Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Archive for 21 marzo 2013

Tu lo dici, l’altro lo dice

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2013

E io smentisco. Non so se l’opinione pubblica abbia accolto il nuovo “stile” della comunicazione politica che da qualche mese si diletta a propagare notizie “inventate” o vagamente attinenti alla realtà per poi far intervenire la parte interessata per una smentita. E tutto questo accade mentre l’informazione è a caccia di “sensazioni” per anticipare gli eventi, per incuriosire i lettori, per fare della dietrologia l’arte del futuro. Ma il rischio è dietro l’angolo.
Non si conoscono più i confini tra il vero e il falso. E allora? La verità è che stiamo cercando di mettere il bavaglio all’informazione affondandola nella inattendibilità. Così anche le notizie certe finiscono nel grande calderone delle inattendibilità rendendo un pessimo servizio non tanto e non solo all’informazione quanto alla vita stessa della nostra cultura democratica e dei valori che esprime. (Riccardo Alfonso)

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Il ruolo dei collaboratori parlamentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2013

Il coordinamento dei collaboratori parlamentari (Co.co.parl.) ha scritto una lettera ai presidenti della Camere, Piero Grasso e Laura Boldrini, “per sottoporre una questione che rientra in quelle iniziative finalizzate alla razionalizzazione e alla riduzione delle spese per l’attività istituzionale e per una maggiore trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici a ciò destinati”. Esprimendo vivo apprezzamento per le prime prese di posizione dei Presidenti, il Cocoparl sottolinea come “la questione dei collaboratori parlamentari sia diventata in qualche modo una cartina al tornasole per l’opinione pubblica circa la reale volontà (o la mancanza) di cambiamento all’interno del Parlamento.“Crediamo – prosegue il Cocoparl – che siano maturi i tempi perché anche il nostro Paese proceda ad una regolamentazione del rapporto fra parlamentare e collaboratore attraverso l’adozione del cosiddetto ‘modello europeo’. In estrema sintesi, si tratta di identificare uno specifico “fondo per lo staff”, a disposizione di ciascun parlamentare, vincolandone rigidamente l’erogazione all’effettivo instaurarsi di un rapporto di lavoro regolare con i collaboratori e far sì che questo rapporto sia amministrato direttamente dal Parlamento, anche attraverso l’individuazione di contratti tipo che superi l’attuale giungla contrattuale.In Italia, invece, tale fondo viene erogato direttamente ai parlamentari in maniera di fatto forfettaria, indipendentemente cioè dal suo effettivo utilizzo per i fini ai quali è destinato. Per fare un esempio, secondo gli ultimi dati resi pubblici, nel 2010 i contratti regolarmente registrati presso la Camera dei deputati erano circa 230. Ciò significa che circa 400 deputati non utilizzavano per la stipula di un contratto con il collaboratore il fondo (pari a 3690 euro). In questa situazione, che ad oggi non risulta essersi modificata sostanzialmente, l’adozione del ‘modello europeo’ porterebbe ad un risparmio per la sola Camera di circa 17 milioni di euro l’anno (3690 euro per 400 deputati moltiplicati per 12 mensilità) e comunque, costituirebbe un formidabile incentivo alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro.Il risultato sarebbe un immediato impatto sui costi, un innegabile vantaggio in termini di trasparenza e, soprattutto, rimuoverebbe alla radice il dubbio che, proprio nel cuore delle istituzioni, possano sussistere rapporti lavorativi poco nitidi e poco equi”.

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Schengen governance and technology: MEPs and experts to debate state of play

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2013

Plans for reforming the rules governing the Schengen border check-free area, its current functioning and possible enlargement will be debated at a Civil Liberties Committee hearing on Schengen and border management on Wednesday and Thursday. Other issues to be discussed include the latest technological developments and the new “smart border” proposals.Free movement of citizens, considered one of the main achievements of the European integration, is today ensured in an area encompassing EU member states (except for the UK, Ireland, Cyprus, Bulgaria and Romania), Iceland, Norway, Switzerland and Liechtenstein.The hearing on Schengen will start on Wednesday at 17.00 with the state of play regarding Schengen governance, including an intervention by European Commissioner for Home Affairs, Cecilia Malmström, and Irish Minister for Justice, Equality and Defence, Alan Shatter.It will continue the next day at 9.00 with a state of play on technology, including the Schengen Information System (SIS) II, the Visa Information System (VIS) and biometric passports as well as further developments including the latest proposals on smart borders.

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Perseguitati e persecutori

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2013

La giustizia in Italia ha toccato il fondo. I suoi limiti sono sotto gli occhi di tutti. E’ il caso “Berlusconi” a renderlo evidente in maniera davvero sconvolgente. E’ una giustizia che può essere imbrigliata come si vuole se si hanno gli ingredienti giusti e si adottano i suoi difetti per giustificare i propri. La mancanza è dei processi lunghi. L’anomalia è nei suoi tre gradi di giudizio. Il difetto sta nel legislatore che può cambiare a comando le leggi mentre si celebrano i processi depenalizzando il falso in bilancio, riducendo la prescrizione trasformando il legittimo impedimento in una farsa. Così questa giustizia ante litteram trasforma l’imputato in inquisitore e gli consente di prendersi beffa delle istituzioni trasformando le aule dei tribunali in tribune elettorali e per fare in modo che si proclami vittima e perseguitato. Ora che i processi “rischiano” di arrivare al loro naturale epilogo si trovano mille stratagemmi per umiliare non i giudici e i pubblici ministeri ma il sistema nel suo complesso. E questa farsa è destinata perpetuarsi perché la vittima-imputato ha da guadagnarci in termini elettorali riscuotendo negli ingenui elettori simpatie e complicità. Siamo noi come cittadini di questo paese che si chiama Italia a doverci vergognare che questa melina continui a rubare le prime pagine della carta stampata e dei media, più in generale, invece di parlare dei problemi reali del paese tra disoccupazione e miseria, ricchezza e povertà. Smettiamola una volta per sempre, diventiamo adulti. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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