

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Il tasso di calcificazione delle arterie coronarie (Cac) è un marcatore importante per la diagnosi di aterosclerosi e la sua progressione è associata in modo indipendente alla mortalità per tutte le cause nella popolazione generale ma non in modo altrettanto convincente nei pazienti con diabete mellito. Eppure la coronaropatia è la prima causa di morte nei diabetici che, in più del 70% dei casi, muoiono per cause cardiovascolari. Tutte le manifestazioni di danno arterioso, dall’ictus all’infarto, dall’angina alla morte cardiaca improvvisa sono due volte più frequenti nei diabeti ci che nella popolazione generale. Per questo Sarkis Kiramijyan e collaboratori del HarborUcla Medical center di Torrance, in California, hanno messo a punto uno studio, pubblicato sull’Americal journal of cardiology, con lo scopo di valutare le differenze nella progressione della calcificazione coronarica, gli effetti della terapia con statine e la mortalità per tutte le cause in soggetti con e senza diabete mellito. «Abbiamo reclutato 296 persone con diabete di tipo 2, asintomatiche per disturbi cardiovascolari, e 300 controlli» spiega Kiramijyan. «Il tasso di calcificazione coronarica è stato valutato alla partenza e poi dopo due anni». Sono stati misurati il tasso di variazione assoluta del Cac, la progressione percentuale (deltaCAC%) e gli effetti della terapia con statine sulla sopravvivenza libera da eventi. Il follow-up medio è stato di circa cinque anni e mezzo. La variazione assoluta di Cac è stata pari a 81 +/- 10 nei pazienti diabetici e 34 +/- 5 nei controlli (differenza altamente significativa in termini statistici). La percentuale di progressione annuale di Cac è stata del 29 +/- 9% nei diabetici e del 10 +/- 7% nei controlli. Anche questa differenza è significativa. Il rischio di morte è quasi doppio nei diabetici con un deltaCac dal 10 al 20% (rischio relativo 1,88), più del doppio con un deltaCac tra 21 e 30% (rischio relativo 2,29) e quasi sette volte maggiore con un deltaCac maggiore del 30% (rischio relativo 6,95). Viceversa la terapia con statine riduce la mortalità per tutte le cause del 70% circa nei soggetti di controllo, della metà nei diabetici senza progressione di Cac e del 30% circa in pazienti diabetici con un aumento progressivo delle calcificazioni arteriose. In sostanza, la progressione della calcificazione è stata più rapida, e il tasso di sopravvivenza libero da eventi più basso, nei soggetti diabeti ci rispetto ai controlli, con un andamento proporzionale alla progressione di Cac. «I risultati suggeriscono che la progressione di Cac sia un fattore predittivo indipendente di mortalità nei pazienti diabetici» conclude Kiramijyan. «In studi precedenti, la calcificazione arteriosa era considerata solo alla baseline, mentre la sua analisi nel corso dei follow-up consente di intervenire tempestivamente e con una terapia più intensa ed efficace nei casi a rischio». Am J Cardiol 2013; 111:356-361

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scontro politico sui farmaci di fascia C

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

«Basta a provvedimenti sui farmaci di fascia C» a dichiararlo ieri nel corso dell’incontro con la politica organizzato a Roma da Federfarma il segretario del Pdl Angelino Alfano. Una frase che non è andata a giù al presidente della Federazione nazionale farmacia non convenzionata Giuseppe Scioscia. «Scorretto, disinformato e profondamente irrispettoso» ha detto riferendosi ad Alfano, aggiungendo come frasi a effetto e ad alto sapore elettorale non fanno che «generare confusion e: una cosa, infatti, è la pianta organica, altro è bloccare definitivamente il processo di liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Forse Alfano dimentica» conclude Scioscia «che le parafarmacie sono oggi in Italia 4500, danno lavoro a 9mila persone e consentono ai cittadini un reale risparmio sui farmaci che pagano di tasca propria». La fascia C è stata al centro degli interventi di due altri esponenti politici, nel corso dell’evento romano, Antonio Ingroia di Rivoluzione Civile e Oscar Giannino di Fare per Fermare il Declino. Per il primo «non è giusto che un pensionato paghi un farmaco quanto lo paga un miliardario. Alcuni medicinali di fascia C sono già gratuiti per alcune categorie e noi riteniamo che vada estesa la gratuità anche a pensionati, disoccupati e chi ha un salario minimo come lavoratore». Giannino, invece, più genericamente parla di «un dibattito da fare ser iamente anche con le farmacie sui farmaci di fascia C e su come costruire un’offerta che non disconosca le loro caratteristiche di presidio sanitario territoriale». Lo stesso Giannino, peraltro, in una lettera inviata ai titolari di parafarmacia e pubblicata sul loro sito specifica di credere «che si debba arrivare alla logica conclusione, liberalizzando integralmente i farmaci di fascia C e consentendone la vendita in tutti gli esercizi che siano presidiati da un farmacista laureato. La concorrenza» continua Giannino «che ha funzionato coi farmaci da banco, funzionerà anche con le specialità soggette a prescrizione».

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La lanterna di Diogene

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

La storia ci riporta la figura di un filosofo greco che, tra le altre cose, fu ricordato soprattutto nell’atto di individuare con una lanterna in mano l’uomo che avesse conservato la virtù più difficile da trovare sulla terra. In altre parole era la ricerca della perfezione, nella quintessenza del bene, in opposizione al male di cui avvertiva il dilagare e la corruttela nello spirito e nella materia.
E il suo vagolare tra le tenebre appena sfiorate dal tremulo chiarore di un lumicino voleva anche dimostrare, ai suoi contemporanei, che la saggezza e la felicità possono appartenere all’uomo che è indipendente dalla società come se questa fosse la fonte primaria di tutti i mali che ci attanagliano da millenni. Una società che spesso si appaga delle forme e disdegna la sostanza. Si crogiola dell’apparenza e tralascia i contenuti. Questo rapporto incompreso tra l’essere e il divenire rende emblematica la nostra esistenza. E’ e resta ancora forte la nostra domanda tra una società che forgia un modello di appartenenza che si realizza nel lavoro e nella prosperità e tende a estromettere chi vive ai suoi margini, e quella del rifiuto tra coloro che per ragioni indipendenti dalla propria volontà: mancanza di lavoro, ambienti malsani, impossibilità di accedere ad una istruzione adeguata o per un deficit fisico e intellettivo, non si dimostrano integrabili. Questo distinguo è il segno della nostra xeno-fobia che va oltre il colore della pelle e la provenienza e il credo religioso. Ora questo veleno che si accompagna alla nostra società tecnologica sta diventando globale e tende ad acuire il rapporto tra nazioni e al loro interno. E’ un nervo sensibile che è messo a nudo proprio nei momenti di crisi del sistema con le economie e le finanze che vanno in tilt. A questo punto l’essere umano si ritrova solo con i suoi problemi e le sue lacune, con le sue incertezze e i suoi dubbi. Solo nel gridare le sue miserie al cospetto di una società che tende a rifugiarsi nella cittadella del benessere, a isolarlo, a negarlo. E’ una solitudine rappresentata da miliardi di esseri umani, ovvero da almeno tre quarti dell’umanità. E’ una solitudine intollerabile che finirà un giorno per ritrovare il suo punto d’incontro e per gridare la sua esistenza e il suo diritto a vivere e a essere rispettati. Se vogliamo, a questo punto, salvare l’idea di società che abbiamo costruito nei millenni dobbiamo oggi più che mai sciogliere il nodo gordiano delle difformità e aprirci al diverso, all’idea e alla cultura della condivisione e della solidarietà per dare al fratello che ha meno quel più che in casa d’altri avanza. E si badi bene: non possiamo permetterci altri rinvii. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Maculopatia: guerra di cifre su costi farmaci innovativi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

È scontro di cifre e dati in merito ai costi e all’accessibilità alle cure innovative per i pazienti affetti da maculopatia. Due i farmaci disponibili: bevacizumab, da impiegare off label e oggi non più rimborsato dal Ssn e ranibizumab che invece ha l’indicazione per la patologia ed è rimborsato. Tutto è cambiato, a livello normativo, in questi mesi per cui, secondo la Società oftalmologica italiana (Soi), bevacizumab, che ha costi più bassi, non può più essere utilizzato nelle strutture pubbliche a vantaggio di ranibizumab con aumento di costi conseguente e rischio per molti pazienti di essere esclusi dalla terapie. «Il sistema sanitario dovrà reperire oltre 1 miliardo di euro solo per il 2013 o, in alternativa, decidere di impedire a tutti i pazienti l’accesso alle cure di cui necessitano» dice Matteo Piovella presidente Soi, in occasione della presentazione del libro bianco sul trattamento della degenerazione maculare senile,.Così Gaia Panina, direttore medico di Novartis, azienda che ha sviluppato ranibizumab: «Sui costi per il Servizio sanitario nazionale di ranibizumab girano cifre prive di fondamento. Non abbiamo mai dimenticato la sostenibilità economica per il sistema. Il prezzo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non tiene conto dell’ulteriore sconto che praticheremo alle strutture pubbliche, e dell’altro sconto che verrà fatto in base ai volumi acquistati. Inoltre l’azienda si è impegnata con l’Aifa a sviluppare uno studio su 5mila pazienti, a cui il farm aco verrà fornito gratuitamente e questo consentirà un notevole risparmio al Ssn. Normalmente la terapia con questo farmaco dura circa 3 anni per un costo medio complessivo si aggira sui 3-5mila euro a paziente e una spesa annua per il Ssn di circa 50 milioni di euro».
I due farmaci hanno lo stesso profilo di sicurezza ed efficacia? Anche qui non c’è unanimità di pareri tra gli esperti: «Sono due farmaci gemelli» dice Piovella. «In Usa bevacizumab viene usato dal 60% dei pazienti, in Inghilterra e Germania nel 40% in Spagna e in Italia, almeno fino a oggi, nel 90% dei casi».
Francesco Bandello, direttore della Clinica oculistica dell’università Vita e Salute del San Raffaele di Milano: «Uno studio indipendente sponsorizzato dai National institutes of health ha dimostrato che per la degenerazione maculare legata all’età non ci sono sostanziali differenze tra i due farmaci in termini di efficacia , ma ve ne sono per la sicurezza e le complicanze. Il bevacizumab viene usato per questa patologia fuori dalle indicazioni per cui è stato approvato e ha più effetti collaterali».
L’auspicio è che le parti, autorità regolatorie comprese, facciano chiarezza al più presto rispetto a una polemica che dura ormai da troppo tempo e che rischia di mettere a repentaglio la salute dei pazienti i quali, se non curati per tempo, possono perdere rapidamente la loro capacità visiva.(fonte doctornews33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Italia, spesa sanità più bassa in Ue ma regioni in deficit

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

In Italia, nonostante per la sanità si spenda il 26,1% in meno rispetto a paesi come Francia e Germania, tutte le regioni si avviano a chiudere il 2012 in deficit a causa della sanità. A ciò si somma il dato, reso noto dal Censis, secondo cui nello scorso anno 9 milioni di italiani hanno rinunciato totalmente o parzialmente alle cure per motivi economici. A dirlo è Walter Ricciardi, direttore l’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in occasione della presentazione del Country Report Italia 2 013, documento di studio ed analisi dello stato di salute degli italiani, condotto in collaborazione con l’Associazione di iniziativa Parlamentare e legislativa per la Salute. Ciò che è emerso, tra le altre cose, è che a fronte di un’aumentata richiesta di salute di una popolazione che invecchia, oltre il 20% degli italiani ha più di 65 anni, la spesa sanitaria, pure tra le più basse d’Europa, cresce a un ritmo più elevato del Pil. «Negli ultimi 10 anni» ha sottolineato infatti Antonio Tomassini, presidente della commissione Sanità del Senato «la spesa sanitaria pubblica è cresciuta complessivamente di 61,8 miliardi di euro, passando dai 51,7 miliardi agli attuali 113,5 miliardi, e se consideriamo la componente privata si arriva a 144 miliardi di euro, aumentando più velocemente della crescita economica, peraltro estremamente contenuta nel nostro Paese, e le Regioni vanno in rosso proprio a causa della sanità». Il documento, pensato per essere uno strumento di lavoro per addetti e decisori politici, ha messo in evidenza una popolazione con esigenze cui il Servizio sanitario non dà risposte adeguate: il 90% degli eventi cardio e cerebrovascolari ha cause ambientali note eliminabili e modificabili, un terzo dei pazienti con infarto giunge troppo tardi in ospedale e quindi non viene trattato con terapia riperfusiva, le risorse diagnostiche e terapeutiche per la cardiopatia ischemica sono utilizzare meno efficacemente per le donne rispetto agli uomini, sono fermi al 23% i fumatori con più di 14 anni, al Nord ci si ammala di più di tumore ma si guarisce di più. Tutto ciò a fronte di un progressivo e marcato aumento delle aspettative di vita: il 10,3% degli italiani ha tra i 65 e i 74 anni e un altro 10% ne ha più di 75, in particolare donne. La situazione, si osserva nel rapporto, e andrebbe risolta con maggior coordinamento d elle politiche nazionali e locali, attività di prevenzione e di educazione alla salute nonchè un adeguamento dei servizi alla domanda di assistenza. (S.Z.fonte farmacista33)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La civiltà europea

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Si sposta Ciò che sta accadendo in questi giorni in Europa e nella vicina afroasia ci porta a considerare un aspetto che, probabilmente, o abbia-mo sottovalutato o semplicemente ignorato. Siamo sempre partiti dall’idea che il “mediterraneo è la culla della civiltà europea” ovvero, per dirla con Duby è “la sorgente profonda della cultura che illumina la nostra civiltà, poiché da secoli attinge l’Europa dalle ricchezze culturali offerte dal mediter-raneo in modo inesauribile”. Ora dobbiamo chieder-ci, se non lo abbiamo fatto già in passato, se dopo la scoperta dell’America questa fioritura della civiltà europea non si sia spostata in via definitiva altrove. Nel secolo XVI la modernità dell’idea europea trovò spazio ed ascolto soprattutto nel nord dell’Europa. Ma come possiamo dimenticare, nel contempo, che le insofferenze delle concezioni religiose (la Rifor-ma), le diverse sensibilità dell’uomo verso il denaro e verso la ricchezza (l’insorgere del capitalismo), il multiforme vigore della scienza e della tecnologia (più tecnica meno umanesimo), le più articolate espressioni della politica (il parlamentarismo e la democrazia) sono tutte frutto della ricchezza civile e spirituale e civile del mediterraneo? Goethe si sentiva finalmente un “uomo” in Italia, ma non vi scopriva un luogo di progresso. Questa contrad-dizione resta oggi tra Nord e Sud dell’Europa.
L’Europa mediterranea sembra voler vivere con l’orgoglio del suo passato, nonostante le incon-gruenze del presente eppure non vuol passare per qualcosa di diverso o di separato. Resta la sua ansia di ricongiungersi all’Europa del Nord sull’altare del progresso politico e scientifico e della modernità, talvolta dimenticando se stessa. Sembra che l’Europa, nel suo insieme, sia stata capace più di altrove nel creare i mali e nel trovare nello stesso tempo gli antidoti e, a loro volta, i rimedi agli antidoti. Penso al capitalismo e poi al marxismo e poi ancora al suo crollo e alla ricerca di un nuovo umanesimo.
Questo alternarsi di eventi sovente traumatici, come quelli di dittature di destra e di sinistra, di democrazie e di socialismo reale, espone a tutt’oggi l’Europa al concetto di una entità geografica fortemente presentata ai conflitti esistenziali di grande portata e di notevole sofferenza per le sue evidenti contraddizioni interne. E in ciò noi intrave-diamo il suo declino ma anche la possibilità di riscattarsi seguendo la stessa logica di sempre tra male e antidoto, tra bene e antidoto. Ma ciò che ci preoc-cupa è che i tempi di maturazione tradizionali sono troppo lunghi rispetto a quelli di una civiltà che è in continua evoluzione e che si muove a ritmi sempre più rapidi.(Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nel diabetico, meglio la chirurgia dell’angioplastica

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

I pazienti con diabete e arteriopatie diffuse stanno meglio (e costano meno) quando vengono rivascolarizzati chirurgicamente con by-pass rispetto a quando si usa l’angioplastica percutanea. Non solo: la “vecchia” tecnica, apparentemente più invasiva, risulta avere un migliore profilo di costo-efficacia. Lo dimostra Freedom, uno studio pubblicato su Circulation e condotto su 1.900 pazienti con diabete e arteriopatie diffuse, sottoposti in modo randomizzato a uno dei due interventi in esame. Il follow-up è durato 5 anni (dal 20 05 al 2010) ma i risultati sono stati utilizzati per ottenere, con l’aiuto di apposito programma, una proiezione di costo-efficacia sulla durata della vita ipotizzabile in base ai dati epidemiologici e ai costi sanitari statunitensi. «Benché il costo iniziale della chirurgia sia più alto di quello dell’angioplastica, soprattutto per via dei giorni di ricovero, il follow-up a cinque anni suggerisce che i miglioramenti clinici associati alla procedura più invasiva portino a una riduzione dei costi a lungo termine» spiega Elizabeth A. Magnuson, cardiologa del Saint Luke’s mid America heart institute di Kansas City che ha coordinato un ampio gruppo di ricercatori. Ad alzare i costi dell’angioplastica è la necessità di ripetere frequentemente la procedura negli anni successivi. Nonostante ciò, se si tiene conto dei calcoli a cinque anni, questa procedura rimane più conveniente. È la proiezione sulla totalità della vita a ribaltare l’esito dell’analisi, con guadagni sostanziali sia nell’aspettativa di vita sia nella qualità di vita per anno guadagnato a favore della chirurgia. Non solo si risparmiano circa 10.000 dollari l’anno per tutta la durata della vita del paziente, ma anche la qualità della sopravvivenza è migliore. «Questo studio fornisce dati consistenti con quelli precedenti, in particolare per quanto riguarda il rapporto di costo-efficacia dell’angioplastica nei 12 mesi post intervento» spiega l’esperta. «Benché vi sia un aumento dell’uso dell’angioplastica in molti Paesi, anche perché i pazienti tendono a preferirla per la minore invasività, il risultato non ci sorprende e dovrebbe far riflettere sull’organizzazione del trattamento dei disturbi vascolari nei pazienti diabetici».(fonte cardiologia33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scompenso: italiano il calcolatore online dell’indice prognostico

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Un ampio studio multicentrico coordinato dalla Fondazione Monzino di Milano ha permesso – attraverso la combinazione di test da sforzo cardiopolmonari con dati clinici, laboratoristici ed ecocardiografici routinari – di ottenere un punteggio prognostico molto affidabile di rischio di morte cardiovascolare o di urgente trapianto cardiaco entro 2 anni: il Mecki (Metabolic exercise cardiac kidney index) score. L’algoritmo di calcolo è stato inoltre trasformato in un applicativo on line utilizzabile in forma anonima sia dai curanti – cardiologi o medici di famiglia – sia dai pazienti per ottenere in tempo rea le il risultato (in quest’ultimo caso si raccomanda il supporto del medico per il corretto inserimento dei parametri e l’interpretazione dei risultati, ma anche per la gestione di eventuali reazioni d’allarme nell’assistito o nei parenti). Una volta collegati alla pagina web, non occorre fare altro che riempire i campi obbligatori, corrispondenti a 6 parametri, indicati sul sito mediante sigle internazionali – peak Vo2, Ve/Vco2 slope, Hemoglobin, Na+, Lvef, Mdrd – corrispondenti nell’ordine a picco di consumo d’ossigeno (% rispetto all’atteso), efficienza ventilatoria, emoglobinemia, sodiemia, frazione d’eiezione ventricolare sinistra (valutata ecocardiograficamente) e stima della funzione renale (secondo l’equazione dello studio Modification of diet in renal disease). Sono proprio questi 6 parametri su cui si basa il Mecki score, apparsi correlati in modo indipendente allo scompenso cardiaco in base ai risultati della ricerca coordinata da Piergiuseppe Agostoni del Centro cardiologico Monzino, che ha coinvolto 2.716 pazienti scompensati, seguiti in 13 centri italiani per un follow-up medio di 1.041 giorni, considerando un endpoint combinato di morte cardiovascolare e trapianto cardiaco urgente, al termine di un’analisi di regressione di Cox per i rischi proporzionali con selezione graduale delle variabili e procedura di validazione incrociata.(fonte cardiologia33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Italian buyout market hangs in the balance until election day

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

London/Milan – Despite a fiery political climate ahead of Italy’s parliamentary elections, domestic buyouts have surged 125% to hit EUR 1.2bn so far in 2013 compared to the same period last year. The boost in value largely stems from CVC finalizing a EUR 1.13bn buyout of local business information group, Cerved, from previous private equity owners Bain Capital and Clessidra.The deal is equivalent to 44.4% of 2012’s full year total of EUR 2.7bn, according to mergermarket data.
“Political and financial uncertainties mounting in southern European markets over the past 12 months are now confronted by the emerging scandal over loss-making derivatives trades made by the world’s oldest and Italy’s third largest bank, Monte dei Paschi, casting a shadow over eurozone plans for a banking union,” mergermarket senior correspondent Pamela Barbaglia says.No more than eight buyouts have been made in any month for over a year and deal values had not reached more than EUR 1bn in 18 months before the CVC deal. Furthermore, a large proportion of deals made in 2012 were due to the governments’ economic restructuring via Cassa Depositi e Prestiti. A consistent lack of Italian buyouts for the whole of 2012 and leading into 2013 illustrates investors’ caution amid headlining news.“The upcoming elections on 24-25 February are seen as pivotal to reassuring investors contending with Silvio Berlusconi’s latest political resurrection.” The current economic climate differs to that seen during the April 2008 election of Berlusconi’s party but amidst inconsistent monthly values and volumes that year, the quarter of the election was the highest in five years with deals valued EUR 4.6bn despite April being the lowest month in terms of deal value.
The CVC deal may well present the 2013 election period with a similar trend with Q1 already beating the equivalent period last year but time will tell if the following quarters’ deal values will decline akin to the three that followed in 2008. “Even after the elections, the shape of the new government will be largely determined through post-election alliances, and this will once again test the resilience of Italy’s bond market,” Barbaglia says.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

La politica italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Se in proposito consideriamo più da vicino l’andamento della politica italiana, di questi giorni, ci accorgiamo che siamo interamente sommersi da note contraddittorie. Ci troviamo con una sinistra divisa tra una proposta di stampo socialdemocratico e un’altra massimalista, con una politica economica e sociale di destra e una destra populista. Al centro vi è una folla composita fatta più da scontenti che da elementi impegnati per qualcosa, qualunque essa sia. Inoltre la sinistra mostra chiaramente la sua scarsa vocazione al governo del paese e la destra ed il Centro, che lo saprebbero fare, rimangono schiacciati da un peso ingombrante: quello che, per altri versi, è il suo leader carismatico, Silvio Berlusconi. Costui, bisogna dargliene merito, ha compiuto letteralmente un miracolo mettendo in piedi, in pochi mesi, una forza politica capace di diventare maggio-ranza nel paese, ma non ha saputo gestirla nel senso politico della parola e non certo in quello organizzativo. In questo modo ha perso l’occasione per imprimere un’effettiva svolta al Paese. Oggi è chi, di fatto, inibisce a questa stessa forza di riprendere il controllo politico nazionale. Il suo limite è stato, inizialmente, giudiziario ora lo è nel ritenersi con troppa enfasi un “padre della patria”. Qualche dubbio me lo consente se penso che mostra d’avere più interessi personali che collettivi da difendere.
Quando parla di giustizia e di garantismo diventa naturale pensare ai suoi guai giudiziari. Quan-do parla di tutela dei più deboli quelli che hanno un minimo di memoria pensano ai suoi miliardi “conquistati” in una manciata di anni. Quando parla del tea-trino della politica, rivolgendosi ai politici suoi opposi-tori, non può sfuggire la considerazione che di quel teatrino vi ha fatto parte e vi ha concorso a tenerlo in piede perché gli faceva comodo. Probabilmente ora che è nelle mani degli altri ne sente la nostalgia. Ci troviamo, quindi, con un’opposizione e una maggioranza che di continuo perdono colpi e diventano sempre meno credibili. Con quest’andazzo con quale criterio si può mettere mano alle necessarie ed an-che urgenti riforme strutturali da tutti invocate ma da nessun politico desiderate?
Eppure vi è un’opinione pubblica che ascolta i “profeti” della morale civica e dimentica che sono gli stessi personaggi inquisiti per corruzione e quant’altro. E le loro parole contro l’immoralità cre-scente sono espresse e scritte intingendo la penna d’oro in un calamaio tempestato di pietre preziose mentre vi è gente che muore di fame o è alla ricerca di un posto di lavoro, da tanto, troppo tempo oramai.
Questa stessa gente deve privare i loro figli di un tozzo di pane mentre qualcun altro già pensa di destinare ai propri rampolli un piccolo libretto di risparmio da 70 miliardi di lire e una villa sulla costa Smeralda da 15-20 miliardi di vecchie lire. Per costoro rappresentano gli spiccioli, il superfluo.

Posted in Confronti/Your opinions, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Linguaggio medico ostico: i malati ne risentono

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Una mancata adesione alle cure può prendere avvio da una scarsa alfabetizzazione sanitaria, ovvero da una bassa capacità di trarre indicazioni dalle informazioni offerte dal sistema sanitario. Questo, almeno, stando a una ricerca condotta nel Regno Unito da Gill Rowlands, della London South Bank University (Lsbu), è dovuto al fatto che la comunicazione sanitaria è troppo complicata. «Lo studi» chiarisce subito Claudio Cricelli, presidente Simg «non fa riferimento al rapporto tra curante e assistito, ma prende in considerazione solo la correlazione tra ci&o grave; che è scritto (cartellonistica di Asl e ospedali, lettere, foglietti illustrativi, etichette di farmaci, indicazioni stradali oppure raccomandazioni prima dell’effettuazione di un esame diagnostico o chirurgico) e utenti del servizio sanitario». Lo studio della Lsbu dimostra che circa il 43% dei soggetti di età compresa tra i 16 e i 65 anni non è in grado di comprendere tali informazioni, e la quota sale al 61% qualora l’informazione richieda anche capacità matematiche (“come indicazioni posologiche, con riferimento al numero di compresse da assumere, o a dosaggi da calcolare in base al peso corporeo” chiarisce Cricelli). Secondo i calcoli della ricerca britannica, sarebbero circa 21 i milioni di persone in età lavorativa non in grado di utilizzare le informazioni sulla salute. Gli esiti dello studio sono stati presentati alla Camera dei Comuni, dove è stato preso l’impegno di “migliorare il modo di comunicare informazioni sanitarie per assicurarsi che tutti i pazienti del Ssn possono ottenere il massimo beneficio dai servizi disponibili”. «In realtà non ci sarebbe bisogno di traslare una ricerca di questo tipo in Italia per capirne l’esito» afferma Cricelli. «Da noi il linguaggio della Pubblica amministrazione e della burocrazia è assolutamente incomprensibile e astrusa per la maggior parte delle persone, e la comunicazione conseguentemente farraginosa. Senza contare che gli inglesi hanno ottenuto risultati non positivi pur avendo dalla loro una lingua che si caratterizza per semplicità e concisione».(fonte doctorrnews33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Marino, dai tagli agli armamenti le risorse per la ricerca

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Ignazio Marino, senatore del Partito democratico, ha risposto punto per punto alle dieci domande rivolte ai politici dal Gruppo 2003, in merito al futuro della ricerca in Italia. Marino conviene con gli scienzia ti che la ricerca sia il settore principale su cui investire: «non si può condurre il nostro Paese fuori dalla crisi e migliorarne l’economia puntando solo sugli aspetti fiscali, finanziari oppure sulla riforma del sistema pensionistico». Oggi le risorse destinate alla ricerca sono appena lo 0,9% del Pil e, secondo il capolista al Senato in Piemonte per il Pd, la percentuale dovrebbe aumentare in modo progressivo durante la prossima legislatura fino ad arrivare al 2%. Inoltre, in ogni ambito, si dovrebbero «adottare le regole internazionali di assegnazione dei fondi della peer review, in modo da permettere una valutazione e una selezione dei progetti più validi ed esclusivamente sulla base del merito». Da dove attingere le risorse necessarie? Marino indica i tagli alle spese per gli armamenti, citando i 15 miliardi di euro destinati al contestato acquisto dei 131 cacciabombardieri. «Con queste somme – spiega – potremmo finalmente sost enere qualche investimento per la ricerca e l’innovazione, per far uscire il nostro Paese da quella condizione di arretratezza riconosciuta anche dalle statistiche della Commissione europea». Non si tratta solo di aumentare le risorse, ma anche di utilizzarle in modo migliore, a partire da una modifica della formazione universitaria e post-universitaria, da un ripensamento delle carriere professionali, dei salari, nonché delle responsabilità e dei doveri dei ricercatori di maggior talento. È poi essenziale rafforzare il rapporto con il mercato, fino a oggi trascurato, mentre per il senatore Pd è necessario favorire «l’iniziativa dei singoli ricercatori, offrendo loro la possibilità di fare ricerca, libera e creativa, anche al di fuori dall’ambito universitario».(fonte doctornews33)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Medici di famiglia, rischio estinzione al Nord

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

In un futuro prossimo, i medici di famiglia sono destinati a diventare una rarità, soprattutto nelle regioni del Nord dell’Italia. L’ipotesi, segnalata da Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), emerge dai dati dell’Ente nazionale di previdenza dei medici (Enpam): in Lombardia, per esempio, si stima che nel 2013 andranno in pensione 71 medici lombardi, 141 nel 2015, 180 nel 2016 e ben 598 nel 2021. «A fronte di non più di 90 medici che escono ogni anno dalle scuole di formazione» sottolinea Fiorenzo Corti, segretario regionale della Fimmg Lombardia. «C’è una coda da smaltire» chiarisce «nella graduatoria dei medici che atten dono di entrare nella convenzione, ma, una volta esaurita, siamo disponibili ad accogliere medici di famiglia del Sud, dove ci sono più medici sotto-occupati, oppure richiamare professionisti dall’estero». Il ruolo unico, previsto dal decreto Balduzzi, è una possibile risposta alla carenza che si prospetta. «Il ruolo unico identifica una professionalità a tutto tondo» spiega Corti «che si occupa di cure primarie, in cui rientra il rapporto di fiducia con il paziente che sceglie il suo medico, ma che risponde anche alle necessità cliniche del territorio». L’istituzione del ruolo unico, dunque, unisce medici di continuità assistenziale e medici di famiglia: «Il medico di medicina generale e il medico di guardia» prosegue Corti «sono figure finora separate e con difficoltà a dialogare. Ora invece dovranno avere a livello normativo, un unico riferimento contrattuale». Tale figura, ricord a Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg, «dovrebbe diventare operativa con la nuova convenzione che dovrebbe essere sottoscritta entro 6 mesi dal decreto con le Regioni. Molto probabilmente i tempi saranno un po’ più lunghi, perché ora con le Regioni è tutto fermo. Ma quanto meno, da parte loro, c’è la disponibilità a ragionare sull’atto di indirizzo».(fonte doctornews33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Delivering to Future Cities – Mega Trends Driving Urban Logistics

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

London Over the past two decades delivering goods into the cities has become a challenge with cities getting overly congested and traffic jams resulting in expensive logistics bottlenecks. In fact, studies show that the cost of congestion now in terms of time wasted in traffic and fuel consumption is off the roof, almost 200 per cent more than what it was in the 1980s. And congestion is only a part of the urban delivery problem. Pollution, lack of parking bays, and warehousing costs are all restraints that are contributing to the economic cost of urban logistics.There is already a paradigm shift in how products are being manufactured (3D printing) and retailed (transition to online channels) today and the common denominator, supply chain, at all stages of a product’s lifecycle must quickly adapt to the changes as well. While it will take another decade or so for 3D printing to become mainstream, the growing market of online retail has already significantly impacted the industry. In order to understand these shifts, it is important to understand the mega trends that directly influence them.(Written by Archana Vidyasekar, Senior Research Analyst, Visionary Innovation Group, Frost & Sullivan)

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Elezioni: i candidati parlano poco di sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

«Oggettivamente si sente poco parlare in questa campagna elettorale di sanità». È quanto fa rilevare il presidente nazionale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) Angelo Testa, sostenendo che in tal modo i cittadini non vengono informati sulle posizioni dei candidati su uno dei temi più importanti. Toccata da tagli economici progressivi, la sanità italiana «si trova sul piatto della bilancia molti e scottantiargomenti: federalismo, ticket, piani di rientro, Lea, ospedale e territorio». Eppure, secondo il presidente dello Snami, parte dei candidati non accenna alla questione sanitaria, altri si limitano ad affermazioni generiche e superficiali, pur dichiarandosi generalmente favorevoli alla difesa del Servizio sanitario nazionale; alcuni poi si avventurano in proposte avventate come quella secondo cui i medici di famiglia dovrebbero lavorare all’interno degli ospedali. Lo Snami intende prima di tutto «difendere la natura pubblica e solidale del nostro sistema
sanitario ricordando che l’Italia è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universale». Il territorio, secondo Angelo Testa deve essere rilanciato «attraverso la tutela dei medici che vi operano, partendo da una pregiudiziale: fuori i partiti politici dalle nomine della sanità». Le ingerenze partitiche nella Sanità sono particolarmente sentite dai cittadini, dalle associazioni e dai sindacati. Lo Snami ha realizzato un sondaggio tra coloro che si sono collegati al loro sito Internet e ha rileva to una maggioranza schiacciante, secondo cui là sanità sarebbe diventata una riserva di caccia della politica. Proprio l’abbondanza di “azzeccagarbugli di partito” e la carenza di “professionisti seri, liberi e autonomi” viene considerata tra le cause delle prestazioni insoddisfacenti offerte dal servizio sanitario.(fonte doctornews33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’allarme degli psicologi: la crisi incide sulla salute

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

La crisi economica, che colpisce sia i singoli sia le istituzioni, con le incertezze che ne derivano, non può non impattare anche sulla salute, in particolare quella psicologica. A sollevare l’allarme Paolo Campanini, psicologo del lavoro, dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, che ricorda come ci sia un legame diretto tra «la perdita del posto di lavoro e un aumento di disturbi mentali come ansia, depressione, attacchi di panico; è un fatto noto e dimostrato da molte ricerche». A questo si aggiungono gli effetti indiretti generati dalla crisi economica sugli ambienti di lavoro: &l aquo;ogni cambiamento interno a un’azienda provoca stress in tutte le persone che vi lavorano e infatti», continua Campanini, «quello che stiamo osservando è un incremento delle richieste di assistenza psicologica all’interno delle aziende. Dallo sportello psicologico, per consulenze individuali ai dipendenti, ai programmi di sostegno per manager e dirigenti per gestire le fasi di passaggio e la pressione generata dai tagli occupazionali». Un chiaro segno di sofferenza del sistema, cui potrebbe seguire un incremento della domanda di assistenza psicologica nelle strutture pubbliche, anche se il primo interlocutore che raccoglie ansie e preoccupazioni è in genere il medico di famiglia. «Il disagio dilagante è bene percepito nei nostri ambulatori» conferma Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg) «che sono il primo presidio sul territorio, la frontline con la società civi le». Come spettatore privilegiato anche del disagio sociale il «Mmg svolge un ruolo preventivo nei confronti di certe patologie» spiega Cricelli «potendo intervenire prima che il disturbo diventi problema sanitario, soprattutto nei confronti dei pazienti più deboli come gli anziani. Sono pazienti fragili che temono di perdere le tutele sanitarie, oltre che le sicurezze economiche, e nei quali sono meno efficaci i fisiologici meccanismi di adattamento reattivo ai mutamenti della società».(Elisabetta Lucchesini)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Italia, tumori: per diagnosi e cura meglio andare al Nord

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

La diagnosi di tumore della mammella a uno stadio precoce è molto più frequente nelle regioni del Nord (45%) rispetto a quelle del Sud dove la quota scende fino al 26% di Napoli e Ragusa, aree nelle quali sono più numerosi i casi già in metastasi al momento della diagnosi (9,6% e 8,1%, rispettivamente). Questi alcuni dei dati emersi dallo studio Eurocare 5 alta risoluzione-Italia, che l’Istituto nazionale dei tumori di Milano ha pubblicato su Cancer epidemiology, analizzando sopravvivenza e adesione a linee guida internazionali per la diagnosi e terapia, in diverse aree del territorio italiano sulla base dei dati raccolti da 14 Registri tumore italiani. La conclusione dei ricercatori, che giunge proprio in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra oggi, è che sia la diagnosi precoce quanto l’accesso a trattamenti adeguati non sono omogeneamente disponibili in Italia, con la conseguenza che non tutti i pazienti ricevono le terapie più semplici e meno invasive, con perdita di qualità della vita e costi sociali più alti. Difatti, risulta che, rispetto alla media italiana, a Napoli o a Sassari una paziente con tumore al seno, con molto più probabilità (+30-40%), sarà sottoposta a un intervento di chirurgia demolitiva. Differenze geografiche analoghe si riscontrano anche per il tumore del colon-retto: meno diagnosi precoci a Sassari e Napoli e più numerosi i casi con metastasi (rispettivamente 31,3% e 35,3%), che invece a Modena e a Biella toccano il tasso minimo (rispettivamente 21,7% e 23,5%). Differenze anche per il melanoma cutaneo: la diagnosi precoce (tumore di spessore inferiore o uguale a 1 mm esegue l’esame del linfonodo sentinella) avviene in media nel 60,1%, con valori più alti a Reggio Emilia (76,3%) e più bassi a Ragusa (34,2%). Secondo Marco Pierotti, direttore scientifico dell’Int di Milano, «le disuguaglianze nella sopravvivenza dei pazienti oncologici, tuttora presenti in Italia, sono in larga parte motivate da disuguaglianze nella disponibilità di risorse e strutture sanitarie per il trattamento di pazienti oncologici, dalla disomogenea presenza dei programmi di screening e da una scarsa diffusione delle linee guida per diagnosi e trattamento. Queste disuguaglianze condizionano la migrazione dei pazienti del Sud verso le strutture sanitarie presenti nelle regioni del Centro-Nord, con conseguenti disagi e incremento della spesa sanitaria. Il potenziamento e l’adeguamento delle strutture sanitarie presenti nel sud del paese contribuirebbero quindi a migliorare la performance dell’intero sistema sanitario italiano».(fonte doctornews33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Guerra al cancro, gli scienziati: “Non c’è più tempo da perdere”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Non c’è più tempo da perdere nella lotta ai tumori. Non basta solo sensibilizzare: serve un concreto piano d’azione. Lo afferma Franco Cavalli, presidente del World oncology forum (Wof) e del Comitato scientifico dell’European school of oncology (Eso) in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra oggi, e del lancio di un appello rivolto ai leader politici mondiali, il cui obiettivo è ridurre la mortalità mondiale di cancro del 25% entro il 2025. «Il cancro è una delle principali cause di morte ovunque nel mondo» spiega Cavalli «lanciando questo appello non vogliamo solo sensibilizzare i leader mondiali al problema de l cancro ma presentare un concreto piano d’azione». Ed è, infatti, di strategie che tratta il documento, invitando governi e responsabili politici a fare prevenzione, in primis con misure anti-tabacco, ma anche informando la popolazione «da quali tumori devono maggiormente difendersi e come ridurre il rischio di ammalarsi», e attuando «strategie scientificamente valide, compresi i vaccini, per combattere i tumori causati dalle infezioni». I governi dovranno, inoltre, intervenire sui tumori curabili con specifici programmi di diagnosi precoce e accesso a indagini diagnostiche, trattamenti e cure palliative, di dimostrata efficacia. Vanno sostenuti anche coloro che convivono con il cancro, offrendo un controllo del dolore ottimale e riconoscendo loro un ruolo attivo nelle decisioni politiche che li riguardano. «Ciò che il Wof ha evidenziato» conclude Umberto Veronesi, fondatore della Eso «è che nella lotta al c ancro finora ognuno si è concentrato sul proprio campo: i ricercatori sullo sviluppo di farmaci, i clinici sull’anticipazione diagnostica e le tecniche terapeutiche, i palliativisti sul controllo del dolore e così via. Manca una visione globale del problema e non esiste un soggetto globale, un organismo che coordini la molteplicità di interventi che la lotta al cancro richiede. A livello internazionale, per esempio, il cancro rientra genericamente tra le malattie non trasmissibili e non ha un Ufficio specifico neppure all’interno dell’Oms».(Simona Zazzetta- fonte doctornews33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il selenio non riduce il rischio di malattie cardiache

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Gli integratori di selenio risultano inefficaci nella prevenzione delle patologie cardiache, in base a una revisione sistematica della letteratura scientifica pubblicata venerdì scorso sulla Cochrane Library. È noto che la dieta è strettamente correlata alla probabilità di contrarre numerose patologie, incluse quelle cardiache, responsabili del maggior numero di decessi nei Paesi occidentali. È recente a questo proposito uno studio dei ricercatori dell’Università di Oxford, che hanno rilevato una riduzione delle malattie cardiache del 32% in coloro che seguono una dieta vegetariana. Ma il selenio, indicato da alcuni come protettore contro infiammazione e stress ossidativo, non ha fornito le prove sperate. La meta-analisi di 12 studi clinici condotti complessivamente su oltre 19.700 persone, non ha mostrato differenze associate all’assunzione di integratori di selenio rispetto al placebo: né nel rischio di disturbi cardiaci, né nel rischio di morte per malattie cardiache o per qualsiasi causa. Si temeva inoltre che persone con livelli elevati del minerale, assumendone troppo, potessero correre maggiori rischi di essere colpiti da diabete di tipo 2. Il fenomeno è stato rilevato, ma in misura troppo limitata per essere significativo dal punto di vista statistico; confermati invece, tra gli effetti collaterali, l’alopecia e le dermatiti. Gli studi analizzati sono stati condotti su individui sani e potrebbero essere utili approfondimenti per conos cere gli effetti degli integratori di selenio in popolazioni predisposte alla carenza di selenio. «Tuttavia – spiega Saverio Stranges, uno degli autori della revisione – l’uso indiscriminato e diffuso di integratori di selenio negli individui e popolazioni con stato di selenio sufficiente o elevato non è giustificato, e non deve essere incoraggiato. Assumere integratori di selenio probabilmente non è né utile né dannoso, ma data la mancanza di prove disponibili, a oggi non si può escludere con certezza un lieve aumento del rischio di diabete di tipo 2, almeno nei soggetti con livelli di selenio alto».(fonte farmacista33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »