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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Nel diabetico, meglio la chirurgia dell’angioplastica

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

I pazienti con diabete e arteriopatie diffuse stanno meglio (e costano meno) quando vengono rivascolarizzati chirurgicamente con by-pass rispetto a quando si usa l’angioplastica percutanea. Non solo: la “vecchia” tecnica, apparentemente più invasiva, risulta avere un migliore profilo di costo-efficacia. Lo dimostra Freedom, uno studio pubblicato su Circulation e condotto su 1.900 pazienti con diabete e arteriopatie diffuse, sottoposti in modo randomizzato a uno dei due interventi in esame. Il follow-up è durato 5 anni (dal 20 05 al 2010) ma i risultati sono stati utilizzati per ottenere, con l’aiuto di apposito programma, una proiezione di costo-efficacia sulla durata della vita ipotizzabile in base ai dati epidemiologici e ai costi sanitari statunitensi. «Benché il costo iniziale della chirurgia sia più alto di quello dell’angioplastica, soprattutto per via dei giorni di ricovero, il follow-up a cinque anni suggerisce che i miglioramenti clinici associati alla procedura più invasiva portino a una riduzione dei costi a lungo termine» spiega Elizabeth A. Magnuson, cardiologa del Saint Luke’s mid America heart institute di Kansas City che ha coordinato un ampio gruppo di ricercatori. Ad alzare i costi dell’angioplastica è la necessità di ripetere frequentemente la procedura negli anni successivi. Nonostante ciò, se si tiene conto dei calcoli a cinque anni, questa procedura rimane più conveniente. È la proiezione sulla totalità della vita a ribaltare l’esito dell’analisi, con guadagni sostanziali sia nell’aspettativa di vita sia nella qualità di vita per anno guadagnato a favore della chirurgia. Non solo si risparmiano circa 10.000 dollari l’anno per tutta la durata della vita del paziente, ma anche la qualità della sopravvivenza è migliore. «Questo studio fornisce dati consistenti con quelli precedenti, in particolare per quanto riguarda il rapporto di costo-efficacia dell’angioplastica nei 12 mesi post intervento» spiega l’esperta. «Benché vi sia un aumento dell’uso dell’angioplastica in molti Paesi, anche perché i pazienti tendono a preferirla per la minore invasività, il risultato non ci sorprende e dovrebbe far riflettere sull’organizzazione del trattamento dei disturbi vascolari nei pazienti diabetici».(fonte cardiologia33)

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