Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 30

A carte scoperte

Posted by fidest press agency su martedì, 5 marzo 2013

Un segnale è stato percepito dagli italiani e pare che taluni fatti lo confermino dando ragione a Grillo che sostiene le intese sottobanco tra il Pd e il Pdl. Se andiamo a rivisitare tutta la storia politica italiana dal 1993 ad oggi che è stata caratterizzata dall’ascesa di Berlusconi e le sconfitte subite da Romano Prodi non dalle urne ma dai siluri lanciati dai suoi alleati mi pare evidente che il malessere proviene solo da una parte. Ora sembra che ci risiamo con un “timido” Bersani che lascia l’iniziativa a Berlusconi e sembra voglioso di vederlo vincere per gestire un post-Monti che è tutto in salita per gli enormi problemi che ha lasciato soprattutto sulla mancata equità dei sacrifici imposti agli italiani senza offrire loro l’opportunità di una crescita economica e industriale la sola capace di dare ossigeno alle imprese e porre un freno alla disoccupazione e alla precarietà del lavoro.
Di ricette ve ne sono molte e talune di esse sono valide per tentare un’inversione di tendenza ma ci vuole un “uomo forte” e Bersani senza volerlo, ovviamente, ammettere esplicitamente lo ha indicato in Berlusconi. Questa è la contraddizione che i grillini hanno avvertito e i loro elettori hanno intuito. Ora per far esplodere il sistema occorre che il Pd getti la maschera e si allei con il Pdl e tra qualche anno si ritornerà alle urne dove la resa dei conti si farà tra il Pdl e il Movimento Cinque stelle, mentre il Pd è destinato a sparire.
Se Bersani e i suoi amici della “vecchia guardia” non se ne rendono conto, sebbene molti segnali lo stanno a dimostrare, lo stacco con gli elettori continuerà ad essere vistoso perchè il vizietto degli inciuci alla fine fa il suo tempo mentre non si possono affrontare i problemi e le riforme strutturali con un Pdl che, di là dei proclami di maniera, è votato alla conservazione dei privilegi in primo luogo del suo “padrone”.
Come uscirne? Con un atto di coerenza e di onestà. Bersani dovrebbe ammettere che lui ha creato un capolavoro “vincendo per perdere” ed è giusto che dopo questo pasticciaccio passi il testimone ad altri. Da leader non è riuscito ad essere credibile lo sarà ora per resituire dignità e futuro al suo partito? (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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