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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 2 marzo 2013

Primarie, programma e squadra governo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2013

Com’è noto la campagna elettorale è stata caratterizzata da molta demagogia e poca concretezza e chiarezza programmatica. Gli elettori non hanno avuto modo di conoscere i programmi di governo per, realisticamente, uscire dalla crisi. Perfino il prof. Monti si è perso quando si è trattato di spiegare agli italiani cosa fare posto che l’Europa è incapace di darci una mano. Avremmo anche gradito, ma forse sarebbe stata troppa grazia, conoscere la squadra di governo chiamata a rispettare i programmi. Quest’ultimo punto è molto importante in quanto, noi elettori, avremmo potuto giudicare in anticipo, la serietà politica e la competenza dei futuri ministri e sottosegretari in comparti strategici come le finanze, lo sviluppo economico, la sanità, le politiche sociali, le comunicazioni. Ad esempio, quando Bersani parla di mettere subito in cantiere una legge “ad hoc” sul conflitto d’interessi non sappiamo esattamente cosa intende dire e fare. Non sappiamo se intende restituire ai cittadini quel “bene comune” chiamato “Frequenze” che il signor Berlusconi, in pieno conflitto d’interessi, ha fatto suo per rafforzare quel potere mediatico attraverso il quale domina, indisturbato, radio, tv, satelliti, torri telefoniche, siti trasmissivi, aziende di produzione di apparati, aziende di manutenzione impianti, aziende di produzione televisiva e cinematografica, giornali, riviste, aziende di pubblicità, aziende di indagini di ascolto. Bersani non dice se quei sei canali televisivi disponibili saranno utilizzati per risanare quella pietosa pianificazione televisiva digitale AGCOM di cui tutta l’Europa ci deride e per salvare il pluralismo radiotelevisivo, intenso come “pluralismo nel possesso dei mezzi trasmissivi”, o se vorrà metterli all’asta per farne merce di scambio con le Telecoms. Transeat, su questi argomenti che si sarebbero dovuti discutere durante la campagna elettorale, ma ora chiediamo a Bersani una svolta democratica per la riconquista del Primato della politica nella quale il cittadino abbia la possibilità di sentirsi, non governato, manipolato, ma protagonista di un processo di rinnovamento per il quale la parola d’ordine dovrà essere “si può e si deve cambiare”.La REA, pertanto, chiede che prenda l’iniziativa di indire le Primarie per approvare il suo piano di governo con la relativa squadra di ministri e sottosegretari impegnati ad attuarlo in modo da presentarsi di fronte alle Camere forte del consenso popolare lasciando, così, alle altre forze politiche la possibilità di migliorarlo o la responsabilità dell’eventuale sfiducia per le sorti del Paese.(Antonio Diomede, Presidente REA – Radiotelevisioni Europee Associate)

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L’insegnamento dalle elezioni politiche

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2013

questa campagna elettorale di cose strane se ne sono vedute tante. Eppure abbiamo avuto un segnale inequivocabile da parte, per lo meno, da chi ha individuato nel messaggio di Grillo l’indicazione di un cambiamento reale. Ad essi, purtroppo si sono aggiunti gli “gnoccoloni” che hanno bevuto le promesse del solito imbonitore di turno e altri che non hanno capito come Monti oltre ad essere un tecnocrate è anche un “servus servorum dei” e per “dei” intendo i poteri forti europei delle banche e dell’alta finanza. L’Italia vuole continuare a crescere ma per farlo deve incominciare dalla politica e dalle iniziative che è intenzionata ad assumere per invertire la tendenza al decadimento: la ripresa dell’attività economica e imprenditoriale. Se si lavora e si produce si creano nuovi posti di lavoro e nuove opportunità per crescere e prosperare. Ma non si può fare se noi non ci scrolliamo di dosso la corruzione che si mangia ben 70 miliardi di euro l’anno, l’evasione fiscale che ne erode altri 150 miliardi e se non poniamo un freno alle spese folli per la difesa come se dovessimo andare in guerra da un momento all’altro. E poi dove abbiamo visto una giustizia dai tempi bliblici? I rimedi ci sono tutti per invertire la tendenza ma manca solo la volontà politica. Quella, per intenderci, che è fatta per avallare le spinte corporative o i conflitti d’interesse giudiziari del solito innominato. Poi, in proposito smettiamola di credere alle sue paventate “persecuzioni giudiziarie”. Avrebbe potuto evitarle se si fosse fatto giudicare invece d’inseguire le prescrizioni di motu proprio con la compiacenza del Parlamento. D’altra parte se proprio crede che una parte della magistratura ce l’ha con lui, quand’era Presidente del consiglio avrebbe potuto mandare i carabinieri ad arrestare quei magistrati che senza prove e valide motivazioni attentavano alle istituzioni dello stato imbastendo processi inesistenti. D’altra parte non si è mai visto, se non nei paesi del terzo mondo che un presidente del consiglio si porti dietro uno strascico così imponente di casi giudiziari che lo riguardano e con imputazioni, a dir poco, sconcertanti. Per molto meno all’estero si esce dalla vita politica. Meditate, gente, se vuole essere meno gnoccolona” e più avveduta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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