Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

I profeti del malaugurio

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2013

Si sta formando in Italia un “partito” degli ottimisti per i quali la crisi mondiale che ci sovrasta non è poi tanto drammatica come sembra e l’Italia, in particolare, ha saputo fare come la laboriosa formica nel raccogliere nei periodi di abbondanza le risorse necessarie che oggi può mettere in campo nei momenti di crisi. L’altro “partito”, che possiamo definire dei pessimisti, è ovviamente, di segno contrario se pensa agli sprechi, al nostro debito pubblico da capogiro, al lavoro nero e senza tutele, alla disoccupazione, ecc.
L’opinione pubblica, ovviamente, interpreta tutto ciò a seconda dei suoi personali accadimenti. Se la famiglia ha un figlio disoccupato, o un genitore o entrambi, se sono alle prese con il mutuo della casa, di certo parteggeranno per il partito dei pessi-misti. A questo punto dovremmo pensare che esiste una terza possibilità, come dire “in medio stat vir-tus”. Lo dobbiamo alla nostra arte di saperci arrangiare. Se non fosse così come potremmo spie-garci l’abilità dei pensionati, una famiglia mono-reddito di quattro persone, i primi con un reddito da 500 euro e gli altri sui 1.200 al mese a pagare il fitto di casa, la luce, il gas, il telefono, le spese condo-miniali e ad alimentarsi e vestirsi? Sono i milioni di italiani che si arrangiano come possono così come accadeva nel periodo di guerra con la borsa nera e le tessere annonarie. E se gli italiani si arrangiano, non devono certo dire grazie al governo che in queste cose non c’entra, anzi diventa in talune circostanze un ingombro. Tutto questo potrebbe apparire una gran bella risorsa, un prodotto da esportare nel mondo, se non ci rendessimo conto che così ingegnandoci tracciamo un solco sempre più profondo tra la politica e i cittadini. Un solco di incomprensioni, del fai da te per mancanza di solidarietà, pavesato di egoismi e che si stanno traducendo in un volontariato alternativo a compiti che lo stato non dovrebbe abdicare come l’assistenza sanitaria, la sicurezza, con le ronde, l’istruzione, ecc. Alla fine avremo un anti-stato a tutto campo e ci chiederemo che senso ha avere un parlamento, una giustizia, un esercito, una scuola pubblica, se tali istituzioni tendono ad allontanarsi sempre più dalla realtà del paese, a non comprenderla, a non governarla, a non riuscire ad immedesimarsi con i suoi bisogni. A questo punto il malaugurio o il ben augurio diventa una vera e propria iattura. (editoriale Fidest a cura di Riccardo Alfonso)

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