Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Maculopatia: guerra di cifre su costi farmaci innovativi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

È scontro di cifre e dati in merito ai costi e all’accessibilità alle cure innovative per i pazienti affetti da maculopatia. Due i farmaci disponibili: bevacizumab, da impiegare off label e oggi non più rimborsato dal Ssn e ranibizumab che invece ha l’indicazione per la patologia ed è rimborsato. Tutto è cambiato, a livello normativo, in questi mesi per cui, secondo la Società oftalmologica italiana (Soi), bevacizumab, che ha costi più bassi, non può più essere utilizzato nelle strutture pubbliche a vantaggio di ranibizumab con aumento di costi conseguente e rischio per molti pazienti di essere esclusi dalla terapie. «Il sistema sanitario dovrà reperire oltre 1 miliardo di euro solo per il 2013 o, in alternativa, decidere di impedire a tutti i pazienti l’accesso alle cure di cui necessitano» dice Matteo Piovella presidente Soi, in occasione della presentazione del libro bianco sul trattamento della degenerazione maculare senile,.Così Gaia Panina, direttore medico di Novartis, azienda che ha sviluppato ranibizumab: «Sui costi per il Servizio sanitario nazionale di ranibizumab girano cifre prive di fondamento. Non abbiamo mai dimenticato la sostenibilità economica per il sistema. Il prezzo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non tiene conto dell’ulteriore sconto che praticheremo alle strutture pubbliche, e dell’altro sconto che verrà fatto in base ai volumi acquistati. Inoltre l’azienda si è impegnata con l’Aifa a sviluppare uno studio su 5mila pazienti, a cui il farm aco verrà fornito gratuitamente e questo consentirà un notevole risparmio al Ssn. Normalmente la terapia con questo farmaco dura circa 3 anni per un costo medio complessivo si aggira sui 3-5mila euro a paziente e una spesa annua per il Ssn di circa 50 milioni di euro».
I due farmaci hanno lo stesso profilo di sicurezza ed efficacia? Anche qui non c’è unanimità di pareri tra gli esperti: «Sono due farmaci gemelli» dice Piovella. «In Usa bevacizumab viene usato dal 60% dei pazienti, in Inghilterra e Germania nel 40% in Spagna e in Italia, almeno fino a oggi, nel 90% dei casi».
Francesco Bandello, direttore della Clinica oculistica dell’università Vita e Salute del San Raffaele di Milano: «Uno studio indipendente sponsorizzato dai National institutes of health ha dimostrato che per la degenerazione maculare legata all’età non ci sono sostanziali differenze tra i due farmaci in termini di efficacia , ma ve ne sono per la sicurezza e le complicanze. Il bevacizumab viene usato per questa patologia fuori dalle indicazioni per cui è stato approvato e ha più effetti collaterali».
L’auspicio è che le parti, autorità regolatorie comprese, facciano chiarezza al più presto rispetto a una polemica che dura ormai da troppo tempo e che rischia di mettere a repentaglio la salute dei pazienti i quali, se non curati per tempo, possono perdere rapidamente la loro capacità visiva.(fonte doctornews33)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: