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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 1 marzo 2013

Gli onorevoli cittadini

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2013

Nel nuovo parlamento, che in questi giorni si sta formando nei dettagli e che avrà il punto di riferimento solenne il giorno in cui i neo eletti, faranno il loro ingresso, nelle aule di Monte Citorio e di Palazzo Madama, per i primi adempimenti formali con l’elezione dei presidenti delle due camere e altri conseguenti incarichi, gli eletti del Movimento Cinque stelle. Sono entrati, tanto per intenderci, “i cittadini” che respingono l’idea di farsi chiamare “onorevoli”. Non è, tuttavia, la sola differenza che si può notare. I grillini hanno progetto politico proiettato al cambiamento dell’attuale sistema paese e sfidano i partiti tradizionali a un gesto di coerenza se è vero, com’è vero, che ciascuno di essi in campagna elettorale ha invocato maggiore giustizia sociale, il modo di dirimere il conflitto d’interessi, la crescita e lo sviluppo del paese attraverso il rilancio dell’economia e del mondo produttivo, la riforma della giustizia, ecc. Sono tutti temi che abbiamo sentito e risentito da decenni e come dalla logica gattopardesca sono diventati del portabandiera per “tutto cambiare per nulla cambiare”. Ora dobbiamo voltare seriamente pagina, ma ci riusciremo? Sono già iniziate le grandi manovre e i precedenti non mancano. Sappiamo che taluni parlamentari sono stati corrotti, si sono persino vantati delle somme a loro versate per cambiare casacca e che i corruttori oggi come prima siedono in Parlamento come se nulla fosse e forti dell’immunità parlamentare, se qualche procuratore della repubblica osasse richiedere loro la pena detentiva. Siamo arrivati sono al punto che un candidato ambisce a diventare ministro dell’economia anche se, sia pure in primo giudizio, un tribunale lo ha condannato per evasione fiscale.
Ma non prendiamocela con i grillini se ci troveremo costretti a ritornare a votare. La colpa principale, per quanto molti cercano di allontanarla dalla loro vista, ricade inevitabilmente sul Pd. Sono stati i suoi uomini, le sue divisioni, la sua incapacità di governare quando ne aveva l’occasione per “sgonfiare il mito berlusconiano”, se oggi ci troviamo nella situazione attuale. Sta proprio al Pd mostrare i segni di un ravvedimento ed esserne conseguente. D’altra parte ci vuole poco. Facciamo le riforme urlate nelle piazze dai grillini ma appena sussurrate dal “timido” Bersani. Oggi ci vogliono uomini determinati. Oggi ci vogliono uomini capaci di farsi legare all’albero maestro della nave per non seguire le lusinghe delle sirene e ve ne sono tante in giro. Sono le sirene degli interessi corporativi, del grande capitale, di chi sta bene e vuole stare meglio e pur rappresentando la minoranza del paese (diciamo tra il 10 e il 15% dei suoi abitanti) pretende d’imporre il suo volere. Se vi riusciamo lo dobbiamo non solo a Grillo o a Casaleggio ma al popolo dei “cittadini” che vorrà dimostrarci solo compattezza e determinazione senza le seduzioni degli incantatori di turno, e ve ne sono tanti e prezzolati. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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U.S.A.: Congress Passes Bipartisan Protection for Native Women—VAWA

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2013

(Helena, Mont.) – Native women advocates in the United States are praising lawmakers for passage of an inclusive, bipartisan Violence Against Women Reauthorization Act that would afford protection to all women and victims of domestic violence. The bipartisan bill, S. 47, passed by the Senate in February 2013 and now by the House, 286 to 138, includes critical provisions to restore and strengthen tribal authority to protect Native women from violence in Indian country. The hard-fought passage comes over 500 days after VAWA expired and the legislation stalled during the 112th Session of Congress.Once signed into law, the bill will restore concurrent criminal jurisdiction to tribal governments over non-Indians having ties to the tribe and who commit domestic violence and dating violence against Native women in Indian country or violate protection orders. Non-Indian offenders commit vast majority of the violent crimes against Native women. “In many cases, these non-Indian perpetrators make a deliberate choice to live on our reservations, whether in connection with marriage to a tribal member or to avoid accountability for violent crimes committed against Native women,” said Terri Henry, Eastern Band of Cherokee Indians Tribal Councilwoman- Paint Town Community and Co-Chair of the National Congress of American Indians’ Task Force on Violence Against Native Women. Current United States law creates a criminal jurisdiction gap for tribal governments over non-Indians , and the federal and state officials which have authority to prosecute these crimes are failing to do so at alarmingly high rates. “This bill would strengthen the ability of tribal governments to protect Native women locally from domestic and dating violence,” Henry added. The long overdue reauthorization of VAWA comes at a critical time. “One in three Native women will be raped in her lifetime, and six in ten will be physically assaulted,” said Lucy Simpson, Executive Director of the National Indigenous Women’s Resource Center, Inc. Simpson added that, “even worse, on some reservations, the murder rate for Native women is ten times the national average.” “Native women have endured violence since colonization, and their blood continues to be shed due to the unjust and unacceptable jurisdictional loopholes in United States law,” said Juana Majel, 1st Vice President of the National Congress of American Indians and Co-Chair of its Task Force on Violence Against Native Women. “We are pleased that Congress has finally stepped up to address the unchecked violence against Native women by freeing the hands of Indian nations–the most appropriate entities–to protect Native women in their own communities from rapists and batters,” she added. The Indian Law Resource Center, the National Congress for American Indians’ Task Force on Violence Against Women, Clan Star, Inc., and the National Indigenous Women’s Resource Center have been working diligently both domestically and in the international arena to restore safety to Native women and to protect their most basic human right, the right to be free of violence.

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